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Isola Di Karpathos
Stefano Stefani ed Eleonora Ca

Aspre montagne e morbide spiagge nel profondo blu dell’Egeo: Karpathos, isola sospesa fra mare e cielo, fra tradizione e turismo.

KARPATHOS, ULTIMA ISOLA DEL DODECANNESO. E ULTIMA ARRIVATA NELLA SERIE “SARANNO FAMOSE”. UN LUOGO DA VEDERE SUBITO! PRIMA CHE QUALCUNO DECIDA DI ADEGUARE L’AEROPORTO A MISURA DEI GROSSI CHARTER, E QUINDI DEL GRANDE TURISMO…

Fino ad un paio d’anni fa, qui si arrivava con piccoli aerei da Atene o da Rodi, in compagnia dei tanti stormi di uccelli in migrazione; adesso, già atterrano i primi voli “tutto compreso”.
Dal finestrino, Karpathos appare come una lama di pietra conficcata nel blu più intenso del mediterraneo.
Lunga poco meno di cinquanta chilometri, aspra e selvaggia quanto basta per essere una meta insolita, ha tutti i requisiti per diventare un’isola alla moda. Soprattutto splendide spiagge, bianche o rosate, incastonate in scenografiche scogliere. Mai affollate, talvolta deserte, spesso confortate da una taverna. Quelle più belle vanno guadagnate con strade da brivido, al fondo di impervi canaloni intagliati nella montagna. Dovunque, il mare è di un blu intenso che si stempera nel turchese e nel verde, trasparente come il cristallo.
Ma ci sono anche montagne che superano i mille metri. Ora brulle, ora pennellate di verde, con i pini spettinati e contorti dal meltemi, il vento che batte forte sull’Egeo nei mesi di luglio e agosto. Croce e delizia degli skippers, il meltemi forgia l’isola, scava le rocce, incurva gli olivi, scompiglia gli asfodeli che fioriscono a migliaia sui terreni rinsecchiti. E soprattutto rinfresca l’estate torrida di quest’isola inondata di sole: la sala d’attesa dell’aeroporto è all’aperto e la dice lunga sul clima di Karpathos.
Sole e mare non sono tutto. Karpathos è un’isola da scoprire: i candidi paesi addormentati sulle colline; coltivazioni terrazzate e olivi vetusti che le danno un’aria vissuta; un porticciolo animato di taverne e pescatori per non sentirsi isolati; un pizzico di folklore nei costumi tradizionali delle donne di Olympos; un vago sapore d’avventura sulle vertiginose sterrate che raggiungono gli angoli più selvaggi. Ovviamente, immancabili le chiesette bianco-azzurre che “fanno” tanto Grecia. Karpathos ne è costellata: deliziose, candide, se ne stanno appollaiate nei luoghi più disparati, con una spiccata preferenza per gli speroni rocciosi perduti nella campagna o affacciati sul mare. Talvolta così sperdute da pensare che siano abbandonate; invece, sono quasi sempre aperte, minuziosamente ordinate, con almeno una lampada che arde davanti a una semplice icona. Straordinariamente vive per tanta solitudine, meritano l’omaggio di una breve sosta.
Non è sempre stato facile vivere qui. Così lontana, una terra avara di frutti e un mare insidioso, non restava che imbarcarsi sulle navi del mondo o tentare la fortuna in America. Ma una patria come Karpathos non si può dimenticare. E molti sono tornati, ora che gli aerei hanno rotto l’isolamento e il turismo rianima l’economia dell’isola. Con le piccole fortune accumulate in anni di sacrifici, sono nati alberghi e studios, trasformati vecchi caicchi da pesca in barche per escursioni, aperte taverne con cucina internazionale. E costruite case, talvolta un po’ esagerate per l’atmosfera isolana, ma tant’è, il riscatto dalla miseria deve essere esibito.
Le atmosfere più genuine si respirano nelle borgate più piccole, addormentate sulle colline. Tra una spiaggia e l’altra, offrono una sosta nei caratteristici kafenion frequentati solo dagli isolani, per bere caffè greco o retzina, vino bianco aromatizzato con resina, vera bevanda nazionale insieme all’immancabile ouzo, liquore d’anice servito con acqua ghiacciata. Le taverne più tradizionali si riconoscono per l’assenza di nomi fantasiosi, di fotografie dei piatti, di arredamenti esagerati. Piuttosto scrivono il menu su una lavagna, spesso hanno tavoli e sedie nel tipico colore blu cobalto, e soprattutto vi fanno curiosare in cucina per apprezzare la freschezza del pesce e la varietà dei piatti. Dove ci sono taverne ci sono gatti, altrimenti non sarebbe Grecia: sono tanti, belli, dappertutto. Pisolano indolenti su ogni scalino disponibile, salvo presentarsi puntualissimi all’ora di pranzo (se non fa troppo caldo) e di cena nelle taverne della zona.
Alla sera capita spesso che gli uomini del posto si mettano a suonare il lauto o la lira, due strumenti locali che accompagnano nenie ripetitive tipicamente greche. Gli anziani seduti ai caffè amano fare quattro chiacchiere con i turisti italiani, per rispolverare una lingua imparata a scuola quando le isole del Dodecanneso erano colonie italiane. Così saltano fuori aneddoti originali di una storia poco nota. Non c’è cenno di vecchi rancori, piuttosto una certa simpatia per le maestrine spaesate che arrivavano per insegnare l’italiano o i soldati caserecci alla “Mediterraneo”. Tutti quanti, greci e italiani, travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di Karpathos.


