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Isole Kurili
Silvana Brizio e Piero Bosco

Viaggio all'estremo oriente del globo: le isole Kurili terre, sconosciute e primordiali.

Le Kurili: 32 isole e molti scogli formano un arco lungo 700 miglia, tra la penisola della Kamchatka e l'Isola di Hokkaido in Giappone. Spesso avvolte dalla nebbia, implacabilmente sferzate dal vento e dall'oceano, sono talvolta sconvolte da esplosioni vulcaniche, terremoti e maremoti, i terribili Tsunami.
Fanno parte del così detto "cerchio di fuoco" del Pacifico e costituiscono l'area più "mobile" del mondo, in quanto pare che il 90% dell'energia sismica mondiale sia concentrata qui.
E' molto difficile reperire informazioni riguardo queste terre così poco ospitali, se non attraverso il diario di qualche spedizione scientifica, ed è proprio questa difficoltà che, sommata alla voglia di vedere ciò che pochi hanno visto, ci ha spinti a tentare l'avventura.
Fino al 1990 le Kurili erano "off limits" per il mondo non-sovietico, in quanto molto importanti strategicamente nella guerra fredda, un vero e proprio ponte verso gli Stati Uniti; solamente da poco tempo, quindi, pochi sparuti turisti vi si avventurano.
Se si escludono un paio di villaggi di pescatori, costituiti da un pugno di casette in legno fatiscenti e un porticciolo colmo di barche arrugginite ed in parte affondate, le Kurili sono disabitate. Non vi sono molti modi per viaggiare in questo arcipelago, se non in barca, armati di un buon spirito di adattamento, molti dollari e soprattutto una buona scorta di pastiglie per il mal di mare.
L'unico collegamento con la terra ferma è un volo che viene effettuato sporadicamente, causa nebbia, tra il capoluogo Yuzhno-Kurilsk e Vladivostok, importante porto commerciale e capolinea della famosa Transiberiana.
Le difficoltà organizzative, peraltro superabili con un po' di entusiasmo, saranno però presto dimenticate quando vi troverete immersi in un ambiente di incomparabile bellezza, grandioso e spettacolare e praticamente mai turbato da interventi umani. Unica eccezione, i resti di basi militari, ricordo della passata potenza sovietica.
E' il trionfo della natura in ogni suo aspetto; la flora, la fauna, i vulcani, l'oceano ci riportano all'origine della vita, e noi siamo sopraffatti di fronte ad una tale dimostrazione di forza. E' il regno degli animali di ogni tipo e specie; il mare è ricchissimo di krill che attira in queste acque orche e balene, che spesso fanno capolino dalla superficie dell'acqua; le scogliere sono affollate da leoni marini e foche e, più in alto, da una moltitudine di uccelli di diverse specie, mentre sulla terra ferma il re incontrastato è l'orso bruno, parente stretto del più famoso Grizzly.
E' un viaggio nel senso più pieno della parola, in luoghi che appaiono oggi, così come apparvero ai primi esploratori che giunsero qui nel XVII secolo. Per gli amanti degli animali e della natura, questo è senza dubbio un luogo di enorme interesse, che ripaga ampiamente del lungo e faticoso viaggio. Nulla è ovviamente programmato, ed ogni spostamento è vincolato alle condizioni meteorologiche e del mare; anche gli spiriti più avventurosi, alle Kurili, saranno accontentati.

PERCORSO
da Mosca a Kushiro (Giappone); Km totali 9.000 ca.
12 giorni
aereo, elicottero, minibus, barca
foto, trekking, pesca, birdwatching, osservazione naturalistica

Arte e storia **
Natura *****
Sport e divertimenti *

Difficoltà: alta
Costo: alto

Data effettuazione: maggio 2000

1° Tappa
Partenza: Mosca
Arrivo: Petropavlovsk-Kamchatsky
Distanza: 7.000 km
Tempo: 9h
Mezzo: aereo

