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Vincenzo Calà

Un percorso nel più orientale dei paesi del Maghreb, la Tunisia: persi tra i miraggi del deserto, all'ombra di una palma potrete sorseggiare un dolcissimo bicchiere di tè.

E' stato detto che la Tunisia ha la forma di un cavalluccio marino, con la testa nel verde, il torace nell'acqua e la coda nella sabbia. Quest'immagine riassume perfettamente la varietà paesaggistica di questa terra. Attraversando il paese, il panorama muterà sotto i vostri occhi, passando dal verde rigoglio del Mediterraneo alle sfumature giallo ocra del deserto, e man mano che si procederà verso sud gli ulivi lasceranno il posto alle palme.

Lasciatevi sedurre dalla mutevolezza dei luoghi e dei colori della Tunisia: scoprirete un paese nuovo o, se ci siete già stati, imparerete a guardarlo sotto un'ottica diversa.
Oltre alle bianche spiagge di Hammamet e Djerba, esiste infatti una Tunisia più vera, ancora poco abituata ai circuiti del grande turismo. Basta cercarla negli angoli più insoliti, nelle prospettive meno contemplate dall'occhio stanco del turista, nei fondachi scuri dei suk, i variopinti mercati della medina.
Qui non troverete turisti sonnacchiosi e indolenti, né animatori chiassosi né cacce al tesoro. Troverete piuttosto il sorriso di un bambino che vi accompagnerà fino ai confini delle oasi, o un cencioso fellah che vi chiederà di fare un giro col suo dromedario; troverete odori e colori che vi riporteranno indietro nel tempo e vi faranno viaggiare con la mente e coi sensi.
Assaporate questo viaggio come si assapora un bicchiere di tè, con ritmi lenti, con movenze vellutate, con gesti misurati, senza fretta.
La Tunisia sarà in grado di dirvi cose eccezionali in modo semplice. Il suo è un linguaggio leggero e dimesso, ma che entra di prepotenza nel cuore del viaggiatore, anche quello più esperto e disincantato. Non si può restare indifferenti davanti alle variegate sfaccettature di questo angolo del grande Maghreb e della sua gente, perché, percorrendo le sue strade, quelle in terra battuta come quelle lisce e asfaltate, mentre le rovine dei grandi regni di un tempo vi sfileranno davanti, avrete la netta impressione di sfogliare un vecchio e caro libro di storia. Esso vi racconterà di come questo piccolo spicchio di Africa musulmana fu, un tempo, una delle culle della civiltà mediterranea.
La Tunisia, infatti, ha un lungo passato. In tremila anni di storia Fenici, Romani, Vandali, Bizantini, Arabi, Turchi, Spagnoli e Francesi hanno colonizzato questa terra, importante finestra sui traffici marittimi del Mediterraneo e sulle vie carovaniere dell'entroterra, lasciando le loro tracce sulla popolazione e sul paesaggio. Le impronte più marcate di tale antica magnificenza le potrete osservare a Cartagine, con le sue colonne proiettate sul mare che hanno sfidato i millenni. Ma il fascino vero della Tunisia lo scoprirete viaggiando verso sud, dove nascono, come un calmo mare di sabbia, le prime dune del Grande Erg orientale.
Non è difficile, in questa regione, entrare in contatto con il popolo berbero, da sempre signore assoluto di queste sabbie. I Berberi guardano il deserto con occhi fieri e sottili, per non ferirsi con la troppa luce, e da sempre sono loro la vera anima del Maghreb. I loro canti riecheggiano ancora durante i matrimoni e le cerimonie, non solo nelle oasi ma anche nelle grandi città come Tunisi, come se avessero scavalcato i secoli per giungere fino a noi.
Oggi la Tunisia sta compiendo un enorme sforzo di rinnovamento per accostarsi all'occidente senza temere paragoni. I giovani seguono modelli occidentali importati tramite la televisione, e forse vi capiterà di osservare, per le strade dei grandi centri, la convivenza, apparentemente senza conflitti, di due culture: quella tradizionale islamica e quella di stampo europeo e nordamericano. Ne risulta un paese ricco di potenzialità e di fermenti, aperto e dalla mentalità flessibile, sicuramente uno dei più moderni del mondo arabo.
Con tutti questi elementi in gioco, è indubitabile che questo sia un viaggio da vivere con lentezza, gustandone ogni sfumatura, ogni differente aroma, ogni diversità di gusto. Di nuovo, esattamente come un bicchiere di tè.
Quindi, lasciate pure a casa bagagli ingombranti e borse ricolme di indumenti; sono sufficienti abiti comodi e leggeri, un paio di occhiali da sole, degli scarponcini alti contro le punture degli scorpioni, e tanta, tanta curiosità e voglia di conoscere un posto, la Tunisia, che non tarderà ad emozionarvi e a fissarsi per sempre nei vostri ricordi.


