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Il Paese Dalle Mille Cascate
Vitaliano Bissi

Un cappello di panama, una camicia multi tasche, un paio di splendide bermuda color caki e delle comode pedule, e sarete come Indiana Jones, pronti per immergervi in una grande avventura nella natura fluviale. Certamente il vostro tascapane sarà pieno di coltellini svizzeri multiuso, di tutto il necessario per affrontare morsi di serpente e punture d'insetti, di bussole magnetiche, carte geografiche impermeabili, piccoli canotti di salvataggio, telefoni satellitari e così via...ma non preoccupatevi, quasi nulla di tutto ciò vi servirà! Il Venezuela sa accogliere bene chi vuole davvero scoprirne i segreti.
Solo dopo aver lasciato la caotica e rumorosa Caracas, vi renderete conto di aver completamente abbandonato la civiltà, e il reale contatto con la natura diverrà il propellente per questo entusiasmante viaggio.
Vivere alcuni giorni sul delta dell'Orinoco assieme alle tribù degli indios vi arricchirà di esperienze uniche: imparerete a pescare con le canne dei locali, dei semplici bastoni, e a catturare di notte i caimani a bordo di tronchi di legno, le famose curiare. Sarete poi sorpresi nell'apprendere come sia facile comunicare con gli indigeni, usando il nostro spagnolo storpiato, da italiani metropolitani.
Ma se in mezzo alla foresta, sperduti nella Gran Sabana, incontrerete un indio che assomiglia ad una delle centinaia di comparse del film "Mission", e che parla quindi una delle 25 lingue del proprio popolo, vi renderete conto di come vi sarà comunque facile comunicare anche senza la famosa "s" finale, ma solo cercando di capire e osservare un modo di vivere radicalmente diverso dal nostro.
L'importante è lasciarsi coccolare dal lento fluire del tempo, immergendosi nella natura fluviale dell'Orinoco, nell'imponente presenza dei tepuis, nella visione delle affascinanti cascate e nell'abbraccio della Gran Sabana: solo così si potrà davvero capire questo mondo, così lontano eppure, ora, così vicino.
Preparatevi quindi ad affrontare una straordinaria esperienza, il Venezuela, in un caleidoscopio di antiche razze e di paesaggi unici, pronti a catturarvi con emozioni che resteranno per sempre indelebili nella vostra memoria.


PERCORSO

PARTENZA: Caracas
ARRIVO: Caracas
KM COMPLESSIVI: 1200 ca.
TEMPO COMPLESSIVO: 11 giorni
MEZZI DI TRASPORTO: aereo, pullman, barca
ATTIVITA': trekking, navigazione sui fiumi, snorkeling, scuba diving

Arte e storia: ***
Natura: *****
Sport e divertimenti: ***
Difficoltà: medio/bassa
Costo: medio/basso


Tappa 1

PARTENZA: Caracas
ARRIVO: Delta dell'Orinoco - Posada Socoroco
DISTANZA: 60 km ca. in bus
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 10h
MEZZO: aereo, bus, barca

Si parte in aereo da Caracas, caotica capitale del Venezuela, per Puerto Ordaz, nella regione della Guayana. Puerto Ordaz e San Felix sono due città che, nel 1961, vennero unite in un unico conglomerato urbano, Ciudad Guayana. In un'ora sarete quindi già proiettati nella regione del delta dell'Orinoco, punteggiato dagli insoliti picchi, i tepuis, e ricoperto dalle vaste savane.
L'impatto con la temperatura locale vi farà certamente rimpiangere l'aria condizionata, ma non allarmatevi: una bibita fresca risolverà ogni problema.
Qui il Rio Caronì acquista velocità, e con una serie di rapide precipita formando un ampio tratto di cascate larghe almeno 200 m. Lungo la strada osserverete con meraviglia il punto in cui il Rio Caronì ed il Rio Orinoco si uniscono, e per alcune centinaia di metri mantengono entrambi inalterata la propria colorazione, prima di diventare un unico fiume.
Proseguirete poi per il Castillo De Guyana, a 40 km ad est di San Felix, e per due antichi insediamenti spagnoli del XVII sec., il Castillo de San Francisco e il Castillo de San Diego de Alcalà, posto su una collina. Con il pullman arriverete quindi a Piacoa, dove v'imbarcherete a bordo di motoscafi per raggiungere, dopo 2h 30' di navigazione, la Posada del Socoroco, posta su un'isola in un'ansa dell'Orinoco. E' una costruzione palafittica con all'interno una zona pranzo e quattro locali per dormire, con brandine ed amache, il bagno esterno e la doccia...cioè il Rio.
Nel pomeriggio potrete partire alla volta dei canali del Socoroco, visitando una comunità indigena dedita alla coltivazione di caffè e cacao. Armatevi di repellenti, questa è una zona infestata dai voraci mosquitos, che non vedono l'ora di addentare le vostre carni molli! Al rientro, al tramonto, rilassatevi con tuffi e bagni nel fiume, e dopo cena tutti a guardare le stelle. E con che pace: non potreste trovare anima viva per chilometri e chilometri.
E poi, dormire in amaca è un'esperienza indimenticabile. Inizialmente vi troverete a disagio, ma è certo che alla fine del viaggio la rimpiangerete.


