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Il Cuore Della Polinesia
Alessandra Bonezzi

"Il popolo più adorabile del mondo, sereno, misterioso, di vera bellezza.
Così puro e semplice che è difficile respirarlo..."

Un'emozione che attanaglia lo stomaco: la sensazione, che auguro a tutti di provare, fosse solo per un attimo, di tornare " a casa", in una terra che non è la mia.
Una terra che mi accoglie e mi scalda come se le appartenessi, che mi lascia coccolare dal mare, abbracciare dalle palme, viziare dal sole e che ogni giorno mi presenta un nuovo dono, per rendersi indelebile nella mia memoria.

Un inverno passato a contare i giorni che mi separano dalla partenza, che sembrano non passare mai, e poi, finalmente, il lungo viaggio per raggiungere e conoscere il cuore delle Isole Samoa.
Faleolo International, uscita della dogana. Il dolce benvenuto è l'immagine di una folla multicolore che si sbraccia a salutare amici, parenti, intere famiglie che si ricongiungono in questo piccolo aeroporto, dove l'arrivo di un volo intercontinentale è ancora una gran festa.
Talofa Samoa, saluto emozionata, percorrendo la strada che mi conduce in città, e mentre colonne di pick up strapieni di uomini e donne diretti al lavoro mi scortano e mi precedono, sventolo le mani fuori dal finestrino, rispondendo alla dolce musica del "Pie Pie" dei bambini che, bellissimi nelle loro uniformi colorate, si avviano verso la scuola.
E' un attimo sentirsi un'altra, avere voglia di spogliarsi di abiti di colpo scomodi ed ingombranti, mettersi un hibiscus nei capelli, cospargersi di olio di cocco, sorridere, salutare, parlare con la gente. Mi fermo a casa il tempo di un saluto, infilo un lavalava e mi avvio in strada ad attendere il bus che da Moto'otua mi porterà in città. Non ho tabelle di marcia da rispettare e l'esperienza è elettrizzante. C'è una gerarchia sui bus samoani e nel lento, continuo spostamento di persone e di borsoni intrecciati con foglie di banano, mi concedo il lusso di gustare la delizia di quel rituale.
Ad Apia, la capitale, ritrovo il caos di sempre, rivedo i poliziotti con i loro lavalava annodati in vita, intenti a dare un senso al via vai incessante delle auto.
Un tuffo al mercato principale, il Maketi Fou: colgo dal mucchio una noce di cocco con cannuccia, respiro il profumo del frangipane, l'odore dei barbecue agli angoli delle strade, stappo una vecchia bottiglia di Fanta per riempirmi i polmoni di essenza di cocco, svirgolo tra pile di banane, taro, papaia, mi dondolo sulla musica, mi lascio avvolgere, coinvolgere, inghiottire dall'immensa folla indaffarata e colorata di Samoani che ogni giorno dà vita a questo luogo.
Lascio il mercato sotto un cielo minaccioso; il clima è tropicale e nonostante la stagione secca, non è raro trovarsi sotto un fugace acquazzone.
Assumo l'andatura dinoccolata "di chi non se la prende", percorro la Beach Road, il lungomare
di Apia, con i suoi edifici coloniali dilapidati, i grandi alberi di pulu, passando davanti alla baia, il palazzo del Governo, la torre dell'orologio e il mercato del pesce.
Pur essendo un piccolo contenitore del mondo moderno, come evidenzia il numero sempre crescente di macchine e di supermercati, la televisione via cavo, i cellulari, gli Internet Cafès, Apia resta tuttavia descrivibile come un agglomerato di "villaggi urbani".
La Polinesia dei fales e dei villaggi dai giardini curatissimi, dista solo pochi minuti.
Qui si srotola la storia e la vita delle Samoa, un luogo in cui il tempo rispetta il momento e non si programma mai il domani, in cui in una giornata di sole nessuno si chiede che tempo farà domani, perché ciò che conta è imparare ad accoglierlo. Se c'è un segreto che rende tali le "isole felici", dimora proprio qui, nella forse inconsapevole arte, a noi ormai sconosciuta, del vivere e ragionare con semplicità, dell'essere felici dei doni che si ricevono e condividerli con altri.
C'è qualcosa di voluto nel non essermi soffermata a raccontare del mare turchese, delle spiagge bianche, dei tramonti che toccano l'anima, perché è forse più nobile dirvi che le Samoa non sono solo questo.
Sperando quindi che la mia penna sia stata fin qui capace di rendere giustizia a questi luoghi e a descrivere le emozioni che suscitano, vi invito a proseguire questo viaggio cartaceo, alla scoperta di isole che avevo rinunciato a cercare, nell'erronea convinzione che non potessero esistere.
(A Giacomo, che non ha potuto vederle).