Si arriva all'aeroporto internazionale di Mosca dopo 3h di volo, o meglio si dovrebbe, perché noi abbiamo accumulato 3h di ritardo e siamo atterrati nell'aeroporto per i voli nazionali! Nel pomeriggio del giorno successivo, dopo una breve visita alla città, si riparte per la Kamchatka con le solite tre ore di ritardo.
Si arriva a Petropavlovsk dopo 9h passate, cercando di prendere sonno su un rumorosissimo aereo di fabbricazione russa. Ci avvertono di guardare fuori dai finestrini, perché è uno dei panorami più belli che si possano scorgere da un aereo in atterraggio, ma vediamo solo nubi; dei famosi vulcani neanche l'ombra...
Appena posati i piedi a terra, ci rendiamo conto di essere in un mondo diverso; non ci sono né sale di aspetto, né sportelli per il check-in, né aerei. Insomma, l'aeroporto non esiste! Veniamo invitati ad attraversare a piedi la pista ed a recarci in un capannone di legno, dove sono ammassati i bagagli. A questo punto, l'unico modo per recarsi nel centro della città è utilizzare un taxi, ma è meglio chiedere a chi organizza il viaggio di provvedere al trasferimento. Nei pochi chilometri che separano le due località, ci rendiamo conto della povertà in cui vivono questi popoli.
Giunti in albergo, non resta che cercare di smaltire il fuso orario; ottima alternativa alla città è la località di Paratunka, che abbina ad un buon albergo (per lo standard medio del luogo) la possibilità di immergersi nelle sue sorgenti calde.

2° Tappa
Partenza: Petropavlovsk
Arrivo: Petropavlovsk
Distanza: 150 km
Tempo: 2h
Mezzi: minibus, elicottero

Dopo un sonno ristoratore, partiamo per una escursione in elicottero nella riserva naturale di Nalichevo.
Dopo aver percorso i 25 km che separano la città dall'eliporto, saliamo a bordo di un vecchio elicottero annerito dai fumi di scarico che in mezz'ora ci porterà nel cuore del parco, altrimenti non raggiungibile. Il tragitto è molto emozionante, in quanto sorvoliamo due vulcani, l'Avachinsky e il Koriasky, ricoperti da una spessa coltre di neve; intorno a noi, tutto è ricoperto dalla neve e siamo così concentrati sul fantastico paesaggio da non accorgerci dei terribili scossoni che provoca l'elicottero.
Giungiamo poi in una larga valle, dove ci si presenta un torrente con le rive completamente libere dalla neve. Ci spiegano che questo è possibile in quanto l'acqua è calda, e quando vediamo uno dei piloti che si sfila i pantaloni e vi si immerge, lo seguiamo entusiasti! Ci incamminiamo poi per una passeggiata di alcuni chilometri lungo il torrente, dove scorgiamo anche chiare impronte di orsi. Alcune ore dopo torniamo all'eliporto, ma facendo un tragitto diverso da quello di andata, che ci permette di apprezzare meglio la grandezza del luogo.

3° Tappa
Partenza: Petropavlovsk
Arrivo: Petropavlovsk
Distanza: 60 km
Tempo: 2h
Mezzi: minibus

Iniziamo la giornata con una sosta al mercato all'aperto della città. E' un susseguirsi di piccoli banchetti coperti di legno, piuttosto malandati, dove ogni commerciante vende le poche cose a disposizione, soprattutto salmone affumicato che qui abbonda. Vi si trovano oggetti molto particolari e merita una sosta.
Ci rechiamo poi all'Istituto di Vulcanologia dove ci aspetta un vulcanologo, la nostra guida per oggi, che ci porterà ai piedi del vulcano Vilyuchinsky, un tempo vietato ai non militari in quanto permette dalla sommità una veduta molto chiara di Petropavlovsk.
Proseguiamo con il minibus fino a quando la neve ce lo consente, dopodichè procediamo a piedi per alcuni chilometri. Durante il tragitto incontriamo alcuni cacciatori di orsi con delle strane motoslitte ad avviamento a strappo; pare di essere ad inizio secolo, ed è una sensazione fantastica.
Veniamo poi riaccompagnati in albergo dove prepariamo le valigie; questa sera si parte in direzione sud, per le Isole Kurili... o almeno così pensavamo!
Al porto troviamo infatti ad attenderci il capitano e Sergey Frolov, l'esploratore che ci condurrà alle isole con il suo equipaggio: una bottiglia di Champagne aperta, sul ponte, ci comunica che fino a dopo la mezzanotte non partiremo per via della data, il 13 maggio, poco propizia!.

