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Ai Confini Della Vecchia Europa
Bandini Fabrizio

AI CONFINI DELLA VECCHIA EUROPA.
Alla scoperta dell'arcaico e del moderno nell'ultimo lembo d'Occidente in un'atmosfera di struggente nostalgia, la "saudade" dei portoghesi.

La scelta di un viaggio in un paese come il Portogallo di cui non ci balza subito in mente un'immagine o un simbolo (come potrebbe essere una candida chiesetta dalla cupola blu per la Grecia), si è imposta questa volta per una questione di risparmio economico: tra tutti i paesi europei, infatti, il Portogallo risulta essere il meno caro (affermazione questa che, trovandosi sul posto, si è rivelata esatta!). Indubbiamente, poi, le attrattive non si sono esaurite qui, anzi...scoprendolo poco per volta si è rivelato in tutto il suo fascino.| FINE periodo evidenziato|
Situato nell'estremo sud-ovest della Penisola Iberica lungo la costa atlantica, il Portogallo si può definire, dunque, un piccolo grande paese: piccolo per la sua estensione (basta uno sguardo alla carta geografica dell'Europa per capire che è circa un terzo della superficie italiana), ma grande per la sua storia e civiltà. Dalla sua posizione geografica sembra quasi voltare le spalle all'Europa e rimanere distaccato da tutti gli eventi del continente per protendersi invece verso l'oceano Atlantico. Fu anche questa sua peculiarità che spinse ben presto il Portogallo nelle grandi esplorazioni marittime del XV secolo che iniziarono una vera e propria avventura coloniale. Il Portogallo da minuscolo paese diventò allora un impero con possedimenti sparsi tra America Latina (si pensi all'enorme Brasile), Africa(Angola e Mozambico) e Asia (vedi Goa in India o Macau che solo da poco è entrato a far parte della Cina, tanto per citare alcuni esempi!). Di questa presenza in tutto il mondo sono rimaste tuttora molte tracce, prima fra tutte la lingua portoghese e la loro tipica architettura che si ritrova negli edifici religiosi delle ex colonie. Oggi il Portogallo, però, presenta condizioni socio-economiche inferiori agli altri paesi europei e una forte dipendenza dai capitali e mercati stranieri. Sembra quasi un'inversione di tendenza: questo paese che fu il precursore nelle scoperte e ebbe il primato per quel che riguarda i possedimenti coloniali, si ritrova al giorno d'oggi ultimo o penultimo nella classifica del tasso annuo di sviluppo (PIL) con continuo bisogno di contributi comunitari! Ma la ricchezza di questo piccolo paese è un'altra, non ci si può riferire solo all'aspetto economico: è sicuramente un grande patrimonio disporre di 850 anni di storia che hanno lasciato sul territorio rovine romane, monasteri medievali e belle chiese in stile manuelino e barocco e che ci ricordano le gesta di navigatori portoghesi quali il grande Vasco De Gama che scoprirono le rotte marittime per le Indie e le Americhe; è certamente una ricchezza enorme possedere più di 1000 km.di spiagge illuminate dal sole ed un'enorme varietà di paesaggi che si sviluppano dalle coste luminose dell'Algarve alle infinite pianure dell'Alentejo e alle folte foreste di eucalipti del verdissimo nord; è pure un'invidiabile ricchezza possedere un vario programma di manifestazioni culturali oltre ad un carismatico folclore. Ma l'inestimabile ricchezza del Portogallo è garantita dal generoso cuore del suo popolo: nessuno, come lui, possiede tanto vivo il concetto dell'ospitalità. Il Portogallo è un paese latino e la sua gente ha un carattere aperto, mediterraneo, ricco di cordialità, di calore e di allegria che si riscontrano quotidianamente, anzi fin troppo!!! Nel chiedere informazioni per le strade, qualsiasi persona, dall'anziano al giovane, si dilunga in discorsi per noi incomprensibili (per via della difficoltà della lingua!) e torna a ripetere anche due o tre volte, addirittura, se vi trovate a piedi, vi capiterà che vi accompagnino! Altre volte succederà che vi seguano con lo sguardo e se sbagliate nuovamente vi richiameranno per indicarvi la giusta direzione, anche se oramai, nel frattempo, avrete cambiato idea e non desiderate più andare in quel particolare luogo!
Un'ultima nota riguardo la ricchezza dei sapori in cucina: qui si gustano piatti genuini e tradizionalmente a base di pesce (non si troveranno MAI in tutto il paese "SPAGHETTI ALLA BOLOGNESE" o quantaltro di simile per fortuna!!!) con una scelta di ottimi vini locali (ogni regione del Portogallo ha un suo vino che sia bianco, rosso o il verde frizzantino).
Molte sono le opportunità di vacanza che questo Paese può offrire: dalla vacanza balneare nella regione dell'Algarve alle escursioni nelle città come Lisbona e Porto, oppure ancora alle visite ai grandi monasteri o ai castelli, il nostro itinerario propone invece un tour orientativo di tutto il Paese in una settimana o poco più.

PERCORSO

Partenza: Lisbona
Arrivo: Lisbona
Km complessivi: 2470 ca
Durata del viaggio: 8/9 giorni
Mezzo di trasporto: auto

Arte e storia***** (5 stelle) Natura**** (4 stelle) Sport e divertimento*** (3 stelle)
Difficoltà: media/bassa
Costo: basso


1° Partenza: Italia
Arrivo: Lisbona
Distanza: 2900 km circa
Tempo: 3h ca o 2 giorni pieni
Mezzo: aereo o auto dall'Italia