Strilli laterali
"...sorridere, salutare, parlare con la gente..."
"...non si programma mai il domani..."

DIZIONARIETTO SAMOANO
Fa' soifua: arrivederci
Fa'afetai: grazie
Fale: abitazione tipica
Fiafia: serate di musica e danza samoana
Lavalava: pareo
Koko samoa: cacao
Matai: capo villaggio
Oka: pesce crudo in crema di cocco
Palagi: uomo bianco
Palusami: taro in crema di cocco
Pisupo: cornbeef e cipolle
Sashimi: pesce crudo con salsa Wasabi
Talofa: buongiorno
Umu: forno scavato nel terreno


PERCORSO
da Apia (Isola Upolu) ad Apia
3-4 settimane
aereo, 4x4, barca, taxi, bus.
foto, sport balneari, trekking

Difficoltà: facile
Costo: medio/alto

Data di effettuazione viaggio: luglio/agosto 2000

Arte e Storia ***
Natura *****
Sport e divertimento ****


TAPPA 1
Partenza: Apia (Is. Upolu)
Arrivo: Apia (Is. Upolu)
Distanza: 100 km ca. giro dell'isola
Tempo di spostamento: 1 giorno
Mezzo: 4x4, passeggio


Sede della capitale Apia, l'isola di Upolu è la seconda in grandezza dopo Savai'i. Sono necessari almeno tre giorni per visitare la città, spendibili anche per assorbire la stanchezza ed abituarsi al fuso orario.
Da indicare come prima meta i mercati principali, il Maketi Fou nel centro della città, il Flea Market sul lungomare ed il Fish Market, aperto tutti i giorni e particolarmente affollato la domenica mattina, con tutti ad acquistare il pesce per l'Umu domenicale. Nei mercati si trova tutto l'artigianato locale, in legno o conchiglia, i lavalava, le tapas tradizionali (in passato usate come abiti, sono oggi il souvenir più tipico, una sorta di "papiro" decorato ricavato dall'albero di gelso), l'olio di cocco venduto in bottiglie di Coca e di Fanta, eccezionale per l'abbronzatura, la pelle ed i capelli.
E' possibile gustare il Kavakava, bevanda tratta dalla radice della pianta del pepe ed assistere alla 'Ava Ceremony, un rito tutto polinesiano. Le riunioni tra matai sono sempre precedute da questo rituale.
Non sempre i prezzi sono più convenienti dei negozi. Ci sono prezzi per i Samoani e per noi palagi: è quindi opportuno farsi accompagnare da qualcuno di loro, e in ogni caso contrattare.
In una baracca fatiscente, si trova uno dei tatuatori più conosciuti di Upolu. Il pe'a, tatuaggio samoano, è una tradizione molto diffusa, nonostante i missionari abbiano cercato di scoraggiarne la pratica, considerandola pagana. Il tatuaggio maschile ricopre quasi tutto il corpo, e a volte richiede mesi di lavorazione; le donne sono tatuate lungo le cosce fino alle ginocchia. Si utilizza ancora la tecnica tradizionale a mano.
Poco distante dal porto, si trova la riserva marina Palolo Deep National Marine Reserve, eccellente per un pomeriggio di snorkelling, mentre un tuffo a Papasee'a Sliding Rocks, per scivolare da una roccia in piscine d'acqua immerse in una fitta vegetazione, è tappa obbligata. A pochi chilometri, viaggiando sulla Cross Island Road, la strada che taglia l'isola da nord a sud, c'è la casa di Robert Louis Stevenson, dove lo scrittore trascorse gli ultimi anni di vita.
La casa, perfettamente ristrutturata, è oggi un importante museo che illustra la sua storia. Stevenson e la moglie Fanny sono sepolti qui, ed è possibile visitare la loro tomba. La marcia è assai impegnativa (45' il percorso meno ripido), ma la panoramica di Apia dall'alto del Mt.Vaea è assolutamente indescrivibile.
Proseguendo per la Cross Road verso sud, incontriamo il Baha'i Temple, sede della fede Baha'i. E' uno dei soli sette templi di questa religione esistenti in tutto il mondo; la struttura, disegnata da un iraniano, è bellissima ed i giardini molto curati. A poca distanza, al Tiapapata Art Centre, gestito da Wendy Percival e da suo marito, una coppia squisita, si può avere una dimostrazione pratica dell'arte samoana, tradizionale e contemporanea.
