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L'isola Del Sole
Vittoria Damiani

Due colori vi rimarranno negli occhi, una volta tornati a casa da quest'angolo di paradiso: il nero e l'azzurro. In tutte le loro possibili e inimmaginabili sfumature.

Nero è il colore della pelle di questo popolo stupendo, fiero delle sue origini (molti sono discendenti di schiavi africani) e delle sue tradizioni. Azzurro è tutto il resto: il cielo, il mare. Un'acqua così trasparente che stenterete a credere ai vostri occhi, così calda che anche d'inverno raggiunge i 26 gradi. Un'acqua che è un invito alle immersioni, alle nuotate, al puro e semplice relax.
Perché questo è proprio quello che riesce meglio in quest'isola: rilassarsi, interrompere i ritmi frenetici che ci divorano ogni giorno, presi come siamo dalla nostra realtà, lasciare che le cose scivolino tranquille, a volte anche troppo, ma senza stress... Dimenticate l'orologio, abbandonatevi al ritmo scandito dal sole, riappropriatevi della vostra vera natura e impegnatevi con voi stessi nell'unico obiettivo che conta: stare in armonia.
In Guadalupa tutto vi aiuterà. Il sole, il caldo, il mare, il calore della gente, l'ospitalità che troverete vi aiuteranno a riscoprire dei valori e delle certezze purtroppo dimenticate E stranamente rifletterete sul fatto che siete in Europa (eh sì, la Guadalupa fa parte dei territori d'oltre mare della Francia!), che siete arrivati con la carta d'identità, che parlano francese e si paga in Euro (fra poco!), ma che niente, assolutamente niente vi ricorda il vecchio continente, con le sue nevrosi e le sue fobie.
In quel preciso momento avrete la certezza di aver raggiunto la terra promessa.
E se ancora avrete qualche dubbio, vi basterà guardare i bambini. I bambini! Come si può descrivere la bellezza, la perfezione, l'innocenza di uno sguardo, di un sorriso? Non si può, perché sono movimenti dell'anima quelli che vi regaleranno ogni volta che incrocerete la loro strada. Non abituatevi! E ogni giorno ci sarà un regalo nuovo per voi.

Strilli laterali
"... azzurro è tutto il resto ..."
"... la terra promessa ..."
PERCORSO
da Pointe-à-Pitre a Pointe-à-Pitre; Km. compless.
auto
7-14 giorni
trekking, sport balneari

Arte e storia **
Natura ****
Sport e divertimenti ****

Costo: medio-alto
Difficoltà: media

Data di effettuazione viaggio:


Premessa
L'"Isola Farfalla", così chiamata per la sua conformazione geografica, è situata nel cuore delle Piccole Antille, fra il Tropico del Cancro e l'Equatore. Ha un'estensione di 1780 kmq ed è in realtà un arcipelago composto da sette isole. L'isola vera è propria è così formata: ad est si trova Grande-Terre (pianeggiante e di natura calcarea, terra della canna da zucchero e di alcune delle più belle spiagge dell'isola); ad ovest Basse-Terre (montagnosa e vulcanica, ricca di vegetazione tropicale). Le altre isole dell'arcipelago sono: Desirade, Marie-Galante, Les Saintes, Saint Martin e St Barthélemy.

La Basse-Terre
Dominata dall'imponente sagoma del vulcano La Soufrière (1.467m), la Basse-Terre è ricoperta nel centro da una magnifica foresta tropicale di 17.000 ettari, classificata parco Nazionale nel 1989 e nominata Riserva della Biosfera dall'UNESCO nel 1994. Il parco ha numerosi percorsi di trekking di difficoltà variabile. La foresta presenta una vegetazione lussureggiante (più di 300 specie di alberi, 90 specie di orchidee!), e una fauna esotica che comprende 38 specie di uccelli, fra i quali il picchio nero, endemico della Guadalupa e specie protetta.

