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Valtellina, Valmalenco - Montagne D'erba E Ghiaccio
Cesare Re

Boschi, prati e ghiacciai a cospetto del Pizzo Bello, alla scoperta di suggestivi paesaggi di montagna.

Ricca di fiori e di vette, di pianori e dirupi, la Valmalenco, la valle laterale più ampia della Valtellina, permette di ammirare tutti gli aspetti tipici della natura di montagna: dai boschi ed alpeggi, fino alle guglie e ghiacciai delle quote più alte, dove all'abbagliante scintillio della neve si contrappone solo l'azzurro limpido del cielo.

La Valmalenco è contornata da imponenti cime e famosi gruppi montuosi, come quelli del Disgrazia, del Bernina, unico 4.000 dell'arco alpino posto al di fuori delle Alpi occidentali, e del caratteristico Pizzo Scalino, dalla forma così snella ed elegante da essere considerato il vero simbolo della valle.
Il gruppo del Bernina annovera tra le sue file colossi come il Pizzo Roseg, lo Scercsen, il Pizzo Palù, lo Zupò; sono tutte cime che superano i 3.900m, sfiorando la magica quota dei 4000. Delle più alte montagne della zona, il Disgrazia è certamente quella più ricca di fascino, nonostante il suo nome così particolare, che non si riferisce però a tragedie o a temibili peculiarità delle sue pareti ghiacciate o delle sue affilate creste, ma ad un antico toponimo dialettale "Desglascià" ("si sghiaccia", "si scioglie").
La leggenda racconta dell'antico nome di questa montagna, il Pizzo Bello. In passato, infatti, questa zona era occupata da un'insieme di alpeggi, verdi e rigogliosi. I pastori, però, erano troppo avidi, tanto da scatenare l'ira di Dio che li punì bruciando l'intera montagna e ammantandola di ghiacci eterni, conferendo così alle cime del gruppo nomi che sembrano derivare direttamente dal fuoco: Girosso, Corni Bruciati, Sassera e Corna Rossa. Per fortuna, ai giorni nostri, oltre al ghiaccio e alle alte montagne, queste zone sono anche ricche di boschi e verdi prati, adornati da coloratissimi fiori e attraversati da fiumi e ruscelli.



La valle, raggiunta Chiesa Valmalenco, si dirama in due parti, quella di Chiareggio e quella di Lanzada. Chiareggio è un caratteristico ed incontaminato paese alpino, ideale sia per qualche giorno di relax tra prati ed alpeggi, che per avventurose escursioni ed ascensioni. Le sue caratteristiche richiamano alla memoria la celebre frase di Guido Rey: "La montagna è fatta per tutti, non solo per gli esperti alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte".
La zona di Lanzada, invece, dominata dalla snella forma del Pizzo Scalino, consente di effettuare escursioni nelle aree dei laghi Gera e Campo Moro, a cospetto dei ghiacciai del Bernina. Caratteristica peculiare di entrambe le vallate è la vicinanza dei ghiacciai e il loro semplice avvicinamento, facilitato dalla presenza dei sentieri glaciologici che consentono, anche ai meno esperti, di avvicinarsi alle imponenti masse di ghiaccio in assoluta sicurezza.

Strilli laterali
"... abbagliante scintillio della neve ..."
"...tutti gli aspetti tipici della natura di montagna..."

PERCORSO
9 percorsi di trekking nella Valmalenco
trekking
6-7 giorni
foto, trekking, biking, pesca

Difficoltà: medio-bassa
Costo: medio-basso

Arte e storia *
Natura ****
Sport e divertimento ***

Data di effettuazione viaggio: estate 2000


Difficoltà dei sentieri: T = turistico; E = escursionistico; EE = escursionista esperto; F = alpinismo facile



1) Rifugi Gerli Porro e Ventina
Partenza: Chiareggio
Arrivo: Chiareggio
Tempo di spostamento: 1h 30'
Dislivello: 384m
Segnavia: cartelli
Difficoltà: T
Mezzo: trekking (mountain bike)

