ETS home page .:. contattaci .:. faq


G E O G R A P H I C A
I T I N E R A R I
P H O T O G A L L E R Y
I N V I A G G I O
I T R A V E L L E R S
L' A S S O C I A Z I O N E






Bed & Breakfast Fiera Milano
Bigatt B&B, la miglior sistemazione nei pressi della fiera di Milano-Rho
Inizio > I T I N E R A R I > Europa > Italia

Trentino: Valsugana
Giorgio Nicoletti

In bicicletta, nella quiete della campagna trentina, scoprendo le tracce di un antico passato.

Scrivere del Trentino non è di certo cosa semplice: si rischia un po' di imbattersi in frasi già dette, in sensazioni già descritte e sembra di andare a raccontare di una terra ormai nota fin nei più piccoli dettagli. Ma in questa regione variopinta, amata dai trentini e dai forestieri che a migliaia la scelgono come luogo di vacanza, vi sono ancora dei piccoli angoli sconosciuti, visti da molti soltanto attraverso i finestrini delle auto o da quelli di un treno, sfrecciando verso altre destinazioni, e lasciando solo brevi flash alla memoria.
Uno di questi angoli è la Valsugana che guardandola dall'alto dei monti la si può immaginare selvaggia, così come poteva apparire agli occhi dei legionari romani che di frequente l'attraversavano, diretti verso la Rezia e i confini settentrionali dell'Impero.
Lungo questa valle si insinuava, infatti, la Via Claudia Augusta, una strada militare fatta costruire dall'Imperatore Claudio verso il 15 a.C., ricalcando una precedente via preistorica. Partiva dal porto di Altino, sull'Adriatico, seguiva a ritroso il corso del Piave e raggiungeva Trento, importante centro politico e militare dell'Impero, dopo aver attraversato i boschi e le paludi della serpeggiante Valsugana. Anche dopo l'epoca romana questa via di transito confermò la sua importanza, sia economica che militare, e per questo fu ferocemente contesa dai signori dell'epoca: da Ezzelino da Romano ai Dalla Scala di Verona, dai Da Carrara di Padova ai Conti del Tirolo.
A testimoniare il suo turbolento passato oggi rimangono grandi manieri, le poche pietre di antichi fortilizi, numerosi edifici religiosi, opere dell'arte sacra e le tracce ancor più recenti delle fortezze austriache che per lungo tempo difesero il loro confine meridionale.
Ma questa terra di montagna che da sempre affascina e attrae i suoi visitatori non entusiasma solo per le sue vivaci pagine di storia; ci attrae soprattutto con una seducente varietà di paesaggi, con i colori vivaci della sua natura rigogliosa, con esaltanti attività sportive, con tesori artistici e con i suoni e gli aromi delle decine di feste patronali che invadono le vie e le piazze dei paesi.
E non c'è mezzo migliore che la bicicletta per l'incontro con la sua gente e con quella natura che ci rigenera e ci fa sentire vivi.



PERCORSI

Da Pèrgine V. a Pèrgine V.
Bicicletta
1/2 giorni

Arte e Storia ***
Natura ****
Sport e divertimento ****

Difficoltà: bassa
Costo: basso

Partenza: Pèrgine Valsugana
Arrivo: Pèrgine Valsugana
Distanza: 70 km
Tempo: in bici 5/6 h - in auto 1 h
Mezzo: bicicletta

