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Outback (parte 2 Di 2)
Luigi Cerri

da Katherine a Broome; Km compless. 3.000 ca.

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Partenza: Katherine Tempo di
Arrivo: Cooinda spostamento: 3h
Distanza: 256 km Mezzo: auto, trekking, battello

A Katherine un’intera giornata va dedicata all’esplorazione del Nitmiluk National Park, a 30 km dalla città. E’ consigliabile fare la crociera di 8h chiamata Gorge Safari, che parte al mattino alle 9 e permette di risalire il fiume passando da una gola all’altra fino alla quinta gola. Il percorso è in parte in battello e in parte a piedi, faticoso ma affascinante. Al ritorno ci si può fermare a vedere il tramonto sulla terrazza del Visitors’ Centre, che sovrasta il fiume in splendida posizione.
Prima di partire, dal momento che la tappa successiva è breve, si possono visitare le grotte di Cutta Cutta, a 28 km dalla città, e Springvale Homestead, la più vecchia cattle station (fattoria dedita all’allevamento del bestiame) del Northern Territory (1890), ora trasformata in agriturismo, che si trova oltre il fiume a 8 km di distanza.
Partiamo da Katherine in tarda mattinata, diretti al Kakadù National Park. Dopo 40 km prendiamo una strada sulla destra che ci porta, in 20 km, alle Edith Falls, un lago con cascata, campeggio ed area per picnic in mezzo alla foresta monsonica. Una passeggiata di un’ora circa nella foresta ci conduce a vedere il lago e la cascata superiori.
Dopo il pranzo al sacco, torniamo sulla Stuart Highway e in mezz’ora raggiungiamo il villaggio di Pine Creek. Qui possiamo vedere alcuni edifici storici risalenti al periodo della corsa all’oro del 1870-80, e raggiungere un punto panoramico da cui si osserva la miniera d’oro a cielo aperto, chiusa nel 1995 e riempita d’acqua deviando il Pine Creek. Lasciamo il villaggio e anche la Stuart Highway e ci avviamo verso nord-est lungo la Kakadù Highway. Al Km 58 oltrepassiamo la Mary River roadhouse ed entriamo nel parco nazionale di Kakadù. La strada asfaltata è stretta, tortuosa e alberata e corre tra colline rocciose e rocce sparse. Oltrepassiamo numerosi corsi d’acqua fiancheggiati da alberi di pandano e altri tipi di palma, mentre la foresta circostante è formata prevalentemente da eucalipti. Lungo il percorso vediamo qualche canguro, cavalli selvaggi e numerosi uccelli. A 105 km da Mary River raggiungiamo Cooinda, che sarà la nostra base per l’esplorazione del parco.


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Partenza: Cooinda Tempo di
Arrivo: Cooinda spostamento: 4h
Distanza: 280 km Mezzo: auto, trekking, battello

L’esplorazione del Parco Nazionale Kakadù richiede almeno due giorni pieni. Cooinda non è altro che un resort, costituito da albergo, ostello, campeggio , ristorante e bar; non mancano il distributore di benzina e un negozio di generi alimentari di base.
Il primo giorno ci alziamo prestissimo per fare la crociera delle 6.45 sullo Yellow Water Billabong, che ci permette di osservare, oltre allo straordinario paesaggio delle paludi, una grande quantità di uccelli nel loro ambiente naturale, tra cui il famoso Jabiru o cicogna australiana (Xenorhyncus Asiaticus). Scesi dal battello, riprendiamo l’automobile e ci rechiamo a Nourlangie Rock, a 47 km. Qui, con una breve passeggiata, raggiungiamo una galleria naturale sotto la roccia, usata dagli aborigeni come rifugio; la parete rocciosa è ricoperta da pitture vecchie di 20.000 anni di valore inestimabile. Proseguendo, raggiungiamo un punto panoramico da cui si può vedere in lontananza la scarpata dell’Arnhem Land. Lungo la via del ritorno facciamo una breve deviazione per l’Anbangbang Billabong: un tappeto di ninfee sullo sfondo della roccia di Nourlangie. Tornati sulla highway raggiungiamo in breve il Visitors’ Centre del parco per visitare le sale di esposizione, assistere alla proiezione dei documentari, chiedere informazioni e consigli ai rangers; non mancano un bar e un negozio di souvenir.
Lasciamo il Visitors’ Centre e proseguiamo fino a Jabiru, cittadina costruita in appoggio alla miniera di uranio che si trova all’interno del parco, molto contestata dagli aborigeni e dagli ambientalisti. Qui troviamo un supermercato, alcuni negozi, un pub, la banca e l’ufficio postale. Siamo così giunti alla fine della giornata e non ci resta che tornare a Cooinda, che dista 54 km.
Il secondo giorno è dedicato all’escursione a Ubirr, a circa 90 km da Cooinda, uno straordinario sito di arte rupestre, dove possiamo vedere immagini molto famose: lightning man (“l’uomo del fulmine), il guerriero, le sorelle Namarkan e le pitture eseguite con “tecnica a raggi X”. Il fiume East Alligator, in piena e quindi non guadabile, ci impedisce di proseguire l’escursione fino a Oenpelli, piccola comunità aborigena della Arnhem Land a 17 km da Ubirr.