PERCORSO

da Tunisi a Tunisi; Km compless. 1000 ca.
treno e autobus
7-8 giorni
foto, trekking

Arte e storia ****
Natura ****
Sport e divertimento **

Difficoltà: medio/bassa
Costo: medio/basso


Tappa 1
Partenza: Tunisi
Arrivo: Tunisi
Distanza: 20 km
Tempo: 4h
Mezzo: taxi, bus, passeggio

Appena arrivati a Tunisi, dopo aver confermato il volo di ritorno presso gli uffici della Tunis Air (si trovano nell'Avenue Habib Bourguiba, il viale principale della città) e aver trovato una sistemazione, recatevi subito alla medina.
La città vecchia è il cuore pulsante del mondo arabo, alla quale si accede attraversando la maestosa Bab el Bahr (Porta del Mare). Ai visitatori più sprovveduti la medina apparirà come un labirinto di vicoli, alcuni dei quali sono senza uscita (vengono chiamati impasse); tuttavia, le strade principali sono ben segnalate e con una buona guida della città è possibile orientarsi con destrezza.
Il mercato inizia ad animarsi già alle prime luci dell'alba, quando i venditori espongono la loro merce in zone diverse, distinte a seconda dei prodotti in vendita.
Prendetevi tutto il tempo che vi serve per attraversare i passaggi coperti e lasciarvi trasportare dagli odori delle spezie, dai colori dei tessuti e dal frenetico andirivieni della gente. Salite sulle terrazze decorate con antiche piastrelle di ceramica, dalle quali potrete ammirare lo svettante minareto della Grande Moschea (o Moschea degli Ulivi), eretta nel 732 d.C., o quello della Moschea degli Almoadi, eretta nel XIII secolo. Sfortunatamente, nessuna delle due è visitabile (anche se è concesso sostare nel cortile interno), da quando nel 1972 è stato proibito l'accesso a tutti i non musulmani.
La medina è il luogo ideale per fare acquisti, e se il vostro portafoglio ve lo permette entrate pure in un negozio di tappeti, o comprate un profumo dalle essenze raffinate e pregiate. I piccoli negozi sono in costante attesa del turista, perciò il costo della merce è artificialmente elevato; ricordatevi sempre di trattare prima di pagare. Con un po' di abilità i prezzi si possono abbassare anche di un terzo.
E' probabile che tra i vicoli qualcuno vi affianchi e si offra di guidarvi tra le bellezze storiche della medina. Non è gente pericolosa; probabilmente è soltanto qualcuno che vuole condurvi al suo negozio.


Tappa 2
Partenza: Tunisi
Arrivo: Cartagine
Distanza: 40 km
Tempo: 1h
Mezzo: treno, passeggio

Dall'Avenue Habib Bourguiba partono i treni navetta chiamati TGM, che in poco meno di mezz'ora vi offriranno una splendida veduta della Goulette, il porto di Tunisi, e vi condurranno fino alle antiche rovine di Cartagine, nel 1974 dichiarate dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Dello splendore di un tempo, purtroppo, rimangono solo poche tracce. La colpa è dei Romani che, una volta conquistata la città nel II sec. a.C., pensarono bene di raderla al suolo e cospargere di sale le macerie allo scopo di rendere infruttuoso il terreno.
I mesi ideali per visitare il sito sono marzo e aprile. Un po' meno agosto, quando la folla di turisti che giungono in pullman raggiunge livelli di guardia e non permette una visita accurata e rispettosa.
Scendete alla fermata di Cartage Hannibal, e arrampicatevi sulla collina di Byrsa, in cima alla quale troverete il Museo Nazionale e la Cattedrale di San Luigi, costruita nel 1890 in stile moresco-bizantino.
La fatica della scarpinata sarà ricompensata, alla fine, dalla vista dell'incantevole panorama di Cartagine Nuova, la Goulette ed il Mediterraneo. Se non siete dei buoni camminatori potrete sempre optare per i calessi e i tassisti, che conoscono perfettamente il posto. Ricordatevi sempre di concordare il prezzo all'inizio per evitare spiacevoli equivoci al termine della corsa.
Non perdetevi per nessun motivo il Parco delle Terme di Antonino Pio, simbolo della Cartagine punica, dalle cui rovine è possibile comprendere l'imponenza dell'antico colosso.
Fermandovi a sorseggiare qualcosa ad uno dei bar vicini alle Terme, potrete ammirate l'orizzonte azzurro del Mediterraneo visto dalla sua sponda africana, prima di rimettervi in cammino.
Il percorso prosegue con la visita alle Ville romane e al Teatro, poco distanti dalle Terme. Se camminare è il vostro forte, proseguite pure per l'Avenue 7 Novembre, da cui potrete raggiungere l'antico Anfiteatro, il più grande fra quelli del Nord Africa, immerso in un bosco di pini.


