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Liguria (tigullio)
Giuliano Cremaschi

Alle spalle del Golfo del Tigullio, sulle tracce della più potente famiglia italiana del XIII secolo.
Fra ulivi e splendide vedute, ripercorriamo alcune suggestive pagine della storia medievale.

Il Golfo del Tigullio, fra Portofino e Sestri Levante, è noto e celebrato da più d'un secolo come uno degli scorci più affascinanti delle Riviere liguri. A testimonianza di tale magia, basta ricordare che lungo la strada panoramica a picco sull'azzurro mare del Tigullio, Friederick Nietzsche ideò il suo capolavoro Così parlò Zarathustra.

Pochi sanno, tuttavia, che questo scenario di rara bellezza fu testimone di importanti vicende del nostro Medioevo.
Infatti, una delle più pittoresche cittadine del Tigullio, Lavagna, vanta, fra altre attrattive, una caratteristica prestigiosa: le sue colline furono la culla di una delle più importanti famiglie della Liguria e dell'Italia fra Medioevo e Rinascimento. Stiamo parlando della famiglia dei Fieschi, che dette alla storia della Chiesa ben due papi: Innocenzo IV e Adriano V.
Il percorso che proponiamo parte da San Salvatore, dalla Basilica gotico-romanica millenaria, una delle chiese più antiche dell'intera Liguria, fondata da Innocenzo IV. Il borgo che la ospita è immerso nel verde degli ulivi, assolutamente fuori dal tempo.
Da lì, scendiamo lungo sentieri e strade che furono per secoli calcati dalle portatrici di ardesia (o lavagna), in dialetto chiamate camalle.
Il mare farà da sfondo a tutto il percorso, un mare azzurro, il Mediterraneo, da sempre crocevia di lingue e di culture.
Scesi a Lavagna, camminiamo per i suoi carrugi, che sanno di spezie e focaccia appena sfornata... ed è come camminare nella storia, toccarla con mano, con le sue chiese, i porticati, la torre. E tutto questo, fra il verde delle colline e l'orizzonte dorato e celeste.
E poi Chiavari, al di là del ponte sull'Entella ("infra Chiaveri e Sestri s'adima una fiumana bella...", cantava Dante nel canto XIX del Purgatorio), città austera, umbratile e misteriosa, quanto Lavagna è aperta, solare, disponibile.
Chiavari, coi suoi portici antichissimi, le piazzette, le basiliche, il castello e i monasteri fondati dai potentissimi vicini Fieschi, è un altro pezzo di storia della Liguria, all'ombra di Genova, madre a volte un po' matrigna.
E infine, nel cuore di Chiavari, l'emozione forse più grande, la reliquia della Santa Croce, custodita quasi segretamente nello straordinario Museo diocesano. Quella reliquia che Innocenzo IV portava sul petto all'apice di ogni liturgia, e reggeva imperiosamente nelle mani, quando scomunicò il suo acerrimo e leggendario nemico, Federico II di Svevia.
La reliquia, preziosissima per lo storico così come per il fedele, il papa Fieschi la volle donare a San Salvatore, ovvero alla basilica da cui il nostro percorso ha preso le mosse.
Così, il cerchio si chiude.

Strilli laterali
"...uno degli scorci più affascinanti delle Riviere liguri..."



PERCORSO
da San Salvatore (GE) a Chiavari (GE); Km. compless. 10 ca.
un week-end
auto, trekking, bus
foto, trekking, biking, balneazione, birdwatching

Data di effettuazione: Aprile 2000

Arte e storia ****
Natura ***
Sport e divertimenti ***

Difficoltà: bassa
Costo: medio


1 - DA SAN SALVATORE A LAVAGNA
Partenza: San Salvatore.
Arrivo: Lavagna
Distanza: 4 km
Tempo di spostamento: 1h (passeggio), 10' (autobus)
Mezzo: passeggio o autobus (linee 3, 13)