Si arriva in volo da Milano o da Roma a Lisbona con Alitalia o TAP (linea aerea portoghese).
N.B. per chi parte da Bologna c'è il volo diretto della Tap BOLOGNA-LISBONA, ma bisogna controllare gli orari perchè non è previsto tutti i giorni.
Scegliendo un volo di mattina si arriverà a Lisbona dopo circa 3 ore di volo (in Portogallo c'è sempre un'ora in meno di fuso rispetto all'Italia), quindi in genere per l'ora di pranzo. Si avrà tutto il tempo per dedicarsi al noleggio dell'auto (che è sempre bene prenotare dall'Italia soprattutto per evitare disguidi con la lingua per noi abbastanza incomprensibile! Ricordate che non è come lo spagnolo che bene o male ci si capisce... in Portogallo loro ci capiscono bene se si parla italiano corretto, noi non riusciamo a comprenderli!), o per dirigersi subito in città con l'aerobus appena fuori dal terminal. Il percorso è molto breve, circa 15 minuti, avrete modo di constatare durante l'avvicinamento dell'aereo che l'aeroporto di Lisbona è quasi in città (a 7 km circa). Comunque sia la vostra scelta, ricordatevi, prima di lasciare l'aeroporto, di rivolgervi all'ufficio del turismo per prenotare, senza addebito, una camera in qualche hotel o, meglio, in un residencial o pensao (più economica, senza lussi ma pulita e con colazione inclusa!). C'è anche la possibilità di trovare camere (quartos) del tipo bed and breakfast, ma più che altro fuori da Lisbona. Il nostro consiglio: Pensao Duas Naçoes (Residencial)**, Rua da Vitòria 41, 1100 Lisboa. Tel. (01) 3460710 Fax. (01) 3470206 Prezzo 4.500 Escudo Portoghese PTE (circa Lire 45.000 per una doppia senza bagno, con colazione). E' valida soprattutto perchè centrale, si trova proprio nella Baixa (v. sotto), nella zona pedonale. L'alternativa è : Residencial Do Sul, LDA. Casa de Hòspedes***, Praça D. Pedro IV 59, 2° andar, Rossio(v.sotto).Tel3422511-3470443. Prezzo 6.000 PTE per doppia con bagno privato, senza colazione. Si trova nella piazza principale di Lisbona (Rossio) vicino alla stazione. E' una zona più trafficata ma c'e' il vantaggio della vicinanza con la metropolitana. Queste pensioni non dispongono di parcheggio, per cui si dovrà mettere l'auto in uno dei numerosi (e costosi) parcheggi a pagamento in città! Anche per questo è preferibile NON noleggiare la macchina subito se si vuole trascorrere qualche giorno a Lisbona (tanto più che la maggior parte delle zone sono pedonali e si circola benissimo con i mezzi pubblici). Trovata la sistemazione per la notte, si può iniziare a visitare la città cominciando dai quartieri centrali.
Rossio. Così comunemente chiamata è in realtà la Praça D. Pedro IV, centro della città bassa e il nodo del traffico e dell'animazione della capitale. Vasta piazza rettangolare ha su tre lati alte case dalle linee regolari, tipiche dell'architettura del Marchese di Pombal che ricostruì quasi per intero la città dopo il disastroso terremoto del 1755; il lato nord è chiuso dal Teatro Nacional. Al centro della piazza si trova la statua bronzea di D.Pedro IV. Si scorgono al di sopra degli edifici, a est il Castello di Sao Jorge e a ovest le rovine della chiesa del Carmo, unico edificio non ricostruito dopo il famoso terremoto. All'angolo del Rossio è la estaçao do Rossio, bell'edificio neo manuelino, oggi terminal di linee suburbane.
Praça da Figueira. Parallela al Rossio è questa piazza ornata da statua equestre, sede fino ai primi del Novecento del mercato quotidiano.
Si può entrare nella cosidetta Baixa attraverso Rua Augusta o una delle strade che si dipartono dal Rossio o da Praça da Figueira. Si tratta di un'area rettangolare che si sviluppa tra il Rossio e Praça do Comercio ed è la parte più importante ed innovativa dell'intervento di Pombal dopo il terremoto: al posto di un complicato dedalo di vicoli e stradine che allora partivano dal palazzo reale, fu realizzato un disegno regolare cosidetto "a griglia" delle strade e traverse con edifici uniformi che le fiancheggiano, generalmente a quattro piani con negozi al pian terreno, balconi in ferro battuto al primo piano,finestre con semplici cornici in pietra agli altri due e mansarde all'ultimo. Le strade della Baixa sono tra le più animate della città; la centrale Rua Augusta, pedonalizzata, si chiude con un arco trionfale ottocentesco decorato verso l'interno da un orologio. I nomi delle altre vie ricordano la specializzazione comerciale che ciascuna ebbe dopo la ricostruzione, così, per esempio, la Rua dos Sapateiros è la via dei calzolai o la Rua Aurea è ancor oggi sede di istituti bancari e negozi più eleganti.
Dalla Rua Augusta si può prendere la quinta traversa a sinistra (Rua da Conceiçao) sulla quale passa il caratteristico tram di Lisbona per andare a vedere la Igreja da Madalena con un primo bell'esempio di portale manuelino (arte molto fiorita e arzigoggolata che si sviluppo sotto il re Manuel I). Procedendo verso sud da Rua da Madalena si incontrerà ben presto la Igreja da Conceiçao Velha con altro bel portale manuelino (si notano le colonne con sfere armillari, simbolo del re Manuel I). A due passi vi è la Casa dos Bicos caratterizzata dalla bianca facciata bugnata a punta di diamante. Da qui si può tornare indietro verso la famosissima Praça do Comércio che si apre verso le acque del fiume Tago. Da qui bella vista sul moderno Ponte 25 Aprile sospeso sull'estuario del fiume e, verso nord, sul colle dominato dal castello Sao Jorge. Si torna indietro verso la Baixa per Rua Aurea per incontrare, all'altezza della traversa Santa Justa, il caratteristico Elevador, costruito in ferro, che sale alla chiesa del Carmo (dalla piattaforma belle vedute sull'intera città). Conviene provare l'emozione dei cinque minuti di ascesa dell'ascensore per godere del superbo panorama, anche perché raggiungere lo stesso punto a piedi richiederebbe la fatica di numerosi scalini e stradine in salita (meglio farle al ritorno, in discesa!). La chiesa del Carmo, edificio gotico non ricostruito dopo il terremoto, ospita oggi il Museo Archeologico, vale la pena entrare se non altro per vedere le suggestive rovine a cielo aperto. Dal piazzale antistante la chiesa si scende verso Rua del Carmo per incontrare ben presto la famosa Rua Garret, più comunemente nota come il Chiado. Percorrendola tutta (leggermente in salita!) si avrà modo di ammirare i vari edifici spesso con facciate decorate dai tipici azulejos (piastrelle dipinte che ricordano i rivestimenti dei nostri bagni!), i negozi e il più storico dei bar della città, La Brasileira, con tavolini all'aperto ad uno dei quali è seduta una curiosa statua di bronzo dello scrittore portoghese Fernando Pessoa. Poco oltre si può far visita alla chiesa di Sao Roque per ammirare gli azulejos degli interni e un esempio di tahla dourada (decorazioni in legno dorato) che ci da un'idea di quelle chiese portoghesi "tutte d'oro". Dopo questo, si scende per Rua Nova da Trinidad dove al n.20 si trova la caratteristica cervejaria da Trinidad, che secondo la tradizione occupa l'antico refettorio dell'omonimo convento, con sala rivestita da azulejos raffiguranti le quattro stagioni. Qui ci si può fermare per cena e degustare il piatto nazionale: il baccalau cucinato in diversi modi. Si riesce a mangiare con 5000/6000 PTE in due. Al fondo della via, in un largo, troviamo la meravigliosa facciata di una casa (Rua da Trinidad,30) interamente rivestita di azulejos di Luis Ferreira. Se per cena preferite respirare un po' dell'atmosfera nostalgica che regna ovunque d'altronde, il consiglio è di dirigersi con uno dei tipici tram (una delle fermate è poco distante dalla zona, rimane in Praça L.De Camoes) verso l'Alfama, il quartiere originario della città con vicoli, scale, passaggi(becos) e piccole piazze. Qui ogni ristorantino offre grigliate di pesce all'aperto con sottofondo del fado, canzoni melanconiche, espressione della saudade nazionale, accompagnate dalla tipica chitarrina portoghese. Uno fra questi è A Severa, Rua de Gàveas 51-61.