Una volta raggiunta la cittadina di Pèrgine (482 m), qualunque sia il mezzo che vi ha portato fino qui, potete riposarvi dal viaggio con una rilassante passeggiata per le vie del centro. Se siete amanti della fotografia troverete di sicuro qualche interessante scorcio fra le sue vie e i suoi eleganti palazzi rinascimentali (non perdetevi la bella via Maier, nell'antico quartiere popolato un tempo dai minatori tedeschi). Una volta riempito lo zainetto di provviste, se prevedete il pranzo al sacco, e di integratori salini, se avete il timore di "terminare la benzina" durante il viaggio, montate in sella e iniziate a pedalare!
Il circuito che vi vado a descrivere può essere intrapreso in tutti e due i sensi di marcia; il suo percorso è senza particolari difficoltà e con qualche breve salita che potrà mettere alla prova il vostro stato fisico ed il vostro allenamento. Se lo affronterete in senso antiorario, come lo ho affrontato io, potrete evitarvi solo qualche salita, ma niente di più.
Dal centro seguite il viale Venezia che vi porta in direzione di Borgo. Poco prima di raggiungere la trafficata provinciale 47, una deviazione sulla destra vi conduce alla frazione di Canale (1,5 km) ed in seguito al piccolo borgo di S. Cristoforo (3 km) che possiede un bel lido sulla sponda settentrionale del Lago di Caldonazzo, il più grande bacino lacustre del Trentino (secondo solo all'estremità settentrionale del Lago di Garda). Godetevi la bella spiaggetta e se ne avete voglia raggiungete la vicina chiesetta di San Cristoforo che vanta un singolare campanile trecentesco. Proprio ai piedi del colle che ospita l'edificio religioso si trova un piccolo biotopo dove potete osservare un gran numero di uccelli.
Proseguite lungo la sponda occidentale del lago (S.P. 1) ammirando il bel paesaggio ma facendo attenzione a non finire sotto le ruote di qualche sbadato turista incantato dalle bellezze del luogo. In poco più di 4 km si raggiunge Calceranica al Lago; una volta superato il ponte sul Torrente Mandola troverete le indicazioni per il lago. Seguite questa deviazione e dopo poche centinaia di metri vi troverete sulle sue rive, lungo una via costellata di stabilimenti balneari, camping, ristoranti e pizzerie, in estate molto frequentati da turisti provenienti dal Nord Europa. Ed è proprio su queste acque che ad ogni agosto si danno appuntamento gli agguerriti equipaggi delle dragon boat, lunghe imbarcazioni cinesi che si contendono l'ambito Palio dei Draghi. Avete pedalato ben poco dalla partenza ma siete in vacanza e potete anche concedervi una sosta all'ombra di un ombrellone per gustarvi una bibita fresca o un buon gelato.
Proseguite lungo questa via per circa due chilometri e dopo aver attraversato i binari della ferrovia e la S.P. 1 che avete lasciato in precedenza, vi troverete nel centro di Caldonazzo (485 m). Dalla piazza del Municipio seguite la via Della Polla che vi porta sulla piazza della chiesa, a fianco della quale si trova lo storico edificio della Magnifica Corte di Caldonazzo, luogo dove un tempo veniva amministrata la giustizia e che ospitò alcune signorie feudali. Fra queste la nobile famiglia dei Caldonazzo-Castelnuovo, che si insediarono attorno al 1000 e che per conto del Principe Vescovo di Trento raggiunsero il controllo di quasi tutti i castelli della valle. Oggi è la residenza privata dei Conti Trapp ed è stata in parte adibita ad albergo. Su una delle sue facciate si possono notare i resti di un affresco del 1526.
Da qui ha inizio un'ombreggiata stradina di campagna (seguite le indicazioni per Monterovere e Lòchere), che attraversa un bel tratto di bosco, percorso ideale nelle afose giornate estive. Questo tratto di ciclabile attraversa ampi frutteti coltivati a mele. Se vi trovate da queste parti nella stagione della raccolta e non resistete alla tentazione potete anche fermarvi e mangiarvene qualcuna, ma fate attenzione ai contadini! Se poi siete amanti di questo frutto, allora vi consiglio di venire in Valsugana la seconda settimana di settembre quando a Caldonazzo viene organizzata la festa della mela, un appuntamento tradizionale con bancarelle, assaggi gastronomici, dolci di mele e tanta musica.