La Grande-Terre
Più pianeggiante rispetto alla Basse-Terre, la Grande-Terre offre una geografia perfettamente adattata alla coltivazione della canna da zucchero, che ricopre la maggior parte dell'isola. Ma la principale ricchezza si trova sul litorale, che possiede magnifiche spiagge di sabbia bianca, tranquille oasi di mare turchese e anche incredibili luoghi che fanno la gioia dei surfisti. Qui si trovano anche la maggior parte degli alberghi, ristoranti e locali notturni dell'isola, che vi garantiranno un sicuro divertimento.


TAPPA 1 - Pointe-à-Pitre
Situata sull'isola della Grande-Terre, la città è un nodo nevralgico di comunicazione. Il centro vero e proprio, e tutto quello che non dovete perdervi, ruota intorno alla via principale, rue Frébault, ricca di negozi d'artigianato, colori, aromi e sensazioni tipici dell'isola. Place de la Victoire è il cuore storico della città. E' il luogo prediletto per le passeggiate in famiglia, le chiacchierate con gli amici o per fermarsi semplicemente a bere una birra osservando il mondo che passa. La piazza è circondata da bei palazzi; fra questi l'Ufficio del Turismo (aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17, il sabato dalle 8 alle 12; tel.0590- 820930) situato in un edificio del 1927 in puro stile neoclassico. Da non perdere assolutamente - è una vera istituzione della città - il cinema-teatro La Renaissance (tel.0590-820194).
Ma se qualcosa dovete vedere in città, questa è il mercato St-Antoine. E' un passaggio obbligato per chi desidera familiarizzarsi con la vita caraibica. Rimarrete stupiti dai colori, dalle voci, dai profumi delle spezie, dalla loro esposizione cromatica stupefacente, dalla gentilezza dei venditori che vi proporranno mille cose (ma senza mai insistere più di tanto), e tanti, tantissimi filtri magici (!) destinati a guarire tutti i mali (Place du Marché, angolo rue Peynier e Frébault; dalle 6 alle 14 tutti i giorni escluso la domenica e festivi).
Molto interessante, e ottima parentesi culturale, è anche il museo Saint-John Perse. Il premio Nobel della letteratura 1960, Alexis Léger alias Saint-John Perse, nacque in Guadalupa nel 1887. Il museo a lui dedicato, ed inaugurato nel centenario della sua nascita, è situato in una casa molto particolare. Si narra che alla fine del secolo scorso un ricco americano della Louisiana avesse ordinato, in Francia, la costruzione di due case dette del tipo Eiffel, per darle in dote alle sue due figlie. Ma durante uno scalo per un ciclone a Pointe-à-Pitre, il comandante della nave che le trasportava le vendette all'asta. Una fu acquistata da Monsieur Souques (ed è la sede dell'attuale museo), l'altra giunse sino alle terre da zucchero di Zevallos (ed è tuttora considerata una casa maledetta, come scoprirete più avanti...).
Fu solo nel 1975 che l'allora sindaco della città decise di acquistare la casa e di consacrarla allo scrittore. Classificata monumento storico, contiene al primo piano un'esposizione permanente dedicata a Saint-John Perse. Non perdete la biblioteca al secondo piano! (9 rue de Nozières, dalle 9 alle 17 tutti i giorni escluso la domenica e i festivi; tel.0590-900192).


TAPPA 2 - Il Sud della Basse-Terre
Partenza: Pointe-à-Pitre
Arrivo: Pointe-à-Pitre
Distanza: 80 km ca.
Tempo di spostamento: 2h ca.
Mezzo: auto