2° Partenza: Lisbona
Arrivo: Sintra
Distanza: 50 km
Tempo: 2h (prese con calma)
Mezzo: auto
Attività: passeggiate nei centri balneari, casinò

Si dedica la mattina di questo secondo giorno alla visita dei quartieri orientali di Lisbona e dell'Alfama. Si può prendere il solito tram per arrivare fino alla cattedrale della città denominata Sé come tutte le cattedrali nell'intero Portogallo. La facciata è chiusa da due severe torri che la rendono simile a una chiesa-fortezza come se incontreranno spesso lungo l'itinerario. Procedendo a piedi, in salita, o riprendendo il tram, si arriva ad un terrazzo panoramico (obbligatoria la sosta, ve ne accorgerete perché quasi tutti i turisti che affollano il tram scenderanno qui!) detto Miradouro de Santa Luzia. A parte la fotogenia del porticato, tutto decorato con azulejos bianchi e blu e della piazzetta antistante, da qui la vista spazia sull'Alfama fino al fiume e ci si renderà conto, ad un primo sguardo, di cosa sia l'Alfama: un dedalo di stradine dove le case si stringono l'una all'altra, tanto che la luce del sole fatica a filtrare! Poco oltre il miradouro, si trova un primo accesso all'Alfama. Percorrete ogni suo vicolo per trovare parecchi spunti pittoreschi. Finita la visita qui, si procede per il Castelo Sao Jorge, formato da una complessa serie di fortificazioni attorno ad un colle. Dai bastioni superba veduta del Ponte 25 Aprile! Con questo si conclude la visita della città, rimangono solo tre monumenti importanti e forse simbolo di Lisbona, ma a tal punto vi servirà davvero la macchina (quindi se non l'avete ancora fatto, andate all'aeroporto a noleggiarla, oppure recuperatela da uno dei tanti parcheggi dove l'avete lasciata, ricordandovi il bagaglio depositato in albergo visto che, da questo momento, si farà ritorno nella capitale solo alle fine del viaggio!). Uno spuntino prima di lasciare la città: Ca' de Sandes, Rua da Vitòria, dove preparano all'istante ogni tipo di panino-baguette e qualche insalatona!
Si parte in auto in direzione della costa di Lisbona dove si noterà, successivamente al ponte sospeso, il grandioso padrao dos Descombrimentos, il bianco monumento moderno alto 54m, simbolo ormai di Lisbona, dedicato alle scoperte marittime. Preceduto da un piazzale con decorazione a mosaico bianco e nero, al suo interno vi è un ascensore che porta alla sala riservata ad esposizioni temporanee. Attraversando la trafficata strada litoranea tramite il sotto passaggio, ci si trova di fronte a un vero gioiello dell'architettura manuelina: il Mosteiro dos Jerònimos de Belèm che ci presenta chiesa e chiostro come capolavori di arditezza. A fianco, come continuazione dello stesso edificio, trovano spazio il museo nazionale dell'archeologia e, ultimo, il museo della marina. Risaliti in auto, proseguendo lungo la litoranea, o anche a piedi, ci si imbatte dopo circa 100m in un altro simbolo della città: la Torre di Belèm, sempre in stile manuelino, immersa nelle acque del fiume. L'interno non merita i 400 Esc dell'ingresso, visto che si compone solo di una singola stanza per piano, abbastanza spoglia se non fosse per le finestre a bifora che, tra l'altro si ammirano meglio dall'esterno! Lasciata definitivamente la città di Lisbona, si continua per la litoranea lungo il tratto di costa (Costa do Estoril) che si estende per 32km seguendo l'estuario del fiume Tago e toccando sobborghi costieri come Algès, dove ha sede l'Acquario Vasco De Gama, e località balneari come Oeiras con forte e torre del '600, e Carcavelos, moderna e attrezzata turisticamente. Si raggiunge Estoril, nota località turistica che dà il nome a questo tratto di costa, con eleganti quartieri residenzoriliali, caffè, locali di ritrovo, uffici turistici e un casinò. Oltre a mantenere la sua fama di elegante centro dela mondanità, da qualche anno vi si organizzano anche manifestazioni culturali. La vicina Cascais si annuncia da sola con le sue grandi ville sul mare e, di seguito, il porto. Nel XIX secolo ebbe inizio la sua fama di località balneare frequentata dalla famiglia reale e dall'aristocrazia della capitale. Dal 1946 vi ha vissuto l'ultimo re d'Italia Umberto II in esilio a Villa Italia. Si può facilmente paragonare questa cittadina a una nostra Portofino, che, seppur gradevole nel suo centro pedonalizzato con negozi e locali, rivela un'atmosfera un po' finta e non è certo questo che siamo venuti a cercare in Portogallo, per cui si prosegue raggiungendo in soli 6 km il Cabo Raso e la Praia do Guincho, lido selvaggio ai piedi di uno strapiombo, battuto dai cavalloni dell'Atlantico. Ma è allo sperone imponente del successivo Cabo da Roca che finalmente scattano le prime foto degne della terra portoghese! Questo è il punto più occidentale d'Europa e, con uno splendido panorama sulla costa selvaggia e frastagliata, si respira aria di avventura, ed è facile immaginarsi l'oceano che vi si apre di fronte solcato dalle navi dei primi esploratori dirigersi verso l'ignoto! Abbanonato il litorale in direzione di Sintra, si arriva alla meta per una bella strada ombrosa e con qualche curva in salita. Effettivamente l'importante cittadina che fu residenza estiva dei sovrani portoghesi, sorge sulla Serra omonima (catena montuosa) in un paesaggio di rocce e splendidi giardini. E' ormai ora di cercare un rifugio per la notte e la scelta cade nuovamente su qualche pensao. Peccato che, al nostro arrivo, le uniche tre fossero tutte complete! Rimaneva una stanza all'Hotel Central al costo di 12.000 PTE sebbene fosse riportato come terza categoria!!! Si decide perciò di ritornare sui nostri passi, verso Estoril, per cercare qualcosa di più adatto. Anche qui tutto esaurito e le pensao sembrano quasi introvabili... Tutti albergoni dalle tre stelle in su! Stremati, ci siamo costretti a spendere un po' di più del budget previsto e abbiamo ripiegato sull'Hotel Sao Mamede, anche questo terza categoria (2 stelle), ma con una doppia più abbordabile (8500 PTE con colazione)! Bell'esordio! Qui ci eravamo davvero avviliti (...e pensare che in Portogallo si doveva spendere poco, dicevamo!), ma poi, per fortuna, ci siamo resi conto che la realtà del paese non è questa, anzi, questo è solo un piccolo lembo di pochi privilegiati villeggianti! Ovviamente, per quanto riguarda il cibo, non è andata meglio: 3500 Esc per un'insalatona di tonno in due e una bottiglia di acqua (il vino era proibitivo!). In compenso, come divertimento ci sarebbe stato il casinò, ma visto lo sfinimento dovuto ai numerosi girovagare in cerca di una sistemazione, abbiamo accelerato l'ora del ritiro in camera!

