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Nel Regno Dei Gorilla Di Montagna
Werther Saracchi

Nel cuore dell'Africa, dalle foreste abitate dai gorilla di montagna fino alle sorgenti del Nilo, attraverso le contraddizioni di un paese che, faticosamente, cerca di superare l'incubo degli anni più cupi della sua storia recente

Non si sa quante siano state esattamente le vittime delle guerre civili che si sono susseguite in Uganda fin dal 1962, anno della sua indipendenza.

Non possiamo neanche immaginare, durante la folle e brutale dittatura di Amin, quali possibili soprusi abbiano dovuto subire gli ugandesi. Questa gente, però, ancora oggi in costante lotta con la vita, nonostante i gravi problemi economici e sociali riesce ad essere incredibilmente cortese ed ospitale, contribuendo non poco a rendere l'Uganda un luogo accogliente e piacevole per il visitatore.
Inoltrandosi nel cuore del paese, percorrendo le strade d'argilla rossa che tagliano il fitto della foresta, spesso dissestate, costellate di buche e brulicanti di gente che si muove in un andirivieni ai nostri occhi convulso ed inspiegabile, tante sono le mani che si alzano solo per il piacere di salutare il viaggiatore, mani soprattutto di bambini e ragazzini, vestiti con la divisa scolastica o impegnati nel faticoso trasporto di taniche d'acqua potabile riempite ai pozzi.
Acqua: un bene fondamentale e prezioso anche in un paese chiamato "la terra dei laghi", uno fra tutti il lago Vittoria, dove proprio sul versante ugandese il grande fiume Nilo nasce e inizia il suo viaggio lungo 6.000 km verso il Mediterraneo.
Navigando con il sole a picco su una delle barche di pescatori, spesso stracariche di gente e pesce, che attraversano il lago Vittoria, si ha l'impressione di essere in balia di un vero e proprio mare, talmente è grande la sua estensione. Scopo di questa breve "crociera" è raggiungere le Ssese Islands: ottantaquattro isole abitate dai Basese, un gruppo tribale autonomo.
E' piacevole percorrere a piedi i sentieri all'interno di queste isole tranquille, assaporando il piacere di una cosa che ormai non sappiamo più fare: camminare senza una meta precisa, perdersi osservando il paesaggio, gli uccelli che si alzano in volo e qualche animale che attraversa il sentiero, il tutto senza l'incubo dei ritmi frenetici della nostra vita occidentale.
Come piacevole e affascinante è visitare i grandi parchi nazionali ugandesi: ad esempio, quello delle cascate Murchison, dove il Nilo si getta tumultuosamente attraverso una stretta fessura con un salto di 40 metri, e dov'è possibile incontrare elefanti, giraffe, bufali, antilopi, zebre, leoni, leopardi e altri esemplari di fauna africana.
Oppure il Kibale National Park, dove tutto ricorda la mitica foresta cinematografica di Tarzan (per un attimo ti aspetti che appeso ad una delle numerose liane appaia proprio lui!). Inoltrandoci a piedi nell'interno della foresta possiamo osservare, mentre si lanciano da un albero all'altro, gli scimpanzé.
O ancora, risalendo il canale Kazinga, che unisce il lago George al lago Edward, nel Queen Elisabeth Park, possiamo incontrare ricchi branchi d'ippopotami e numerosi coccodrilli.
Ma lo spettacolo più affascinante che l'Uganda offre al viaggiatore è sicuramente il possibile incontro coi gorilla di montagna, di cui pochissimi esemplari sono sopravvissuti negli anni alle violente scorribande dei bracconieri; un incontro, questo, possibile in uno dei parchi situati nelle foreste montuose del sud-ovest del paese.
Quello che potrà accadervi lo descrive in maniera perfetta Dian Fossey nel suo Gorilla nella nebbia: " Non dimenticherò mai il mio primo incontro con i gorilla... L'aria fu d'un tratto lacerata da una serie di strilli seguiti dal ritmico pok pok dei poderosi colpi vibrati sul petto da un grosso maschio dalla schiena argentata, celato dietro quella che sembrava un'impenetrabile parete di vegetazione...".
E' veramente indescrivibile l'emozione che si avverte quando, all'improvviso, dopo aver percorso alcune ore nell'umido della foresta, si scorge in lontananza la sagoma di un gorilla appena percettibile nel folto della vegetazione.
Seguendo le "gallerie" modellate dal loro passaggio nel fitto della foresta equatoriale, è possibile osservarli ad una distanza di pochi metri e notare così quanto le loro posture, gli atteggiamenti i gesti di cura nei confronti dei loro piccoli siano incredibilmente umani... è come essere stati catapultati, da un'improbabile macchina del tempo, in uno stadio primario della nostra storia evolutiva.
Dopo avere osservato questo grandi e magici animali, tornano alla mente altre parole di Dian Fossey, da non dimenticare mai: "Secoli addietro, quindici anni non erano nulla più che un battito di ciglia nell'evolversi di una specie, ma oggi sappiamo che i prossimi due decenni vedranno l'estinguersi di venti specie d'animali. L'uomo deve decidere ora se sarà questa la fine dei gorilla di montagna, una specie scoperta ed estinta nel volgere dello stesso secolo. Il destino dei gorilla è nelle mani di coloro che si spartiscono un'eredità comune, la terra dell'Africa, la casa dei gorilla di montagna."