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Partenza: Cooinda Tempo di
Arrivo: Darwin spostamento: 4h
Distanza: 316 km Mezzo: auto

Lasciamo Kakadù percorrendo la Arnhem Highway. Lungo la strada facciamo una breve deviazione per Mamukala e raggiungiamo un billabong sulla cui riva sono stati costruiti due osservatori per gli uccelli. Qui nascosti, abbiamo l’opportunità di osservare alcuni graziosi esemplari di Lotus bird (Irediparra Gallinacea), un piccolo uccello dalle lunghe zampe e dalla testa rossa, così leggero che può camminare sulle foglie delle piante acquatiche.
Riprendiamo la nostra strada in mezzo a una foresta di eucalipti e pandani. Superiamo il fiume South Alligator, nei pressi del quale c’è l’hotel Kakadù Village con distributore di benzina. Raggiungiamo infine l’uscita del parco a 162 km da Cooinda. Percorsi altri 37 km raggiungiamo Annaburroo, dove, presso il Bark Hut Inn, troviamo benzina, alloggio, ristorante e un recinto con canguri, emù, mucche, maiali e bufali. La roadhouse successiva è a Corroboree Park, a 27 km; dopo altri 47 km raggiungiamo il villaggio di Humpty Doo. Lungo la strada non si deve trascurare la sosta al centro visitatori Window of the Wetlands, a Beatrice Hill, dove sono illustrati con tecniche multimediali l’ecosistema della zona e la storia aborigena ed europea della regione.
A 10 km dopo Humpty Doo ritroviamo la Stuart Highway e ci dirigiamo verso Darwin, che dista solo 35 km.
Darwin, capitale del Northern Territory, è una città moderna e cosmopolita con circa 80.000 abitanti. Dopo la solitudine dell’outback, non è spiacevole ritrovare un po’ di folla.
La città venne fondata nel 1869 e per molti anni rimase un avamposto sempre sul punto di scomparire, isolato dal resto del paese, con una scarsa popolazione europea, sotto la costante minaccia di cicloni devastanti. Era frequentata ed usata come base da cercatori d’oro, pescatori di perle, cacciatori di bufali e di coccodrilli, allevatori ed esploratori. Durante la seconda guerra mondiale la città, sottoposta a numerosi attacchi aerei giapponesi, divenne una importante base militare: l’esercito costruì la strada di collegamento con Alice Springs, dove c’era il capolinea ferroviario, collegandola in tal modo col resto del paese. Nel 1974 fu rasa al suolo dal ciclone Tracy. Ricostruita dalle fondamenta, è la più moderna e la più giovane capitale della nazione, con una popolazione in cui sono rappresentati dai 45 ai 60 gruppi etnici.
Oggi arriveremo abbastanza presto, quindi potremo fare il giro a piedi del centro cittadino. Si può cominciare dalla zona commerciale pedonale, Smith St. Mall, dove troviamo, oltre ai negozi per turisti, il Victoria Hotel del 1894, sopravvissuto al ciclone Tracy, e di fronte la statua in bronzo della portatrice d’acqua, regalata alla città dal gruppo etnico greco proveniente dall’isola di Kalimnos. Proseguendo oltre il mall lungo Smith St., possiamo vedere altri vecchi edifici risparmiati dal ciclone: i resti del vecchio municipio del 1883, Brown’s Mart, la borsa dei prodotti minerari del 1885, la stazione di polizia del 1884 e il vecchio palazzo di giustizia. Giungiamo così alla Esplanade, dove sorge la Government House del 1870, non visitabile, e di fronte il Parlamento, costruito nel 1994, da visitare anche all’interno, dove c’è una galleria dei primi ministri e una terrazza con una splendida vista sulla baia. Se c’è una seduta del parlamento, vi si può assistere dal loggiato per il pubblico.
Raggiungiamo il lungomare dove troviamo il Bicentennial Park, con alberi tropicali, uccelli esotici e panchine ombreggiate da pergolati di bougainvillea. Alla sera, dopo la cena in uno dei ristorantini dal molo (Wharf Precinct), è consigliabile andare a fare una passeggiata in Mitchell St., molto animata, dove si trovano il Transit Centre, alberghi, ostelli , ristoranti, caffè all’aperto, negozi e un mercatino serale. Il giovedì sera non bisogna mancare di recarsi a Mindil Beach, poco fuori città, dove, sotto le palme di cocco, si tiene un famoso mercato di stile asiatico: ci sono chioschi gastronomici, presso i quali si può gustare la cucina di pressoché tutte le nazioni asiatiche. Non mancano anche le specialità europee: greche, balcaniche e italiane, a conferma dell’ambiente multietnico della città. Inoltre, si possono assaggiare specialità culinarie a base di canguro, coccodrillo e dromedario. Ci sono anche bancarelle di artigianato e prodotti locali, nonché complessi musicali e attori di strada.
Possiamo rimandare la visita dei dintorni di Darwin all’ultimo giorno prima della partenza. Oltre a Mindil Beach vanno viste le spiagge di Nightcliff e Casuarina, la più bella e la più estesa; lungo la strada, ci si può fermare al Casuarina Shopping Centre, il centro commerciale più grande di tutto il Northern Territory, a fare gli ultimi acquisti. Una breve visita merita pure la riserva di East Point, dove si possono osservare, oltre al panorama della baia, gruppi di wallabies che pascolano nei prati, nonché il Museo Militare.