In circa mezz'ora di guida agevole si raggiunge il lato sud di Upolu. Le prime tappe sono per tutti il Coconut Beach Club Resort ed il Sinalei Reef Resort, caratterizzati da lussuosi fales sulla spiaggia. Imperdibile un pranzo, una cena o anche solo un aperitivo sulla "terrazza" del Sinalei. Il Coconut Beach organizza ogni sabato sera un Fiafia, ma potendo esprimere un giudizio, il migliore è ad Apia, all'Hotel Kitano Tusitala, dove facilmente si è invitati sul palco per unirsi alle danze. Non distante il Parco Nazionale, O le Pupu-Pu'e ("dalla costa alla cima della montagna") National Park. Non potendo entrare in auto, si può lasciare la macchina nel parcheggio all'ingresso del parco.
La costa sud-ovest è splendida, un susseguirsi di villaggi, di fales colorati, di vegetazione abbagliante, di bambini che giocano in improvvisati quanto improbabili campi da cricket e
da rugby, di miriadi di chiese.
Consigliata una lunga sosta a Matareva Beach Fales, una larghissima spiaggia bianca circondata da mare turchese, frequentatissima dai locali la domenica. Cibo e bevande si acquistano all'ingresso della spiaggia.
Non si può non fermarsi a Return to Paradise, spiaggia resa famosa dall'omonimo film, interpretato nel 1951 da Gary Cooper.
Proseguendo verso nord, s'incrocia la strada comunemente detta "dell'Aeroporto". A poca distanza dal Faleolo International Airport, troviamo il porto di imbarco per Savai'i, Mulifanua Wharf, nonché Manono Uta e Apolima Uta, le due stazioni di imbarco per le isole minori.
Per raggiungere il lato est, è necessario transitare nuovamente da Apia. Dall'aeroporto si impiegano circa 30', a meno che non si sia preceduti da un bus, nel qual caso diventano 40'. Superare, se non in condizioni ottimali, è sconsigliato, essendo le strade continuamente attraversate da bambini, polli e maialini. Divertenti e piuttosto palesi, i cartelli invitanti alla massima prudenza che tappezzano le strade.
Viaggiando verso est non è difficile imbattersi in qualche temporale, soprattutto in montagna, ma sono condizioni passeggere che cambiano non appena si raggiunge la costa; non c'è da scoraggiarsi, quindi, né tantomeno da perdere di vista la sconcertante bellezza della vegetazione.
A 20' da Apia, Piula Cave Pool, piscine di acqua fresca dove è possibile sostare qualche ora per un picnic ed esplorare le cave sottomarine.
Raggiungere il distretto di Aleipata richiede circa 1h di auto. La strada è perfettamente asfaltata ma, viaggiando all'imbrunire, priva di luci. La sera è l'orario in cui la gente del villaggio esce in passeggiata, per questo bisogna essere attentissimi nella guida.
Nell'area di Aleipata si concentrano quasi tutti i villaggi di fale aperti ai viaggiatori. Passare una notte in un fale, svegliarsi la mattina arrotolando le tendine di foglie di banano e ritrovarsi su una spiaggia paradisiaca, è un'esperienza immancabile. Non ci sono pericoli, non si sono verificati, a mio sapere, incidenti o furti, e questo è il vero modo di vivere samoano.
Lalomano è frequentatissima dai locali la domenica, offrendo la possibilità di un BBQ (barbecue) sulla spiaggia. Cibo e bevande si portano da casa, e si cucina sul posto accendendo il BBQ con gusci di noce di cocco. Non è raro assistere alla cottura di maiali interi. I samoani, come tutti i polinesiani, mangiano moltissimo; non a caso è una delle razze più massicce al mondo, per quanto gli incroci con razze bianche della Nuova Zelanda e Australia stiano oggi definendo una "taglia media".
Alcuni dei villaggi più rinomati sono Romeo's Beach Fales (la moglie del proprietario, Rita, è veramente gentile), Litia Sini's Beach Fales (qui si trova un ottimo Nescafé, cosa rara, visto che il caffè samoano non è proprio eccezionale!) e Boomerang Creek che, costruito sulle colline del villaggio di Saleapaga, è uno splendido osservatorio naturale.
Da Aleipata ci si imbarca per le Aleipata Islands, un gruppo di piccole isole di fronte alla costa, al confine con la barriera corallina.