Basse-Terre è l'altra faccia della Guadalupa. E' l'isola del vulcano, della foresta tropicale, delle cascate Carbet, il paradiso degli amanti del trekking che si perderanno nei suoi mille sentieri.
Partendo da Pointe-à-Pitre prendete la strada nazionale N1. Poco più a sud di Petit-Bourg, incontrerete la cittadina di Montebello, dove si produce uno dei migliori rum dell'isola. Vi consiglio fortemente una visita alla distilleria (Distillerie Carrère: tel.0590-954382). A Sainte Marie avrete tre buoni motivi per fermarvi: vedere il memoriale dedicato a Cristoforo Colombo, che qui arrivò nel 1493; farvi una scorpacciata di granchi ,vera specialità del luogo; e soprattutto rilassarvi alla Plage du Roseau: acqua meravigliosa, trasparente, caldissima. Un vero dono della natura.
Qui troverete anche l'insediamento della famiglia Jah, una comunità composta da qualche decina di rasta. Promuovono un ritorno alla natura e il rifiuto della società dei consumi. Potete andare a trovarli: ma ricordate di non toccarli e di togliervi le scarpe quando visitate il loro territorio.
Non sorprendetevi se lungo la strada incontrerete templi hindu (vedi Changy). La comunità indiana è molto numerosa (60.000 persone), ed è la diretta discendente dei primi indiani inviati nell'isola nel 1854, destinati a lavorare nei campi di canna da zucchero. L'abolizione della schiavitù nel 1848 aveva, infatti, privato i ricchi della preziosa manodopera degli schiavi africani.
Capesterre-Belle-Eau, capitale della produzione delle banane dell'isola (ne fornisce più della metà), vi offrirà una spettacolare sfilata di palme reali alla sua uscita sud. L'allée Dumanoir, una lunga strada costeggiata da due filari di palme, è uno dei luoghi più fotografati dell'isola. Continuando per pochi chilometri a sud, incontrerete il cimitero degli schiavi. Vi troverete alcune decine di tombe senza nome, orientate verso l'Africa, e ricoperte da semplici tumuli di conchiglie.
Da Capesterre si raggiungono, verso l'interno, le cascate del Carbet, le più alte delle Piccole Antille. Il fiume prende origine dal vulcano la Soufrière, e per tre volte si getta dalle montagne formando delle cascate, non imponenti come massa d'acqua, ma sicuramente spettacolari per l'ambiente nel quale prendono corpo. La prima cascata è la più bella, anche se di più difficile raggiungimento (4h di marcia); la seconda è più accessibile (20' di marcia).
Proseguendo sulla N1 incontrerete Trois-Rivières. Fermatevi a visitare il Parco archeologico Roches Gravées ("rocce incise"). Classificato monumento storico nel 1974, il parco è la testimonianza più spettacolare della civilizzazione precolombiana nelle Antille.
In un terreno di circa un ettaro, ricoperto da una vegetazione tropicale fittissima (21 specie vegetali dei Caraibi), incontrerete numerosi petroglifi (disegni incisi sulle rocce) lasciati dagli indiani Arawaks, abitanti dell'isola prima dei Caraibici. Il posto è molto particolare, e a volte avrete la sensazione di trovarvi nel bel mezzo di Jurassic Park, con qualche dinosauro in agguato... (aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 17; costo 10 franchi; telefono 0590-929188).
Proseguendo verso Gourbeyre, fermatevi a Dolé. Le sue sorgenti d'acqua calda sono famose per la cura dei reumatismi, ma a voi interesserà soprattutto crogiolarvi nella vasca del "Bagno degli innamorati", idromassaggio naturale a 33 C°: stupendo!
Arrivati a Basse-Terre, visitate il forte Louis-Delgrès, monumento storico e bell'esempio d'architettura militare (aperto tutti i giorni 9-12 e 14-17). La vista che avrete dall'alto dei bastioni è spettacolare.
Da Basse Terre prendete la strada che conduce a Saint-Claude, per poi portarvi sino alla Soufrière. Una volta lasciata la macchina al parcheggio (Savane a Mulets), potrete raggiungere il cratere con circa un'ora di marcia.
Tornati sulla strada principale, che da Basse-Terre diventa N2, proseguite costeggiando la costa sino a Bouillante, punto di partenza per un'escursione agli isolotti Pigeon (immersioni bellissime!), situati a circa 1km dalla costa (molo della Malendure; tel.0590-988687). La fauna marina è eccezionale per diversità e ricchezza. La pesca e la caccia in immersione sono proibite, e ciò ha contribuito alla preservazione dell'habitat e alla grande familiarità dei pesci con gli esseri umani.