3° Partenza: Sintra
Arrivo: Tomar
Distanza: 290 km
Tempo: 8 ore (con le varie soste)
Mezzo: auto
Attività: foto, spiaggia, escursioni ai monasteri

La visita di Sintra, prima di lasciarla, prevede tre tappe d'obbligo: il Paço Real, eterogeneo complesso architettonico, e, nella parte alta della città, il Castelo dos Mouros e il Palàcio da Pena, che domina la cittadina circondato da uno splendido parco all'inglese.
Il Paço Real (chiuso il mercoledì), noto anche come Palàcio Nacional da Sintra, è un interessante complesso di diverse costruzioni, caratterizzato da due enormi camini conici, visibili appena si entra in città. L'ingresso costa 400 PTE e c'è possibilità di visite guidate, anche se, tutto sommato, ne potete fare a meno perché il percorso da seguire è a un'unica direzione. Meriterebbe una foto la Sala del Gran Consiglio, rivestita di azulejos del '600 con motivi di caccia e guerra (ma le foto all'interno non sono permesse!). Interessante la cucina da dove si possono osservare le cavità dei due grandi camini! Il Castelo dos Mouros si raggiunge lungo una strada tra le rocce scoscese della Serra in una folta vegetazione. Poco più in alto di 500m, si trova il Palàcio da Pena eretto nel 1850 dal tedesco Eschwege per il re consorte della regina Dona Maria II. E' particolare in quanto tutti gli stili(arabo,gotico,manuelino,rinascimentale,barocco) vi si mischiano in un eclettico quadro. Rimane chiuso il lunedì, però al parco si può accedere ugualmente. Da Sintra si può raggiungere in 22km a Mafra, importante per il famoso palazzo-monastero gemello (anzi costruito a imitazione per il continuo rivaleggiare tra portoghesi e spagnoli) dell'Escorial di Madrid! L'itinerario piega, invece, verso la costa toccando Ericeira, località turistica e di pesca. In questo tratto di costa atlantica, battuta dai venti, è facile notare i pittoreschi mulini bianchi dai profili blu. Ci si inoltra verso l'interno raggiungendo Torres Vedras di storica memoria per la sconfitta delle truppe napoleoniche da parte degli anglo-portoghesi comandati dal Duca di Wellington, oggi importante centro di produzione vinicola. Da qui si arriva diretti a Peniche, bella località balneare con porto peschereccio e fortificazioni del XVI secolo, punto giusto per un veloce pranzo al sacco guardando le attività dei pescatori oppure per approfittare dei gustosi spiedini alla griglia in una trattoria del porto. Da Peniche deviazione di km 2 per Cabo Carvoeiro e possibilità di raggiungere l'ilha Berlenga, riserva naturale protetta (escursioni in estate, h 1 in battello). Ci si sposta di nuovo verso l'interno lungo la N114 che conduce in km 24, attraverso una vallata intensamente coltivata, allo scenografico borgo medievale di Obidos, con tipiche case bianche profilate di blu o giallo, racchiuso da lunghe mura turrite. Si può fare il giro di ronda fino al castello, oggi pousada (albergo di lusso). Presa la strada N8 si raggiunge in km 6 la stazione termale Caldas da Rainha. Proseguendo verso nord si giunge alla nota località balneare di Nazaré, famosa per i costumi tradizionali indossati fino a non molto tempo fa dagli abitanti. Si trova su un'ampia baia chiusa da promontori verdi con una lunga spiaggia sabbiosa. Merita un'occhiata la cosidetta Pederneira, il quartiere più antico dove sorse il primo nucleo di pescatori. Al limite dell'abitato la semplice igreja da Misericordia (sec.XVI), da qui veduta sulla baia e sulla chiesa Nossa Senhora de Nazaré, sul lato opposto, raggiungibile in funicolare. Si abbandona la costa prendendo in direzione di Alcobaça. Da non perdere il Mosteiro de Santa Maria, importante abbazia cistercense, dall'interno in pietra abbastanza spoglio. Colpiscono due sarcofagi posti uno di fronte all'altro: sono quelli del re D.Pedro I e di Dona Inés de Castro, la gentildonna spagnola che fu regina solo dopo la sua morte. La storia ci racconta che la relazione dei due, mal vista a corte, spronò il re padre a far uccidere Inés. Quando D. Pedro salì al trono annunciò che tra lui e Inés vi era stato un matrimonio segreto, che i loro figli erano dunque eredi legittimi e la moglie doveva essere considerata regina. Fece allora costruire le loro tombe nell'abbazia, proprio così come le vediamo, una di fronte all'altra, perché nel momento del giudizio finale potessero nuovamente guardarsi in viso. A pagamento si può accedere al chiostro a due ordini, dal quale si raggiunge il dormitorio, il refettorio e la grande cucina. Ritornati sulla N8, si prosegue fino a Batalha, celebre per un altro monastero, il Mosteiro de Santa Maria da Vitòria, capolavoro architettonico ispiratore dello stile manuelino. Ciò che colpisce maggiormente, a parte i chiostro delicatamente traforato, sono le cappelle incompiute che sorgono un po' appartate rispetto alla chiesa. Sebbene incomplete (sono prive di soffitto), appaiono ricchissime di trafori, merletti, motivi geometrici, anelli. In particolar modo la porta monumentale è la più riuscita: appare quasi come un grande tendaggio o un maestoso ingresso di un tempio indiano! L'itinerario prosegue verso Fatima, con il suo grande santuario costruito sul punto dove apparve la Vergine ai pastorelli, meta di pellegrinaggi religiosi. In effetti, più che al valore artistico, il complesso della basilica risponde più all'esigenza di accogliere folle di pellegrini, risultando, al di fuori dei momenti solenni, quasi sproporzionato. Il periodo di maggiore affluenza va da maggio a ottobre, specie il giorno 13 maggio (data della prima apparizione della Vergine). La cittadina di Fatima, da modesto villaggio di pastori quale era prima del 1917, appare oggi come moderna località con strutture adatte ai turisti. Ripreso l'itinerario si giunge alla graziosa cittadina di Tomar, dominata dal convento-fortezza dei Templari, la cui visita si svolgerà l'indomani (quasi tutti i monumenti chiudono alle 17). Il bel centro storico di Tomar offre parecchie alternative sia come vitto che come alloggio (dappertutto ci sono anche i famosi quartos, camere!).