Il sentiero parte dalla splendida conca di Chiareggio (1.612m; a 12 km da Chiesa Valmalenco). Raggiunto il parcheggio nella zona della chiesa, si attraversa, mediante un comodo ponte, il torrente Mallero, entrando così nel bosco. Dopo alcuni minuti la comoda mulattiera devia verso sinistra, entrando così nella Val Ventina. Superati un paio di tornanti la vista diventa più ampia, spaziando sul gruppo Cima di Rosso (3.366m) e Cima Vazzeda (3.301m). In breve si raggiungono il rifugio Gerli Porro (1.960m) e, dopo pochi minuti, il rifugio Ventina (1.965m).
Le due costruzioni sono situate in una splendida conca delimitata dalla Vedretta della Ventina ("Vedretta" è un termine valtellinese col quale si indicano i ghiacciai), dove spiccano la Cima del Duca (2.968m), il Pizzo Rachele (2.998m) e l'elegante Pizzo Cassandra (3.226m).
Nella pianeggiante conca che precede il ghiacciaio, è situata una caratteristica cappella nei pressi della quale, ogni prima domenica di settembre, viene celebrata una messa di commemorazione ai caduti della montagna.
Il percorso è interamente transitabile anche in mountain bike e, d'inverno, con le racchette da neve. In inverno, inoltre, la strada che porta da S. Giuseppe a Chiareggio è chiusa al traffico, e diventa una bellissima pista da fondo.


2) Sentiero Glaciologico Vittorio Sella
Partenza: rifugi Gerli Porro e Ventina
Arrivo: rifugi Gerli Porro e Ventina
Tempo di spostamento: 1h 30'
Dislivello: 300m
Segnavia: cartelli didattici, segni bianchi e rossi
Difficoltà: E
Mezzo: trekking

Il sentiero glaciologico fu tracciato nel 1922 dal Servizio Glaciologico Lombardo, e consente anche ai meno esperti di "avventurarsi" nei pressi di un ghiacciaio, la Vedretta della Ventina, senza correre alcun pericolo (a patto di rimanere nelle zone appositamente segnalate). Lungo il sentiero sono stati apposti cartelli didattici, che segnalano il lento movimento del ghiacciaio dal XVII secolo ad oggi.
Il sentiero ha inizio nei pressi dei rifugi Gerli Porro e Ventina. Dopo aver superato alcuni grossi massi, si attraversa il torrente per mezzo di un comodo ponte, nei cui pressi è situato il primo cartello indicatore. Procedendo lungo il torrente ci si avvicina all'attuale fronte del ghiacciaio, fino ad incontrare un ponticello che ne consente l'attraversamento, sconsigliato in caso di piena.
Si scende poi sul lato sinistro del torrente fino ad attraversarlo di nuovo, tramite un ponte, e giungere così nuovamente ai rifugi.


3) Torrione Porro e Lago Pirola
Partenza: rifugi Gerli Porro e Ventina
Arrivo: rifugi Gerli Porro e Ventina
Tempo di spostamento: 2h 15'
Dislivello: 445m
Segnavia: bolli rossi
Difficoltà: E
Mezzo: trekking

Dal rifugio Gerli Porro si prosegue verso la Vedretta della Ventina per pochi minuti, fino ad incontrare, sulla sinistra, le indicazioni per il Lago Pirola (2.283m). Il sentiero si inerpica ripidamente, fino ad un altipiano costituito da rocce accatastate.
Il panorama è ora veramente notevole e comprende, oltre al gruppo Cima di Rosso-Cima Vazzeda, anche l'anfiteatro di montagna che sovrasta la zona del sentiero glaciologico e, finalmente, il Monte Disgrazia, che con i suoi 3.678m domina la conca di Chiareggio.
Il percorso prosegue ora solo su tracce, non sempre evidenti, mantenendosi sulla sinistra (nel senso di marcia) fino ad inoltrarsi in uno splendido lariceto, molto ricco di svariate specie di fiori.
Si guadagna rapidamente quota e, superando gli ultimi larici, si giunge in una zona caratterizzata da grossi massi accatastati al termine dei quali si scorgono le indicazioni per il Lago Pirola e per il Torrione Porro (2.405m).
Per giungere alla vetta si segue il sentiero alla nostra sinistra fino a rimontare la facile e larga cresta che, in breve, consente di giungere all'altarino posto sulla sommità. E' questa, sicuramente, l'escursione semplice più panoramica della zona, irrinunciabile per chi ama scenari grandiosi e di ampio respiro. La vista a 360° comprende Cima del Duca, Pizzo Rachele, Pizzo Cassandra, Monte Disgrazia, Monte Sissone, il gruppo Cima di Rosso-Vazzeda, la zona del Passo del Muretto, storico valico di accesso alla Svizzera e il gruppo Tremoggie-Malenco-Entova.
Più in basso, spicca la macchia di colore verde intenso del Lago Pirola, raggiungibile in brevissimo tempo, scendendo dal Torrione Porro in direzione delle indicazioni. (Il lago si può raggiungere anche percorrendo il sentiero che diparte dalla mulattiera Chiareggio-rifugi Gerli Porro e Ventina, poco prima di raggiungere questi ultimi).