TAPPA 2
Partenza: Mulifanua Wharf (Is. Upolu)
Arrivo: Mulifanua Wharf (Is. Upolu)
Distanza: barca + 25 km ca.
Tempo di spostamento: 2h barca, 1h 30' giro dell'isola
Mezzo: 4x4-bus


Da Mulifanua Wharf ci si imbarca per Savai'i, dove si arriva dopo 1h di navigazione. In alternativa al traghetto, è possibile raggiungerla con piccoli aerei ad elica della Polynesian Airlines, in partenza dall'aeroporto Fagali'i ad Apia. Il volo dura 20', e viaggiare in una giornata di sole ammirando il paesaggio da un'insolita prospettiva è veramente incantevole. L'aeroporto di Savai'i, Ma'ota Airport, dista pochi minuti di auto dal porto, Salelologa Wharf.
Salelologa è la cittadina principale dell'isola: qui si trovano le uniche due banche, l'ufficio postale, il mercato, qualche negozio, ed è quindi transito obbligato.
Noleggiare un'auto è possibile, ma se avete tempo e pazienza vi consiglio di avventurarvi con i bus. Non esistono orari precisi, fatta eccezione le coincidenze con il ferry, ma l'esperienza è assicurata ed è il modo migliore per visitare l'isola ed incontrare i locali. Come noterete, la gente di Savai'i è diversa rispetto a quella di Upolu, è più semplice, meno cittadina.
Lasciando il porto in direzione est, incontriamo i pochi alberghi ed i primi villaggi in cui è possibile alloggiare.
Questo tratto di costa è splendido, con spiagge bianchissime e mare cristallino, ed è anche uno dei punti migliori per lo snorkelling sul reef. Di fronte alla spiaggia di Faga, a circa 15' dal porto,
incontriamo il Si'ufaga Beach Resort, villaggio noto tra i viaggiatori gestito dalla famiglia Caffarelli, di origine italiana.
Poco distante, nel villaggio di Pu'apu'a, si trovano due piscine di acqua fresca, ma prima di immergersi è buona regola chiedere il permesso alla gente del villaggio. Questa è una norma da rispettare anche se si decide di sostare su una spiaggia.
Proseguendo verso nord si incontrano i Lava Fields, campi di lava, testimoni insindacabili delle eruzioni vulcaniche qui avvenute tra il 1905 e il 1911. E' stupefacente notare come la vegetazione stia ricrescendo sulla lava stessa.
Fagamalo è invece conosciuta per essere un'eccellente spiaggia per il surf ed il windsurf.
Da questo tratto di costa si parte per addentrarsi nel cratere del vulcano, il Mt. Matavanu Crater. Il vulcano, visitabile a piedi e facilmente accessibile, rappresenta uno degli aspetti naturali più interessanti di Savai'i. La camminata può richiedere tutta la giornata; è quindi consigliabile partire presto la mattina, per evitare di trovarsi in marcia nelle ore più calde. Rientrando sulla costa, passiamo dal villaggio Manase. Qui, situate su una splendida spiaggia, vi sono diverse possibilità di alloggio: il Lagoto Beach Fales, dove si mangia ottimo pesce, Tanu's Beach Fales, popolarissimo sull'isola, gestito dal matai Tanu e dalla sua famiglia e lo Stevenson's at Manase, attualmente in ristrutturazione per cambio gestione.
Il luogo più misterioso ed inquietante è senza dubbio Falealupo Rainforest, a nord-ovest dell'isola. La leggenda racconta che fosse il passaggio degli spiriti verso gli inferi, e che durante la notte gli spiriti si aggirassero nella zona. L'area è considerata sacra dagli abitanti. Qui si trovano piscine scavate nella roccia, cave, ed è possibile ammirare i più bei tramonti di Savai'i.
Proseguendo verso sud il villaggio Taga, reso famoso dalle Blow Holes, uno degli spettacoli naturali più impressionanti delle Samoa. Ammirabili da una spiaggia lavica, che si raggiunge attraversando una piantagione di noci di cocco, i Blow Holes sono veri e propri geyser creati dalle onde dell'Oceano Pacifico che si infrangono sulle rocce della barriera corallina. I Samoani danno dimostrazione della potenza delle onde lanciandovi contro noci di cocco, che possono alzarsi fino a 90 metri. Lasciando Taga, percorrendo la Main South Coast Road, si raggiunge nuovamente Saleologa Wharf.