Tappa 2

PARTENZA: Posada Socoroco
ARRIVO: S. Francisco de Guayo
DISTANZA: 110 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 4h
MEZZO: barca

Si parte con le barche per la Missione di San Francisco De Guayo. Il paesaggio è bellissimo e molto vario, con le anse ed i canali che il Rio forma nel suo corso. Dopo 4h di navigazione ci si può sistemare nella Posada de El Chinos, gestita da una famiglia di indios: la sistemazione è in amache e l'accoglienza riservata è quasi commovente. Nel pomeriggio visiterete la missione, dove il padre vi mostrerà un piccolo museo d'arte indigena. Vedrete manufatti delle popolazioni Warao, abilissimi artigiani famosi per gli oggetti in vimini e le sculture in legno, ed assisterete quasi certamente alla costruzione delle curiaras, canoe ricavate da tronchi di legno. E poi tanti bambini festosi vi accoglieranno, chiedendo di scambiare piccoli oggetti di legno con penne Bic; quindi portatene tante, vi serviranno! Acquistate i loro manufatti di legno e le chinchorros, amache fatte con la fibra della palma moriche, in quanto questo è l'unico posto in cui si possono trovare ad un prezzo veramente conveniente. Rientrati alla posada, assisterete a danze e canti popolari indios. Poi, dopo un'ora, salendo in due per ogni curiara, andrete per i canali a caccia di caimani che, catturati momentaneamente, saranno poi liberati. La sera trascorrerà tra bevute di Ron e canti sul pontile della posada.


Tappa 3

PARTENZA: San Francisco De Guayo
ARRIVO: Posada Socoroco
DISTANZA: 110 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 5h
MEZZO: barca

Con le barche vi avvierete alla volta dell'oceano, per vedere il punto dove il Rio s'incontra con il mare. Arrivati a circa 7 km dall'oceano, si dovrà desistere dall'intento di proseguire, in quanto le onde sono troppo alte ed il rischio di ribaltarsi è elevato. Si riparte quindi alla volta del Socoroco. Appena il tempo di pranzare poi di nuovo in barca, verso l'isola Tortola, la cui fitta vegetazione nasconde un'incredibile varietà di pappagalli, tucani e scimmie. La bellezza del posto vi farà rimpiangere di non poter dedicare altro tempo a quest'immenso delta. Poi, una sosta in laguna a pescare i piraña vi trasformerà tutti in piccoli Indiana Jones, e al rientro in posada vi attenderanno rinfrescanti tuffi nel Rio. Dopo cena, se volete e se le forze non vi hanno ancora abbandonato, vi potete recare all'isola di Santa Catalina a ballare con gli indios.