4) Rifugio Bignami
Partenza: Campo Moro
Arrivo: Campo Moro
Tempo di spostamento: 2h 30'
Dislivello: 467m
Segnavia: 7° tappa alta via, bolli bianco-rossi
Mezzo: trekking
Difficoltà: E

Da Franscia (8 km da Chiesa Valmalenco), frazione di Lanzada, si percorre in auto la sterrata per il rifugio Zoia (2.021m; 6,5 km), parcheggiando nei pressi del bacino artificiale di Campo Moro (1.934m), da dove si gode di un'ottima vista sul Monte Disgrazia.
Si costeggia poi il lago su strada sterrata fino ad una splendida chiesetta, che merita una breve pausa di riflessione. Subito dopo una galleria, si prosegue lungo i tornanti della sterrata, in direzione della diga del Lago di Gera, fino a dove è possibile rimontarla grazie ad un'aerea passerella di cemento. La vera escursione inizia da questo punto, dove è già possibile ammirare l'imponente massa glaciale della Vedretta di Fellaria e le acque verde perla del lago, contornate da pareti rocciose dove è ben evidente l'effetto del lento lavoro del ghiacciaio.
Attraversata la diga, ci si trova immersi in uno splendido paesaggio naturale, ornato da gruppi di rododendri. Fin d'ora è possibile vedere il rifugio Bignami, abbarbicato su un dosso erboso, che sembra quasi essere a diretto contatto con i ghiacciai. Il sentiero prosegue in falsopiano, permettendo di ammirare con tranquillità le ripide rive del lago e il panorama, che spazia sulla destra verso la Val Poschiavina.
Il sentiero diventa ora più ripido, fino a giungere, con alcuni tornanti, al rifugio Bignami (2.401m), da dove si gode di un'ottima vista sulla Vedretta di Fellaria Orientale, sulla rocciosa Cima Fontana (3.070m), sul Pizzo Varuna (3.453m) e sulla cima piramidale del Sasso Rosso (3.481m). Verso valle la vista spazia invece sul Sasso Moro (3.108m).
Si rientra poi a Campo Moro, in circa 1h. Per tornare indietro, è possibile anche effettuare il periplo del lago: dal rifugio si punta a nord e, scendendo ripidamente, si supera per mezzo di un ponte un torrente, giungendo così all'Alpe Gembrè. Continuando a seguire il sentiero, sempre ben segnalato, si raggiunge la diga in 1h 30' dal rifugio Bignami (informatevi prima sullo stato dei ponti).


5) Sentiero Glaciologico di Fellaria o Luigi Marson
Partenza: rifugio Bignami
Arrivo: rifugio Bignami
Tempo di spostamento: "A" 2 h / "B" 2h
Dislivello: 239m
Segnavia: lettere "A" e "B" e frecce azzurre
Mezzo: trekking
Difficoltà: E

Istituito nel 1996 dal Servizio Glaciologico Lombardo e dal Comune di Lanzada, il sentiero glaciologico Luigi Marson si snoda a ridosso della Vedretta di Fellaria, uno dei maggiori ghiacciai delle Alpi centrali italiane. Il tracciato mostra, con l'aiuto di cartelli didattici, la morfologia del ghiacciaio e i suoi continui movimenti. Il percorso, che parte nei pressi del cartello limitrofo al rifugio, si dirama in due parti: "A" e "B", segnalate con frecce azzurre.
Superate le costruzioni dell'Alpe di Fellaria e due semplici torrenti, si giunge ad un masso piatto, con indicazioni, dove il percorso si dirama. Il sentiero "A" raggiunge, in breve, un laghetto glaciale (2.640m), mentre il "B" prosegue, tra prati e pietraie, verso il fronte del ghiacciaio.