TAPPA 3
Partenza: Manono Uta (Is. Upolu)
Arrivo: Manono Uta (Is. Upolu)
Distanza: barca + 3 km
Tempo di spostamento: barca 30', 1h trekking
Mezzo: barca, trekking


Manono, la terza isola delle Samoa, si raggiunge da Upolu su piccoli pescherecci in partenza da Manono Uta.
A Manono non ci sono macchine e non ci sono strade, solo sentieri da percorrere a piedi, lungo la spiaggia o all'interno di una fitta vegetazione. Ci sono solo pochi fale dove alloggiare per chi vuole fermarsi una notte, al Vaotu'ua Beach Fales, dove è anche possibile mangiare e ristorarsi.
Non essendoci negozi, per fermarsi due o tre giorni è necessario portare le provviste da Apia.
I cani, che ad Upolu sono numerosi e piuttosto aggressivi, sono banditi dall'isola. La storia racconta che un'anziana abitante dell'isola fu uccisa dal morso di un cane e che da allora, in sua memoria e rispetto, l'isola fu proibita a questi animali.
Il mare è indescrivibile. A tratti luccica. C'è un silenzio che invoglia a mantenerlo.
La gente sembra non esistere, ci si accorge della loro presenza solo passando per i villaggi. Tutti chiedono chi sei e dove stai andando. E' buon uso, qui, non aggirarsi con il solo costume, ma sempre indossando un lavalava ed una maglietta.
Questa è un'isola in cui le tradizioni sono molto sentite, e anche ai visitatori è richiesto di fare particolare attenzione agli usi e costumi locali.


TAPPA 4
Partenza : Apolima Uta (Is. Upolu)
Arrivo: Apolima Uta (Is. Upolu)
Distanza: barca
Tempo di spostamento: barca 40'
Mezzo: barca, trekking


Apolima è l'ultima delle quattro isole e come Manono si raggiunge su pescherecci, in partenza da Apolima Uta.
A differenza di Upolu e Manono, Apolima si trova al di fuori della barriera corallina e tale posizione rende particolarmente difficile l'attracco delle barche.
L'isola è abitata solo da poche persone, il cui unico mezzo di sostentamento è rappresentato dalla pesca e dalle noci di cocco. Il modo migliore per visitare Apolima è su invito di un residente, poiché organizzare una visita potrebbe rivelarsi abbastanza difficile.