4° Tappa
Partenza: Petropavlovsk
Arrivo: Utashud Island
Distanza: 200 km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

Dopo una notte in bianco (la barca ha la chiglia piatta e il Pacifico non è propriamente un laghetto...), ci troviamo al mattino ancorati in una tranquilla baia chiamata Russkaya. La giornata è magnifica e ci viene voglia di uscire immediatamente. La temperatura è molto bassa, e siccome ci
siamo svegliati per primi (a bordo siamo sei) il capitano ci accompagna in gommone a pescare; forse troppo presi dalla bellezza del luogo, non prendiamo nulla!
Quando tutti sono pronti ci imbarchiamo sul gommone e, superato, un capo roccioso, ci troviamo di fronte una impressionante colonia di leoni marini, che ci accolgono con una serie di richiami simili a muggiti e ci fanno terminare in pochi minuti interi rullini di fotografie.
Nel tragitto, abbiamo anche la fortuna di avvistare un'aquila del mare di Steller che volteggia alta nel cielo, e poco dopo una coppia di orsi, che subito fuggono superando una collina. Scendiamo poi a terra per una passeggiata, in mezzo a cascate spettacolari che ci circondano.
Dopo alcune ore di navigazione ci troviamo ad Uthasud Island, un paradiso per naturalisti; l'isola è infatti abitata da una grande colonia di gabbiani e di Puffin. Qui la foschia avvolge tutto quanto, la sensazione è di essere avvolti nell'ovatta; un piccolo di foca ci osserva nascosto dietro alcuni massi e poi fugge verso l'oceano...
Ritorniamo poi a terra nella baia di fronte, Vestnik Bay, per una passeggiata sulla spiaggia.

5° Tappa
Partenza: Uthasud Island
Arrivo: Paramushir Island
Distanza: 260 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

Durante la notte lasciamo la costa della Kamchatka e cominciamo la vera esplorazione delle Isole Kurili.
Ci risvegliamo al centro di una serie di isolotti e scogli dove, in ogni angolo, spunta la testa di un'otaria marina; siamo a Ptichiy Islands, il luogo più popolato al mondo da questi divertentissimi animali, la cui sopravvivenza è in pericolo.
Proseguiamo quindi per Severo-Kurilsk, un piccolo villaggio di pescatori il cui porto è invaso da barche da pesca completamente arrugginite o affondate, e che è il centro amministrativo dell'arcipelago. Sbarchiamo tra gli sguardi incuriositi dei pescatori che stanno riparando le reti; questo tratto di oceano è uno dei più pescosi del mondo, ma qui pare non essere una risorsa sufficiente.
Riprendiamo il viaggio verso ovest e, all'improvviso, tra la foschia appare come un fantasma la sagoma imponente di Atlasov Island. E' praticamente un vulcano emerso dal mare, che pare galleggiare sull'acqua. Prendiamo terra con il gommone e ci prepariamo per alcune ore di trekking; l'equipaggio ci verrà a riprendere in un altro punto dell'isola.
Attraversiamo una piana dove evidenti sono i resti di abitazioni in legno; erano un carcere femminile, dove le detenute venivano costrette a lavorare il pesce. Quando giungiamo in vetta ad una collina, ci accorgiamo che la barca è ancorata in una baia circondata da una stretta striscia di terra: è un vulcano sprofondato!