Strilli laterali
“… il mare è di un blu intenso”
“… il meltemi forgia l’isola…”

.PERCORSO
da Karpathos a Karpathos; Km compless. 100 ca.
auto, moto
7 giorni
foto, trekking, sport balneari

Arte e storia **
Natura ****
Sport e divertimenti ****

Difficoltà: facile
Costo: medio

Data di effettuazione viaggio: estate 2000



1 - IL CAPOLUOGO
Abbiamo suddiviso l’itinerario in quattro settori; date le dimensioni dell’isola conviene infatti scegliere una località per soggiornare e poi muoversi con escursioni giornaliere di spiaggia in spiaggia e di villaggio in villaggio. La vacanza itinerante spesso trova difficoltà di pernottamento, poiché la maggior parte degli alberghi e degli studios vengono affittati a settimane o con un minimo di tre giorni. Tuttavia, visitando l’isola in bassa stagione (maggio, giugno, seconda metà di settembre, ottobre) potete provare a cambiare base più frequentemente.
Pigadia è il capoluogo dell’isola, unico centro animato anche la sera. C’è tutto quanto fa vacanza: caffè e taverne con i tavoli sul porto, pasticcerie che sfornano tipici dolci al miele e sfoglie salate, una discoteca, qualche cocktail-bar, agenzie turistiche che organizzano escursioni per terra e per mare, negozi di souvenir e di artigianato.
Ma anche normali botteghe di alimentari dall’aria antiquata, vecchi kafenion frequentati dai greci per il tradizionale ouzo con mezé, l’immancabile aperitivo d’anice con stuzzichini di verdura, olive o pesce. Sul porto, mucchi di reti gialle aspettano di essere rammendate mentre i pescatori vendono sul molo il pesce appena pescato.
Da qui partono i caicchi per le escursioni giornaliere alle spiagge di Kira Panaghia e Apella o per il porticciolo di Diafani nel nord dell’isola. Non rimpiangerete le dracme spese: se è vero che è possibile raggiungerle anche in auto, nulla ripaga la spettacolarità della costa vista dal mare con l’andamento lento e dondolante del caicco.
Il capoluogo è anche il posto migliore per organizzare la vacanza: varie agenzie turistiche prenotano alberghi, affittano case, organizzano escursioni in bus, noleggiano auto e moto. A Pigadia c’è anche una lunga spiaggia che circonda la baia; non è la migliore, ma è comoda e attrezzata.
Piuttosto, raggiungete la vicina baia di Amopi (servizio di bus). Vi diranno che è la più mondana dell’isola, ma non rinunciate. Fortunatamente, il concetto è piuttosto vago qui a Karpathos: un paio di calette con una fila di ombrelloni, due alberghi, un gruppetto di studios, qualche taverna, una scenografica chiesetta bianca. Tutto qui. Il mare però ha colori incredibili, persino un intenso verde smeraldo tra i bassi lastroni di roccia colonizzati dal lentisco.
Pigadia, naturalmente, è anche il posto migliore per tirar tardi la sera; diciamo l’unico, tra la discoteca e qualche bar sul porto.