Il percorso ciclabile attraversa la località Lòchere (4 km); prosegue poi diritto per un altro chilometro fino ad incontrare una deviazione che seguirete verso sinistra, lungo una strada in discesa, fino ad un ponte nei pressi del Biotopo Inghiaie (1 km). Seguite le indicazioni per la località. Mascotti e raggiungete il centro di Barco. Da qui in discesa fino al corso del Brenta che seguirete lungo una sterrata (circa 2 km). In seguito ritroverete l'asfalto e le prime indicazioni del "percorso ciclabile". Dopo una facile pedalata di 21 chilometri, fra campi di granturco e coltivazioni di fragole, arriverete a Borgo Valsugana (380 m), importante centro economico della valle, dominato dalla bella sagoma del Castel Telvana e protetto a meridione dalle alte bastionate del gruppo montuoso di Cima Dodici. Qui potrete pensare alla sosta per il pranzo, se non vi siete abbuffati di mele lungo il percorso. Pranzate al ristorante/pizzeria "Roma" che sforna delle ottime pizze oppure, come fanno molti bikers, sedetevi a consumare panini e Coca Cola all'ombra dei castagni, sulle panchine lungo il corso del Brenta. Se vi trovate in paese il mercoledì mattina, potrete assistere al più grande e affollato mercato della valle che invade le vie e le piazze del centro. Non tralasciate una visita al borgo vecchio, alla via principale, il corso Ausugum, abbellito da bei palazzi con splendidi portali ed eleganti balconi barocchi e alla chiesa di S. Rocco, impreziosita da un ciclo di affreschi cinquecenteschi. Se vi sentite in forze, potete lasciare le biciclette e raggiungere il castello (0,20 h) che però è di proprietà privata e purtroppo non è visitabile all'interno. Si è soliti identificarlo con quello di Alusca, espugnato dai Franchi nel 590, ma le prime notizie che lo documentano sono soltanto del 1331. Qui vi morì, nel 1604, la nobildonna Chiara d'Altemps, pronipote di Papa Pio IV e nipote di S. Carlo Borromeo. Se per un attimo vi è passato per la mente di raggiungerlo in bici, dimenticatelo, è un'impresa molto ardua! Questa località, la seconda settimana di settembre, viene invasa da centinaia di ciclisti che arrivano fin qui da ogni parte del paese per disputare l'ambita Coppa d'Oro, una nota gara ciclistica dedicata ai direttori sportivi.
Dopo esservi ben rifocillati, ma non esagerate perché vi aspettano ancora alcune salite, potete saltare di nuovo in sella. A questo punto dirigetevi verso il Centro Sportivo (potete approfittare della sua piscina per una nuotata rilassante), lungo la veloce ciclabile (tutta discesa!) che in 2,5 km vi conduce fino all'abitato di Castelnuovo. Abbandonatela e raggiungete la piazza del paese da dove proseguirete lungo la S.P. 41 che sale verso il centro di Scurelle (1,5 km). Una volta superata la chiesa seguite le indicazioni per Strigno (1,5 km); poche centinaia di metri prima di raggiungerlo incrocerete la S.P. 78 che seguendola in discesa vi farà incontrare l'incrocio con la S.P. 60 (100 m). Una volta imboccata quest'ultima, un breve tratto in salita di poche centinaia di metri vi porterà fino alle porte del medievale Castello di Ivano. Questo splendido maniero che raggruppa un complesso di edifici gotici, ospitò illustri personaggi dell'arte e della storia: Massimiliano I d'Austria, Riccardo Wagner, Joseph Lahnbach, l'imperatrice Augusta Vittoria, Eleonora Duse e molti altri. Qui, nel 1984, vennero celebrate le seconde nozze del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso qualche anno più tardi dalla mafia. Oggi il castello è stato adibito a sede del centro culturale "Castel Ivano Incontri" che vi organizza importanti convegni, mostre d'Arte e congressi internazionali. Durante il 1999 è possibile visitarlo internamente in occasione della mostra di arte contemporanea "Il Tempo, la Traccia", che si terrà dal 18 luglio al 5 di settembre (se siete un gruppo di almeno 20 persone potete usufruire delle visite guidate prenotandole ai numeri 02 58306189 o 0461 763432). Non dimenticatevi di godervi il panorama che da quassù è particolarmente suggestivo!
Questo castello è la "boa" del nostro percorso ed ora non ci resta che girare la bicicletta e tornare. Fino all'abitato di Castelnuovo seguite la strada che vi ha portato fino qui. Una volta raggiunta la piazza del Municipio, seguite la via che passa davanti al sagrato della chiesa e andate a ricongiungervi con il vecchio tracciato della S.P. 47. Dopo aver percorso circa 2 km vi ritroverete alle porte di Borgo. Entrando lungo un diritto violone che imbocca il corso principale potrete facilmente arrivare alla Piazzetta Teatro Vecchio dalla quale si stacca la via Per Roncegno. Seguitela e attraverso una quieta campagna, lungo una strada con frequenti saliscendi, raggiungerete il panoramico centro di Roncegno (5 km). Questa località deve gran parte della sua notorietà allo stabilimento termale attivo fin dalla seconda metà dell'Ottocento. Se vi trovate a passare di qua verso la fine di ottobre potrete divertirvi alla tradizionale festa della castagna; per un giorno potrete dare un calcio alla dieta e lanciarvi verso i banchetti delle caldarroste e dei dolci a base di castagne che affogherete con del fumante vin brulé. Se avete bevuto troppo e non riuscite a salire in sella, fatevi un sonnellino nel bel parco delle terme che accoglie una piscina molto frequentata durante i caldi pomeriggi estivi.