13
Partenza: Darwin Tempo di
Arrivo: Katherine spostamento: 5h
Distanza: 450 km Mezzo: auto

La giornata odierna è dedicata all’escursione nel Litchfield National Park, situato sul Tabletop Range, un altopiano di arenaria di 650 kmq a sud-ovest di Darwin. Nel parco ci sono cascate spettacolari, che precipitano formando pozze d’acqua cristallina adatte alla balneazione, macchie di foresta monsonica, eccellenti tragitti da percorrere a piedi e aree per picnic e campeggio.
Prendiamo la Stuart Highway verso sud, e a 46 km imbocchiamo la deviazione per Berry Springs; poco dopo prendiamo la Litchfield Park Road, non asfaltata, che in 43 km ci porta all’ingresso del parco. Dopo 22 km c’è la deviazione per Wangi Falls; la cascata forma un delizioso laghetto balneabile, accanto al quale troviamo un chiosco, un’area per picnic e un ripido sentiero che porta all’origine della cascata.
Riprendiamo la strada principale, che all’interno del parco è asfaltata, e dopo 10 km raggiungiamo le Tolmer Falls, veramente spettacolari. Da qui, un breve sentiero ci conduce al Giardino delle Cicadi (Cycas Calcicola), dove possiamo osservare queste piante dell’età Giurassica, che abbiamo imparato a conoscere nel parco Watarrka. Dopo altri 14 km raggiungiamo la deviazione per le Florence Falls, in una macchia di foresta monsonica, e per Buley Rockhole, dove si può fare una nuotata.
Proseguiamo e dopo 6 km, poco prima dell’uscita dal parco, possiamo vedere i termitai magnetici (costruiti da una particolare razza di termite, l’Amitermes Meridionalis), così chiamati perché hanno tutti un orientamento nord-sud, allo scopo di ottenere il controllo della temperatura interna.
Usciamo dal parco per la strada di Batchelor, asfaltata, e proseguiamo fino a raggiungere la Stuart Highway. Dall’incrocio mancano ancora 229 km per raggiungere Katherine, passando per i villaggi di Adelaide River e Hayes Creek e per la roadhouse di Emerald Springs. Raggiungiamo poi Pine Creek, che già conosciamo, e quindi Katherine. Se abbiamo tempo, possiamo percorrere il tratto Adelaide River-Hayes Creek di 64 km sulla vecchia Stuart Highway, più panoramica della nuova: è una strada stretta, ondulata e serpeggiante in una foresta di eucalipti.