Tappa 3
Partenza: Tunisi
Arrivo: Sidi-Bou-Said
Distanza: 40 km
Tempo di spostamento: 1h
Mezzo: treno

Nella mattinata fate una visita al Museo del Bardo, situato nel sobborgo omonimo posto a 4 km ad ovest di Tunisi, e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o con un taxi. Qui avrete un'ampia panoramica della ricca storia della Tunisia, dall'era paleocristiana all'avvento dell'Islam.
Nel pomeriggio preparatevi per una bella escursione a Sidi-Bou-Said, un pittoresco villaggio andaluso meta, agli inizi del Novecento, di numerosi pittori; tra questi Paul Klee e August Macke, che, durante un viaggio in Tunisia nel 1914, fissarono qui la loro dimora. I pennelli dei due pittori immortalarono il celebre Café des Nattes, e ornarono le case dall'intonaco bianco, con le porte e le imposte dipinte di blu, e le finestre, decorate anche con preziosi lavori in ferro battuto.
Sidi-Bou-Said non mancherà di incantarvi; non a caso è uno dei luoghi più visitati dell'intera Tunisia. L'ideale, infatti, è andarci nei mesi primaverili o autunnali, quando le strade chiuse al traffico sono silenziose e una piacevole brezza rinfresca lo sperone di roccia sul quale sorge la cittadina.
Approfittatene per assaggiare il vostro primo tè in terra tunisina. Dolcissimo e fumante, è un rito a cui non bisogna sottrarsi, e gustarlo nel tardo pomeriggio, possibilmente affacciati da una terrazza sul Mediterraneo, è una delle piccole gioie della vita.
In serata si rientra a Tunisi. Rifocillatevi e riposate per bene: domani vi attende un lungo viaggio.


Tappa 4
Partenza: Tunisi
Arrivo: Tozeur
Distanza: 440 km
Tempo di spostamento: 9h
Mezzo: autobus

L'autobus per Tozeur parte due volte al giorno, alle 11.00 e alle 16.30 (il biglietto costa poco più di L.12.000), ma ricordatevi che siamo pur sempre in Africa, per cui un ritardo di mezz'ora e oltre rientra perfettamente nella norma.
Non abbiate fretta e godetevi lo spettacolo multicolore della stazione Bab el Fellah di Tunisi, dove donne con mani e piedi decorati con l'henné cullano i loro piccoli in attesa dell'autobus. I bambini saranno i primi a fare amicizia con voi, chiedendovi dell'acqua, un regalo o semplicemente un sorriso. Qui potrete trovare anche i giusti agganci per un albergo comodo ed economico, una volta giunti a destinazione.
L'autobus per Tozeur non è proprio un rottame (è anche climatizzato), ma abituatevi a sopportare le zaffate di polvere, che entrano nell'abitacolo anche coi finestrini chiusi, e le prodezze da velocista del conducente, che vi farà provare un brivido degno del Camel Trophy sulle strade sterrate (è lo stesso conducente che pianterà poi i freni all'improvviso, una volta tornato sull'asfalto, quando sarà in prossimità di un posto di blocco pattugliato dalla polizia...).
Il viaggio dura ufficialmente sette ore. Effettivamente, ne dura nove.
Durante il percorso, dal finestrino, vedrete mutare lo scenario naturale della Tunisia. Lascerete il fertile orizzonte mediterraneo per inoltrarvi nella steppa dal paesaggio arido e brullo, contornato qua e là solo da piccoli arbusti, verdi in estate e secchi in inverno; qualche rado ulivo contribuirà a non farvi sentire nostalgia di casa, fino a quando le palme non regneranno incontrastate su una terra di sabbia, e i primi dromedari e l'azzurro intenso del cielo vi annunceranno che siete giunti nel mondo delle oasi.
Scendendo dall'autobus con l'aria condizionata, l'impatto col caldo secco e torrido del deserto non sarà sicuramente gradevole. Per rinfrancarvi, soffermatevi a sorseggiare un tè in una delle tante caffetterie di Rue de la Liberté, magari una di quelle con cortile interno, fresco ed ombroso, in compagnia di qualche fellah intento a giocare a domino.
Si arriva nel tardo pomeriggio; cercatevi la sistemazione che più si confà ai vostri gusti. Anche se siete amanti degli alberghi cinque stelle fate ugualmente una visita al campeggio, immerso tra le palme dell'oasi, a pochi passi da una sorgente naturale di acqua sulfurea. Ne vale davvero la pena.