6) Forca di Fellaria
Partenza: rifugio Bignami
Arrivo: rifugio Bignami
Tempo di spostamento: 2h 30'
Dislivello: 418m
Segnavia: bolli gialli
Mezzo: trekking
Difficoltà: EE

Dal rifugio Bignami si superano le caratteristiche costruzioni in pietra dell'Alpe Fellaria. Nelle vicinanze del fiume, si svolta verso ovest e, per tracce di sentiero (segni gialli), si prosegue in falsopiano fino a risalire ripidamente nel canalone che culmina nella Forca di Fellaria.
Ad inizio stagione, buona parte del canalone può essere innevata e richiede quindi un minimo di attenzione. Per evitare di sprofondare fino alle ginocchia nella neve fresca, è consigliabile percorrere questo itinerario di buon mattino.
Salendo, l'ambiente diventa quello tipicamente di alta quota, dove nevai e pietraie si sostituiscono all'erba bassa dei pascoli. In alcune fenditure, abbarbicate sulle rocce, spunta la Linaria Alpina, piccolo fiore giallo e violetto, tipico di questi ambienti, che fiorisce fino ai 3.000m.
Durante la salita, è possibile ammirare la crepacciata Vedretta di Fellaria, il Sasso Rosso, il candido Pizzo Palù (3.905m) e il grande Pizzo Zupò (3.995m). Giunti alla Forca di Fellaria, il panorama si apre anche sul versante opposto della valle, consentendoci di vedere i gruppi montuosi della zona di Chiareggio, le vicine Cime Musella e il sottostante rifugio Carate Brianza alla Bocchetta delle Forbici.


7) Rifugio Tartaglione Crispo e morena della Val Sissone
Partenza: Chiareggio
Arrivo: Chiareggio
Tempo di spostamento: 1h 45'
Dislivello: 220m
Segnavia: cartelli gialli
Mezzo: trekking
Difficoltà: T

Dal parcheggio di Chiareggio si seguono le indicazioni (cartelli) per il rifugio Tartaglione Crispo e per il Pian del Lupo. La larga mulattiera costeggia dapprima il torrente Mallero, per poi inoltrarsi in un fitto bosco di imponenti aghiformi. Si attraversa, in seguito, il torrente per mezzo di un comodo ponte da cui si ammirano le sue impetuose acque.
Si giunge ora alla località Forbesina (1.665m), composta da gruppi di baite in pietra immerse in prati, ornati da fiori policromi. Da questo alpeggio si possono vedere contemporaneamente la Valle del Muretto, sulla destra, la Val Ventina, sulla sinistra e, anteriormente, la Val Sissone, con la sua spettacolare cerchia di cime, dove spicca il Monte Disgrazia.
Il sentiero prosegue ora ampio e pianeggiante, verso la testata della Val Sissone, sempre seguendo il corso del torrente. Nei pressi di una baita in pietra è situato il bivio per il rifugio Tartaglione Crispo, che si raggiunge in pochi minuti. Si prosegue, invece, verso monte e, tra folti cespugli di rododendri e qualche aghiforme, si raggiunge la morena, da dove si gode di un ottima vista sul Disgrazia, con la sua impressionante parete settentrionale.
In pochi minuti, si percorre a ritroso il sentiero sino al bivio per il rifugio che, situato all'interno del bosco, si raggiunge in una decina di minuti.


8) Rifugio Carate Brianza
Partenza: Campo Moro
Arrivo: Campo Moro
Tempo di spostamento: 4h 00'
Dislivello: 702m
Segnavia: segni bianchi e rossi, triangolo giallo
Difficoltà: E
Mezzo: trekking
Da Campo Moro si raggiunge la diga del Lago di Campo Moro; attraversandola, e scendendo di alcuni metri tramite dei tornanti, si giunge ai cartelli che segnalano l'inizio degli itinerari.
Il sentiero è subito ripido e guadagna rapidamente quota in un fitto bosco di larici, cosparso di rododendri. Diviene poi pianeggiante, consentendo di ammirare il Pizzo Scalino (3.323m), alle nostre spalle, e il Monte Disgrazia, a sinistra. Proseguendo con qualche saliscendi, si perviene in vista dell'Alpe Musella (2.076m), sulla sinistra, e del roccioso Sasso Moro (3.108m), sulla destra. Il sentiero diviene ora più ripido, raggiungendo con alcuni tornanti il rifugio Carate Brianza (2.636m).
La vista spazia sul Pizzo Scalino, sul Pizzo Moro e sul Monte delle Forbici (2.919m). Pochi metri oltre si raggiunge la Bocchetta delle Forbici, da dove si ammira uno spettacolo di rara bellezza.
Il panorama cambia radicalmente, catapultandoci nel mondo dell'alta montagna, dove morene, laghetti glaciali e grandi cime dominano incontrastate. Da est si notano le rocce delle Cime di Musella (3.136 m), il Pizzo Roseg (3.920 m), la Punta Sella (3.511m) e, più lontano, il gruppo Entova-Malenco-Tremoggia, tutte cime superiori ai 3.300m.