Giunti a San Salvatore la mattina di sabato, sul presto, e dopo aver parcheggiato l'auto in uno degli ampi parcheggi, saliamo a piedi al borgo medievale, dopo una passeggiata di cinque minuti fra gli ulivi. Nel cuore del borgo, ad un tratto, svoltando al termine di una breve salita, in una piazzetta che è rimasta intatta nei secoli, ci compare dinanzi agli occhi la Basilica dei Fieschi, dalla facciata imponente a strisce bianche e nere di marmo e ardesia, con l'immenso rosone. L'insieme, reso ancora più suggestivo dai raggi del sole che spunta dalla collina, è indimenticabile.
Nel 1245 papa Innocenzo IV (Sinibaldo Fieschi dei Conti di Lavagna) scomunicò l'acerrimo nemico Federico II. Questi, per vendicarsi, fece saccheggiare e incendiare i territori del Conte.
Per nulla impressionato, il papa Fieschi ordinò che la basilica venisse ricostruita, e così fu. La dedicazione avvenne nel 1252. Per renderla ancora più importante, il papa donò alla basilica una reliquia della Santa Croce.
Nella stessa piazza, inoltre, non sono da dimenticare neanche il palazzo medievale dei Conti Fieschi e l'oratorio barocco di San Salvatore il Vecchio.
Da San Salvatore scendiamo poi verso il mare, ovvero verso la città di Lavagna. E' possibile fare un comodo tragitto a piedi di circa 3 km, lungo la passeggiata che costeggia la riva sinistra del fiume Entella. Si tratta in realtà di una pista ciclabile, che conduce al cuore della cittadina rivierasca, attraverso l'oasi faunistica voluta dalla Provincia di Genova. Mentre camminiamo verso Lavagna, sul greto del fiume, possiamo infatti osservare specie ornitologiche come l'airone cinerino, il gabbiano reale e l'anitra mandarina.
Dal lungo fiume imbocchiamo poi direttamente via Garibaldi, sulla sinistra, e in dieci minuti entriamo nel cuore di Lavagna, non dimenticando di fermarci per una buona colazione o merenda secondo l'uso locale, con il cappuccino e la focaccia appena sfornata dalle panetterie del centro storico, una vera squisitezza.



1 BIS - UN PERCORSO ALTERNATIVO
Partenza: Monte Capenardo
Arrivo: Lavagna
Distanza: 6 km ca.
Tempo di spostamento: 1h
Mezzo: trekking

A Lavagna si può giungere anche partendo dalle pendici del Monte Capenardo, sulle orme delle "portatrici d'ardesia". L'antico sentiero, ben individuabile e sostanzialmente integro, passa attraverso il belvedere di Santa Giulia, con vista mozzafiato sull'intero Golfo del Tigullio, e arriva davanti al mare nei pressi del centro della cittadina.
Prima di approfondire la visita del centro storico di Lavagna, percorriamo quindi il sentiero, raggiungendo il punto di partenza, sito sulla strada che unisce la cittadina rivierasca a Cavi, sulle colline. Vi si può giungere con il piccolo autobus della Tigullio Trasporti, dalla fermata dinanzi alla Stazione Ferroviaria di Lavagna.
Il sentiero, che si percorre comodamente in circa un'ora, scende verso Lavagna ed è detto "via delle camalle". Le camalle erano un tempo le mogli o le sorelle dei cavatori di ardesia (o lavagna), che si mettevano le lastre sul capo e raggiungevano la spiaggia, dove la pietra nera veniva caricata sui leudi, le antiche imbarcazioni liguri usate per il trasporto e ispirate alle barche arabe con albero obliquo. (A Lavagna, nel Porto Turistico, è possibile visitare l'unico leudo ancora in attività; informazioni presso lo IAT di Lavagna).