TAPPA 3 - Il Nord della Basse-Terre
Partenza: Pointe-à-Pitre
Arrivo: Pointe-à-Pitre
Distanza: 60 km ca.
Tempo di spostamento: 2h ca.
Mezzo: auto

Nel nord della Basse Terre, l'abbondanza di cascate e di corsi d'acqua vi farà capire perché gli indiani caraibici avevano battezzato l'isola Karukera, l'"Isola dalle belle acque".
Il nord è anche una regione favorevole al trekking, con numerosi percorsi che si insinuano nel cuore della vegetazione tropicale. Partendo da Pointe a Pitre, attraversate il ponte della Gabarre e continuate sulla N1 verso Baie-Mahault, dove troverete la riserva naturale del Grand-Cul-de-sac marino.
Creata nel 1987, si estende su circa 3.700 ettari di terreno marino e terrestre e raggruppa alcune fra le specie litorali meglio preservate e rappresentative della fauna e flora delle Piccole Antille. Tornando sulla strada principale, continuate sino a Sainte Rose, un villaggio di pescatori minuscolo e dove si mangia stupendamente.
Prima di arrivare alla cittadina, incontrerete lungo la strada il Museo del rum (dal lunedì al sabato, 9-17). Divertente, soprattutto, la degustazione finale! Al primo piano del museo, troverete una magnifica raccolta d'insetti e farfalle provenienti da tutto il mondo (sono più di 5.000 esemplari!).
Procedendo sino a Deshaies, troverete la spiaggia della Grande Anse, una distesa infinita di sabbia bianca e posto ideale per fermarsi e ritemprarsi al caldo torrido.
Prima di giungere a Pointe Noire, fermatevi al Parco delle Orchidee (4 km a nord della città). In uno spazio di circa 4.000 mq, troverete 2.000 varietà di orchidee provenienti dal mondo intero! (Visita il fine settimana dalle 11, tel.0590-980285).
Superata Pointe Noire, che deve il suo nome alla presenza in mare di una catena di rocce granitiche vulcaniche di colore nero-bluastro, proseguite sino a Mahaut da dove prenderete la D23, la strada che taglia Basse Terre e congiunge le due coste (circa 35 km). E' sicuramente una delle più belle dell'isola.


TAPPA 4 - Il Sud della Grande Terre
Partenza: Pointe-à-Pitre
Arrivo: Pointe-à-Pitre
Distanza: 80 km ca.
Tempo di spostamento: 2h ca.
Mezzo: auto

In questa parte dell'isola vi sono alcuni fra i luoghi più visitati, ma anche dei più sconosciuti, della Guadalupa. E' la regione dove le tradizioni folcloristiche sono più forti, combattimenti dei galli in testa.
Prendete la N4 direzione Gosier, cittadina vivace, divertente, piena di locali, ristoranti, discoteche. E', infatti, nella zona fra Gosier e Sainte Anne che la vita notturna è al suo massimo. A Gosier troverete anche l'Aquarium, il più grande delle Antille (aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19, tel.0590-909238).
A Sainte Anne vi sono spiagge bellissime (fra cui anche la famosa spiaggia della Caravelle, proprietà del Club Méditerranée). La spiaggia pubblica, in pieno centro cittadino, offre acque cristalline che invitano al pieno relax. La spiaggia Bois-Jolan, ad est della cittadina, è conosciuta come il rifugio degli innamorati. Il luogo non smentisce la sua fama: nascosto, isolato e protetto dalla barriera corallina.
Nel mese di luglio Sainte Anne ospita il festival del gwoka, musica nativa dell'isola e simbolo della storia che ha segnato il destino di una parte della popolazione. Ha preso le sue radici dalla schiavitù stessa, sia per i canti e le danze, che per il linguaggio dei suoi tamburi. Da non perdere.
Proseguite da Sainte Anne verso Saint François, uno dei più grandi poli turistici dell'isola (sede anche di un golf club di 18 buche). Uscendo da Saint François, prendete la D118, che vi condurrà sino alla Pointe des Chateaux (circa 12 km), uno dei luoghi più selvaggi dell'isola e sicuramente fra quelli che amerete di più.
Tornando sulla strada nazionale, la N5 vi condurrà sino a Le Moule. Poco prima di raggiungerla, incontrerete la casa Zevallos, gemella della casa ospitante il museo Saint-John Perse a Pointe-à-Pitre. Proprietà privata chiusa al pubblico, è un superbo esempio di casa coloniale. Ma la leggenda narra che sia stata luogo di massacri e che gli spiriti ormai la abitino.
Giunti a Le Moule, concedetevi un po' di tempo per passeggiare lungo le stradine, osservare le tipiche case creole e visitare la bella chiesa nella piazza principale. Monumento storico, fu fatta costruire nel 1850 e presenta un piano a croce latina. E' sicuramente una delle più belle della Guadalupa.
La regione intorno a Le Moule è famosa anche per essere una delle ultime zone dell'isola dove si pratica la danza dei mayolés. Si tratta di una lotta, di un duello con il bastone sotto forma di danza eseguito al suono dei tamburi. E' bellissimo e coinvolgente.
Proseguite per Morne-à-l'Eau, dove vi colpirà soprattutto il cimitero, situato proprio all'entrata della città. Le tombe sono bianche e nere, effetto "dama", e coprono i fianchi di una piccola collina. Prendendo la D107, arriverete a Vieux Bourg, piccolissimo villaggio di pescatori, lontano da tutte le mete turistiche obbligate. Ma potrà regalarvi un vero spaccato di vita di questo luogo.
La N5 vi riporterà, passando per Les Abymes, a Pointe-à-Pitre.