Tappa 4

PARTENZA: Posada Socoroco
ARRIVO: Puerto Ordaz
DISTANZA: 60 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 10h
MEZZO: barca, bus

Si parte per l'escursione al Salto Socoroco. Dopo aver fatto un primo tratto in barca, affronterete un'affascinante camminata di un paio d'ore in mezzo alla foresta, con guadi di torrenti e corsi d'acqua che vi costringeranno ad immergervi fino al collo. Arrivati alla cascata, rimarrete sorpresi dalla colorazione dell'acqua, che va dal giallastro chiaro al rosso acceso; ciò è dovuto alla presenza del tannino. In alcuni punti è possibile fare il bagno; l'acqua è gelida, ma è sicuramente di gran ristoro contro il caldo implacabile. Sulla via del ritorno potrete raccogliere alcuni frutti di cacao, deliziosi; state però sempre attenti ai soliti mosquitos che infestano queste piantagioni. Rientrati alla posada ci si imbarca per Piacoa, dove c'è il pulmino che vi porterà a Puerto Ordaz.


Tappa 5

PARTENZA: Puerto Ordaz
ARRIVO: Chivaton
DISTANZA: 420 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 12h
MEZZO: jeep

Oggi inizia il tour della Gran Sabana, l'altopiano selvaggio contornato dai famosi tepuis e dalle numerose cascate, le più belle dell'intero paese. Si parte con le jeep. Prima sosta ad Upata per la visita di un centro di produzione di casabe, pane fatto con farina della Yuca, una radice molto simile alla patata. Poi di corsa per Guasipati ed El Callo, famosi per la musica El Calypso ed il carnevale, oltre che per le miniere d'oro. Ad El Callo è consigliabile fermarsi per una visita guidata all'interno di una miniera: muniti di caschetto e torce, ci si avventura per cunicoli ove è possibile ammirare i filoni d'oro che sovrastano le pareti.
Si prosegue quindi alla volta di El Dorado, il famoso bivio da cui comincia la strada sterrata, quasi impraticabile. Un buon cuscino gonfiabile vi aiuterà a sopportare meglio il tragitto. Gli automezzi procedono lentamente, gli autisti fanno molta attenzione alla strada, per non cadere nelle grosse buche formate dalla continua erosione dell'acqua. Il paesaggio in alcuni punti è quasi lunare, il nulla ed il silenzio assoluto sono i soli compagni in questa avventura. Le fotografie si sprecano, soprattutto al tramonto quando il sole colora di rosso rubino l'intera Sabana.
La sera si arriva a Chivaton, un piccolo punto sulla carta geografica, dove vi è solo una posada in cui alloggiare. Le camere sono ricavate da enormi sassi, e vi sembrerà di vivere al tempo dei nostri antenati primitivi.


Tappa 6

PARTENZA: Chivaton
ARRIVO: Salto Kamà
DISTANZA: 150 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 12h
MEZZO: jeep

Di buon ora si parte per la Missione di Kavanayen, che dista appena 40 km dalla statale. E' un bellissimo villaggio indio, in cui circa mezzo secolo fa i padri cappuccini crearono una missione costruendo un massiccio edificio in pietra. Il villaggio è situato in una posizione spettacolare; sorge infatti in cima ad una piccola mesa, ed è circondato da diversi tepuis. Alla missione è possibile pernottare nel dormitorio per pochi dollari, e si possono acquistare oggetti d'artigianato. Nel villaggio vi è anche un piccolo ristorante. Ricordate che sarà questo l'unico posto servito di telefoni, funzionanti a schede, fino a Santa Elena de Uarien.
Lasciata la missione di corsa, ci si dirige alla volta del Salto Aponguao, o Chinak Merù, una delle cascate più spettacolari e fotogeniche della Gran Sabana. Raggiunto il villaggio di Iboribò a bordo di una curiara, si attraversa il Rio Aponguao; raggiunta la sponda opposta, si prosegue camminando per circa un'ora. Più ci si avvicina più il rumore dell'acqua diventa assordante, e lo spettacolo che infine si presenta agli occhi è stupefacente. Il Salto Chinak Merù è alto circa 105m, ed in questa stagione forma un vero e proprio muro d'acqua largo almeno 100m. Prendete il sentiero che scende alla base, dove è possibile fare il bagno in una delle tante pozze d'acqua naturali: è il punto migliore per scattare fotografie. La guida vi porterà poi, dopo una camminata di circa 15 minuti, al Pozo Escondito, una piscina naturale in cui è possibile fare il bagno nell'acqua turchese. Ritornati al villaggio di Iboribò, si può riposare e pranzare in uno dei tanti ristorantini gestiti dagli indios. Si prosegue quindi alla volta del Salto Kamà , dove accanto alla cascata alloggerete in un accampamento spartano: il bagno è il verde prato e l'acqua corrente il Rio. Non v'è altra scelta, in quanto è l'unico posto dove pernottare.