2 - LAVAGNA ANTICA
Partenza: Basilica di Santo Stefano
Arrivo: Porto Turistico
Distanza: 2 km
Mezzo: passeggio

Fattasi l'ora di pranzo, possiamo scegliere una delle caratteristiche trattorie del centro storico e mangiare un pesto straordinario, nonché piatti a base di pesce freschissimo.
Il pomeriggio si può poi dedicare alla visita della città, partendo dal Porticato Brignardello e dall'adiacente Basilica di Santo Stefano, nella caratteristica piazza Marconi.
Si prosegue nel carrugio, la stretta strada pedonale tipica dei borghi liguri, piena di negozi e laboratori artigiani. Lo percorriamo in direzione mare e, quasi alla fine, svoltiamo in un altro vicolo, via XX Settembre: lì ci aspetta una grande sorpresa.
Girando di viuzza in viuzza, all'improvviso ci si ritrova infatti in un prato, nel bel mezzo della città. Un prato vero e proprio con alberi e tutto il resto, fra le case medievali e in fondo ad esso la Torre del paese... E' un luogo d'incanto, e sicuramente l'edificio e il suo cortile meritano una visita approfondita.
Tornando sui nostri passi, ma passando dagli eleganti portici di via Nuova Italia, visitiamo infine l'oratorio della Santissima Trinità, con il portale quattrocentesco in ardesia e i tipici Cristi processionali, esempi di alto artigianato


3 - Da Lavagna a Chiavari
Partenza: Lavagna (Piazza Cordeviola)
Arrivo: Chiavari (Corso Dante)
Distanza: 3 km
Tempo di spostamento: 30' (passeggio), 10' (autobus)
Mezzo: passeggio o autobus (linee 3, 13)

Dopo aver trascorso un piacevolissimo pomeriggio nell'antico borgo di Lavagna, sul far della sera possiamo incamminarci nuovamente verso Chiavari. Passeggiando sotto gli alberi di Corso Buenos Aires, in dieci minuti si è sul ponte dell'Entella, al di là del quale si è in Chiavari. Continuando sempre dritti, giungiamo all'inizio di via Vittorio Veneto, che prosegue poi in via Martiri di Liberazione, ovvero il lunghissimo carruggio di Chiavari; si tratta in pratica di un'unica galleria con porticati su ambo i lati e piena di esclusivi negozi e boutiques, che si fondono armoniosamente con l'austerità dell'architettura tardo medievale.
Ci si può poi dedicare alla ricerca di un ristorante per la sera. Nell'esteso centro storico di Chiavari c'è solo l'imbarazzo della scelta; la cucina del Tigullio, ottima, mescola i sapori del mare a quelli dell'Appennino, in una miscela davvero sorprendente e gustosa.
Alla mattina, dopo una buona colazione al Gran Caffè Defilla, ci avviamo verso il Museo Diocesano, nei pressi della Stazione Ferroviaria.
Il gentilissimo curatore del Museo, don Isetti, ci accompagnerà a visitare le sale, ricche di capolavori di arte religiosa. In una teca è conservata una croce-reliquiario dell'VIII secolo, di origine siriaca.
Una piccola croce in cristallo di rocca contiene poi un frammento della Santa Croce (il più grande al mondo insieme a quello conservato nella Basilica romana di Santa Croce di Gerusalemme). La reliquia fu donata alla Basilica di San Salvatore, da cui siamo partiti ieri mattina, da Sinibaldo Fieschi, ovvero papa Innocenzo IV; negli ultimi anni è stata trasportata nell'ottimo museo della Diocesi, per ragioni di sicurezza.
Con questa emozione a un tempo estetica, storica e religiosa, si completa il nostro percorso in una terra meno conosciuta e pubblicizzata di altre, ma nella quale il passato ha lasciato tracce preziose, che offrono davvero grandi suggestioni.
Verso sera, stanchi ma con gli occhi pieni di immagini bellissime, torniamo a San Salvatore con l'autobus della Tigullio Trasporti, e da lì riprendiamo l'auto verso casa, portando via con noi un pezzo della leggenda dei Fieschi e della loro terra.


COMMENTO AL VIAGGIO

Due sono le mete di interesse nelle vicinanze: a oriente le Cinque Terre, che meritano un viaggio tutto per loro, trattandosi di cinque borghi di pescatori disseminati lungo una costa quanto mai suggestiva. A ponente si potrà invece visitare Portofino, con la straordinaria piazzetta, allungando la permanenza di una mezza giornata. Da Chiavari o da Lavagna, Portofino è raggiungibile in auto (A12, uscita Rapallo, poi strada per Santa Margherita Ligure e Portofino); in treno (si scende a Santa Margherita Ligure e si prende il bus per Portofino, presso la stazione F.S.), in battello da Chiavari o Lavagna (gli orari del battello variano durante l'anno, ma qualunque IAT saprà informarvi al riguardo).

