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Southeast Alaska
Franco Voglino e Annalisa Porp

Scoprire l'Alaska significa restare a bocca aperta davanti ai segreti celati dall'orizzonte e dalle catene montuose. Nessuno l'ha mai visitata tutta, e nessuno potrà mai: è questo il suo fascino.

Per visitare tutto il territorio dell'Alaska non basterebbe una vita, ma almeno un assaggio è d'obbligo per chi ama davvero la natura selvaggia e gli spazi sconfinati. La zona sud-est dell'Alaska è un vero paradiso, a portata di chiunque abbia voglia di viaggiare e stupirsi.

Stretta fra le montagne canadesi del British Columbia e l'Oceano Pacifico, questa terra avrebbe tutte le caratteristiche per essere un posto flagellato dai marosi. Così non è. La costa è infatti formata da innumerevoli isole, fiordi, insenature, baie e rientranze. A questo particolare tipo di paesaggio è dato il nome di Inside Passage, ossia "Passaggio Interno", ed è considerato il passaggio navigabile più lungo del mondo.
Le strade che percorrono questa zona sono eterne piste che si avventurano all'interno, e per toccare due centri lontani in linea d'aria solo venti miglia se ne devono percorrere, via terra, tre volte tanto. Per spostarsi conviene quindi scegliere la via del mare. La nave è, infatti, la vera regina di queste regioni, dal semplice peschereccio alle lussuose imbarcazioni da crociera.
Per chi desidera un turismo "toccata e fuga" ci sono diverse crociere a disposizione che percorrono questo spettacolare tratto d'oceano. Ma a chi non può fare a meno della conoscenza diretta dei posti e dello stile di vita della gente del luogo, consigliamo di viaggiare con il servizio di traghetti postali della compagnia dell'Alaskan Marine Highway. E' un servizio paragonabile a quello di un qualsiasi bus di linea: ci s'imbarca dove si vuole e senza prenotazione. L'unico neo è che non bisogna avere fretta, poiché spesso nei piccoli centri si ferma una sola imbarcazione la settimana!
Le navi della Alaskan Marine Highway hanno funzione di postale, quindi fanno scalo in porto il tempo necessario a caricare e scaricare le merci che trasportano. Questo permette, in alcune città, di compiere una breve escursione. Attenzione, però: non in tutte! In alcune, come Juneau, ormeggiano a diverse miglia dal centro, e per compiere una breve visita è necessario servirsi dei taxi in attesa al molo.
L'Inside Passage ha due punti di partenza. Il primo si trova nello stato di Washington (USA), a pochi chilometri da Seattle, il secondo prende il via da Vancouver (Canada).
Se si decide per la partenza da Seattle, il primo tratto di navigazione costeggia il territorio canadese del British Columbia ed è il tratto più lungo di tutto l'Inside Passage: ben 37 ore di viaggio ininterrotto. La nave parte alla sera, quindi il viaggio comprende due notti da trascorrere a bordo. Per dormire vi sono varie soluzioni: la cabina è certamente la più confortevole, ma bisognerebbe prenotarla almeno un anno prima! Chi è fornito di tenda può montarla sui ponti di poppa: la compagnia navale offre rotoli di nastro adesivo per fissarla al pavimento, ma è meglio avere anche qualche metro di corda poiché, in caso di vento e pioggia, sono poche le tende che rimangono intatte... Inoltre, vi è a disposizione un locale sul ponte superiore chiamato pomposamente "solarium": chiuso su tre lati, ha il tetto in plexiglas e numerose stufette elettriche sono appese in alto. Qui ci si può impadronire di sedie a sdraio di plastica, su cui improvvisare piccoli accampamenti. Ultima alternativa: dalle 21 in poi è possibile distendere il proprio sacco a pelo in un angolo qualsiasi dei locali interni. In questo caso, suggeriamo uno dei due saloni panoramici. Sono leggermente disturbati fino alle 22, ma per gli insonni rappresentano sicuramente un modo per ammirare la navigazione notturna al caldo, senza contare il posto in prima fila per una meravigliosa alba.
Lo spettacolo dell'alba e del tramonto merita comunque il sacrificio di rimanere il più a lungo possibile sui ponti delle navi. L'Inside Passage, infatti, è caratterizzato da una luce così bella da costituire il sogno di ogni fotografo, con l'opportunità di catturare momenti eccezionali.
Le città del Southeast sono presto elencate: Ketchikan, Wrangell, Petersburg, Sitka, Juneau, Haines, Skagway. Non bisogna pensare di trovarsi in vere e proprie città, perché restano in ogni caso dei piccoli centri di frontiera. Anche Juneau, pur essendo la capitale dell'Alaska, si presenta con le sue semplici casette di legno, e offre passeggiate che, partendo dal centro, portano in pochi minuti in immense vallate montane. E' inutile sottolineare che le possibilità di trekking, di più giorni e di diversa difficoltà, sono pressoché infinite.
L'Inside Passage viene fatto terminare a Skagway, mitico luogo di frontiera che vide, nel 1896, la famosa "corsa all'oro" verso il Klondike, immortalata anche da Jack London. In tutto il territorio è ancora viva la cultura tradizionale. Le popolazioni indigene erano le tribù Tlingit e Haida, autrici dei numerosi totem scolpiti nel legno dai bellissimi disegni stilizzati. A differenza di altre popolazioni oriunde del Nord America, Tlingit ed Haida non vennero massacrati dai nuovi arrivati: la vita era già dura a sufficienza senza doversi combattere, e gli indigeni erano molto richiesti, soprattutto durante la corsa all'oro, come portatori. Ma l'alcool e la povertà chiesero pesanti tributi...
Tutto ciò che si può vedere della loro cultura non ha più di quarant'anni; questo perché la Rain Forest, la foresta pluviale, con la sua alta umidità letteralmente "mangia" tutto quanto sia fatto in legno. Nonostante ciò, sono numerosi gli artisti che continuamente scolpiscono bellissimi oggetti in legno, tramandando un'identità culturale ricca e complessa.


