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I Templi Perduti Nella Giungla
Cristina Campani

Angkor, uno dei siti archeologici più belli di tutto il sud-est asiatico, ritorna alla ribalta in un paese che, dopo la tremenda guerra di Pol Pot, cerca lentamente di ricostruirsi un futuro, riaprendosi al mondo esterno e al turismo.

La Cambogia è un paese che suscita emozioni contrastanti, dall'ammirazione per i meravigliosi templi di Angkor, testimonianza della cultura Khmer, allo sgomento per i danni provocati dalla terribile guerra civile. E' una nazione che cerca di uscire dall'isolamento, con il classico, dolce sorriso orientale.

Ed è anche un luogo da visitare adesso, perché non è ancora stato invaso dal turismo di massa, sebbene ne abbia le potenzialità e offra già delle buone strutture turistiche. Solitamente, si pensa alla Cambogia solo per i templi di Angkor, e molti turisti si limitano a questo luogo, sebbene vi siano altri posti interessanti e accessibili, tra cui la vecchia capitale Phnom Penh, ricca di fascino e atmosfera, un mix di cultura orientale ed europea.
Per chi ama il mare, ci sono delle belle località sulla costa, come Sihanoukville, non descritte però in questo breve itinerario, quasi di introduzione al paese, che prevede solo Angkor e la capitale Phnom Penh. Ma anche se ci si limita a questi due luoghi, non bisogna pensare che pochi giorni possano bastare per vedere tutto; occorre prevedere almeno una settimana.
Questo, ovviamente, sempre che si riesca a resistere all'attrazione fatale dei templi di Angkor, un luogo misterioso, magico alla luce dell'alba o del tramonto. Qui ogni tempio è diverso e affascinante, e i labirinti pieni di storie scolpite ci narrano il periodo d'oro del popolo Khmer. La foresta, intorno, si è impossessata delle mura, formando uno scenario inquietante: la forza della natura contro, e insieme, a quella dell'uomo, formando uno spettacolo unico e meraviglioso.
Ma lasciati i templi di Angkor, dove il passato regna sovrano, eccoci di nuovo nel presente, per le strade di campagna intorno a Siem Reap, osservando le scene di vita quotidiana di questo popolo tranquillo e ospitale: la vita lungo il fiume e sul lago Tonlè Sap, le imbarcazioni che scivolano via silenziose, le case di legno simili a palafitte, i campi di riso, le bancarelle lungo le strade, i mercati.... scene già viste in altri paesi asiatici, ma qui ancora autentiche e a misura d'uomo (e di turista).
Dalla magnificenza dei templi di Angkor, al fascino sottile della capitale, Phnom Penh. Solitamente le si dedica poco tempo, o addirittura solo quello indispensabile per trasferirsi a Siem Reap, ed è un vero peccato. Certo, la prima impressione è quella di una città martoriata, rimasta indietro rispetto alle altri capitali dei paesi confinanti, ma dopo un primo giro di perlustrazione già si comincia a respirare quell'atmosfera unica, che solo certi luoghi che appartengono al passato riescono a trasmettere. Certo, le strade sono sconnesse e spesso non asfaltate, molti edifici sono fatiscenti, la struttura della città è un po' in stile "sovietico"; ma se si guarda con attenzione, si intravedono vecchi palazzi e ville in stile coloniale, molte delle quali in fase di restauro; e poi, si nota che sul viale costeggiante il fiume Tonlè Sap stanno nascendo molti locali all'aperto, negozi, ristoranti e bar, che alla sera si animano e fanno di questa parte della città una zona viva e vitale, "turistica" nel senso positivo della parola.
Ovunque si respira un'aria francese, dai locali storici, tuttora frequentati da europei, dalle mini-baguette in vendita dappertutto, alla lingua d'oltralpe, che è ancora ampiamente diffusa. Inoltre, il traffico ancora limitato, e composto prevalentemente da biciclette e moto, rende ancora piacevole passeggiare e andare a zonzo per la città e visitare sia i luoghi classici, che quelli più remoti o meno interessanti dal punto di vista turistico, ma molto di più da quello umano. Un esempio è la zona delle scuole, un susseguirsi di istituti di ogni genere, molti gestiti o sovvenzionati da associazioni internazionali; oppure, i tanti mercati sparsi un po' per tutta la città, dove si possono fare ottimi acquisti o starsene semplicemente ad osservare le scene di vita quotidiana.
Infine, c'è la parte più dolorosa della storia recente della Cambogia, le testimonianze più significative del genocidio di Pol Pot, per non dimenticare e per cercare di capire. Nonostante lo spirito e la voglia di ricominciare dei cambogiani, i segni che questa terribile tragedia ha lasciato sono visibili un po' ovunque, dai campi di sterminio ai campi minati, dalle automobili delle Nazioni Unite alle associazioni internazionali di volontariato, dai soldati mutilati che chiedono l'elemosina ai bambini orfani, all'assenza di anziani per le strade...
Anche questi segni, facenti parte di un doloroso passato, fanno parte della verità di questo paese e non possono essere ignorati.