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Partenza: Katherine Tempo di
Arrivo: Kununurra spostamento: 6h
Distanza: 508 km Mezzo: auto

Prendiamo la Victoria Highway, che ci porterà nel Kimberley, la regione più remota ed isolata del Western Australia. La strada è deserta, pianeggiante e corre in una foresta di eucalipti, senza segni di presenza umana. Dopo un centinaio di chilometri superiamo alcune colline. A 120 km compaiono le prime montagne: Mt. Leonard, Mt. Gertrude, Mt. Needham. Al Km 159 entriamo nel Gregory National Park, un parco montagnoso non ancora sviluppato; vi si può campeggiare, andare a pescare e fare escursioni, bisogna però essere autosufficienti in tutto. A 193 km da Katherine attraversiamo il fiume e raggiungiamo la roadhouse di Victoria River, in posizione molto pittoresca tra le catene montuose.
La strada segue la base dei monti Stokes fino al villaggio di Timber Creek, a 280 km da Katherine. Compaiono i primi boab, che d’ora in avanti saranno una costante caratteristica del paesaggio. Questo albero (Adansonia Gregorii) è della stessa famiglia del baobab africano (Adansonia Digidata), cresce in altezza fino a 15 metri ed ha rami tozzi e robusti che si dipartono dalla cima di un tronco immenso, che può avere una circonferenza di 20 metri.
Proseguiamo tra fiumi e monti fino al confine del Western Australia, dove troviamo un altro posto di blocco agricolo: è vietato introdurre frutta, verdura e miele. Si cambia anche fuso orario e bisogna mettere indietro l’orologio di un’ora e mezza.
Poco dopo il confine, una strada a sinistra porta in 34 km al lago Argyle, un immenso bacino artificiale di 1.000 kmq tra le brulle montagne rossastre del Carr Boyd Ranges, che merita la deviazione. Tornati sulla strada principale, raggiungiamo in breve Kununurra, la capitale australiana dei diamanti, che dista solo 35 km.