Tappa 7

PARTENZA: Salto Kamà
ARRIVO: S. Elena De Uarien
DISTANZA: 150 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 10h
MEZZO: jeep

Il Salto Kamà si trova molto vicino all'accampamento. Scendendo per un piccolo sentiero si arriva infatti alla base della cascata, possibilmente alla mattina, in quanto il sole la illumina con un effetto meraviglioso.
Si prosegue quindi a bordo delle jeep per il Salto Kauri-Merù. Esso è formato da una serie di cascate che in successione formano altrettante pozze d'acqua, ove è possibile fare il bagno. La prima pozza è la migliore, perché la corrente è meno forte e non vi trascina giù per le successive rapide. Il bagno è quasi obbligatorio, visto il caldo soffocante. Si prosegue poi per Quebrada Pacheco, una bella cascata formata da più salti, a soli pochi metri dalla statale al km. 237. Dopo un bagno veloce si procede per il Rio Soruape, dove vi fermerete al Balneario, una serie di cascate che formano varie pozze d'acqua, come una sorta di "Jacuzzi naturale".
Ripreso il percorso a bordo delle jeep, passato il ponte che attraversa il Rio Yuruanì, ammirerete il Salto Yuruanì, alto una decina di metri e largo 100.
Al km. 273, tra San Francisco de Yuruanì e Santa Elena de Uarien, c'è l'ennesima cascata, la Quebrada de Jaspe, dalla caratteristica colorazione rosso arancio causata dalla roccia di puro diaspro sulla quale scorre il torrente.
Solo un ora di jeep e si arriva a Santa Elena de Uarien, tranquilla cittadina di frontiera dotata di molti piccoli alberghi. Sarete subito tentati di arrivare a La Linea, la frontiera con il Brasile, che dista solo 15 km, per un giro turistico con acquisto di prodotti tipici brasiliani. Alla sera potrete cenare in uno dei tanti ristoranti di Santa Elena, con cucina tipica brasiliana e creola; purtroppo, le antenne paraboliche sui tetti delle case, le cabine telefoniche ed il traffico faranno rimpiangere i giorni trascorsi nella pace più assoluta della Gran Sabana.


Tappa 8

PARTENZA: S. Elena De Uarien
ARRIVO: Canaima - Campamento Ahonda
DISTANZA: 30 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 6h
MEZZO: jeep, aereo, barca

L'emozione è grande, la tappa di oggi vi avvicinerà alla più famosa e alta cascata del mondo: il Salto Angel. L'aeroporto di S. Elena De Uarien ricorda il vecchio aeroporto di Rangoon, in Birmania: solo una pista di atterraggio e una piccola torretta di controllo. Assisterete in prima persona, colloquiando con i piloti, a tutti i preparativi prima della partenza del DC 3 Dakota. Si parte! L'aereo è del 1936, e l'emozione è grande.
Il tempo sereno consentirà al comandante di effettuare il sorvolo del Salto Angel, uno spettacolo mozzafiato. Il Rio Caronì sembra una cicatrice che solca la fitta giungla, e tutt'intorno dai tepuis si gettano prepotentemente decine di cascate. Dopo appena un'ora si atterra a Canaima, dove una giungla fittissima nasconde tumultuosi fiumi. Ciò che vi si presenterà davanti una volta scesi è stupefacente: sono le sette magnifiche cascate formate dal Rio Caronì, le Saltos Hacha, la cui acqua è colorata con sfumature giallastro-marroni, dovute al tannino presente in alcune piante locali. Con la curiara si effettua poi l'escursione della laguna, e sbarcati sul lato opposto si procede per il Salto El Sapo, dove è possibile camminare sotto l'impressionante muro d'acqua che esso forma. Attraversata la cascata, dopo pochi minuti di cammino si raggiunge il Salto El Sapito, anch'esso molto bello. Saliti ancora si arriva sulla cima del El Sapo, da dove si scorge un meraviglioso panorama. Raggiunta la sponda opposta, si passa sopra le cascate Hacha, e ci si imbarca quindi a bordo delle curiare per risalire il Rio Currao. Il paesaggio è splendido: si attraversano canyon con pareti verticali mozzafiato, la vegetazione è di un verde brillante e tutt'intorno si ode il canto dei tucani, dei pappagalli e degli altri animali della foresta. Arrivati dopo circa 3h all'accampamento Ahonda, potrete pernottare finalmente in amache. La gente del posto ama gli italiani e sicuramente vi chiederà di giocare una partita a calcio. Incredibilmente, vi potrà capitare di mangiare ottimi spaghetti al tonno, cucinati da cuochi indio. La serata trascorrerà tranquilla tra canti e danze locali, tutto sotto la debole luce delle lampade a petrolio, con l'accompagnamento di sorsate di Ron.