Strilli laterali
"... la nave è la regina di queste regioni..."
"...lo spettacolo dell'alba e del tramonto..."

PERCORSO
da Seattle a Skagway; Km complessivi 1.800 ca.
22 giorni
aereo, motonave, motoscafo, trekking
canoa, trekking, pesca, sport all'aria aperta

Arte e storia ***
Natura *****
Sport e divertimenti ***

Difficoltà: media
Costo: medio-alto

Data di effettuazione viaggio: 2000


TAPPA 1
Partenza: Seattle
Arrivo: Seattle
Tempo di spostamento: 1 giorno
Mezzo: passeggio

La nostra scelta per il punto di partenza cade su Seattle, anche per evitare troppi passaggi di frontiera che, negli Stati Uniti, sono lunghi e metodici. Si tratta di una città moderna e in continuo fermento dal punto di vista culturale (qui è nato il "grunge" e la maggior parte dei nuovi movimenti musicali più recenti). Pensate che a Seattle i cittadini si sono autotassati per allestire nei dintorni chilometri di sentieri, ed i bus urbani sono provvisti di portabici e pedane automatiche per i disabili.
Numerosi sono i locali caratteristici, ma non bisogna perdere il City Market, variopinto e vivace mercato coperto. E' d'obbligo soffermarsi presso i banchi del pesce freschissimo, dove i venditori improvvisano allegri spettacoli con tanto di... lancio del salmone ed evoluzione del granchio degli abissi! Imperdibile anche il porto, ricco di colori e locali tipici.
Non si può mancare anche una visita allo Space Needle, simbolo della città. La grande guglia puntata verso il cielo ospita un bar-ristorante, dove è possibile sperimentare la cucina Cajun (anche se non siamo proprio nella zona...), che offre una vista spettacolare sui dintorni. Se il tempo lo permette, è possibile scorgere anche il vulcano Mt. Saint Helens, eruttato in modo catastrofico nel 1980. L'intero lato nord della montagna collassò, provocando una vera e propria esplosione e distruggendo tutto quanto si trovasse nell'area di 150 miglia quadrate (circa 250 kmq!). Gite giornaliere possono portarvi fino alle falde del vulcano, dove la natura sta riprendendo il sopravvento sulla distruzione.
Per chi si ferma più giorni, è consigliata una visita alle Isole di San Juan, dove è assicurato l'avvistamento delle orche e, se si è fortunati, delle balene. Le isole sono raggiungibili in due modi: con il veloce Victoria Clipper III, rapido ma, ahimè, sconsigliato a chi patisce il mal di mare; oppure con il San Juan Explorer, che impiega due ore in più, ma naviga placidamente in mezzo ad isolette permettendo un tranquillo viaggio di piacere sul suo ponte sì aperto, ma... fornito di stufette elettriche! In loco, consigliata la visita al museo delle balene.