6° Tappa
Partenza: Paramushir Island
Arrivo: Onekotan Island
Distanza: 100 km
Tempo: 1 gg
Mezzi: barca

Oggi ci aspetta un grande spettacolo! La barca è ancorata in una baia sovrastata da un enorme vulcano e il panorama è grandioso, ma i continui sbuffi che provengono dal mare attirano la nostra attenzione: siamo circondati da decine di balene, che tranquillamente si nutrono entrando ed uscendo dall'acqua. Rimaniamo per ore ad osservarle e, dopo una breve crociera fra esse con il gommone, prendiamo terra per un trekking alla "caccia" di orsi.
Abbiamo ancora il tempo per circumnavigare la piccola isola Antisferova, caratterizzata da alte scogliere a picco sul mare affollate da migliaia di uccelli di diverse specie, tra cui molti migratori.
Il mare però si sta ingrossando e il vento diventa sempre più forte; tentiamo di prendere terra nuovamente sull'isola Paramushir ma non è possibile. Il capitano decide allora di navigare verso sud alla volta di Onekotan.
Riusciamo a scendere sull'isola e, dopo avere arrancato in salita per alcuni chilometri contro vento e sotto una pioggia battente, raggiungiamo una sommità: sotto di noi appare un grande lago, formatosi dallo sprofondamento di una sezione di vulcano.
Quando rientriamo alla barca, nel clima freddo e umido e nel panorama selvaggio, la luce del giorno sta ormai lasciando spazio alle tenebre.

7° Tappa
Partenza: Onekotan Island
Arrivo: Ushishir Island
Distanza: 270 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

Raggiungiamo l'isola Shiashkotan, praticamente due vulcani collegati tra di loro da una stretta lingua di terra. Ci soffermiamo ad osservare un gruppo di otarie impegnate nelle loro buffe evoluzioni, quando ci accorgiamo che vicino a noi una intera colonia di foche ci osserva incuriosita...
Il tempo è in rapido peggioramento, un tifone si avvicina; siamo tutti sul ponte di comando ad attendere le nuove previsioni. Nulla di buono. Lasciamo Shiashkotan sotto un cielo cupo e, appena usciamo dalla protezione dell'isola, un vento fortissimo investe la nostra imbarcazione: l'oceano si ingrossa e ci mostra il suo volto meno piacevole.
Avremmo dovuto visitare in giornata gli scogli denominati Skaly Lovushki, casa estiva di una grande colonia di otarie orsine che qui giungono per partorire e svezzare i piccoli, ma il mare non ci consente di sostare. Ci rintaniamo in cabina. Gli scossoni non ci permettono più di rimanere in piedi, e tutto quanto non è assicurato rotola e cade a terra: siamo saliti sulla giostra del Pacifico (ed in quel momento cogliamo appieno l'ironia insita nel nome di questo Oceano)!
Per tutto il giorno si naviga in queste condizioni; quando è ormai sera gettiamo l'ancora in una baia riparata nell'isola Ushishir. Siamo sconvolti e stanchissimi.
La nebbia ci avvolge completamente e la temperatura è molto bassa, ma infiliamo il costume da bagno e raggiungiamo il capo spedizione, che sta armeggiando con una pala. Con nostra sorpresa, vediamo che sta scavando delle pozze dove convoglia l'acqua fumante che proviene direttamente dal terreno: è caldissima, e la stanchezza per la giornata in mare si dissolve.

8° Tappa
Partenza: Ushishir Island
Arrivo: Broutona Island
Distanza: 190 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