COMMENTO AL VIAGGIO

Non essendo presenti tour operator, per visitare le Samoa è necessario organizzare personalmente il proprio viaggio, affidandosi eventualmente ad un'agenzia sul posto.
Island Hopper Vacations offre un ottimo servizio, così come il Visitors Bureau Office, ad Apia.
Le isole Samoa non sono meta per un turismo "elitario". Non ci sono strutture turistiche, non c'è abitudine al turismo, né traspare il desiderio di assoggettare queste isole alle logiche di mercato. Bisogna sfoderare uno spiccato senso dell'avventura e amore per l'improvvisazione, per sopravvivere all'assenza di molte delle cose alle quali siamo abituati.
Se si desidera andare in spiaggia, nuotare, scattare delle foto, è necessario chiedere il permesso e salutare e ringraziare, Fa'soifua Fa'afetai, a permesso accordato. La domenica ogni attività è sospesa ed in molte spiagge è vietato bagnarsi. Anche agli stranieri è richiesto il rispetto degli ordinamenti del villaggio. Spazientirsi se le cose non procedono secondo i tempi o i programmi è inutile: alle Samoa la puntualità è un termine sconosciuto. Lasciando a casa la fretta, le abitudini ed avvicinandoci con rispetto, non saremo solo turisti ma ospiti di un paradiso di cui comprenderemo la cultura: impareremo il fa'a samoa (la maniera samoana).