2 - LA COSTA ORIENTALE e SETTENTRIONALE
Un’auto (meglio una jeep) o una moto sono d’obbligo per vedere Karpathos. Le spiagge migliori si trovano a nord di Pigadia.
Apella è senz’altro la più bella, e non per completare la rima. Una mezzaluna candida con acqua turchese veramente da sballo. Tutt’intorno imponenti pareti calcaree, altrettanto candide, su cui si aggrappano vecchi pini d’Aleppo maltrattati dal vento.
La vicina Kira Panaghia le contende la palma d’onore. Più piccola e più profonda, si differenzia per le scogliere scure e selvagge che la circondano. Una deliziosa chiesetta dalla cupola rossa sorveglia i pochi bagnanti e gli avventori dell’unica taverna. Ci sono anche alcuni studios in posizione spettacolare; se amate la tranquillità e non vi dispiace fare qualche chilometro in più per vedere il resto dell’isola, non lasciateveli sfuggire. La spiaggia di Kira Panaghia era la preferita dalle tartarughe marine, fino a qualche anno fa; e adesso che sono più rare in tutto il Mediterraneo, qui è ancora un incontro possibile.
Tra le due contendenti non manca la terza, certamente non incomoda se non per la strada d’accesso. Ma questo è un denominatore comune a tutta la costa orientale. E’ Achata, non certo da meno per acqua verde come il vetro e sabbia grossa e chiara sbriciolata dalle alte pareti circostanti.
E poi, ancora più in su, Aghios Nikolaos, due tamerici per l’ombra, tre case di pescatori, una taverna aperta solo in alta stagione, un paio di faraglioni a chiudere l’orizzonte. Tutto qui… se vi par poco! E’ il luogo giusto dove “isolarsi” nell’isola: evitando agosto, succede facilmente di non dover dividere la spiaggia con nessun altro.
Ancora più selvagge quelle incise nella costa settentrionale. Strade da rally per raggiungere paradisi perduti tra le montagne più aspre. Garantito il silenzio, solo il respiro del mare a far da colonna sonora alle spiagge di Aghia Minas e Forokli, al termine di sterrati infiniti.
Infine Diafani, un’ampia baia dall’acqua trasparente e dal colore perlaceo, diafana appunto. Un piccolo molo, dove i caicchi provenienti da Pigadia e qualche taverna turistica danno l’impressione del solito porticciolo greco, ma curiosando tra i vicoli si scoprono scene di vita quotidiana decisamente tradizionali. Camminando sul lungomare verso nord, ci si allontana velocemente dai “clamori” del centro per un bagno nel cristallo liquido.