4° Partenza: Tomar
Arrivo: Coimbra
Distanza: 305 km
Tempo: 7/8 ore
Mezzo: auto
Attività: foto, escursioni montane, trekking

Prima di mettersi in viaggio, visita al Convento do Cristo. La chiesa dei Templari è particolare con la sua struttura ottagonale e cupola. Il convento si compone di vari chiostri e di alcune parti non accessibili al pubblico. Da notare la grande finestra manuelina (alta 4 m) che si affaccia sul piccolo chiostro de Santa Barbara, caratterizzata da elementi che richiamano la vita di mare e navigazione: una fune con galleggianti, festoni di alghe, corde intrecciate, nodi marinari, sartie e catene di particolare effetto!
Si inizia l'itinerario in direzione della costa, oltrepassando Leira, città industriale e commerciale dominata dal castello su una verde altura, e raggiungendo Figueira da Foz, con il suo lungo arco di spiaggia sabbiosa. Prendendo la N109 che corre parallela alla costa e dalla quale si può sempre uscire per raggiungere le varie spiagge, si arriva in breve tempo ad Aveiro, una cittadina tutta particolare per via dei suoi canali, le sue saline poco distanti e le imbarcazioni coloratissime tipiche della zona: le moliceiros, destinate alla raccolta delle alghe (siamo in una zona lagunare dove si trovano anche le anguille). Si approfitta della specialità gastronomica del luogo (ovo moles, tipo le nostre uova sbattute con lo zucchero) per fare una meritata pausa pranzo. Il proseguo, poi, è per Viseu, città di antiche origini e centro d'arte. Da visitare la piazza principale sulla quale prospettano da un lato la Igreja da Misericordia, con tipica facciata bianca barocca dai profili di granito (da notare il balcone sopra il portale), e dall'altro la cattedrale Sé, meno d'effetto con la sua facciata tutta grigia di pietra, ma con bel chiostro. Da Viseu, avendo tempo, si potrebbe dedicarsi a escursioni montane sulla vicina Serra da Estrela oppure compiere un giro ulteriore di km 282 per vedere i castelli della Beira Alta (es. Penedono a pianta triangolare). Da qui, invece, si riscende per andare a visitare Coimbra, celebre città universitaria, dove si prevede un pernottamento. Anche qui problemi non ce ne sono per trovare la sistemazione. Fatto questo, si può iniziare con un giro serale del centro alla ricerca di un buon ristorantino tipico. La città è divisa in una parte alta, dove sono i principali edifici storici, e una bassa, vivace centro di commerci. A parte l'antica cattedrale Sé Velha che si presenta di nuovo come chiesa-fortezza, la barocca cattedrale nuova (Sé Nova) e il museo de Machado de Castro, sistemato nell'ex palazzo episcopale e molto rinomato, l'attrattiva maggiore della città alta è, senza dubbio, l'università storica (prima ed unica università in Portogallo fino al 1911, quando venne fondata anche a Lisbona). Da non perdere la visita alla Biblioteca, tra le più interessanti realizzazioni del barocco portoghese con intagli laminati in oro. Per quanto riguarda la città bassa, l'elemento più caratterizzante è il Mosteiro de Santa Cruz. Adiacente alla chiesa si trova il Cafè Santa Cruz che occupa un'antica cappella del convento: ecco un'idea per trascorrere un piacevole dopo-cena!
Se qualcuno fosse interessato in archeologia di epoca romana, a 16 km da Coimbra sorge Conimbriga, con scavi molto estesi e un museo con reperti trovati in zona.

5° Partenza: Coimbra
Arrivo: Vila Real
Distanza: 230 km
Tempo: 7h
Mezzo: auto
Attività: foto, degustazione di vini