DORMIRE/MANGIARE/DIVERTIRSI:
Dormire (Top class): Aggie Grey's, hotel leggendario, il primo delle Samoa, conosciutissimo per avere ospitato illustri personaggi come Marlon Brando e Gary Cooper, di cui prendono il nome i fale all'interno. Al mercoledì sera organizza un Fiafia cui partecipa una delle discendenti di Aggie.
Il Kitano Tusitala Hotel, non lontano dal Flea Market, ha una struttura splendida, il ristorante è ottimo. Il Fiafia è il giovedì sera ed è sicuramente il migliore. A pochi minuti da Apia l'Insel Fehmarn nella zona di Moto'otua, con piscina e campo da tennis. Ogni sabato sera musica dal vivo.
Dormire (Medi): B&B Outrigger, a pochi minuti da Palolo Deep Reserve. La casa, in stile coloniale, è semplice ma molto accogliente e famigliare. Il Pasifika Inn, in una laterale della Beach Rd, è molto confortevole, ha stanze con balcone ed aria condizionata, così come il Teuila Hotel, altrettanto carino e comodo al centro.
Dormire (Economici): il Seaside Inn è molto popolare tra i viaggiatori, grazie a prezzi molto accessibili; il servizio non è top ma è pulito. E' servita la colazione sull'ampia veranda e la sera è aperto per chi vuole cimentarsi in una partita a pool. Dovessero chiedervi di cambiare stanza più volte a settimana, non preoccupatevi, è una cosa normale. Il Seipepa è un villaggio di fales nel cuore della città. L'accoglienza di Matt e Sia, i due proprietari, lui svedese e lei Samoana, è veramente deliziosa, che si decida di restare da loro oppure no.
Mangiare: cibo se ne trova ovunque, dai chioschi sulle strade, al mercato, ai ristoranti. Il consiglio è di gustare la cucina locale. Se proprio non resistete al piacere di una pizza ricordate l'Italiano o Giodano's Pizza, ma tenete presente che le pizze sono vendute a taglie, Small, Medium e Large e che in una large ci si mangia una settimana!
Cucina Indiana e delle Fidji all'Oasis, un ristorantino minuscolo ma molto divertente. Il vino portatelo da casa, perché non è servito. Avvicinatevi tranquillamente ai BBQ che trovate sulle strade, non c'è grande scelta ma la qualità è discreta.
Cinque stelle alla cucina dell'Hotel Tusitala (una cena a buffet con Fiafia, 50ST), ma non è economico, come del resto il ristorante dell'Aggie Grey's. Un ottimo Sashimi lo potete trovare al JT'S Bar. Il rapporto qualità/prezzo è buono, ma di sicuro deve piacervi il rugby, perché le 5 o 6 televisioni trasmettono partite ininterrottamente.
Per ottime colazioni o brunch consigliato il Moana Café, Lotemau Centre (7-20ST), o il Rainforest Café & Restaurant, sulla Beach Road (5/20ST).
Divertirsi: se locali e mode cambiano ogni anno, questo non vale per i Fiafia. Da sempre il mercoledì da Aggie Grey's, il giovedì al Kitano Tusitala ed il sabato sera al Coconut Beach Resort. Un cocktail prima della disco? Sicuramente al Coast o all'On the Rocks, entrambi sulla Beach Road, con ottimi drinks e ambiente giovane e piacevole. Al Beach Bar, sul lungomare, si beve ascoltando musica dal vivo. Al Beggar's Bar l'ambiente è totalmente samoano: può capitare che alzino un po' il gomito, ma vale la pena andare per un drink.
Due le discoteche "in", l'Eye Spy, vicinissimo al Mc Donald's in centro e luogo di ritrovo dei ragazzi di Apia ed i turisti, unico rimprovero il caldo veramente eccessivo, ed il sempreverde Otto's Reef sulla Beach Road, dove il volume della musica è talmente alto che arriva fino in strada. Al giovedì sera, assolutamente da non perdere lo spettacolo di Cindy al Magrey Beer Garden, sulla Beach Road.
Savai'i
Dormire: A Salelologa si trovano un paio di alberghi, ma vi sconsiglio di fermarvi subito, non per scarsa qualità ma perché su tutta l'isola è possibile alloggiare in villaggi sulla spiaggia.
Il Savai'i Ocean View e il Safua Hotel, a giudizio di chi vi ha alloggiato, sono confortevoli. Proseguendo a nord-est, il Si'ufaga Beach Resort (tel.685-53518) nel villaggio di Faga.
La spiaggia del Resort è tra le più belle di Savai'i. I prezzi variano per tipo di fale, standard
o di lusso. Il Si'ufaga è gestito dai figli del Dott. Caffarelli, italiano e molto conosciuto a Savai'i per essere stato il fondatore dell'ospedale. Il Lagoto Beach Fale a nord-est di Savai'i offre possibilità di alloggio in fale lussuosi situati su una splendida spiaggia. A poca distanza, nel villaggio Manase, Tanu Beach Fales. I fale sono disposti su uno scorcio di spiaggia di una bellezza indescrivibile, i servizi sono comuni ma molto puliti e curati, la doccia divertentissima è costituita da un tubo da cui scorre un filo d'acqua ed un catino. Tutto qui, ma non manca nulla. Non c'è televisore, non ci sono giornali, ma non se ne sente la mancanza. La mattina, musica e canti fanno da richiamo per la colazione (tel.685-54050).
A nord-ovest il Vaisala Beach Hotel, la base dei surfisti, il che costituisce buona garanzia circa la bellezza del mare. I prezzi sono medi (ST100/solo per dormire).
Se siete amanti del brivido, potete pernottare a Falealupo, su un albero di banyan o più comodamente al Tanumatiu Beach Fales, situato su una spiaggia da sogno.
Mangiare: Si mangia nei villaggi in cui si alloggia o nei punti di ristoro lungo la strada. A Salelologa si trovano piccoli negozi di generi alimentari e BBQ per brevi soste, ma potete fermarvi al ristorante Italiano Parenzo's a Faga, la cucina è buona e si trovano pasta e caffè espresso! A Manase, al ristorante del Lagoto Beach Fales, si mangia dell'ottimo pesce. E' sconsigliato andare la domenica, il pesce potrebbe non essere freschissimo a causa del fermo di tutte le attività, compresa la pesca. Qui un pranzo può costare 10ST e una cena 25/30ST, ovviamente dipende da ciò che si ordina.

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