Spendiamo parte della mattinata a Ushishir Island, per una crociera con il gommone all'interno di un cratere vulcanico sprofondato e occupato ora dal mare.
Il tempo sta migliorando e proseguiamo verso sud; sostiamo all'isola Ketoy per un'altra escursione in gommone ad una colonia di leoni marini e ad alcune scogliere popolate da uccelli. In queste isole è infatti possibile osservare colonie di Puffin, Fulmari, Cormorani, Urie nonché vari tipi di anatre selvatiche e molte altre specie.
Nel tardo pomeriggio giungiamo a Simushir Island, nel punto più settentrionale dell'isola, la baia Broutona. Siamo tutti radunati sul ponte: la barca infila una stretta apertura tra due lembi di terra e ci ritroviamo nella caldera di un vulcano sprofondato; ci guardiamo, stupefatti ed emozionati.
Davanti a noi si parano i resti di una base militare, adibita fino a pochi anni fa a porto per i sommergibili; cominciamo a capire perché queste isole erano off-limits per gli stranieri. Dovunque, attrezzature e automezzi arrugginiti, bidoni di ferro, immondizia e perfino un palazzone a più piani adibito a caserma: uno scempio per la natura di un luogo così suggestivo. Al termine della guerra fredda, l'esercito si ritirò da qui, abbandonando tutto per i costi di trasporto troppo alti.
Nella notte giungiamo infine a Broutona Island.

9° Tappa
Partenza: Broutona Island
Arrivo: Iturup Island
Distanza: 200 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

L'isola Broutona è un grande scoglio ricoperto da una miriade di uccelli di varie specie, abbarbicati su ogni più piccola sporgenza. Il frastuono è assordante; in questa area si avventurano talmente poche imbarcazioni, che difficilmente gli animali hanno avuto precedenti contatti con l'uomo, e quindi reagiscono in modo spesso plateale.
Ci spostiamo di poche miglia per raggiungere Chirpoy Island, dove nuovamente con il gommone ci avviciniamo ad una colonia di leoni marini di Steller, quasi interamente costituita da maschi; le femmine non hanno ancora terminato la migrazione e così gli enormi maschi, che raggiungono una tonnellata di peso, lottano per il territorio.
Raggiungiamo più tardi Urup Island, dove sbarchiamo e ci concediamo una lunga passeggiata nella baia Natalii, per posare finalmente i piedi a terra.
Concludiamo la giornata con il trasferimento nell'isola di Iturup, la prima del gruppo rivendicato dal Giappone insieme con le più meridionali Kunashir, Shikotan e Habomai.
Le Kurili rimangono oggi una delle poche aree al mondo dove i confini non sono ben definiti, anche se negli ultimi anni, prima Gorbaciov e poi Eltsin hanno rinnovato al Giappone il proprio impegno a risolvere la questione.

10° Tappa
Partenza: Iturup Island
Arrivo: Iturup Island
Distanza: 220 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

La giornata è chiara e bellissima: è il primo giorno da quando siamo imbarcati, ma qui è normale che la nebbia avvolga ogni cosa, fin quasi a soffocarla con le sue dense e magiche volute.
Il programma (se così si può dire, infatti nulla è prestabilito ad eccezione del giorno di arrivo in Giappone...) prevede una lunga escursione in gommone tra diverse colonie di foche e leoni marini di Steller che si crogiolano al sole. Ci si riesce ad avvicinare talmente tanto a questi poderosi animali, da poterne sentire perfino l'odore!
Proseguiamo lungo la frastagliata costa di questa lunga isola, caratterizzata da un susseguirsi di capi e di baie; alte colonne di basalto precipitano in mare e una miriade di uccelli volteggia sopra la nostra barca, accompagnandoci.
Sostiamo per la cena in una profonda baia nella parte più meridionale dell'isola; domani alcuni di noi lasceranno la spedizione e vogliamo salutarci in tranquillità.