La strada ora scende verso il piccolo abitato di Màrter (2,5 km) e prosegue a fianco del nuovo tracciato della provinciale 47. In paese potrete osservare i pochi resti della Torre Rotonda, un fortilizio medievale che assieme alla Torre Quadrata di Novalédo (la raggiungerete dopo 1,5 km) formava un complesso di fortificazioni a difesa della strada imperiale.
Ora, una breve ma faticosa salita vi porta a Novalédo (1 km); da qui proseguite per altri 5 km fino a raggiungere Lévico Terme, una delle località di villeggiatura più conosciute del Trentino. Lévico è un altro noto centro termale che trova origini fin dal lontano 1860. Non perdetevi una passeggiata nel parco delle terme, considerato un vero e proprio giardino botanico, e poi verso il centro, magari alla ricerca dell'artigianato tipico (non dimenticate che siete in bicicletta e accontentatevi degli oggetti di piccole dimensioni!).
Dopo aver girovagato fra vicoli e vicoletti concedetevi qualche momento di relax sulla tranquilla spiaggia del vicino Lago di Lévico, un incantevole specchio d'acqua racchiuso fra le boscose dorsali del piccolo colle di Tenna e del monte Canzana. Il suo colore intenso e il bellissimo ambiente quasi selvaggio che lo circonda rendono il paesaggio particolarmente suggestivo.
Da questa località potete proseguire lungo due direzioni: sulla panoramica S.P. 228 che si apre a balcone sul lago, oppure lungo il grazioso sentiero che dallo stabilimento balneare "Taverna" accompagna la riva settentrionale dello specchio d'acqua. Arrivati alla fine del sentiero vi troverete su una strada sterrata; seguitela verso destra e dopo una breve salita ritroverete il tracciato della S.P. 228.
Svoltate a sinistra e proseguite fino alla deviazione (4,5 km da Lévico) che si stacca sulla destra e che indica il Forte delle Benne. Se avete ancora fiato a disposizione imboccatela e lungo una salita sterrata non troppo impegnativa (2 km) arriverete in cima, contenti di non aver rinunciato e appagati dal bel panorama verso la valle sottostante. Questo forte, opera gemella di quello di Ténna, situato sul colle che sovrasta il lago dall'altra sponda, fu costruito dagli austriaci tra il 1880 e il 1882. Alzando il naso all'insù, ma non troppo, potrete vedere, sulla cresta della montagna che protegge la valle a meridione, la sagoma del Forte Pizzo di Vézzena (1908 m), detto anche Pizzo di Lévico, che aveva la strategica funzione di osservatorio.
La S.P. 228 prosegue ora pianeggiante e vi condurrà fino alle porte della cittadina di Pèrgine (3,5 km), proprio ai piedi dell'omonimo Castello. Ormai siete arrivati a destinazione e potete anche fare un ultimo sforzo per superare la salita (1 km) che porta fino all'antichissimo maniero. Anche quest'ultima fatica verrà ricompensata dalla vista panoramica che spazia dalla Valle dei Mòcheni alle acuminate guglie del Gruppo del Brenta. Questo castello è documentato fin dal 1215 ma si pensa sia stato eretto in età longobarda su un precedente fortilizio romano. Oggi, una sua parte è stata trasformata in un elegante albergo che ospita un rinomato ristorante capace di offrire raffinati piatti della cucina trentina. Si possono visitare alcune sale di notevole interesse fra le quali, la Sala delle Guardie, la Sala del Trono e la Cappella di S. Andrea, costruita nel Cinquecento. E' un'ottima idea quella di fermarsi qui per la cena (meglio prenotare), e se non siete arrivati proprio "alla frutta", fate un'ultima passeggiata attorno al maniero lungo il sentiero denominato Giro dei Muri.
Forse non siete provvisti di fanale e allora non aspettate che cali la notte; dovete percorrere ancora un ultimo chilometro in discesa prima di raggiungere la meta.
Se avete un budget limitato e vi trovate da queste parti verso la fine di giugno, allora potrete partecipare alla suggestiva festa della ciliegia e dei piccoli frutti dove potrete gustare delle ottime specialità locali accompagnate da ciliegie, lamponi fragole, mirtilli e more. Farete una scorpacciata!
Alla fine di questa giornata forse sarete un po' stanchi, ma sicuramente vi sentirete appagati dalla bella gita che raccomanderete con entusiasmo ad amici e conoscenti.