Strilli laterali
"... tante sono le mani che si alzano...
"... si scorge in lontananza la sagoma di un gorilla..."

PERCORSO
da Kampala a Kampala; Km compless. 2.200 ca.
aereo, auto, pick-up, taxi, barca
14 giorni
foto, trekking, birdwatching, rafting

Arte e Storia *
Natura *****
Sport e Divertimento **

Difficoltà: medio-alta
Costo: medio

Data di effettuazione viaggio: ??????????



Tappa 1
Partenza: Kampala (aeroporto di Entebbe)
Arrivo: Kampala
Distanza: 34 km
Tempo di spostamento: 40' + 2gg di permanenza
Mezzo: taxi, matatu

Kampala è una città dove vale la pena trascorrere almeno due giorni dell'intero viaggio. E' stata costruita su sette colli, proprio come Roma, ma non aspettatevi tracce del passaggio degli antichi romani, almeno fin qui non sono arrivati!
Nakasero Hill, la collina al centro della città, è quasi una metafora della scala sociale; nella parte più alta si trovano le sedi delle organizzazioni umanitarie, gli alberghi di lusso, le ambasciate e le case dei benestanti che sorgono a ridosso di viali alberati; a metà si trova Kampala Road, dove sorgono ristoranti, alberghi, le banche e la stazione ferroviaria; più in basso inizia il solito caos di una tipica capitale africana, fatto di mercati brulicanti di gente, stazioni dei bus dove vige una logica organizzativa per noi di difficile lettura, negozi e bancarelle che vendono le merci più disparate e piccoli alberghi a prezzi economici.
Può essere interessante anche visitare l'Uganda Museum, dove si trovano esposti oggetti della cultura tradizionale. Da Kampala, in giornata, è possibile andare a Jinja (dista circa 80 km, con un matatu s'impiega circa un'ora), dove si trovano le sorgenti del Nilo; purtroppo, dopo la costruzione della diga rimane solo una targa d'ottone a ricordo della scoperta... A 11 km da Jinjia, però, si trovano le cascate Bujugali, che vale la pena visitare; se si ha più tempo a disposizione e si è interessati a fare rafting, questo è il posto giusto.


Tappa 2
Partenza: Kampala
Arrivo: Kisoro (+2 notti)
Distanza: 550 km
Tempo di spostamento: 8h
Mezzo: auto

Kisoro è una cittadina che si trova a venti chilometri dal Mgahinga National Park; per questo è la base ideale per intraprendere la visita all'interno di questo parco, uno dei rifugi ideali per i gorilla di montagna. Appena arrivati a Kisoro, è necessario rivolgersi all'ufficio dell'Uganda Wildlife Authority (si trova sulla strada principale del paese) per confermare la prenotazione. Il parco è situato sulle pendici delle montagne Virunga (dove vivono in tutto circa 320 esemplari di gorilla), ed è stato creato per fornire un ambiente sicuro e protetto per questi imponenti animali, purtroppo in pericolo d'estinzione (al mondo ne sono rimasti infatti solo 650 esemplari). L'accesso al parco è rigidamente limitato, possono accedere giornalmente solo sei visitatori; questo per tutelare l'ambiente e la vita dei gorilla.
L'appuntamento con i ranger è al mattino presto davanti all'ingresso del parco. Dopo un briefing, dove verrà spiegato come comportarsi dal momento in cui s'incontreranno i gorilla, ci s'inoltra a piedi nella foresta alla loro ricerca. La "passeggiata" varia a secondo della voglia dei gorilla di farsi trovare; può durare così, nei casi più fortunati, un paio d'ore, altrimenti molto di più!
Nei dintorni di Kisoro si può visitare anche il lago Mutanda, di forma irregolare e disseminato qua e là di numerosi isolotti. E' situato ai piedi di colline coltivate, dove è possibile risalire attraverso una strada sterrata per godere del bellissimo panorama. Sulla strada che porta a Kabale, inoltre, si può visitare il lago Bunyonyi, che ha le medesime caratteristiche del Mutanda, dove è possibile organizzare un'escursione in barca.