Si prende la veloce autostrada da Coimbra a Porto. Questo itinerario è quasi completamente dedicato alla visita di Porto, seconda città del Portogallo, e dintorni.
Porto, insieme all'area circostante, fu il nucleo originario delle prime popolazioni lusitane e, successivamente, del primo regno dell'antica Portucale che diede così il nome all'intera nazione di oggi (Portogallo, appunto). Principale città del nord, sorge sul fiume Douro ed è rinomata in tutto il mondo per la produzione del celebre vino (il Porto). Nonostante le dimensioni quasi sda metropoli che ha raggiunto, la città conserva, nei quartieri centrali e in alcune zone lungo il fiume, una forte impronta caratteristica, sottolineata dall'architettura delle abitazioni alte e strette, con balconi in ferro battuto gli immancabili rivestimenti di maiolica colorata. Entrando in città da sud, Porto rivela la sua importanza facendo mostra dei grandiosi ponti moderni costruiti sull'ampia ansa del fiume: il Ponte de D.Luis I, progettato da Gustave Eiffel in ferro a unica arcata su due livelli ciascuno dei quali dotato di strada a doppia corsia e marciapiedi, e il Ponte de Dona Maria Pia, sempre con arcata in ferro ma solo ferroviario. Inoltrandosi nel centro, si potrà parcheggiare l'auto (ovunque a pagamento) nei pressi della cattedrale nella città alta per poi trascorrere qualche ora a piedi. La cattedrale denominata ancora una volta Sé, sorge su una spianata di una sommità dalla quale si gode un superbo panorama. Si tratta di un edificio severo con due torri "mimetizzate" dalle cupole soprastanti. Di grande interesse è il chiostro, gotico, su due piani, con pareti decorate da azulejos sia nella parte inferiore che superiore.
Scendendo in direzione della Estaçao de Sao Bento, con interni rivestiti di azulejos, si prende Rua das Flores in direzione dei quartieri rivieraschi. Questa via fu la prima arteria importante che soppresse parecchi vicoli della città vecchia; qui si concentravano le botteghe degli artigiani e mercanti orafi, oggi rimangono case alte e strette con ingresso dalla bottega. Attraversando l'incrocio alla fine della via, ci si trova di fronte al Palàcio da Bolsa, ancora oggi sede della Associaçao Comercial do Porto. All'interno (con visita guidata a pagamento ogni 15 minuti) lo scenografico salao àrabe, salone d'onore in stile neomoresco decorato con lamine d'oro. Adiacente alla Bolsa vi è la chiesa di Sao Francisco, con interno completamente in tahla dourada che ne fanno una delle più interessamnti "chiese tutte d'oro" tipiche portoghesi. Si giunge, dunque, in riva al fiume, sulla Cais da Ribeira, dominata dall'alto profilo del Ponte D.Luis I. Antico punto di approdo dei trasporti fluviali, è il tradizionale luogo di mercato. Lungo la banchina prospettano le case caratteristiche dei mercanti di Porto dei secoli precedenti, costretti a sviluppare le loro costruzioni in altezza per l'esiguità degli spazi edificabili, con entrata sopra il lungo portico che corre al pian terreno dove sono i magazzini e i negozi. Ritornando verso il centro della città alta, si può far visita alla Igreja e Torre dos Clérigos, opera dell'italiano Nazzoni. L'alta torre campanaria è simbolo della città e visibile da ogni punto panoramico. Si riprende l'auto per attraversare il mitico Ponte D. Luis, sulla parte superiore, e raggiungere, così, l'altra sponda dove sorge la cittadina-sobborgo di Vila Nova de Gaia, sede delle principali cantine di produzione e controllo del celebre Porto che vi offriranno varie e squisite degustazioni del vino! Prima di dedicarsi a questa attività, però, date uno sguardo allo stupendo panorama sul fiume e su Porto che vi si offre appena usciti dal ponte, dalla terrazza del Mosteiro da Serra do Pilar, costruzione a pianta rotonda. Detto questo, le cantine sono quasi tutte visitabili, accompagnati da una guida ma senza pagamento, con orario continuato. Ecco alcuni nomi tra le più rinomate: Taylor's (una delle più antiche 1692), Graham's, Sandeman (la più conosciuta da noi italiani, ma sicuramente la più "giovane" del ramo!). Comunque, sulla riva del fiume dove sono ormeggiate le varie barche che servivano al trasporto delle botti, ora lasciate lì solo per attrattiva turistica, si trova un ufficio informazioni dedicato esclusivamente al celebre vino, per cui, nell'indecisione, loro vi sapranno dare qualche buona dritta! Noi abbiamo optato per la Taylor's. Un'annotazione in merito: vi chiederete, come noi, perché tutte le marche dei più noti Porto siano nomi inglesi; ebbene la risposta è semplice: nei secoli passati esistevano trattative commerciali tra Portogallo e Gran Bretagna, dove l'uno forniva il vino (principale risorsa locale) e l'altra ricambiava con la lana. Fu proprio grazie agli Inglesi che nacque questo vino particolare dal gusto un po' liquoroso: essi provarono ad aggiungere al semplice vino del brandy, forse per poterlo conservare meglio e così fu! E praticamente ancor oggi il processo è il medesimo: si aggiunge del brandy puro e incolore al vino in fermentazione, questa improvvisamente cessa lasciando nel vino molto dello zucchero originale dell'uva. Naturalmente, poi, i diversi anni di invecchiamento fanno la differenza tra Porto e Porto (Tawny, Ruby, Vintage, ecc.).
Da Porto si potrebbe visitare tutta la zona collinare a nord-ovest, cosidetta Alto Minho con le cittadine Viana do Castelo e Ponte de Lima, ma per paura di non riuscire a vedere il celeberrimo Santuario do Bom Jesus do Monte, ci dirigiamo senza dubbio verso Braga. Il santuario è a 4 km dalla città su un'altura. Lo precede una notevole scalinata a rampe incrociate di circa 1200 gradini che permette la salita a piedi! Comunque la strada automobilistica vi porterà comodamente al piazzale del santuario con vista (dall'alto!) sulla scalinata e sugli altri "pellegrini" che salgono faticosamente. Vi è anche la possibilità di prendere la funicolare e godersi, nel frattempo, il panorama su Braga e il verde circostante. L'effetto pittorico di questo santuario, nel suo insieme, non vi deluderà! Si pensi che a Lamego, una cittadina più a sud, ne è stato costruito uno simile quasi nello stesso periodo, sebbene di poco posteriore, e nello stesso stile (è facile confonderli!). La fotografia migliore, comunque, vi riuscirà dal fondo della scalinata, quindi varrebbe la pena percorrerla almeno in una direzione e poi, eventualmente, prendere la funivia. Ci si sposta verso il centro di Braga, soprannominata la "Roma portoghese" in quanto governata fino alla fine del '700 dagli arcivescovi, e ne sono testimonianza il numero e l'importanza delle chiese della zona. Percorsa la moderna Avenida Central, si giunge alla Praça da Repubblica (dove poter parcheggiare), punto di raccordo tra città nuova e centro storico riconoscibile dalla quadrangolare Torre de Menagem trecentesca. A pochi passi l'immancabile Sé Catedral . Sarebbe il solito edificio severo se non fosse ingentilita da un portico (aggiunto dopo) e da una bella cancellata in ferro battuto. Subito di fianco alla cattedrale, l'altro importante edificio della città, il Paço dos Arcebispos (palazzo degli arcivescovi) con belle decorazioni rococò. Da fotografare anche la Capela de Nossa Sehnora da Conceiçao dietro la cattedrale e anche altre chiese in giro per la città tipiche del Portogallo con sinuosi riccioli e volute bianche sottolineate da profili di pietra.
Per una sosta di acquisti artigianali, ci si rechi a Barcelos, dove il giovedì si tiene un animato mercato. Tipico souvenir è il "gallo di Barcelos" dipinto a vivaci colori con decorazioni a forma di cuore, divenuto simbolo nazionale. A questo è legata una leggenda che ha tra i protagonisti un gallo arrostito, su una tavola imbandita, messosi miracolosamente a cantare in difesa di un uomo condannato a morte ingiustamente.
Ritornati a bordo dell'autovettura, si riparte in direzione di Guimaraes, attraversando il verde paesaggio montano del Minho. Insieme a Braga, questo è un'importante polo regionale, ma a differenza della vicina cittadina dove trionfa il barocco dei potenti arcivescovi, qui predomina il Medioevo con il potente Castello di D.Alfonso Henriques, primo re del Portogallo. Sulla medesima collina si trova anche il Paço dos Duques de Bragança legato a un periodo successivodella storia cittadina. Ispirato ai manieri settecenteschi di Francia, è caratterizzato dai numerosi affusolati camini. Oggi una parte di questo edificio è riservato alla Presidenza della Repubblica, l'altra è adibita a museo.
Per chi si interessa di archeologia primitiva, può recarsi in 15 km alla Citania de Briteiros, antico insediamento delle prime popolazioni in Portogallo, dette lusitane (sec.VI a.C.).
L'itinerario oltrepassa Amarante, con il suo convento di Sao Gonçalo in bella posizione presso il ponte sul fiume Tamega, per finire a Vila Real, su un'altura alla confluenza di due fiumi. Qui ci si trova nella regione del Tras-os-Montes (al di là delle montagne), rimasta per molti secoli lontana dal resto del paese a causa delle scarse e difficili vie di comunicazione. In effetti questa zona ha conservato più di ogni altra le caratteristiche di un modo di vivere antico, legato alle fatiche di un lavoro su terre ingrate e ai ritmi lenti della pastorizia. Il gradevole centro di Vila Real presenta, lungo i viali alberati, case e palazzetti dei sec.XVI-XVIII nelle tipiche architetture delle province del nord (finestre a ghigliottina, balaustre in ferro battuto).
Proprio in centro, dirimpetto alla cattedrale, ci sono due o tre pensao a prezzi ragionevoli (Residencial S.Domingos a 4.000 PTE per una doppia con bagno senza colazione). Uscendo a piedi per cena il consiglio è il ristorante O Escondidihno che propone piatti e vini tipici della zona montana.