COMMENTO AL VIAGGIO

Come avete visto questo circuito, quasi completamente asfaltato, è tranquillamente percorribile in giornata. Se avete a disposizione qualche giorno in più, allora vi posso consigliare di pernottare a Pèrgine, magari nelle suggestive stanze del castello, e il giorno seguente raggiungere la singolare Valle dei Mòcheni che accoglie un antico popolo tenacemente attaccato alle proprie tradizioni germaniche. Anche in bicicletta non è poi così dura e potrete percorrerla in 2/3 ore (se volete potete anche utilizzare le frequenti corse di autobus). Gli amanti del campeggio potranno pernottare in uno dei camping sulle rive del lago di Caldonazzo, distante solo un paio di chilometri da Pèrgine.
Se vi piacciono le città e sentite il bisogno di una giornata culturale, allora raggiungete la vicina Trento (12 km), lungo la panoramica "strada dei forti" (S.P. 17), e passate qualche ora fra musei ed eleganti palazzi signorili.
Un'altra alternativa sarebbe quella di passare la notte a Borgo Valsugana ed allungare il percorso raggiungendo la splendida Valle di Sella, distante solo una decina di chilometri. Se decidete di raggiungere questa valle in autunno, rimarrete affascinati dall'incredibile esplosione di colori che vi riserva la sua natura quasi incontaminata. Per la discesa verso Borgo si può seguire la "strada del Dosso", sul lato opposto della valle.


COME ARRIVARE:
Aereo: gli aeroporti più vicini sono il Valerio Catullo di Verona (90 km da Trento), l'Airport Dolomite di Bolzano (60 km) e il Marco Polo di Venezia (160 km). Con il treno o con gli autobus si può quindi raggiungere Pèrgine Valsugana.
Auto: l'accesso alla "Valsugana Occidentale" è quello di Trento, città servita dall'autostrada "A22" del Brennero. L'uscita autostradale è quella di Trento Centro: da qui si seguono poi le indicazioni per la SP 47 della Valsugana in direzione di Padova. Pèrgine Valsugana dista 12 km da Trento. L'accesso alla "Valsugana Orientale" avviene sempre lungo la S.P. 47 provenendo da Bassano del Grappa.
Treno: la "Ferrovia della Valsugana", linea Trento-Venezia, percorre l'intera valle ed ha stazioni nei centri di Pèrgine, Calcerànica, Caldonazzo, LévicoTerme, Màrter (Roncégno), Borgo, Strigno, Grigno e Tézze di Grigno. Informazioni tel. 1478 / 88088.
Autobus: la società ATESINA assicura tutti i collegamenti dal capoluogo verso le località della Valsugana, con numerose corse giornaliere. La stazione delle autolinee di Trento si trova in Via Pozzo (tel. 0461 821000).

AUTO A NOLEGGIO: AVIS, Via Brennero 127, Trento, tel. 0461 420276 - HERTZ, Via Tetrarca 1/5, Trento, tel. 0461 232435.