3
LA COSTA OCCIDENTALE
Decisamente più facile di quella orientale, diversa ma altrettanto bella. Si comincia con Aghios Nikolaos, da non confondere con quella dell’altro versante, ai piedi dello spettacolare promontorio di Capo Paliokastro con due spiagge sull’istmo di collegamento. Studios e taverne invitano a farne una comoda base di partenza.
Da Arkasa a Messochori una bella strada asfaltata tocca splendide baie. Finiki è un porticciolo in miniatura, all’interno della baia di Arkasa. Poche barche riparate da un promontorio su cui sorge l’immancabile chiesetta a cupola, vecchie case di pescatori trasformate in taverne che servono il pesce pescato dallo stesso proprietario e un tramonto da sogno, ne fanno la sosta ideale per la cena.
Questo è anche il versante più verde dell’isola: qui i pini si stringono a formare veri boschi. Piccoli arenili dorati si alternano alle punte rocciose di Capo Proni, che apre l’orizzonte sulla grandiosa baia di Lefkos: tre spiagge incastonate tra il blu del mare e il bianco delle rocce.
Stessi colori per le taverne e le camere: muri bianchi e finestre blu, per ammirare il tramonto più scenografico di Karpathos. Non perdete la passeggiata sotto la parete bianchissima che chiude la baia verso nord, una fetta di torta di calcare e gessi impalpabili che si sciolgono nel blu. La baia di Lefkos è anche uno dei posti migliori per fare snorkeling: i fondali non sono molto colorati , ma la ricchezza di pesce offre incontri ravvicinati per tutti. Persino a poche bracciate dalla riva, in prossimità degli scogli, è facile vedere piccole murene, pesci pappagallo rossi, seppie, belle conchiglie, stelle marine, spugne. Per non dire dei branchi di castagnole, aguglie, sardine, saraghi, orate, mormore, un vero acquario mediterraneo.
Proseguendo verso nord, oltre il bivio che entra nell’interno, si trova il delizioso borgo di Messochori, ingiustamente trascurato perché non ha spiagge degne di questo nome, ma minuscole distese di sassi rotondi tra gli scogli. Inutile dire che il mare è bellissimo, a Karpathos lo è sempre. Piuttosto, la posizione incantevole di questa cascata di case bianche che scende dalla collina al mare è affascinante, quando si tinge di rosa al tramonto. Un anfiteatro di aspre pareti rocciose incornicia il miraggio, mentre nasconde spiagge selvagge di ciottoli scuri.
Ancora più a nord, totalmente fuori dal mondo, il fiordo di Tristomo è l’unico intaglio nella costa inaccessibile: qualche casa di pescatori in estrema solitudine e rare imbarcazioni sono gli unici segni di vita.


4 - LA COSTA MERIDIONALE
Il sud dell’isola, sia a levante che a ponente, viene considerato a parte, anzi piuttosto snobbato. La colpa è dell’aeroporto, presunta fonte di disturbo al relax vacanziero.
Niente di più sbagliato: anche se pianeggiante, la costa meridionale riserva ugualmente splendide spiagge rosate, intagliate in piatti lastroni di roccia brulicanti di vita sottomarina. Da scoprire subito, prima che il traffico aereo diventi veramente eccessivo.
A sud della baia di Amopi, lungo la strada per l’aeroporto, si trova l’unica scuola e noleggio di tavole a vela. La bella spiaggia di Afiartis, tra le più grandi di Karpathos, è la preferita dal popolo del windsurf, in cerca delle onde migliori dell’Egeo. Dall’unica strada asfaltata si stacca una ragnatela di sterrate, che raggiungono calette deserte dall’acqua limpidissima.
E’ il regno degli asfodeli, spighe di fiori bianchi incredibilmente tenaci. Nascono dai suoli più aridi sfidando le leggi della natura, e ondeggiano alla vita incuranti di sole, sale e vento implacabili. Non ci sono taverne né altri comfort (ombra, sdraio ecc.) in questa parte dell’isola: quindi pic-nic, acqua in abbondanza, maschera, pinne e vita “da Robinson”.