Strilli laterali
"...l'attrazione fatale dei templi di Angkor..."
"...fascino sottile della capitale, Phnom Penh..."

PERCORSO
da Phnom Penh a Phnom Penh; Km compless. 400 ca.
10 giorni
aereo-battello, taxi, moto-taxi
foto, trekking

Arte e storia *****
Natura ***
Sport e divertimenti **

Difficoltà: medio-bassa
Costo: medio

Data di effettuazione viaggio: gennaio 1999


1° Tappa
Partenza: Phnom Penh
Arrivo: Siem Reap
Tempo di spostamento: 30'; 5h in battello
Mezzo: aereo (battello)

Si parte dal piccolo aeroporto Pochentong (zona voli nazionali) per Siem Reap, base di partenza per la visita ai templi di Angkor. Il volo dura circa mezz'ora, e poco prima di atterrare si gode di un'ottima veduta dell'area templare.
Siem Reap è una tranquilla cittadina di provincia, che sta però subendo una rapida trasformazione, a causa della presenza dei numerosi turisti che soggiornano qui per dedicarsi alla visita dei templi. E' comunque un luogo piacevole, dove passeggiare alla mattina presto o all'imbrunire, magari fermandosi in uno dei numerosi locali all'aperto a sorseggiare una birra, o girando per il grazioso mercatino. Mancano ancora le strade asfaltate, ma non manca nulla dal punto di vista logistico: alberghi, guest-houses, ristoranti, mezzi di trasporto, ecc.
La zona dei templi di Angkor è poco distante (il tempio più vicino dista 7 km da Siem Reap), ma si sviluppa su un'area abbastanza vasta e, se la si vuole visitare tutta, non basta forse una settimana. Ci si può spostare in bicicletta (scomoda per i templi più lontani; inoltre, nelle ore centrali del giorno, fa molto caldo), in taxi o moto-taxi. Quest'ultimo è senz'altro il modo più pratico e simpatico di muoversi (a parte la polvere...); il rapporto informale della moto permette di socializzare più facilmente con il conducente, per cui si finisce per utilizzare lo stesso mezzo per tutti gli spostamenti durante il soggiorno a Siem Reap e, alla fine, ci si saluterà da amici.
L'ingresso ai templi è a pagamento; si fa un biglietto unico per tutta l'area, che può durare 1-3-7 giorni. Ovviamente, si consiglia di visitare i templi nelle ore del mattino o del tardo pomeriggio, oltre che per i soliti motivi (scattare fotografie, trovare meno gente, ecc.), anche per percepire meglio l'atmosfera del luogo, che in quelle ore si fa più avvolgente e intrigante, quasi "mistica".
Assolutamente da non perdere sono l'imponente Angkor Wat, il più noto e fotografato, il Bayon, con le sue gigantesche facce scolpite, il Ta Phrom, lasciato alla giungla, che con le sue radici forma un unico, incredibile intreccio. Infine, a 25 km circa da Siem Reap, il Banteay Srei, incantevole per la raffinatezza dei suoi rilievi scolpiti nella pietra di colore rosa.
Da Siem Reap è senz'altro consigliabile la visita al vicino villaggio di pescatori vietnamiti, sul lago Tonlè Sap. Non è altro che un insieme di case sulle rive del lago, movimentato da un andirivieni di imbarcazioni, ma il bello sta proprio qui: si può infatti noleggiare una barca e osservare la vita nelle case, i mercati galleggianti, gli allevamenti di pesci. Anche la strada che si percorre per arrivare al lago è molto interessante, poiché presenta uno spaccato di vera vita rurale cambogiana.
Inoltre, sempre lungo la strada da/per Siem Reap, si può effettuare una sosta per visitare la Crocodile Farm, un allevamento di coccodrilli... molto ben rifornito!