11° Tappa
Partenza: Iturup Island
Arrivo: Kunashir Island
Distanza: 120 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

Durante la notte navighiamo verso l'ultima isola che esploreremo, Kunashir. Attraccata la nave al molo del villaggio di Yuzhno-Kurilsk, ci viene chiesto di attendere per il disbrigo delle pratiche burocratiche.
Nell'attesa, abbiamo tempo di osservare come la baia che protegge il porto sia costellata di imbarcazioni totalmente o in parte affondate, mentre le poche che ancora galleggiano sono completamente arrugginite e a stento navigano ancora.
Finalmente sbarchiamo e ci avventuriamo all'interno delle piccole costruzioni in legno, estremamente trasandate e bisognose di interventi. Ovunque, oggetti arrugginiti; pare di essere in una città fantasma.
Entriamo in una specie di bazar: gli scaffali sono desolatamente vuoti, rimane qualche bottiglia di vodka e alcune confezioni di cioccolato. Acquistiamo praticamente tutto. E' un luogo estremamente triste e desolato, ma a noi, tramite il contatto con la gente, ha trasmesso un grande senso di intimità e calore.
La nostra avventura sta giungendo al termine e ci incamminiamo nuovamente verso la barca per cominciare l'ultimo giorno di navigazione, che ci porterà in Giappone. Alcuni di noi rimangono ad attendere un piccolo aereo che li porterà il giorno successivo a Vladivostok, nebbia permettendo (qui le torri di controllo non esistono...). E' il momento delle foto di gruppo, degli abbracci e dei saluti; siamo diventati amici, perché questi luoghi così inospitali toccano le persone nel profondo.
Dopo un altro controllo dei documenti riprendiamo il mare, lasciando le acque territoriali russe.

12° Tappa
Partenza: Kunashir Island
Arrivo: Kushiro (Giappone)
Distanza: 220 Km
Tempo: 1 gg
Mezzo: barca

La navigazione che ci porta in Giappone è tutt'altro che piacevole; il mare si è di nuovo ingrossato e soffia un forte vento contrario. Diamo fondo alla riserva di pastiglie per il mal di mare.
Rimaniamo al largo di Kushiro, città situata nell'isola di Hokkaido e importante porto, per alcune ore, ad attendere il permesso di attraccare. Quando finalmente l'equipaggio getta le ancore pensiamo che l'attesa sia finita, ma un gruppo di militari giapponesi sale a bordo e controlla il contenuto di tutti i bagagli, nonché tutti i documenti, per un tempo interminabile. E per fortuna che la guerra fredda è finita!
Siamo esausti ma finalmente liberi di lasciare la nave. Il contrasto tra il Giappone e la Russia è stridente, pare di essere usciti dalla macchina del tempo: dalle baracche di legno ai palazzi di vetro.
Ci gettiamo, malgrado i prezzi, nello shopping più sfrenato per il tempo che ci rimane.
Torniamo alla barca per ritirare le valigie e troviamo ad attenderci i marinai, pronti per salutarci; rimarranno nei nostri ricordi insieme con i compagni di spedizione, gli animali e gli splendidi paesaggi di questi luoghi remoti.

COMMENTO AL VIAGGIO
Partecipare ad un viaggio come quello descritto è piuttosto complicato, in quanto non si tratta di una crociera ma di una vera e propria spedizione, organizzata da una persona del posto.
Il prossimo anno, alcuni tour operator che solitamente organizzano crociere nell'Artico e Antartico proporranno viaggi nelle isole Kurili. I prezzi partiranno da L.11.000.000 per la sola crociera (voli esclusi) per 12 giorni. In alternativa, si può raggiungere l'isola Kunashir con l'aereo da Vladivostok, ma una volta vista questa non è possibile spostarsi.

SCHEDA ISOLE KURILI (RUSSIA)
Estensione: circa 15.600 kmq.
Abitanti: circa 15.000.
Ordinamento dello stato: fanno parte della repubblica federale Russa.
Religione: cristiano ortodossa
Lingua: inglese in barca, russo a terra.
Fuso orario: da + 2h a Mosca a + 10h nelle Kurili.
Documenti necessari: passaporto con validità tre mesi e visto consolare.
Telefono: solo il satellitare (mancano i prefissi)