TAPPA 2
Partenza: Seattle (Bellingham)
Arrivo: Ketchikan
Tempo di spostamento: 39h
Mezzo: autobus, motonave dell'Alaskan Marine Highway

Da Seattle un bus di linea dell'ormai mitica Greyhound, ci porta in due ore a Bellingham, dove ci s'imbarca sulla "Columbia", la prima delle navi dell'Alaskan Marine Highway, che ci porterà fino a Ketchikan.
Ketchikan viene chiamata anche "la prima città", poiché è il primo centro di una qualche importanza che si incontra nello stato andando a nord, ed è ricchissima di salmoni che traboccano letteralmente dai fiumi e dai canali. Per chi non si ferma a Ketchikan ma prosegue nella navigazione, vengono offerti autobus con i quali fare un giro della città nelle due ore di sosta. La cittadina ha conservato alcune vie di inizio secolo, con le case colorate e affacciate sui canali, utili per il contrabbando di liquore. Creek Street è la più bella di queste vie (era la famosa "linea rossa", sede dei bordelli). Un avviso alle coppie: la via è raggiungibile anche attraverso una bella scalinata in legno con antiscivolo incorporato, che risponde al nome di "Sentiero degli Uomini Sposati"!
Un altro punto di visita è rappresentato dal Totem Bight Rainforest, con la ricostruzione di un villaggio Tlingit formato dalla casa tribale e da numerosi totem.
Chi ama i salmoni non deve mancare il Deer Mountain Hatchery, con le vasche per la selezione del pesce, dove è possibile osservare le diverse specie e le loro caratteristiche.
Kechtikan è un ottimo punto di partenza per le escursioni al Misty Fjords National Monument, considerato una delle meraviglie dell'Alaska per i suoi paesaggi marini e montani. Il tour a bordo della Crystal Fjord dura 11ore, ma non si ha certo tempo per annoiarsi. Per chi volesse accorciare il tour, c'è la possibilità di fare ritorno in idrovolante (pagando di conseguenza). Il fiordo è magnifico, e non ci sono parole che possano descriverlo in modo adeguato: va visto.
Da Ketchikan partono numerosi itinerari da affrontare a piedi. Noi abbiamo percorso il "Deer Mountain Trail". Se il tempo atmosferico lo permette, è un sentiero che raramente delude. Consiste in una salita regolare ed abbastanza dolce sulla montagna che sovrasta la città, con scorci panoramici su tutta l'area circostante, costituita da decine di isole ricoperte da fitta foresta (la "Tongass Forest"). Il Deer Mountain Trail è collegato ad altri due sentieri che sono, di fatto, la sua naturale continuazione, chiamati "Blue Lake Trail" e "John Mountain Trail", per un totale di 11 miglia. Bisogna sapere che tutti i sentieri, in America, tengono conto della distanza, e mai del dislivello. Il trail può essere spezzato in due giorni, con un pernottamento in una Cabin (bivacco da 8 posti, 25$ a notte) situata dopo la prima parte di sentiero, a circa 3 miglia. Il rifugio si trova in una zona molto spettacolare, dove la vista spazia sulla baia sottostante e sulla distesa infinita di montagne del British Columbia canadese. Proseguendo per il Blue Lake Trail, il sentiero sale seguendo la dorsale delle montagne, percorrendone la cresta, ma rimanendo sempre piuttosto facile; è inoltre ben segnato, con un susseguirsi di scorci panoramici. Dopo 2,2 miglia si raggiunge il Blue Lake, in una magnifica conca erbosa alla quota di circa 1.000 metri (si è partiti al livello del mare). Il tragitto può continuare ancora, procedendo verso altri due laghi sostanzialmente uniti tra loro: il Upper Silvis Lake ed il Lower Silvis Lake, senza più alzarsi di quota. L'ambiente è quello alpino d'alta montagna, senza vegetazione.
Dopo altre 2 miglia si giunge al bivio per il John Mountain Trail. Qui il sentiero risulta segnato fino ai laghi (considerate da questo punto altre 2 miglia), dopodiché, chi decidesse di continuare in "esplorazione" procedendo verso il "Beaver Creek", lo deve fare consultando bene una mappa dettagliata della zona, in quanto il sentiero non risulta più segnato. Nel periodo estivo il sentiero non presenta particolari problemi. La sua unica difficoltà consiste nella reale solitudine di questi luoghi, frequentati per lo più da cacciatori locali. Vi consigliamo di non percorrerli da soli, ma almeno in coppia e comunque non senza avvisare dell'itinerario che s'intende percorrere. Inoltre, bisogna tener presente che l'acqua è assente praticamente lungo tutto il tragitto. (Conviene procurarsi una buona scorta, o possedere filtri e disinfettanti per depurarla). La zona è ricca di fauna: è possibile osservare la Bald Eagle, l'aquila dalla testa bianca, numerosi sono gli scoiattoli e i Raven (corvo imperiale). Più raro il cervo. Pare che non sia invece presente l'orso nero (Black Bear).