Tappa 5
Partenza: Tozeur
Arrivo: Tozeur
Distanza: 50 km
Tempo di spostamento: 1h
Mezzo: autobus

Da Tozeur è facile spostarsi a Nefta, utilizzando un mezzo pubblico che in 30' vi porterà alla gare routiére della cittadina.
L'aspetto dell'automezzo è fatiscente. Attendete con pazienza africana che giunga l'autobus (almeno mezz'ora di ritardo) e che l'autista vada a fare benzina (almeno un quarto d'ora). Intanto, come al solito, approfittatene per guardare lo spettacolo intorno a voi, per osservare le donne velate (un semplice velo che si passa sul capo chiamato sefsari, non l'austero chador), che però non mancheranno di sorridervi quando incrocerete il loro sguardo, o i bambini che scorrazzano sotto i portici della stazione.
Giunti a Nefta non avrete problemi per visitare le dune (qui comincia il Grande Erg Orientale). Appena scesi dall'autobus saranno gli stessi abitanti ad offrirsi di farvi da guida. Fidatevi pure: è gente disponibile che in brevissimo tempo vi metterà a disposizione un'automobile, vi accompagnerà a prendere un caffè e vi farà una breve storia della piccola cittadina posta ai margini del Sahara. Non dimenticate, al ritorno dalla gita nel deserto, un piccolo cadeau per il vostro nuovo, servizievole amico. Se volete fare le cose in grande potete sempre andare all'Ufficio Turismo o presso un qualsiasi grande albergo di Tozeur e prenotare una gita in fuoristrada.
L'auto vi porterà dapprima su una breve pista dalla quale potrete scorgere gli sconfinati e immobili orizzonti di sabbia, e i primi stupefacenti, lontanissimi miraggi.
Poco distante dall'oasi di Nefta si stende il palmeto più vasto del Nord Africa, che merita comunque una visita. Poi sarà la volta del deserto vero e proprio (o almeno di come noi occidentali ci immaginiamo che sia). Farete sosta a pochi metri dalle dune, dove alcuni sparuti gruppi di bambini vi chiederanno di comprare una rosa del deserto. Al vostro buon cuore.
Qui la strada finisce. Davanti a voi si stende lo spettacolo più grande del mondo: un mare sconfinato di sabbia gialla e finissima, un'interminabile ondulazione ocra che si perde all'orizzonte. Sono le prime dune del grande Sahara, il padre di tutti i deserti.
Quando sentirete da lontano l'autista strombazzare il clacson capirete che la vostra gita è terminata, e che il vostro nuovo amico vuole tornare a casa. Non contrariatelo, le amicizie vanno coltivate.
Per il ritorno potrete optare ancora per l'autobus oppure, per cinque dinari (l'equivalente del biglietto del mezzo pubblico), il vostro autista vi accompagnerà fino a Tozeur (ma non voleva tornare a casa? Misteri della gente del deserto...).