BICI A NOLEGGIO: Osler Sport, Via Pennella 70, Pèrgine V., tel. 0461 510295 - Crazy Bike, Via Crivelli 27, Pèrgine V., tel. 0461 530464

ACQUISTI: al laboratorio "La Terracotta" (Via Monte Cristallo 13, Pèrgine, tel. 0461 511339) si possono trovare dei simpatici oggetti lavorati in terracotta. Articoli lavorati in rame, ottone e porcellana da "Tentazioni" (Via Dante 62, tel. 0461 531312). Se siete dei buongustai allora fate un salto da "L'Oro della Montagna" (Via dei Prati 60, tel. 0461 534505) dove troverete un vasto assortimento di funghi porcini, freschi, secchi, congelati e in salamoia. La "Cooperativa Sant'Órsola" (Via Lagorai 131, tel. 0461 534488), nella vicina frazione di Zivignago, vi propone invece i piccoli frutti del bosco, freschi e conservati.
Nel centro storico di Lévico Terme vi sono delle botteghe dove è possibile acquistare alcuni prodotti dell'artigianato artistico locale. Fra queste la "Galleria Falchi" (Via Marconi 85, tel. 0461 707159), "Erba Voglio" (Via Garibaldi 24), "La Ciotola" (Via Garibaldi 26, tel. 0461 707419), "Artigiano" (Via Dante 6, tel. 0461 701501), e "Keramos" (Via Marconi 22).

MANIFESTAZIONI: Pèrgine Spettacolo Aperto, famoso festival con spettacoli di musica, cinema, teatro e balletti che si svolge durante i mesi di luglio e agosto - Dragon Boat, gara del campionato italiano delle imbarcazioni a remi cinesi, che si disputa sulle acque del lago di Lévico la prima metà di luglio - Arte Sella, biennale internazionale di arte contemporanea all'aperto che si svolge nella Valle di Sella.

CUCINA: forte influenza della cucina tirolese ma anche marcate caratteristiche e usanze di quella veneta. Gli esempi più palesi, i canederli che traggono la loro origine dai "Knödel" austriaci e il baccalà, piatto tipicamente veneto. Lasciatevi tentare dalla fumante polenta, generalmente accompagnata con i crauti cotti assieme alla lucanica fresca, alla pancetta affumicata e alle puntine di maiale; può comunque essere servita con numerosi condimenti come il formai rostì, un piatto di formaggi misti fusi in padella, o gli osei scampadi, dei fagottini di vitello ripieni. Ottima è l'accoppiata della polenta col tonco de pontesèl, uno spezzatino con avanzi di carni diverse, o con la peveràda, simile al precedente ma preparato con lucanica fresca. Spesso si usa mangiare la polenta coi funghi; il Trentino è famoso per offrirne decine di specie diverse.
Assaggiate i canederli, grossi gnocchi rotondi di pane raffermo con speck o fegato e gli strangolapreti che trovano origine all'epoca del Concilio. Sono dei grossi gnocchi a base di pane raffermo, uova e latte a cui si aggiungono gli spinaci tritati e le coste delle bietole.
Sul carrello dei dolci le torte di mele come il classico strudel, la torta di carote, quella di noci, e la torta de fregolòti preparata con le mandorle.
Ottimi i vini trentini, teròldego, marzemino e nosiola; alla fine del pranzo non dimenticate di assaggiare le eccellenti grappe!

FOTOGRAFIA: le macchine più comode da trasportare durante le gite in bicicletta sono sicuramente quelle compatte. Se siete un po' più esigenti e non volete rinunciare alla reflex, allora ricordate di portare un grandangolare per gli ampi panorami e uno zoom (200 mm) per catturare qualche interessante particolare.

INDIRIZZI UTILI: A.P.T. del Trentino, Via Romagnoli 3, tel. 0461 839000 - fax 0461 260245 - numero verde informazioni 24h 167 010545 - a Roma, c/o Touring Club Italiano, Via del Babuino 20, tel. 06 36095842, fax 06 3202413 - a Milano, Piazza Diaz 5, tel. 02 86461251, fax 02 72002188.
A.P.T. Alta Valsugana, Via V. Emanuele 3, Lévico Terme, tel. 0461 706101 - Piazza Garibaldi 5/b, Pèrgine Valsugana, tel. 0461 531258 - Piazza de Giovanni, Roncégno, tel. 0461 764028 (aperto solo in estate).
A.P.T. Bassa Valsugana, Lungo Brenta Trento, tel. 0461 752393.