5 - L’INTERNO
Tra una spiaggia e l’altra, in cerca di frescura e relax, e magari di uno spuntino tipico, conviene addentrarsi nel cuore dell’isola. Non illudetevi, non ci sono boschi e ruscelli; però qualche vecchio olivo piegato dal vento allunga la sua ombra sulla terra riarsa. E soprattutto, cascate di bouganvillee purpuree e pergolati d’uva rinfrescano i tavoli blu delle taverne più caratteristiche. Sulle colline giallastre di erbe rinsecchite spiccano grappoli di vecchie case imbiancate troppe volte, un dedalo di vicoli e scalette, cortili e verande fiorite in cui perdersi alla scoperta di particolari deliziosi. Finestre blu, annosi portoni intagliati, viti centenarie aggrappate ai balconi, bouganvillee strepitose, vecchi kafenion e negozietti dall’aria imbalsamata, cupole azzurre nascoste tra le case, quasi fossero cappelle private.
Menetes è il più centrale, a metà strada tra le due coste, tra Pigadia e Arkasa. Ha una splendida chiesa dagli interni riccamente decorati e la scuola più panoramica dell’isola, con un terrazzo (aperto a tutti) da cui abbracciare con lo sguardo un panorama grandioso. Stesso spettacolo, ma ancor più suggestivo per silenzio e solitudine, dalla chiesetta bianco-azzurra in cima al paese, conquistato salendo infinite scalette tra le case più antiche. Se vi trovate a Karpathos il 4 e 5 ottobre (ottimo periodo per clima e tranquillità), non perdetevi la festa popolare di Menetes in onore di S. Francesco e della liberazione dell’isola dall’occupazione italiana (1944): una sontuosa cerimonia religiosa nella più classica tradizione ortodossa, la commemorazione al monumento ai caduti e una gustosa sagra gastronomica nelle vie del paese imbandierate di bianco e azzurro (naturalmente!): folklore genuino che nulla concede al richiamo turistico.
Aperi, sulla strada per il nord, è il borgo che più di tutti concentra “il lusso” degli emigranti, tutto lindo e nuovo ma comunque tipico. C’è anche una bella chiesa, la più grande dell’isola. Atmosfere più genuine nelle borgate più piccole, addormentate sulle colline: Spoa, Volada, Piles, Othos si incontrano sulle strade che collegano i due versanti dell’isola.
Othos, in particolare, ospita un minuscolo museo di arte popolare, praticamente una vecchia casa con il tipico pavimento di sassolini bianchi e neri a formare greche e rosoni. All’interno, l’antica alcova in legno, tessuti e pizzi d’epoca, vecchie ceramiche e antichi utensili da cucina. Per visitarlo chiedete del maestro di musica, che sarà felice di darvi un piccolo saggio del suono del lauto, lo strumento tradizionale ancora in uso nelle serate paesane.
Più a nord, tra le montagne più impervie, si annida Olympos, appollaiato come un’aquila. Tutte le agenzie locali lo propongono con arrivo dal mare, in caicco, approdo a Diafani, e salita in bus. Così come vi sconsigliano caldamente di raggiungerlo in auto, dichiarando la disastrosa condizione della strada.
Varrebbe invece la pena di provarle entrambe. In caicco si gode lo spettacolo di una costa selvaggia altrimenti irraggiungibile, ma è altrettanto bella la panoramica dall’alto, un susseguirsi di canaloni nudi che precipitano in mare. E poi la strada non è così infame, specialmente per una jeep. E quando, dopo 22 km di sobbalzi e vertigini, si scopre dietro l’ennesima curva questa pigna di case bianche strette l’una sull’altra, sembra veramente un miraggio. Olympos è famosa per aver perpetuato, grazie all’isolamento, le tradizioni più antiche di Karpathos: l’uso degli asini all’interno del villaggio per l’impossibilità di far circolare le auto, la cottura del pane nei forni comuni, la pasta fatta in casa stesa ad asciugare all’aperto, e soprattutto i costumi delle donne, molto fioriti e colorati, ricchissimi di decorazioni e ricami durante le feste religiose. Su tutto aleggia l’odore della conservazione a scopo turistico, ma nulla toglie alla bellezza del luogo, con i tanti mulini a vento ormai in disarmo, fieri testimoni di un tempo in cui anche il vento era una ricchezza. Le poche pale sopravvissute non girano da tempo e ormai la tecnologia arriva anche quassù, ma a Karpathos il vento soffia ancora, come sempre.