Come arrivare
Aereo: volo da Milano o Roma a Mosca in 3h 30'; da qui a Petropavlovsk Kamchatsky in 9h per l'andata e da Kushiro a Tokyo e Milano per il ritorno in circa 17h senza le soste. Costo totale del biglietto circa L.3.000.000.
Trasporti interni: non vi è altra soluzione che la nave.
Clima e periodo indicato per il viaggio: malgrado la latitudine, il clima è molto freddo e umido. Il mare di Okhotsk in inverno ghiaccia e il pack si spinge fino al Giappone. Il periodo migliore va da fine maggio a settembre, che è anche il mese con più giorni di sole ma dove sono più alte le probabilità di tifoni. Non bisogna però mai dimenticare che la pioggia è una costante, così come il vento.
Bagaglio/Abbigliamento: è opportuno vestirsi a strati, così da poter seguire il mutare delle condizioni meteorologiche. Indossare quindi capi in polar fleece sulla pelle, poi maglioni e pantaloni in pile ed infine giacche a vento e pantaloni particolarmente impermeabili e resistenti al vento (gore-tex). Scarponi per i trekking, stivali in gomma per scendere a terra con il gommone e ciabatte per la nave nonché berretto, guanti e calze di lana. Importante poi uno zaino per riporre l'attrezzatura durante le escursioni. Non dimenticate il costume da bagno; le sorgenti di acqua calda sono molte.
Salute: nessuna vaccinazione.
Furti/Pericolosità: sulla nave le cabine rimangono aperte, attenzione solo a Mosca.
Emergenze: la nave è dotata di apparecchiature satellitari.

Costo della vita: in Russia è generalmente basso, ma per questo tipo di viaggi purtroppo si paga in dollari.
Acquisti: nei villaggi toccati è possibile acquistare, ad ottimi prezzi, salmone, caviale, vodka.
Cucina/Bevande: il clima troppo rigido non permette la coltivazione di verdure e frutti, ma il mare ed i fiumi forniscono ottimo pesce.
Elettricità: 220 Volt, prese di tipo italiano.
Fotografia: la vostra apparecchiatura fotografica dovrebbe essere composta, oltre che da un corpo macchina (meglio due per non dovere ogni volta cambiare l'obiettivo, capita spesso che gli animali compaiano all'improvviso e voi siate sul gommone in condizioni di equilibrio precario), da un grandangolo, un 35/70 mm, un 80/200 mm o 100/300 mm e un cavalletto. Portate con voi almeno due/tre rullini da 36 scatti per ogni giorno e non dimenticate che la luce generalmente è molto scarsa, quindi sono indicate pellicole sensibili. Il clima è spesso umido o piovoso, quindi munitevi di fazzoletti di carta per asciugare l'attrezzatura e possibilmente di uno zaino impermeabile, in quanto il fondo del gommone è spesso allagato.
Guide consigliate: non esistono guide.
Tour Operator: nel 2001 un operatore olandese specializzato in spedizioni turistiche offre una serie di itinerari, fra cui le Kurili, nell'estremo oriente della Russia, utilizzando una nave da ricerca molto più grande e stabile rispetto a quella della nostra spedizione - Oceanwide Expeditions: Bellamypark 9, 4381 CG Vlissingen, Netherlands; tel.0031-118410410, fax.0031-118410417, sito internet: www.ocnwide.com
Per ogni tipo di viaggio nell'est della Russia potete contattare Far East Development: 1321 W. Emerson 6, Seattle WA 98119, USA; tel.206-282-0824, fax.206-281-4417, sito internet: www.traveleastrussia.com
Per chi fosse interessato a partecipare ad una spedizione simile alla nostra, vi sono vari vantaggi: si è in pochissime persone, le opportunità fotografiche sono molto più interessanti e si può intervenire nella scelta dell'itinerario e del programma, visto che nulla è organizzato; potete scrivere in e-mail a marco.fazio@isiline.it; saremo lieti di mettervi in contatto con la persona che ha organizzato il viaggio per noi, direttamente sul posto.
Dormire/Mangiare/Divertirsi
La vita quotidiana si svolge sulla nave; gli unici divertimenti sono la socializzazione con gli altri membri dell'equipaggio e le esplorazioni naturalistiche.

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