TAPPA 3
Partenza: Ketchikan
Arrivo: Wrangell
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: motonave della Alaskan Marine Highway

Wrangell è una città trascurata da molti, ed è un peccato poiché rappresenta un pezzetto d'Alaska ancora incontaminata, soprattutto lungo lo Stikine River, dove si trovano angoli in cui compiere immaginari viaggi nel tempo. L'Isola di Chief Shakes, con la casa tribale e i totem, merita sicuramente una visita, anche se, purtroppo, la casa apre solamente quando approda una nave da crociera.
A chi ama camminare, consigliamo vivamente il "Rainbow Fall Trail", una tranquilla camminata che è possibile effettuare in giornata, considerando un impegno complessivo di circa 8 ore di cammino in totale.
Ci s'inoltra nel cuore della foresta pluviale, o "Rain Forest", dell'isola di Wrangell. La foresta è costituita da una fittissima e lussureggiante vegetazione (pini altissimi, ma soprattutto cedri) ricoperta da uno spesso strato di muschio. Il sentiero regala la vista di due splendide cascate, che compaiono come d'incanto dalla foresta. Il terreno che s'incontra è molto umido e acquitrinoso, ed è per questo motivo che il Servizio Forestale ha pensato di sopraelevare il sentiero con tronchi di pino segati a metà, compensando i dislivelli con scalinate e piattaforme di legno, e ottenendo così una spettacolare, ma molto scivolosa, pista palchettata.
Il Rainbow Falls Trail ha inizio a 4,7 miglia a sud del punto d'imbarco del traghetto dell'Alaskan Marine Highway. Si segue la Zimovia Highway fino a raggiungere l'area ricreazionale di Shoemaker Bay. Da qui inizia il sentiero vero e proprio, indicato da cartelli di legno, che abbandona la strada asfaltata per inoltrarsi nella Rain Forest. La Zimovia Highway è l'unica strada costiera dell'isola, pochissimo frequentata, e percorrendola è possibile compiere alcune digressioni lungo il litorale ghiaioso, con la possibilità reale di avvistamenti di delfini, focene, orche e megattere, oltre ad una percentuale elevata di vedere aquile dalla testa bianca, che sono stanziali sull'isola. Dopo un tratto nella foresta di circa un miglio, con moderata pendenza, si giunge alle cascate dell'arcobaleno, o Rainbow Falls, visibili da una piattaforma di legno molto panoramica. Da qui si procede per altre 2,5 miglia per raggiungere un rifugio-osservatorio del Dipartimento Forestale di Wrangell, che permette una splendida vista su tutta la baia di Shoemaker.
Nel periodo estivo i problemi per affrontare il Rainbow Falls Trail sono gli stessi di quelli accennati per il Deer Mountain Trail: scarsità d'acqua e assoluta solitudine dei luoghi. Viene inoltre sottolineata una particolare attenzione sulla concreta possibilità di incontri con gli orsi, poiché sull'isola ne esiste una percentuale elevatissima. Il rischio è quello di sorprenderli e spaventarli, a causa della ridotta visibilità dovuta alla fitta vegetazione della foresta. Bisogna segnalare la propria presenza parlando ad alta voce o facendo comunque rumore. Sono in vendita, addirittura, dei bastoni da passeggio con sonagli tintinnanti all'estremità. In caso d'incontro ravvicinato, non si deve mai tagliare la strada di ritirata all'orso, ma fermarsi immediatamente e rimanere immobili. Se si tratta di mamma orsa con prole, non si deve assolutamente cercare di avvicinarsi ai cuccioli, e cercare di fare in modo (battendo le mani e facendo rumore) che essi non si avvicinino a voi! (Questa è sostanzialmente la situazione più pericolosa). D'altra parte, non si può dire di aver visitato veramente l'Alaska senza aver avvistato almeno un orso...
Anche il "Dewey Mountain Trail" rappresenta una facile e panoramica passeggiata. Veramente, all'inizio del sentiero, un minaccioso cartello avverte che chi vi si inoltra lo fa a proprio rischio e pericolo! In breve si scopre il perché: mancano le onnipresenti tavole di legno che permettono di superare facilmente le zone umide. Il risultato è che sembra di camminare su un materasso. La foresta è meno suggestiva di quella del Rainbow Falls Trail, ma il punto panoramico si affaccia proprio sulla cittadina di Wrangell.