Tappa 3
Partenza: Kisoro
Arrivo: Queen Elizabeth National Park (+2 notti)
Distanza: 376 km (+200 km)
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: auto

Il Queen Elizabeth (ora chiamato Ruwenzori National Park) si estende per circa 2.000 kmq ed include una considerevole varietà d'ecosistemi: dalle foreste tropicali alle verdi praterie, savane e paludi. In questo parco si trova il Kigezi, il leone arrampicatore di alberi, oltre a molti degli animali che compongono la fauna africana, tra cui bufali, gazzelle, elefanti e ippopotami. Questi ultimi, riuscendo a risalire le sponde del canale Kazinga, che collega il Lago Edward e il Lago George, si incontrano piuttosto facilmente, dopo il tramonto, a passeggio intorno al campeggio insieme a gruppi di facoceri molto curiosi!
E' interessante risalire con una barca questo canale, dove si possono osservare a distanza relativamente vicina ippopotami, elefanti, pellicani e altri esemplari di fauna. Inoltre, nel parco, per chi lo desidera, è possibile organizzare escursioni a piedi.


Tappa 4
Partenza: Queen Elizabeth National Park
Arrivo: Kibale Forest (+2 notti)
Distanza: 170 km
Tempo di spostamento: 4h
Mezzo: auto

Il Kibale National Park è situato a nord-est del Queen Elizabeth e comprende parte della foresta di Mpanga, del tutto simile a quella leggendaria... di Tarzan! La visita del parco è interessante soprattutto per la presenza di alcuni gruppi di babbuini e di scimpanzé.
Arrivati alla Kibale Forest, occorre recarsi all'entrata del parco per prenotare l'escursione a piedi nella foresta; vengono effettuate tutti i giorni dalle 7 alle 11 (questo è forse l'orario migliore) e dalle 15 alle 18 in gruppi di non più di sei persone. Incontrare gli scimpanzé non è così semplice; noi abbiamo percorso la foresta per circa quattro ore, mentre i rangers ci segnalavano le trappole piazzate dai bracconieri e scoperte nei giorni precedenti. Persa ormai ogni speranza, finalmente abbiamo avvistato un gruppo di circa cinque o sei scimpanzé abbarbicati sugli alberi che, innervositi dalla nostra presenza, hanno cominciato ad urlare e a lanciarsi da un albero all'altro.
Lo scimpanzé, vista la sua massiccia presenza nei circhi, negli zoo, in TV o anche sulle spiagge, può apparire un animale poco interessante, ma osservarlo nel suo habitat naturale è davvero una grande esperienza, che ci riconsegna un'immagine più vera e dignitosa di questo animale, ben lontana dalle ridicole e innaturali esibizioni che viene costretto a compiere in cattività.


Tappa 5
Partenza: Kibale Forest
Arrivo: Murchison Falls National park
Distanza: 350 km
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: auto, barca

Siamo partiti dalla Kibale Forest nel primo pomeriggio e necessariamente abbiamo dovuto dormire a Masindi, prima di arrivare alle cascate Murchison, per il sopraggiungere del buio.
Il Murchison Falls National Park è il più grande parco dell'Uganda; con un battello (il viaggio dura circa 3h) si può risalire il Nilo-Vittoria fino ad arrivare alla base delle cascate, dove il fiume si getta tumultuosamente attraverso una stretta fessura larga 40 metri. Durante il viaggio si possono osservare numerosi coccodrilli, ippopotami e anche vari uccelli. Con l'auto, percorrendo un sentiero, si possono vedere le cascate anche a monte.
A nord del Nilo, fra Paraa e il lago Alberto, è dove si possono osservare la maggior parte degli animali; occorre attraversare il fiume a bordo di una chiatta che carica anche le auto


Tappa 6
Partenza: Murchison Falls National Park
Arrivo: Kampala
Distanza: 350 km
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: auto

Dopo aver osservato le cascate dall'alto un'ultima volta, si fa ritorno alla capitale Kampala. Qui si consegna l'auto e ci si ferma per una buona notte di riposo, in attesa di partire per l'ultima tappa del viaggio, le Ssese Islands.