Tappa 9

PARTENZA: Campamento Ahonda
ARRIVO: Campamento Ahonda
DISTANZA: 28 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: tutto il giorno
MEZZO: barche

A bordo di grosse curiare si percorre un lungo tratto del Rio Currao, per immettersi nel ramo del Rio Churun; dopo poche centinaia di metri si è nel Canyon del Diablo, che si percorre fino all'Isla Ratoncito, alla base del Salto Angel. In un'ora a piedi in mezzo alla foresta raggiungerete il Mirador Laime, proprio davanti alla cascata. Essa vi apparirà in tutta la sua bellezza, non maestosa come quella del Chinak Meru, ma in ogni caso imponente. Il Salto Angel è alto 979m, ed è la cascata con il salto ininterrotto più alto del mondo (807m), che finisce nel Canyon del Diablo. Il nome della cascata deriva da quello di un pilota americano, Jimmie Angel, che atterrò con il suo aereo in cima al tepui della cascata, chiamato Auyantepui, la "Montagna del Male". Jimmie scese lungo il dirupo alto quasi un chilometro, e dopo una decina di giorni tornò alla civiltà.


Tappa 10

PARTENZA: Campamento Ahonda
ARRIVO: Caracas
DISTANZA: 50 km
TEMPO DI SPOSTAMENTO: 3h
MEZZO: barca

Si parte alla volta della Laguna Canaima, per un breve bagno nelle fresche e cristalline acque del Pozo de la Felicidad. Arrivati alla laguna, è possibile sistemarsi all'ottima Posada Parakaupa.
E' poi consigliata l'escursione ai bellissimi Salto Yuri e Yuri Lu, che si raggiungono percorrendo prima un tratto in jeep e poi uno in barca. Al rientro a Canaima si visita il villaggio indigeno, dove vi sono alcuni negozi, nei pressi della chiesa, che vendono generi alimentari e articoli di artigianato. Certamente il più fornito di manufatti di arte indigena è Makunaima, vicino al Campamento Parakaupa. All'interno troverete articoli di artigianato di tutte le tribù indie, di ottima fattura; i prezzi non sono proprio convenienti, ma è l'unico negozio incontrato in grado di offrire ottima qualità. Passeggiando per il villaggio vi potrà capitare di incontrare dei chiassosi tucani, che si faranno fotografare, per nulla intimoriti della vostra presenza. La cena è al buffet del Campamento Canaima, in stile europeo.
Purtroppo questa è l'ultima tappa del viaggio. Arrivati a Caracas, si ha il tempo per un breve tour della città e si è già sull'aereo, sopra l'oceano e verso l'Italia, con ancora negli occhi le scintillanti immagini di questo singolare viaggio, che il tempo difficilmente cancellerà.


COMMENTO AL VIAGGIO

Un percorso come questo richiede una dozzina di giorni per essere compiuto. Con tre settimane a disposizione è possibile effettuare anche una visita alla costa caraibica, oppure raggiungere, ad una sola ora di aereo da Caracas, lo splendido arcipelago delle Los Roques; esso è formato da atolli incontaminati ed inesplorati, dove sarà possibile rilassarsi prima del rientro. Il Parco nazionale del Morrocoy, a sole poche ore da Caracas, con le sue isole coralline e le spiagge bianchissime orlate di palme e mangrovie, è un altro obiettivo possibile e consigliabile.
Da evitare, invece, l'Isla de Margarita, troppo affollata di turisti americani e giapponesi in cerca di emozioni forti.

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