SCHEDA LAVAGNA E CHIAVARI
PROVINCIA: il comprensorio del Tigullio appartiene alla Provincia di Genova. Geograficamente, il Tigullio va dal promontorio di Portofino alla penisola di Sestri Levante, con il relativo entroterra (Val Graveglia, Valle Sturla, Val Fontanabuona).
ABITANTI: circa 1.000.000 la provincia, 180.000 il Tigullio. Lavagna conta circa 15.000 abitanti, Chiavari il doppio, San Salvatore poco più di 5.000.
TELEFONO: prefisso 0185.

COME ARRIVARE
AUTO: San Salvatore si raggiunge sull'autostrada A12, da Genova o da La Spezia, uscendo al casello di Lavagna. Giunti allo stop alla fine dello svincolo si gira a destra, verso i monti, e si prosegue diritti per un paio di chilometri. La Basilica dei Fieschi è ai piedi delle colline sulla destra.
AUTOBUS: se si preferisce viaggiare in autobus, invece che seguire gli itinerari pedonali e ciclabili, ci si può rivolgere per informazioni relative a orari e prezzi alla Tigullio Trasporti S.p.A., che garantisce collegamenti frequenti fra ogni località del comprensorio: tel.800-014808.

CLIMAA/PERIODO INDICATO PER ILVIAGGIO: i periodi ottimali sono marzo-maggio oppure settembre-novembre.

INDIRIZZI UTILI
Qualunque informazione su Lavagna può essere richiesta allo IAT 0185395070, oppure all'Ufficio Turismo del Comune, 0185367278.
Informazioni su Chiavari si ottengono presso lo IAT allo 0185325198.
INDIRIZZI INTERNET: www.lavagnasviluppo.com; www.comune.chiavari.ge.it

COSTO: per un week-end in questa zona si vengono a spendere circa L. 500.000 per due persone.
ACQUISTI IN LOCO: il secondo week-end di ogni mese, nel centro storico di Chiavari, si svolge la fiera dell'antiquariato. In qualunque momento dell'anno si può acquistare in ogni forno o panetteria la tipica focaccia alla genovese, il pesto, l'ottimo olio delle colline di Lavagna, i vini Doc del Tigullio. Interessante l'oggettistica in ardesia, e le sedie di Chiavari. Il Tigullio è famoso anche per le sue serre, ne troverete in ogni località, fin dall'uscita dell'autostrada di Lavagna.

CUCINA/BEVANDE: oltre alla cucina di mare basata sul pescato del golfo (le fritture, il cappon magro, i "muscoli" ripieni), si possono gustare le varie paste fresche, come i pansoti ripieni alle erbette conditi con salsa di noci, le trofie (corti vermicelli di farina di grano o di castagne) condite con salsa al pesto, e poi la torta pasqualina (una torta salata a base di verdure), i ripieni di verdura, la farinata (con farina di ceci), e nella stagione giusta i funghi, che crescono abbondanti nell'entroterra.
Scoperti e valorizzati da pochi anni, i vini del Tigullio, pur essendo prodotti in quantità modeste, presentano qualità organolettiche e di gusto tutt'altro che trascurabili. Segnaliamo il Vermentino e la Bianchetta fra i bianchi, e il Rosso del Tigullio. Un gradevole vino rosato è il Ciliegiolo.

DORMIRE/MANGIARE/DIVERTIRSI
Lavagna
Mangiare: a Lavagna segnaliamo il ristorante-enoteca La Lampara (Via XX Settembre 12), presso la Torre, e il ristorante Il Timone, davanti al Porto Turistico.
Chiavari
Dormire: Hotel Monte Rosa - Via Martinetti 6 - L.125.000 per una camera doppia con bagno - Tel.0185-300321.
Mangiare: fra i ristoranti segnaliamo Luchin (via Bighetti 53), Il piccolo (via Bontà 22), Da u dria (Via Costaguta 27), E Taggeine (Via Raggio 11) e il ristorante greco Vassilissa (Viale Millo 89).

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