COMMENTO AL VIAGGIO

Se pensate che una settimana per un’isola sola sia troppo, vi sbagliate. Karpathos offre tante spiagge e paesi da gustare con calma, ed il tempo vi sembrerà poco. Se disponete di due settimane (e ve lo consigliamo) potete aggiungere la visita di Rodi, con la stupenda cittadella fortificata dei Cavalieri di S. Giovanni, il borgo pittoresco (ma troppo turistico) di Lindos, qualche bella spiaggia solitaria sulla punta meridionale dell’isola. Se vi piace la mondanità, fatevi travolgere dalla frenesia dei “mega-vacanzifici” della costa settentrionale; altrimenti puntate su Simi, isoletta dirimpettaia meta di chiassose gite giornaliere. Ma se resistete fino alle 15,30, appartandovi in qualche taverna della Chora, il vecchio borgo snobbato dai gitanti per l’infinita serie di scalini, troverete una “isola bomboniera”. Case neoclassiche in tutta la gamma dei pastelli caratterizzano uno dei porticcioli più belli dell’Egeo e spiagge selvagge raggiungibili solo in caicco valgono il viaggio. Infine Kassos, a sud-ovest di Karpathos: una vera montagna in mezzo al mare per qualche giorno alla Robinson Crusoe. Coste inaccessibili, rocce aride, piccole spiagge con acqua limpidissima. E solo un paio di villaggi addormentati, vecchie case di pietra, una bella chiesa e, a sorpresa, un aeroporto-francobollo dove atterra lo stesso bimotore di Karpathos.


.SCHEDA ISOLA DI KARPATHOS

ESTENSIONE: 301 kmq.
ABITANTI: 5.000 ca.
ORDINAMENTO DELLO STATO: la Grecia è una repubblica democratica.
RELIGIONE: cristiana di rito greco-ortodosso.
MONETA: dracma, circa L.6.
LINGUA: greco, inglese negli uffici turistici, ma molte persone parlano un po’ d’italiano, soprattutto i più anziani.
FUSO ORARIO: +1h.
DOCUMENTI NECESSARI: carta d’identità valida per l’espatrio.
TELEFONO: dall’Italia 0030 + prefisso + numero; dalla Grecia 0039 + numero. Il prefisso di Karpathos è 0245. GSM: roaming internazionale.

COME ARRIVARE
AEREO: voli di linea per Karpathos via Atene con cambio velivolo; può essere necessario un pernottamento nella capitale. Più veloci ed economici i voli charter per Rodi + volo di linea Olimpic Airways con un bimotore da 20 posti che raggiunge Karpathos in mezz’ora e prosegue per l’isola di Kassos due voli quotidiani, tre in alta stagione. L’Ufficio Olimpic di Pigadia risponde al 0245-22150. In alta stagione, un volo charter da Milano con i tour operator specializzati sulla Grecia.
NAVE: i collegamenti marittimi non sono il massimo dell’efficienza, data la lontananza dell’isola; dal Pireo ci vuole veramente una vita (oltre venti ore); più comodo quello da Rodi o Creta, che in sei ore circa raggiunge l’isola due o tre volte la settimana.
TRASPORTI INTERNI
AUTOBUS: il servizio pubblico di autobus è modesto ma abbastanza puntuale. Partono tutti da Pigadia e raggiungono tutti i paesi dell’isola (escluso Olympos) con un paio di corse giornaliere. Più frequenti i collegamenti con la spiaggia di Amopi.
AUTO/MOTO: auto e moto si noleggiano un po’ dappertutto. Tra le compagnie internazionali, l’unica presente a Karpathos è la Europcar (Tel.0245-23300/23301). All’aeroporto c’è un piccolo ufficio della “Wheels rent a car”, se non c’è l’impiegato basta chiamare il 23330. Comunque, in ogni paese c’è almeno un noleggio e i prezzi sono pressoché uguali (10-12.000 dracme al giorno per una Panda o una Uno, 15-17.000 per una Suzuki 4x4, 5-6.000 per uno scooter).

CLIMA/PERIODO INDICATO PER IL VIAGGIO: l’estate di Karpathos è lunghissima. Da aprile a tutto ottobre il sole scalda forte, se possibile conviene evitare luglio e agosto, più caldi e affollati. Le precipitazioni si concentrano quasi esclusivamente nel periodo invernale. La primavera sfoggia colorate fioriture su uno sfondo più verde del solito. A settembre-ottobre, invece, fioriscono i magnifici asfodeli.
BAGAGLIO/ABBIGLIAMENTO: capi da piena estate, informali e pratici. Un maglioncino di cotone per la sera. Un K-way per ripararsi dagli spruzzi nelle gite in barca. Scarponcini da trekking se fate escursioni sulle montagne. Indispensabili occhiali da sole e un collirio leggero contro gli arrossamenti da vento e sale. Maschera e pinne sono quasi indispensabili.