TAPPA 5 - Il Nord della Grande-Terre
Partenza: Pointe-à-Pitre
Arrivo: Pointe-à-Pitre
Distanza: 70 km ca.
Tempo di spostamento: 2h ca.
Mezzo: auto

Poco aperto al turismo, il nord offre panorami splendidi e spiagge indimenticabili. La N5 vi condurrà sino a Morne-à-l'Eau e da lì, con la N6, raggiungerete Petit Canal.
Il paese aveva in passato una fortissima densità di schiavi (9 persone su 10) e oggi, in memoria di questo triste passato, potrete trovare il monumento allo "schiavo sconosciuto". Dalla strada parte la scalinata degli schiavi, 49 gradini in pietra che portano alla chiesa. I gradini portano l'iscrizione delle varie etnie, secondo una piramide di valori non meglio specificata: i primi sono per gli schiavi del Congo e gli ultimi per gli schiavi Peul e Bamiléké.
Continuate sino a Port Louis, e lì ad attendervi troverete la spiaggia più bella in assoluto dell'isola (questione di punti di vista, è vero, ma qui non crederete ai vostri occhi!): l'Anse du Souffleur.
E' un luogo al quale il paradiso terrestre, probabilmente, somigliava molto. A luglio si celebra qui la festa annuale della spiaggia, e questo è uno degli eventi nella vita dell'isola. Da non perdere.
Continuando sulla N6 raggiungerete Anse Bertrand, destinazione dal paesaggio brullo e selvaggio ma che vale la pena di visitare. Da qui parte, infatti, la strada D1 che vi condurrà alla Pointe de la Grande Vigie (a circa 7km). Paesaggi mozzafiato, scogliere calcaree: non vi sembrerà di essere ai Caraibi ma piuttosto in qualche angolo nascosto della Bretagna!

Commento al viaggio

L'isola non è molto grande e tutti gli spostamenti si possono effettuare in giornata, in auto, tornando alla "base" la sera. La cosa migliore è averne una al centro dell'isola (Gosier è perfetta) e da lì muoversi. Per maggiore chiarezza, comunque, nelle varie tappe la centralissima Pointe-à-Pitre è stata considerata la base di partenza e arrivo.
Noleggiare una macchina vi darà l'indipendenza necessaria per partire alla scoperta dell'isola. Il tempo necessario ad ogni spostamento è quello che vi detteranno la bellezza dei luoghi e la vostra voglia di fermarvi o meno. In fondo, tutto è relativo. Buon Viaggio!

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