GUIDE: "Valsugana e Tesino", Edizioni Arca - "Valsugana Orientale", Editrice Panorama. In tutte le autostazioni e stazioni ferroviarie si potrà richiedere la utilissima "Guida ai Trasporti nel Trentino", con orari dei voli, degli autobus e dei treni.

CARTOGRAFIA: Kompass foglio n. 75, Trento - Lévico - Lavarone (1:50 000).

INTERNET: http://www.provincia.tn.it/apt/ - E-mail: apt@provincia.tn.it - A.P.T. del Trentino.
http://www.valsugana.com - E-mail: apturismo@valsugana.com - A.P.T. Alta Valsugana.

MANGIARE - DORMIRE - DIVERTIRSI

PÈRGINE VALSUGANA
DORMIRE/MANGIARE: Al Castello*, Via al Castello 10, tel. 0461 531158 - Un buon albergo e un raffinato ristorante ospitati in un suggestivo castello medievale. Una doppia costa L. 90.000 mentre per una cena si spendono all'incirca L. 35/55.000 (vini esclusi).
DIVERTIRSI: Number One - Via al Lago, tel. 0461 532694 - nota discoteca frequentata soprattutto dai più giovani.

SAN CRISTOFORO AL LAGO
DORMIRE: Camping San Cristoforo, loc. San Cristoforo, tel. 0461 512707
DIVERTIRSI: Mr. Gulliver Pub - Viale Europa, tel..0461 531009 - frequenti spettacoli di musica dal vivo.

CALDONAZZO
DORMIRE/MANGIARE: Gilda** - Via Brenta 22, tel. 0461 723446 - Albergo con piscina, dal comfort familiare a poca distanza dal lago - Buono il ristorante che serve gustosi piatti tipici e tradizionali (specialità di pesce). Ci vogliono L. 40/50.000 per una doppia e circa L. 35/50.000 per un pranzo o una cena.

CALCERANICA AL LAGO
MANGIARE: Al Pescatore, Via Punta Pescatori 1, tel. 0461 723062 - Ristorante/pizzeria con ottime pizze e saporiti gelati, affacciato sulle acque del lago. Molto frequentato in estate.

BORGO VALSUGANA
DORMIRE: Centrale**, Piazza Martiri 7, tel. 0461 752990 - Un albergo senza troppe pretese, affacciato sulla piazza principale. Costo per una doppia L. 40/50.000.
MANGIARE: Carlón, Val di Sella, tel. 0461 761036 - Ristorante situato in una splendida cornice naturale, con un buon menù della cucina tipica trentina. D'estate si può sfruttare il suo ampio e soleggiato giardino. Si spendono L. 25/35.000 (vini esclusi).

RONCÉGNO
DORMIRE: Palace Hotel ****, Piazza A. de Giovanni 4, tel. 0461 764012 - L'elegante albergo delle terme, costruito in stile liberty, con piscina coperta e scoperta, campi da tennis e centro di cure termali. Il costo di una doppia va dalle L. 120.000 alle 150.000.

LÉVICO TERME
DORMIRE: Imperial Grand Hotel Terme ****, Via Silva Domini 1, tel. 0461 706104 - Bellissimo albergo immerso in un vasto parco, dotato di piscine, servizio di cure termali, un eccellente ristorante e moderne comodità. Stanza doppia L. 90/265.000.
MANGIARE: Boivin, Via Garibaldi 9, tel. 0461 706410 - Ottimo ristorante con piatti della cucina tipica e tradizionale. Un pasto costa L. 35/45.000, vini esclusi.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.8 (Febbraio 2000) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
Marcopolo Guida Viaggi: percorsi di viaggio PENSATI, VISSUTI e RACCONTATI da Voi Viaggiatori. E mail: marcopologv@libero.it

PAESI CORRELATI CON QUESTO ARTICOLO

ITALIA