TAPPA 4
Partenza: Wrangell
Arrivo: Juneau
Tempo di spostamento: 12h
Mezzo: motonave della Alaskan Marine Highway

Juneau è la capitale dell'Alaska, anche se per ragioni commerciali si sta premendo per spostarla ad Anchorage. La città è moderna, ma conserva negli edifici l'aria dei vecchi tempi, di quando, nel 1880, Joe Juneau e Richard Harris trovarono l'oro nel bacino di Silver Bow. Oggi conta circa 30.000 abitanti su una superficie vastissima di 8.050 kmq.
Da Juneau si raggiungono facilmente diversi ghiacciai, tanto che viene chiamata "The Gateway to the Glaciers". Il più noto è il Mendenhall, situato a 21 km dalla città e raggiungibile con un autobus di linea. Il colpo d'occhio dal centro informazioni è notevole, ma vale la pena inoltrarsi su almeno uno dei due sentieri che costeggiano i due lati del ghiacciaio. Noi abbiamo percorso l'"East Loop Glacier", la passeggiata più lunga e spettacolare che attraversa una zona boscosa, tocca un paio di cascate ed infine si apre sul ghiacciaio. Il sentiero si allontana poi dal ghiacciaio risalendo il Nugget Creek, un torrente, all'epoca ricco d'oro (nugget significa pepita d'oro).
Dal molo di Juneau partono numerose escursioni organizzate, dirette a fiordi e vallate poco distanti, come il Tracy Arm Fjord, per esempio. Vi è inoltre una vasta scelta di whale-watching, con avvistamenti di megattere e numerosi altri esemplari di fauna.
Oppure sono possibili escursioni più lontane. Per esempio, è possibile raggiungere in giornata il Glacier Bay National Park, dove sedici enormi ghiacciai scivolano dalle cime delle montagne nelle gelide acque dei fiordi. L'escursione avviene con l'ausilio di idrovolanti, ed ha un costo non indifferente.
Chi ama camminare non deve perdere le numerose passeggiate possibili dal centro città, per esempio la ripida salita al Mont Juneau (alto circa 1.066m), con la vista sulla città stessa e su tutto il sistema di fiordi che la ospita. Oppure il facile "Perseverance Mine Trail", che offre il vantaggio di vedere ed esplorare le rovine delle vecchie miniere.


TAPPA 5
Partenza: Juneau
Arrivo: Skagway
Tempo di spostamento: 6h 30'
Mezzo: motonave della Alaskan Marine Highway