SALUTE: ricordarsi di portare il Modello E111 rilasciato dalle ASL per l’assistenza nei paesi UE.
FURTI/PERICOLOSITA’: per il momento Karpathos è un’isola estremamente tranquilla. Naturalmente, non bisogna dimenticare le normali attenzioni nella sorveglianza dei bagagli, documenti, soldi ecc., soprattutto nei periodi di punta.

EMERGENZE
Polizia Turistica: tel.22218.

INDIRIZZI UTILI
A Pigadia ci sono varie agenzie turistiche a cui rivolgersi per prenotare alberghi, affittare case, fare escursioni in barca e in bus, biglietti aerei e marittimi, noleggio auto. Le principali sono Possi Travel (tel.22235), Arriva Travel (22110), Panorama Travel (22916).
Escursioni in caicco: al porto di Pigadia stazionano alcuni caicchi che salpano al mattino per escursioni giornaliere a Diafani e Olympos. Partono circa alle 9 e costano 4-5.000 dracme a persona comprensive dell’autobus per salire a Olympos. Si spende un po’ di meno per raggiungere le spiagge di Kira Panaghia e Apella, dove si resta fino alle cinque del pomeriggio.
Ente per il Turismo Ellenico: a Roma (Via Bissolati 78/80, tel.06-4744249); a Milano (P.za Diaz 1, tel.02-860470).
Olympic Airways: Milano 02-878692; Roma 06-473804.
Ambasciata italiana ad Atene: Sekeri 2, tel.3611722.
Aeroporto di Karpathos: tel.22305.

COSTO DELLA VITA: in generale più basso che in Italia, specialmente per studios e pasti in taverna, escludendo i pesci pregiati.
CUCINA/BEVANDE: la cucina greca si caratterizza per la massiccia presenza delle verdure estive. Pomodori, cetrioli, cipolla, peperoni, olive compongono l’immancabile Greek Salad condita con olio, origano e feta, il caratteristico formaggio di pecora dal sapore forte. Ottima per lo spuntino sulla spiaggia. Melanzane, peperoni e zucchine fritte o ripiene vengono servite come antipasti con Zaziki (crema di cetrioli, yogurt e aglio), Melitzanosalata (una salsa a base di melanzane), Taramosalata (crema con uova di pesce), Dolmadakia (involtini di foglie di vite con riso), Saganaki (feta fritta), polpo all’aceto, gamberi e calamari fritti. La Moussakà (melanzane con carne e besciamella al forno) è il piatto nazionale e sostituisce egregiamente la pasta, che peraltro si trova un po’ dappertutto. A Olympos servono ancora i Makarones fatti in casa, specie di spaghettoni rustici con ragù o pomodoro. Saraghi e orate alla griglia, sardine e piccoli pesci fritti, Souvlaki (spiedini di pollo, maiale o agnello), Stifado e Kokkinistò (spezzatini con verdure e riso), Suzukakia (polpette in umido), sono i piatti più serviti. Ottimi anche i grossi fagioli bianchi con sugo (Gigantes Plakì) e spezie e gli Okra, tipici piccoli peperoni dolcissimi.
I vini sfusi sono generalmente leggeri e freschi, come si conviene al clima caldo. Il retzina, invece, o si ama o si odia: il forte sapore di resina non ammette incertezze; provatelo con acqua e ghiaccio abbondante come aperitivo. Stesse modalità per l’ouzo, piacevolissimo liquore d’anice; viene servito anche liscio a fine pasto.
La colazione più tipica della Grecia è con yogurt e miele. Karpathos non tradisce la tradizione e quasi tutti i caffè propongono abbondanti coppe di questa squisitezza.
Il caffè tradizionale greco è quello con la polvere, che deve depositarsi al fondo della tazzina. Si ordina come hellenicos café e si deve precisare se e quanto zucchero si desidera, perché dopo non va girato. Tutti i ristoranti e i kafenion servono anche Nescafé, generalmente in tazza grande. Chiedere specificatamente se lo desiderate ristretto. Tipica bevanda estiva molto diffusa tra i greci è il caffè-frappé, un caffè freddo frullato fino a montare una crema spumosa sulla superficie.
ACQUISTI IN LOCO: l’artigianato più pubblicizzato è quello di Olympos: tappeti, tessuti, foulards, pizzi. Ma non è niente di eccezionale, e forse nemmeno autentico. A Pigadia ci sono numerosi negozi di classico artigianato greco, in particolare oreficeria, cuoio, tradizionali strumenti musicali, ceramica. Quello che non si deve mancare è l’acquisto di olive sott’olio (buonissime), origano dal profumo straordinario, miele di macchia mediterranea, marmellate di fichi, gelatine di frutta, ouzo e metaxa, il brandy greco.