9) Rifugio Marinelli Bombardieri
Partenza: rifugio Carate Brianza
Arrivo: rifugio Carate Brianza
Tempo di spostamento: 2h 30'
Dislivello: 177m
Segnavia: alta via
Difficoltà: EE (alta quota, tempo mutevole)
Mezzo: trekking




Dalla Bocchetta delle Forbici (indicazioni) si segue il sentiero pianeggiante che, attraverso morene e nevai, punta verso la testata della valle. Dopo una ventina di minuti, si giunge in vista del rifugio Marinelli Bombardieri (2.813m), abbarbicato su uno sperone roccioso. Poco prima dell'ultimo tratto di salita sono situati alcuni laghetti glaciali di recente formazione, testimonianza della continua retroazione e dello scioglimento dei nostri ghiacciai.
Superato l'ultimo salto roccioso, si giunge al rifugio. Dall'ampio terrazzo si notano, da est, la Bocchetta di Caspoggio (3.000m), le Cime di Musella, il Sasso Moro, le Orobie Valtellinesi in lontananza, il Monte Disgrazia e il solitario vallone di Scerscen. Alle nostre spalle, da est, troneggiano il Bernina (4.049m), lo Scerscen (3.971m) e il Roseg (3.920m). Verso ovest si nota il gruppo Entova-Tremoggia-Malenco, le cui cime sono composte in parte da roccia Dolomia.
Come alternativa per il ritorno è possibile, pernottando al rifugio, scendere l'indomani per il selvaggio vallone di Scercsen, itinerario per veri "lupi solitari". Si punta, nei pressi della bandiera, verso nord, percorrendo un sentiero ripido che conduce al vallone e poi verso i rifugi Mitta e Musella e, in seguito, consente di tornare alla diga di Campo Moro. (Difficoltà EE, quasi tutto il sentiero si svolge su morena, dove è semplicissimo perdersi; 4 h 30' dal rifugio a Campo Moro). Altro itinerario di discesa è quello che consente di raggiungere il rifugio Bignami attraverso la Bocchetta di Caspoggio, e poi tornare a Campo Moro. (2 h 30' dal Marinelli al Bignami; difficoltà F, utili piccozza e ramponi).


Commento al Viaggio

La Valmalenco è ricca di rifugi e percorsi di diverse caratteristiche e difficoltà. Gli appassionati possono cimentarsi nella fitta rete di sentieri, alla scoperta dei luoghi più suggestivi e selvaggi, magari percorrendo la famosa "alta via" che, in otto tappe, l'attraversa per intero. Gli itinerari qui riportati consentono una visione generale dei luoghi più importanti della valle, anche potendo usufruire di poco tempo. Con meno di una settimana a disposizione, è consigliata la visita alla Val Ventina, con l'ascensione al Torrione Porro, e l'escursione al rifugio Marinelli Bombardieri. Ogni percorso consente sempre, visti gli ottimi collegamenti, numerose varianti o giri ad anello. I tempi dei percorsi sono calcolati al netto delle soste.





LOMBARDIA - VALMALENCO (VALTELLINA)

ESTENSIONE: 300 kmq . E' la valle laterale più ampia della Valtellina.
ABITANTI: 7.000 ca.
TELEFONO: prefisso 0342.

COME ARRIVARE
AUTO: da Como o Lecco in Valtellina fino a Sondrio (statale n° 38), poi Chiesa Valmalenco (a 14 km da Sondrio).
TRENO E AUTOBUS: treno fino a Sondrio (linea Milano-Tirano) poi autobus (parecchie le corse e le coincidenze) fino a Chiesa Valmalenco.

CLIMA E PERIODO INDICATO PER IL VIAGGIO: da giugno a ottobre (informarsi sulle condizioni di innevamento).
BAGAGLIO/ABBIGLIAMENTO: scarponi da trekking, giacca a vento, cappello, occhiali
da sole, crema solare protettiva.