Skagway è una cittadina da non perdere, caratterizzata dai richiami alla mitica corsa all'oro del 1896. Nell'agosto di quell'anno George Carmack, Tagish Charlye e Skookum Jim trovarono l'oro lungo il fiume Bonanza, a sud di Dawson City, nel Klondike. Fu l'inizio di una forsennata corsa verso i territori canadesi. Durante l'inverno 1896-97, oltre 30.000 uomini toccarono Skagway per raggiungere il Klondike: un viaggio di oltre 1.000 chilometri. Se pensate che le Giubbe Rosse permettevano l'ingresso solo a chi aveva viveri e attrezzatura per un anno, potete immaginare con che carico veniva effettuata l'impresa!
I passi percorribili per raggiungere le zone aurifere erano due: il "White Pass", più lungo ma affrontabile con le bestie da soma (necessarie per trasportare i viveri) e il "Chilkoot Pass", breve ma talmente ripido da poter essere affrontato solo tramite una scalinata intagliata nella neve ghiacciata. Fra gli avventurieri che affrontarono questo viaggio troviamo anche Jack London. Lui si arrese appena oltre il passo, ma trovò l'ispirazione per due straordinari racconti: Zanna Bianca e Il richiamo della foresta.
Dalla grande avventura della febbre dell'oro, gli unici che trassero davvero vantaggi furono solamente i primi arrivati e soprattutto i commercianti di Skagway, che vendevano il materiale necessario ai cercatori.
Alla fine del secolo fu costruita una linea ferroviaria che univa Skagway a Whitehorse (Canada). Troppo tardi; la corsa all'oro si era già trasferita a Nome, estremo nord-ovest d'Alaska. Il trenino, ancora funzionante, serve adesso per portare i turisti sulle tracce degli antichi cercatori. Ma in tutta la cittadina rivive lo spirito della corsa all'oro: le case di legno, la strada in terra con passerelle a liste, tutto contribuisce a ricreare "l'epoca d'oro".
Anche qui sono numerose le camminate possibili. Le più belle sono rappresentate dal vicinissimo Lower Dewey Lake (neppure mezzo miglio) e dall'Icy Lake, entrambi posti sul "Dewey Lake Trail".



COMMENTO AL VIAGGIO

Non vediamo molte alternative per visitare l'Inside Passage. L'automobile (o il camper) sono costretti a passare nell'interno del territorio, lontano quindi dallo spettacolo dei fiordi e delle coste. Le motonavi dell'Alaskan Marine Highway, invece, attraversano la regione e la svelano in tutta la sua bellezza. Il traghetto connette quattordici porti, e sono necessari almeno 5 giorni per percorrere tutta la tratta, da Bellingham e Skagway, senza scali. Ma è un vero peccato perdersi la vita all'interno delle cittadine incontrate lungo la navigazione, e camminare nei boschi della Rain Forest è un'esperienza che non dimenticherete.






SCHEDA SOUTHEAST ALASKA (U.S.A.)

Estensione: L'Alaska è il maggiore degli stati Statunitensi, con oltre un milione e mezzo di kmq. Il Southeast è stretto tra il mare e le montagne, e possiede più di 800 km di costa.
Abitanti: l'Alaska ha circa 550.000 abitanti, di cui la metà residente ad Anchorage.
Ordinamento dello stato: gli Stati Uniti sono una repubblica federale.
Religione: in prevalenza protestante e cattolica, ma vi si trova ogni forma di religione, come nel resto degli Stati Uniti. In più è presente una forte rappresentanza della Chiesa Ortodossa Russa, retaggio del passato dominio russo.
Moneta: dollaro americano ($) circa L.2.400. Necessaria la carta di credito, accettata ovunque.
Lingua: inglese americano.
Fuso orario: nel 1983 i fusi orari dell'Alaska vennero ridotti da quattro a due; quando a Juneau è mezzogiorno, a Roma sono le 22.
Documenti necessari: per i cittadini italiani è sufficiente il passaporto in corso di validità.
Telefono: Per l'Italia 0039 + numero; dall'Italia 001+ 907 + numero; GSM: roaming internazionale.