15
Partenza: Kununurra Tempo di
Arrivo: Fitzroy Crossing spostamento: 7h
Distanza: 653 km Mezzo: auto

Kununurra, che conta circa 6.000 abitanti, è una cittadina piacevole e fresca, situata al limite tra i monti del Kimberley settentrionale e una fertile regione agricola, sorta a nord della città grazie all’impianto di irrigazione ottenuto dalla diga costruita sull’Ord River nel 1963. Kununurra è anche il centro di riferimento per la miniera di diamanti scoperta nel 1979 presso il lago Argyle, a 150 km dalla città. Da questa viene estratto oltre un terzo della produzione mondiale, il che ne fa la più grande miniera di diamanti al mondo. Si tratta per lo più di pietre per uso industriale di scarsa qualità; tra queste, però, si trovano anche i rarissimi e pregiati diamanti rosa, usati in gioielleria: una coppia di queste pietre di grandezza appena discreta, viene venduta dalle gallerie d’arte della città a un prezzo di L.70.000.000! Se ci accontentiamo delle pietre meno pregiate color champagne, possiamo limitarci (!) a sborsare 14.000.000.
Lasciamo le gioiellerie senza concludere affari e saliamo a Kelly’s Knob, un’altura a 2 km dalla città da cui si ha un bel panorama del centro cittadino e della Ord Valley. Una breve escursione da non mancare è quella nella Hidden Valley, all’interno del Mirima National Park, appena fuori città: un sentiero tra montagne rossastre e rocce scolpite in forme bizzarre dall’erosione ci porta a un punto panoramico, da cui possiamo spaziare sulla pianura coltivata.
In centro città, affacciato sul parco, troviamo un supermercato ben fornito, dove fare rifornimento di generi alimentari prima di proseguire il viaggio.
Lasciamo Kununurra diretti verso ovest e dopo 45 km imbocchiamo la Great Northern Highway, l’unica strada asfaltata che attraversa il Kimberley e che ci condurrà all’idilliaca Broome, la più remota, mitica e vagheggiata località balneare d’Australia.
Attraversiamo un paesaggio di monti brulli e rossastri senza segni di presenza umana; la strada tortuosa sale e scende, superando numerosi corsi d’acqua più o meno asciutti su ponti a una sola corsia. Al Km 94 sulla sinistra c’è un punto panoramico, da cui si spazia sui monti del Kimberley settentrionale. A 195 km da Kununurra, presso la comunità aborigena di Warmun, troviamo la Turkey Creek roadhouse, che offre tutti i servizi per i viaggiatori e voli in elicottero sul Parco Nazionale Bungle Bungle.
Proseguiamo su una strada sempre ondulata e tortuosa, in una foresta di eucalipti e boab tra colline verdeggianti. La deviazione per il parco Bungle Bungle è al Km 248; l’accesso è riservato ai veicoli 4WD. La regione è occupata da una serie di cattle stations, fattorie dedite all’allevamento del bestiame, per cui è facile incontrare mandrie custodite da mandriani a cavallo.
Raggiungiamo il villaggio di Halls Creek, a 355 km da Kununurra. Qui ci sono alcune cose interessanti da vedere: le rovine della Old Town, la città vecchia del periodo della corsa all’oro (1885); una strana formazione geologica chiamata China Wall, vena di quarzo verticale così regolare da sembrare opera umana; Caroline pool, una pozza d’acqua permanente presso la quale è piacevole sostare per il pranzo al sacco; il monumento a Russian Jack, il cui vero nome era Ivan Fredericks, una figura leggendaria del periodo della corsa all’oro, diventato un simbolo della solidarietà tra i pionieri quando trasportò, per 300 chilometri, un amico ammalato su una carriola in cerca di assistenza medica.
Dopo il pranzo a Caroline Pool riprendiamo il viaggio. Siamo nel Kimberley meridionale, la strada è più diritta e pianeggiante, il paesaggio appare più secco, gli alberi diminuiscono. Superiamo ancora qualche fiume con poca acqua. Ci sono poche mucche al pascolo, ma nessun segno di presenza umana.
Al Km 216 c’è un aeroporto a lato della strada. Al Km 289 attraversiamo il fiume Fitzroy e raggiungiamo Fitzroy Crossing. E’ un villaggio di case sparse con due distributori, due motel e un supermercato; ci sono anche l’ospedale, una stazione di polizia e l’ufficio postale. Ci fermiamo per la notte.


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Partenza: Fitzroy Crossing Tempo di
Arrivo: Derby spostamento: 3h
Distanza: 256 km Mezzo: auto, battello, trekking

Dedichiamo la mattina all’esplorazione del Geikie Gorge National Park. Si trova a 18 km da Fitzroy Crossing ed è raggiungibile su una strada asfaltata.
Appartiene al gruppo di parchi del Devonian Reef, insieme con Tunnel Creek e Windjana Gorge. Questi parchi contengono una barriera corallina, che nel periodo Devoniano (350 milioni di anni fa) si innalzava dal fondo dell’oceano lungo la costa occidentale australiana. I rangers organizzano una escursione in battello di un’ora e mezza, che risale il fiume i cui argini sono formati dall’antica barriera corallina e che permette di osservare coccodrilli d’acqua dolce, canguri, wallabies, maiali selvatici e numerosi uccelli. Dopo la crociera, è possibile fare un’escursione a piedi lungo il fiume fino a raggiungere nuovamente le rocce coralline.
Riprendiamo la Great Northern Highway, che corre sempre diritta e pianeggiante. Il paesaggio è abbastanza monotono, con alberi e cespugli più o meno fitti, e il traffico è pressoché inesistente.
Raggiungiamo senza altre soste la cittadina di Derby. Questo importante insediamento del Kimberley occidentale conta circa 5.000 abitanti, e funge da centro amministrativo e commerciale della circostante regione pastorale.
Poco prima di entrare in città, facciamo una breve sosta per vedere l’enorme boab cavo, usato nella prima metà dell’800 come cella notturna per i prigionieri aborigeni da sottoporre a processo; ha un’età di almeno mille anni e una circonferenza di 14 metri. Proprio lì accanto c’è il pozzo di Mayall, un pozzo artesiano del 1911, profondo 322m e collegato a un abbeveratoio lungo 120m, a ricordare l’epoca in cui mandrie di migliaia di capi venivano condotte dalle cattle stations dell’interno ai porti dall’Australia Occidentale.
A Derby c’è il più alto dislivello tra bassa e alta marea esistente in Australia: per rendersene conto, bisogna fare una passeggiata sul molo alla sera e poi il mattino seguente; lo spettacolo è effettivamente inusuale, soprattutto per chi è abituato alle più tenui maree del Mediterraneo.