6° Partenza: Vila Real
Arrivo: Setùbal
Distanza: 622 km
Tempo: 9 ore
Mezzo: auto
Attività: tappa di trasferimento

Prima di proseguire per l'estremo nord, si fa tappa obbligata nei dintorni di Vila Real (a km 3,5 per la N322) per la visita di Solar de Mateus. Tra i più interessanti esempi di residenza nobile nel nord del Portogallo, per intenderci è la villa che trovate disegnata sulle bottiglie verdi del vino Mateus! Al centro di una tenuta agricola e vigneti utilizzati per la produzione del suddetto vino, è un elegante palazzo barocco progettato dal Nazzoni preceduto da una grande vasca d'acqua rettangolare (aggiunta nel 1960). A sinistra la cappella. All'interno, visitabile solo con guida a pagamento, arredi d'epoca quadri, reliquie e bella biblioteca. Sul retro giardini all'italiana con aiuole e siepi modellate in diverse forme. L'erede conte tuttora vive in un'ala della villa non aperta al pubblico.
In 130 km si arriva al punto più a nord dell'intero itinerario, Bragança, seguendo una bella strada panoramica che a fine Maggio profuma di ginestre in fiore! La città bassa non ha molto di particolare, ciò che è interessante è la parte vecchia, isolata nella sua cerchia di mura intatta con 18 torri medievali. Dentro le mura un nucleo di case serrate attorno al Castello con la possente torre difensiva Torre de Menagem con all'interno un museo militare. Sulla piazzetta la tipica chiesetta Santa Maria do Castelo, asimmetrica, con facciata e campanile bianchissimi e belle cornici di pietra. Vera attrattiva del borgo è la Domus Municipalis, una delle poche testimonianze di architettura civile romanica rimaste in Portogallo. Edificata sopra una cisterna, ha pianta pentagonale e viene indicata comunemente come antica sede comunale, ma il suo uso rimane comunque non documentato.
Se non si vuole allungare l'itinerario di parecchi chilometri, si ritorna indietro per la stessa strada verso Vila Real e da qui in poi il viaggio sarà solo una tappa di posizionamento per l'itinerario successivo per cui o si sceglie la veloce autostrada che da Porto raggiune Lisbona in 3 ore, oppure si scende tranquillamente da Vila Real verso Lamego, per una strada comunque buona.
Quale sia la vostra scelta, ci si ritrova in serata a Setùbal, 50 km a sud di Lisbona. Unica annotazione qui va fatta per il mangiare: essendo moderna città, centro turistico e importante porto di pesca, i ristoratori propongono sì ottimi menu a base di pesce fresco preceduti da antipastini vari che sembrano offerti dalla casa (li portano subito senza chiederli, ma se li fanno pagare cari!!!), ma se ne approfittano un po' troppo (es.lo stesso spiedino di calamari che dappertutto si trova a 7-800 PTE, qui viene rialzato a 1100 PTE!!!). Anche per il dormire, i prezzi sono un po' più elevati rispetto alla norma. Il nostro motel Campanile (2 stelle) a 2 km dalla città è costato 7000 PTE senza colazione.