FOTOGRAFIA: un grandangolare e un normale sono sufficienti per immortalare le bellezze dell’isola. Pellicole a bassa sensibilità, perché la luce è abbondante e nitida, filtro polarizzatore per il riverbero del mare. Sulle spiagge attenzione al vento carico di sale e sabbia, che può graffiare le pellicole.
GUIDE CONSIGLIATE: Isole greche e Atene delle Edizioni Mozzi.

DORMIRE/MANGIARE
A Karpathos ci sono numerosi alberghi di buona qualità, ma l’offerta maggiore è degli studios, monolocali di recente costruzione sparsi un po’ ovunque. Il prezzo varia dalle 7.000 alle 12.000 dracme, secondo la stagione e il comfort. Il consiglio è di girare (in bassa stagione) e scegliere quello che meglio risponde al proprio desiderio di isolamento o centralità, spiaggia o scogliera, comodità di accesso o ricerca del luogo selvaggio. Ce n’è per tutti gusti. Le segnalazioni successive sono puramente indicative per particolari posizioni panoramiche.
Pigadia
Dormire: Hotel Seven Stars (tel.22101) con piscine e Atlantis (22777), in posizione panoramica. Hotel Amopi Bay (22184), in splendida posizione sulla spiaggia omonima.
Mangiare: Taverna Zorbas, ottima cucina tradizionale sul lungomare.
Arkasa
Dormire: Hotel Arkesia, molto confortevole. Studios Dimitrios.
Mangiare: Taverna La Petalouda, nel centro del paese, identificabile dalla farfalla come insegna. Una delle migliori dell’isola, serve strepitose verdure e pesci fritti accompagnati da ottimi vini.
Lefkos
Dormire: bellissimi gli studios Delphinia, direttamente sulla spiaggia candida.
Mangiare: Taverna Myliahis; un pescatore rifornisce quotidianamente la cucina, e ci sono anche splendide moussakà e stifadi. Se ne ha voglia, suona musica tradizionale dopo cena.
Menetes
Mangiare: Taverna da Giannis; non c’è neppure l’insegna, ma la riconoscete subito dalle porte e finestre azzurre sull’angolo di fronte alla chiesa. Leggete la lavagna appesa fuori con il menu, c’è sempre qualcosa di buono e schietto da assaggiare. Se passate al mattino, concedetevi la migliore colazione dell’isola: abbondanti fette di pane con burro, miele e marmellate fatte in casa e strepitose coppe di yogurt più che denso e cremoso con miele dell’isola.
Kira Panaghia
Dormire: Hotel Kira Panaghia, nel canyon ombroso subito dietro la spiaggia, un posto fantastico per chi ama l’isolamento. Studios Akropolis, in posizione fantastica a picco sulla scogliera di una delle spiagge più belle. Una micropiazzetta con la chiesa dalla cupola rossa diventa il salotto serale per i pochi ospiti.
Mangiare: da segnalare le taverne di Spoa e Volada, semplicissime ma veraci, per dividere con gli isolani i piatti più tradizionali.

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