SALUTE: le escursioni richiedono sempre un minimo di preparazione fisica.
EMERGENZE
Guardia medica: 0342-451588;Croce Rossa: 0342- 451789; Ospedale di Sondrio: 0342-521111; Soccorso alpino: 0342-556463, 0342-451693; Carabinieri: 0342-451110; Vigili del fuoco: 0342-452132; Guide Alpine: 0342-451150.
INDIRIZZI UTILI
Ufficio informazioni e accoglienza turistica: Chiesa Valmalenco, tel.0342-451150, fax 0342-452505; Caspoggio, tel.0342-453536; Lanzada, tel.0342-452431.
Museo della Valmalenco: Chiesa Valmalenco, tel.0342-451150.
Taxi: tel.0342-451364, 0342-214023.
Funivia del Bernina: tel.0342-451284; Impianti di Caspoggio: tel.0342-453488; Seggiovia S. Giuseppe: tel.0342-452000.
Rifugi: Tartaglione Crispo, tel.0342-452133 (aperto da 1/7 a 15/9); Ventina, tel.0342-451458/451072 (dal 15/6 al 20/9, week-end dal 25/4 al 14/6 e dal 21/9 al 20/10); Gerli Porro, tel.0342-451404/451597 (dal 15/6 al 20/9, week-end dal 25/4 al 14/6 e dal 21/9 al 20/10); Bignami, tel.0342-451178/558321 (dal 1/7 al 15/9); Carate Brianza, tel.0342-452560/380212 (dal 1/7 al 30/9); Marinelli Bombardieri, tel.0342-511577/215461 (dal 1/4 al 30/5 per scialpinismo, e da 1/7 al 30/9). N.B.: i periodi di apertura devono essere sempre verificati telefonicamente.
INDIRIZZI INTERNET: http://Valmalenco.com

ACQUISTI IN LOCO: miele di rododendro, mele della Valtellina, formaggi Casera e Bitto, dolci tipici.
ORARI ESERCIZI PUBBLICI: in alta stagione i negozi sono aperti anche nei festivi.

CUCINA E BEVANDE: pizzoccheri (tagliatelle di grano saraceno con verdure e bitto, condite con burro fritto e aglio), polenta taràgna (fatta con farina nera, burro e formaggi tipici), sciàtt (frittelle di farina nera e formaggio), il taròz (preparato di verdure e formaggio), il panùn (dolce di farina nera, fichi secchi e noci), la cupèta (dolce al miele con noci tritate). Ottimi anche i vini (Inferno, Valgella, Sforzato, Grumello).

FOTOGRAFIA: un grandangolo per i paesaggi, un medio tele per isolare i particolari e un macro (tubi di prolunga o lenti addizionali) per i fiori. Usare pellicole di bassa sensibilità per ottenere migliore definizione e colori saturi.

CARTINE: Kompass n° 93 Bernina Sondrio, depliant reperibili presso APT.

DORMIRE/MANGIARE/DIVERTIRSI
Dormire/Mangiare: Residence Hotel Pizzo Scalino, a Chiesa Valmalenco - Lussuoso, cucina tipica - Tel.0342-451485, fax.0342-452127.
Hotel Genziana, a Chiareggio - Possibilità di gruppi numerosi, panoramico, ideale base di partenza per escursioni - Tel.0342-451005, fax.0342-452240.
Hotel Braciasco, a San Giuseppe - Economico, accetta piccoli animali - Tel.0342-452052.
Hotel Tettamanti, a Caspoggio - Tel.0342-452969.
Hotel Marco e Rosa, a Lanzada - Cucina tipica, campi da tennis - Tel.0342-453128.
Hotel Edelweiss, a Campo Franscia - Cucina tipica, accetta animali, ideale base di partenza per escursioni, posizione tranquilla - Tel.0342-451483.
Mangiare: Enoteca, a Chiesa Valmalenco, via Roma, 17.
Rifugio Campo Moro - Raggiungibile in auto; punto d'appoggio per la zona di Campo Moro e di Gera; aperto dal 15/6 al 20/10 e week-end - Tel.0342-451126/452070.
Rifugio Zoia - A 10 minuti da Campo Moro; aperto dal 15/6 al 30/9 e dall'1/3 al 31/5 e week-end - Tel.0342-451405/452263.
Divertirsi: Piscina, in Loc. Vassalini, tel.0342-452343; Tennis Club Valmalenco, tel.0342-452613; noleggio mountain bike, tel.0342-452030; Centro sportivo Caspoggio, tel.0342-452952; Discoteca Vanity, a Chiesa Valmalenco, tel.0342-451354.


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