Come arrivare
Aereo: da Copenaghen ci sono voli diretti per Seattle (USA), da qui comodi autobus di linea portano a Bellingham, punto di partenza per l'Inside Passage e l'Alaskan Marine Highway. Un'altra via di avvicinamento all'Inside Passage è arrivare in volo a Vancouver (Canada), ma questo comporterebbe un attraversamento di frontiera che, trattandosi di quella statunitense, si rivelerebbe lungo e noioso.
Trasporti interni
Nave: per il Southeast è sicuramente la soluzione migliore, utilizzando l'Alaskan Marine Highway. Ogni giorno un'imbarcazione approda in tutti i paesi mantenendo attivi i collegamenti.
Auto: l'Alaskan Highway rappresenta sicuramente un'emozionante avventura, priva di pericoli, ma a causa delle grandi distanze questa soluzione è proponibile solamente se avete molto tempo a disposizione. L'autostrada, infatti, passa a est delle catene montuose, assai lontano dalle popolose coste. Per affittare e guidare un'auto è necessario avere 21 anni, possedere una patente di guida ed un carta di credito.
Autobus: i centri sono tutti collegati da un servizio di autobus, ma vale lo stesso discorso fatto per le auto; troppe le ore di viaggio lontano dalle coste.
Aereo: altro mezzo di comunicazione utilizzato soprattutto dai locali. Piccoli e veloci idrovolanti che possono raggiungere in poco tempo ogni angolo dell'Alaska. Ogni paese degno di essere segnato sulla cartina possiede un aeroporto.

Clima e periodo indicato per il viaggio: il clima del Southeast è umido e temperato. In alcune zone le precipitazioni annue superano i cinque metri. Il periodo adeguato per un viaggio viene considerato da maggio a ottobre. Certamente, come temperatura è più consigliabile da giugno a settembre, anche se vuol dire andare incontro all'alta stagione, con conseguenti prezzi più alti e maggior afflusso di turismo (considerate comunque che non è Rimini...).
Bagaglio/Abbigliamento: viaggiate informali, l'americano medio non si cura troppo dell'aspetto. Inoltre, se siete intenzionati a compiere qualche escursione, meglio giacche antivento e buone scarpe robuste. Indispensabili abiti impermeabili!

Salute: nessun rischio particolare di malattie ed infezioni, ma come in tutti gli States, il servizio medico ha costi altissimi. Meglio essere coperti da una buona assicurazione.
Furti/Pericolosità: Furti ed aggressioni sono piuttosto rari; questo non esclude però il buonsenso e la prudenza.

Emergenze: per qualsiasi servizio d'emergenza si può selezionare il 911.
Indirizzi utili
Alaskan Marine Highway System: P.O.Box 25535, Juneau, Alaska 99802-5535, tel.907/465-3941, fax. 907/277-4829.
Alaska Division of Tourism: Dept 901, P.O.Box 110801, Juneau, AK 99811, tel.(907)465-2010, fax (907)586-8399.
US Forest Service Ketchikan: USFS Office Federal Building, Ketchikan, AK 99901, tel.(907)225-3101.
Misty Fiords National Monument: Tongass HWY, Ketchikan, AK 99901.
Skagway Visitor Bureau: National Park Service, P.O.Box 517, Skagway, AK 99840.
White Pass e Yukon Route: P.O.Box 435, Skagway, AK 99840, tel.(907)983-2217, fax (907)983-2734).
Indirizzi Internet: www.drivenorth.com; www.touryukon.com/tn;
www.dot.state.ak.us/amhshome.html per l'Alaskan Marine Highway.

Costo della vita: elevato, soprattutto per il cambio molto sfavorevole.
Acquisti in loco: prodotti e oggetti di artigianato, soprattutto quelli ispirati alla corsa all'oro e quelli di cultura nativa. Se acquistate oggetti in avorio dovete ottenere il permesso dalla U.S Fish. and Wildlife Service.
Mance: la mancia, come in tutti gli States, è praticamente un obbligo. Ai camerieri andrebbe lasciato circa un 10% del conto.
Orari pubblici esercizi: normalmente gli uffici governativi sono aperti dalle 8 alle 16.30, anche se in alcuni casi la chiusura è prorogata fino a sera. In pochi casi sono aperti la domenica. Le banche lavorano dalle 9 alle 17.

Elettricità, pesi e misure: corrente elettrica a 110/120V, è necessario un adattatore. Sistema di misurazione americano: gradi Fahrenheit per le temperature (per ottenere i gradi centigradi bisogna sottrarre 32 ai F° e moltiplicare per 5/9). Pollici, piedi, iarde e miglia per le distanze (1 feet = 0,30 m; 1 ml = 1,61 km). Galloni per i volumi (1 gallone = 4,55 lt, o 3,79 lt, a seconda si tratti di un Imperial gallon o di un US gallon). Once e libbre (pounds) per i pesi (1 oz = 28,35 gr; 1 lb = 0,45 kg).
Fotografia: viaggiate "leggeri". Considerate che tutta l'attrezzatura ve la porterete sulle spalle durante i numerosi sbarchi e le numerosissime camminate che farete. Privilegiate zoom (ottimo il 28/200 mm o il 35/135 mm) e un grandangolare spinto come il 20 mm, o un 24 mm. Il teleobiettivo è consigliato per fotografare la fauna, e non dimenticate un mini stativo per scattare in condizioni di luce scarsa. Pellicole di media sensibilità (100 e 200 Asa). Non lesinate sui rullini portati da casa: in Alaska costano veramente troppo!