2° Tappa
Partenza: Siem Reap
Arrivo: Phnom Penh
Tempo di spostamento: 5h
Mezzo: battello

Da Siem Reap partono numerosi battelli (tipo aliscafi), che in 5h circa arrivano a Phnom Penh. Sulle guide sconsigliano di utilizzare questo mezzo, per motivi di sicurezza e di tempo. Noi l'abbiamo trovato comodo ed economico; l'unico inconveniente è che, trattandosi di un aliscafo, stando all'esterno la doccia è garantita e all'interno l'aria condizionata è veramente da congelare...
Allo sbarco a Phnom Penh ci sono già i tassisti ad aspettare; come al solito si contratta, si monta e si parte. I conducenti, qui in città, sono un po' più "svezzati" al turismo rispetto a Siem Reap, e bisogna chiarire bene le cose prima, a livello economico, ma poi alla fine ci si aggiusta sempre.
Una volta trovato l'albergo, e ce ne sono tanti tra cui scegliere, si parte alla scoperta della città, con i suoi palazzi, i mercati, i locali.
Degni di nota sono il Palazzo Reale, sullo stile di quello di Bangkok, ma meno imponente, e i numerosi mercati sparsi un po' ovunque, come ad esempio il Tuol Ton Pong, ricco di souvenir e antiquariato.
Da vedere, inoltre, due luoghi significativi dello sterminio di Pol Pot: il museo Tuol Sleng, la scuola che nel 1975 venne trasformata in una prigione, luogo di detenzione e di torture, e i campi di sterminio di Choeung Ek, tristemente noti come "killing fields", a 15 km da Phnom Penh, dove vennero ritrovati nelle fosse comuni i corpi di migliaia di persone.


Commento al viaggio

Rispetto agli altri paesi del sud-est asiatico, la Cambogia non è tra i più economici, in quanto si paga quasi tutto in dollari; come sempre, però, dipende da come ci si vuole trattare, e anche qui ce n'è per tutte le tasche. Per dormire e mangiare, di fatto, si può spendere abbastanza poco; i costi più alti riguardano i trasporti e i biglietti d'ingresso ai templi, ecc.
In Cambogia gli spostamenti via terra sono sconsigliati, per motivi di sicurezza e per la condizione delle strade. Per il trasferimento da Phnom Penh a Siem Reap l'aereo è più comodo e più rapido, ma più costoso; il battello richiede più tempo ma è più economico. Per gli spostamenti in città, consigliamo il moto-taxi; i locali ci salgono anche in 3-4 persone, ma noi occidentali abbiamo una stazza diversa...
La Cambogia è piuttosto piccola, e gli spostamenti sono brevi. La durata della permanenza dipende da quanto tempo si vuole dedicare alla visita dei templi; 3 giorni sono una buona media, con altri 2 per Phnom Penh, quindi in totale da un minimo di 1 settimana fino a 10 gg. e oltre, se si vogliono visitare altre località del paese.

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