Tappa 7
Partenza: Kampala
Arrivo: Kalangala, Buggala Island (Ssese Islands)
Distanza: 175 km + barca
Tempo di spostamento: 7h
Mezzo: bus, pick-up, barca

Si parte da Kampala al mattino presto con l'autobus per raggiungere la cittadina di Masaka, dove si prende un pick-up (un taxi collettivo stracarico!) e si arriva, guasti e forature permettendo, a Bukakata. Qui si contratta con i pescatori il prezzo della traversata del lago fino a Liku (durata circa 2h). Una volta arrivati, ci saranno dei pick-up che collegano Liku a Kalangala, un villaggio di pescatori molto tranquillo situato in riva al lago, dove è possibile soggiornare al Panorama Camping Safari, un posto molto bello, ospitale e dove si può mangiare del buon pesce di lago.
Buggala Island è il luogo ideale per lunghe camminate a piedi, durante le quali si possono osservare gli uccelli che la abitano, e ci si può fermare parlare con la gente del luogo, in assoluta sicurezza. Non ci sono attività particolari da fare, se non un giro in barca intorno all'isola; qui si viene soprattutto per assaporare la calma, dimenticare i ritmi frenetici e cogliere il lato positivo del "dolce far niente"


Tappa 8
Partenza: Kalangala
Arrivo: Kampala (aeroporto di Entebbe)
Tempo di spostamento: 1 giornata
Mezzo: barca, bus

In questa traversata si ha la possibilità di toccare alcune isole del lago, dove la barca sosterà giusto il tempo per caricare merci e imbarcare altre persone. Una volta arrivati a destinazione, visto che non c'è un molo d'attracco e la barca non riesce ad arrivare fino a riva, troverete diversi ragazzi sulla spiaggia che si occuperanno di caricarsi sulle spalle le merci e i bagagli per trasbordarli a riva... La stessa "sorte" capiterà anche a voi! La scena ai nostri occhi può apparire inquietante, ma bisogna pensare che queste persone sopravvivono grazie ai pochi soldi che guadagnano con questo lavoro.
Una volta messo piede sulla spiaggia, si prende un bus per la cittadina di Entebbe; si è pronti così per imbarcarsi su un volo per tornare in Italia o per trascorrere alcuni giorni di mare in Tanzania... ma questo è un altro viaggio.


Commento al viaggio

Crediamo che un viaggio in Uganda, oltre ad offrire l'esperienza unica ed emozionante dell'incontro con i gorilla di montagna, sia interessante per l'opportunità offerta al visitatore di osservare, all'interno dei suoi numerosi parchi, la maggior parte della fauna africana in un contesto non ancora preso d'assalto dal turismo di massa, come invece avviene in altri paesi africani.
Nel momento in cui è stato effettuato questo viaggio, non era possibile per motivi di sicurezza raggiungere il nord del paese e fare trekking all'interno del Parco dei Monti Ruwenzori, chiuso al pubblico ormai da diversi anni (assolutamente da non perdere se si ha l'opportunità di trovarlo aperto al pubblico).
Ci teniamo a sottolineare che le città, i parchi e i villaggi nominati in questo articolo si trovano in una zona del paese (centrale e meridionale) tranquilla e sicura anche per il "turista fai da te". Consigliamo in ogni caso, a chi volesse intraprendere un viaggio in Uganda, di informarsi precedentemente sulla situazione del paese al Ministero degli Esteri (vedi: indirizzi utili). Per evitare perdite di tempo sul posto, si consiglia di prenotare l'escursione dai gorilla di montagna dall'Italia, via fax, alcuni mesi prima della partenza; questo perché le richieste sono tante e possono accedere all'escursione solo sei persone al giorno. Ricordiamo il motto dei parchi nazionali Ugandesi: "Non prendete nulla se non una fotografia, non lasciate nulla se non un'impronta".
Chi desidera trascorrere qualche giorno al mare alla fine del viaggio, può recarsi in Tanzania a Dar es Salam per poi raggiungere comodamente con l'aliscafo l'isola di Zanzibar (con l'Alliance Air è possibile includere un volo solo andata per Dar Es Salam in Tanzania e ripartire poi per l'Europa dal medesimo aeroporto senza spendere molto); oppure, da Dar es Salam con un autobus di linea per Pangani, una cittadina di pescatori sulla costa tanzaniana, dove si possono trascorrere giornate di assoluto relax fatte di sole e mare al Tinga Tinga Resort (vi troverete bungalow situati su un'altura che domina una piccola baia solitaria).

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