Guide consigliate: Alaska della Lonely Planet, o corrispondente Alaska dell'EDT. Guida Alaska dell'Apa. Ogni libro che parli dei nativi del nord America: questa è la patria dei Tlingit e degli Haida, e dei totem scolpiti in legno. Non si può non menzionare Jack London con Il richiamo della foresta e Zanna Bianca. Per richiedere un catalogo di guide e mappe si può scrivere a Wild Rose Guidebooks: PO Box 240047, Anchorage, AK 99524".

Dormire/Mangiare/Divertirsi
Dormire: ci sono numerosi campeggi, anche se sono strutturati più per i camper e le mobil-car che per le tende. Il numero degli ostelli è limitato ed è ancora poco sviluppato l'uso dei Bed&Breakfast. Gli alberghi sono tutti di buon livello, quindi decisamente più cari. L'ente per il turismo ha stilato una lista degli alloggi; per ricevere l'opuscolo: Alaska State Division of Tourism, Dept. 401 P.O. Box 110801, Juneau, Alaska 99811-0801, tel.907/465-2010, fax.907/465-2287.
Mangiare: per chi volesse rifornirsi durante il viaggio, i paesi visitati lungo il tragitto sono tutti forniti di supermercati di standard americano... ossia, anche il più piccolo ha una scelta infinita di patatine e salse (ma non solo)! Consigliamo di curiosare comunque in questi store perché, se da una parte ricordano molto quelli nostrani, dall'altra il trovare tacchini interi surgelati, cosce intere di alce, pacchi da 5 chili di ghiaccio tritato e bidoni di bibita gassata da 10 litri sarà un'esperienza che ricorderete...
Numerosi i locali dove mangiare, dalle piccole rosticcerie ai ristoranti più eleganti. In qualunque ristorante, la prima cosa che vi capiterà sarà di aver a che fare, appena seduti, con un bicchierone di acqua e ghiaccio (in Alaska!). Non rifiutatelo, è il compito del cameriere di più basso livello, di solito ancora in prova, e da esso dipende il futuro della sua carriera in quel locale. Non dimenticate le mance: qui negli States sono praticamente obbligatorie. Se odiate il pesce... peccato per voi, ma se lo amate vi potrete togliere la voglia di salmone e andare alla scoperta della prelibatezza dell'halibut (una sogliola di circa due metri di larghezza!), del granchio degli abissi e dell'immancabile clam chowder, una zuppa a base di panna e molluschi.
L'età minima per l'acquisto di bevande alcoliche è di 21 anni, ma in alcune zone la vendita e il consumo sono totalmente vietati, meglio informarsi in loco.


Per chi vuol saperne di più
Alcune curiosità permettono di capire più a fondo l'unicità del paese: l'Alaska fu ceduta dai russi all'America nel 1867 per meno di due centesimi all'acro. Gli americani vi trovarono una fortuna in oro, pellicce, petrolio, legname, pesce. Da sola, essa forma 1/5 dell'intera superficie degli Stati Uniti. Conta una ventina di montagne oltre i 5.000 metri, oltre 3.000 laghi, qualcosa come trenta vulcani attivi (metà del totale mondiale) e più di metà dei ghiacciai mondiali, uno dei quali d'estensione pari alla Svizzera. La vegetazione è formata da foresta pluviale estremamente umida e muscosa. La fauna comprende ben 5 specie di salmone (il King Salmon può raggiungere i 20 Kg di peso), 3 di orsi, 16 di balene, 7 di foche, 3 di delfini, e... 4 di zanzare! La densità di popolazione è di "mezza persona" per chilometro quadrato: per fare un paragone, in Lombardia sono 372!
Ora capite perché questo è un paradiso?

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