Tappa 6
Partenza: Tozeur
Arrivo: Tozeur
Distanza: 10 km
Tempo di spostamento: 20'
Mezzo: autobus, passeggio

Nelle guide turistiche, Tozeur viene sempre definita, con una buona dose di retorica, La porta del deserto. In realtà almeno un altro centinaio di cittadine, in Nord Africa, possono vantare questo nome. Quel che è certo però è che Tozeur è la città dei Berberi, o quantomeno uno degli avamposti in cui si soffermano per vendere i manufatti del loro artigianato.
La città è anche famosa per la sua architettura. Le case, le moschee e alcuni alberghi sono infatti decorati con mattoni d'argilla che creano suggestivi motivi geometrici che ne sfalsano la facciata.
Prima di cominciare la visita della città, soffermatevi sul Belvedere, un gruppo di rocce ai margini dell'oasi. Tirate fuori dallo zaino il vostro costume, perché qui sgorgano numerose sorgenti dall'acqua pulitissima, in cui è possibile fare il bagno e fraternizzare con gli abitanti del luogo.
Dopodiché recatevi ai mercati coperti, su cui domina l'imponente mole della Grande Moschea. Inoltratevi poi nell'oasi, dove crescono le palme che producono la migliore qualità di datteri, la Deglet en Nour, esportata in tutto il mondo.
Se la passeggiata tra i palmeti ha acceso la vostra passione naturalistica, non potete assolutamente evitare una visita allo Zoo Si Tidjani, posto a nord della cittadina, esattamente dietro la stazione degli autobus; vi fanno bella mostra di sé varani, vipere e ceraste del deserto, scorpioni, dromedari, e una vasta gamma di uccelli rapaci.
Se avete tempo e un po' di spirito d'avventura, potrete provare l'esperienza di salire su un dromedario e farvi portare a spasso per le zone circostanti, appena fuori Tozeur. In tal caso, non mancate di fermarvi a guardare la piccola fabbrica di mattoni d'argilla, dal cui forno escono tutti i mattoni che adornano Tozeur, conferendole un volto tanto caratteristico.
Alla sera, assaporando un bicchiere di tè, non perdetevi per niente al mondo lo spettacolo notturno della luna che fa capolino tra le palme dell'oasi.


Tappa 7
Partenza: Tozeur
Arrivo: Tunisi
Distanza: 440 km
Tempo di spostamento: 9h
Mezzo: autobus

Sulla via del ritorno, a circa 300 km da Tozeur c'è la piccola Kairouan, quarta città santa dell'Islam dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme; è il principale centro religioso tunisino, nonché sede di uno dei mercati più vivaci, variopinti e chiassosi del paese, e vale la pena fermarvisi per una giornata.
Kairouan è famosa per la qualità dei suoi tappeti, ma in generale tutti i prodotti dell'artigianato, in legno, in rame o in ottone, sono di pregevole fattura. Qui potrete ammirare la moschea di Sidi Oqba (o Grande Moschea), più volte incendiata, distrutta, ricostruita e ampliata, che assunse l'aspetto odierno nell'836 d.C.. Poco distanti si trovano anche la Moschea delle tre Porte (o Djama Tleta Bibane), risalente allo stesso periodo, e la Zaouia Sidi Sahab (o Moschea del Barbiere), fondata, secondo la leggenda, da un seguace di Maometto che, in segno di venerazione, portava sempre con sé alcuni peli della barba del profeta. Per accedere alla visita delle moschee e della medina è necessario acquistare un biglietto presso l'Ufficio del Turismo che si trova in Place des Martyrs, nel quale dovrete sottoscrivere una dichiarazione che vi impegnerà a visitare i luoghi santi con rispetto, a indossare un abbigliamento adeguato e a non fare rumore e non fumare.
Da Kairouan si prosegue poi per Tunisi, da dove vi attende l'aereo per ritornare a casa, in Italia.


COMMENTO AL VIAGGIO

L'itinerario proposto può essere allungato di qualche giorno, ad esempio facendo un'ulteriore escursione da Tozeur a Douz (100 km ca.), altra città ai margini del deserto, percorrendo la cosiddetta Strada dei Miraggi, che attraversa lo Chott el Djerid, il lago salato che segna il confine geografico fra il sud e il nord della Tunisia.
La durata del viaggio è soggetta a variabili, come ad esempio il mezzo di locomozione, che può ovviamente essere un'auto a noleggio. Attraversare la Tunisia in mountain-bike può essere un'alternativa estremamente affascinante; si consiglia però di portarsi da casa la propria bicicletta, in quanto quelle che affittano sul posto sono veri e propri rottami.
Anche il treno è un mezzo valido per spostarsi, ma i tempi di percorrenza sono uguali a quelli degli autobus e la tariffa è leggermente più alta.
L'alternativa dell'aereo, invece, fa risparmiare tempo ma, oltre a far lievitare il costo del viaggio, fa perdere lo spettacolo del paesaggio che muta lentamente dal Mediterraneo al deserto.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.7 (Dic.99 Gen.00) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
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