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Partenza: Derby Tempo di
Arrivo: Broome spostamento: 2h 30’
Distanza: 220 km Mezzo: auto

La strada da Derby a Broome è pianeggiante e alberata. Si superano parecchi fiumi, su ponti come al solito a una sola corsia. Sulla riva del Fitzroy, a 48 km da Derby, c’è la roadhouse di Willaré. Al Km 182, subito dopo la roadhouse di Roebuck, la Great Northern Highway devia verso sud dirigendosi a Port Hedland. Noi invece proseguiamo diritto e in breve raggiungiamo Broome l’asiatica, agognata meta finale del nostro viaggio, dove ci concederemo qualche giorno di riposo per ritemprarci dalle fatiche dell’outback, prima di affrontare il viaggio di ritorno.
L’antico porto delle perle è ormai completamente riconvertito al turismo: le perle ci sono ancora, ma vengono coltivate nelle Pearl Farms e vendute a caro prezzo nei negozi specializzati di Chinatown, il centro storico. La pesca delle perle nelle acque al largo di Broome durò dal 1880 al 1950, e raggiunse il culmine nel 1913, quando si contavano 403 battelli impegnati in tale attività. In quegli anni, da qui proveniva l’80% della produzione mondiale di madreperla. I sommozzatori impegnati in questa attività provenivano da diversi paesi asiatici, soprattutto Giappone, Malesia e Cina; la presenza di questa numerosa comunità orientale diede al centro storico di Broome quell’aspetto di città asiatica, che tuttora conserva e che gli è valso il nome di Chinatown. L’avvento dei bottoni di plastica, negli anni ’50, ha segnato la fine dell’industria della madreperla. Chinatown è oggi diventato un quartiere turistico, con negozi specializzati, caffè, ristoranti e gallerie d’arte.
L’attrattiva principale di Broome è Cable Beach, una spiaggia di sabbia bianca lunga 22 km, affacciata sulle acque color turchese chiaro dell’Oceano Indiano, e annoverata tra le cinque spiagge più belle del mondo. Se si aggiunge a ciò il fascino creato dal fatto che questo è uno dei luoghi più remoti del paese, distante 2.200 km da Perth e 1956 km da Darwin, si comprende come un numero sempre maggiore di australiani lo scelga per le proprie vacanze.
Se si riesce a organizzare il viaggio in modo da trovarsi a Broome durante il plenilunio, uno spettacolo da non perdere è la cosiddetta “scala per la luna”. Bisogna recarsi al tramonto a Town Beach, che si affaccia su Roebuck Bay; immediatamente dopo il calar del sole, la luna piena compare all’orizzonte e si riflette sul fondo marino, esposto dalla bassa marea, creando l’illusione di una scala luminosa dalla terra al cielo. Per l’occasione, sulla spiaggia viene organizzato un mercato simile a quello di Mindil Beach a Darwin.

Commento al Viaggio

La traversata del continente australiano, come descritto, richiede almeno un mese; d’altra parte, l’Australia è lontana ed il biglietto aereo è costoso: vale perciò la pena di dedicare a questo viaggio tutte le ferie annuali. Le tappe sono molto lunghe, ma in un certo senso obbligate, in quanto le cose da vedere sono lontane l’una dall’altra e fermarsi a metà strada significherebbe pernottare in una roadhouse in mezzo al deserto, dove non c’è nulla da fare né da vedere. Una volta giunti a Broome, se l’agenzia di autonoleggio ci consente di lasciare qui la macchina potremo prendere un aereo per tornare a Darwin, ad un prezzo variabile tra 274 e 402 AU$. Altrimenti, come è successo a noi, saremo costretti a ripercorrere in automobile i 1956 km che ci separano dalla capitale del Northern Territory, dove ci attende l’aereo per il ritorno.
Avendo poco tempo a disposizione, le principali attrazioni potrebbero essere raggiunte con dei voli interni; lo ritengo però poco consigliabile, in quanto, a parte i costi, solo il viaggio per via di terra consente di apprezzare la vastità del deserto, l’ampiezza degli orizzonti e la solitudine dell’outback. Lo sanno bene gli australiani, che si avventurano nell’outback con roulotte al seguito, rimanendo lontani da casa anche parecchi mesi.


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