7° Partenza: Setùbal
Arrivo: Faro
Distanza: 380 km
Tempo: 8/9 h
Mezzo: auto, traghetto
Attività: vita di mare

Si inizia a visitare la costa atlantica al porto di Setùbal, dove si carica la macchina su un traghetto che in 15 minuti raggiunge Troia, la sponda opposta dell'estuario del fiume Sado. Attenzione alle possibili code nei rientri dei fine settimana estivi. Si segue la strada sulle stretta lingua di terra tra l'oceano e l'estuario fino ad raggiungere Comporta, tra zone di agricoltura intensiva (risaie, ortaggi) e vaste aree umide. Si continua paralleli alla costa sabbiosa chiusa da dune tra pini marittimi fino alla deviazione per Santiago do Cacém, cittadina abbarbicata a una collina su cui domina il castello di origine araba. Le stradine, tutte in salita, vi regaleranno qualche bello scorcio! Si riscende verso la costa in direzione di Sines, cittadina che sarebbe anche piacevole vista la sua posizione sul mare, se non fosse per la vicinanza di una grande raffineria degli anni '70 e un oleodotto che ne deturpano l'ambiente. Per fortuna, dopo questo "flash", la costa riacquista il tocco paradisiaco della natura, soprattutto nei pressi di Porto Covo, paese di semplici case su un bel tratto di costa frastagliata con insenature, brevi archi sabbiosi, scogli affioranti. Dalla riva si scorge la vicina e rocciosa Ihla do Pessegueiro, con resti di una fortificazione. Proseguendo verso sud, si attraversano bei paesaggi ondulati fino a Vila Nova de Milfontes, centro costiero con nucleo di semplici case intorno ai resti di un castello; nell'antichità servì da riparo alla flotta di Annibale. In 25 km si potrebbe raggiungere Odemira, borgo agricolo alto sul fiume Mira, ma l'attrattiva del mare vi spingerà a guidare a ridosso della costa sull'altopiano che caratterizza questo tratto. La strada poi scenderà tortuosa fino a toccare Odeceixe in una verdeggiante campagna irrigata. E' qui che si scorgono qua e là i famosi mulini a vento, alcuni diroccati, altri restaurati e ancora funzionanti e altri ancora adibiti ad abitazioni o ristoranti. Continuando per la stessa strada si raggiunge Aljezur e da qui si entra nella regione più visitata e conosciuta del Portogallo: l'Algarve (dall'arabo Al Gharb "giardino d'Occidente"), ossia il sud del Paese che gode di un clima mite e splendido litorale. Da qui in poi, ci si avvicinerà sempre di più alla costa fino a Vila do Bispo, dove sono stati identificati alcuni menhir, per svoltare a sinistra verso Sagres. Località balneare e porto di pesca dell'Algarve, fa parlare di sé soprattutto per la sua Fortaleza, gruppo di edifici su un promontorio da cui la vista spazia fino a Cabo de Sao Vicente, chiuso da settecenteschi bastioni. All'interno si scorge un grande cerchio di pietra a raggiera, probabilmente antica meridiana,e sulla destra, la piccola chiesa bianca con campaniletto a vela.
Si percorre ora il tratto costiero con belle vedute, oltrepassando il Forte de Beliche, per giungere in soli 6 km allo sperone proteso nelle acque dell'oceano Cabo de Sao Vicente. Vi sorgono il forte e il convento di antica fondazione, ora riadattati per l'installazione del caratteristico faro che si leva sopra la parte absidale dell'antica chiesa. Sarebbe consigliabile trovarsi qui all'ora del tramonto, quando la maggior parte dei turisti se ne va e la potente lente del faro inizia a sprigionare i suoi bagliori! In altre circostanze, comunque, è un notevole punto panoramico dove fermarsi per uno spuntino (potete farvi fare dei panini in un qualsiasi alimentari di Sagres, oltre non c'è più nulla!), magari al riparo del forte vento che qui soffia incessantemente. Tanto è vero che si è invogliati nell'acquisto di bei maglioni di lana o paraorecchie dai disegni artigianali che vengono venduti sulle bancarelle del posto (i costi sono abbastanza contenuti, considerando il fatto che questi ambulanti sfidano ogni giorno le raffiche di vento! Un maglione da uomo con collo alto circa 4.000 PTE.) Ristorati, si torna indietro verso Sagres per poi procedere e iniziare la costa mediterranea dell'Algarve facendo tappa alle plurifotografate spiagge di Lagos: Praia de Dona Ana, tra grandi faraglioni color ocra e Praia de Camilo. La tappa successiva sarà Silves, passando per Portimao con la sua Praia da Rocha. Antica capitale dell'Algarve araba, Silves si presenta come un paese collinare sul fiume Arade, con strette vie che conducono al castello moresco e alla cattedrale Sé. Ridiscesi verso la costa, si raggiunge la lunga spiaggia sabbiosa di Armaçao de Pera, dominata da un forte, da cui partono le barche colorate dei pescatori per escursioni di un'ora alle vicine grotte scavate dal mare. Per un caffè o un gelato, conviene attendere di arrivare ad Albufeira, noto e affollato centro turistico sviluppatosi rapidamente alla fine degli anni '60. Il problema comune di questi centri costieri dell'Algarve, è che, al di fuori del nucleo storico originario, sono sorti hotel, palazzoni, residence stile americano che, spesso, precludono la vista sul mare ed è un vero peccato! Sicuramente saranno dotati di tutti i comfort per accogliere i numerosi turisti, ma sembra davvero una giungla di cemento! Comunque sia, una volta individuato il centro storico, si può apprezzare la passeggiata tra le strade strette e tortuose, ammirando i bei camini bianchi decorati da intagli, tipici dell'Algarve.
Si raggiunge , infine Faro, capoluogo dell'Algarve, dotato anche di aeroporto, con notevole centro storico arabo-medievale racchiuso da mura. La visita saà rimandata all'indomani. Per ora sarà necessario scovare una pensao e un buon ristorante. Nei pressi della Doca, il porticciolo turistico fuori della città vecchia, si troverà con facilità il Residencial Avenida (6.500 senza colazione con bagno privato) e subito a due passi la trattoria O Brinde che offre specialità algarviane (sardine, baccalà, pesce alla griglia) a ottimi prezzi!

8° Partenza: Faro
Arrivo: Beja
Distanza: 180 km
Tempo: 5 ore
Mezzo: auto
Attività: spiaggia

Dopo aver visitato a piedi la città vecchia, si parte lungo la costa in vista dell'ampia laguna formata da isolette, alla volta di Olhao, cittadina dall'aspetto moresco. Ha sempre colpito i viaggiatori per il quartiere di basse case squadrate dai tetti a terrazza, addossate l'una all'altra a formare insolite geometrie e per questo ricorda i villaggi nordafricani con i quali la città ha intrattenuto per lungo tempo relazioni commerciali. Non lontano dal porto vi sono due chiese, una sul retro dell'altra. La prima, Igreja Matriz de Nossa Senhora do Rosario, raccoglie le offerte dei pescatori, nell'altra, la Capela de Nossa Senhora dos Aflitos, le donne si riunivano in preghiera nei giorni di tempesta per invocare la protezione sulle barche lontane.
Si continua a seguire la strada per Tavira, attraversando Luz, dalle belle case ispirate all'architettura tradizionale della regione, dai tipici comignoli in terracotta. La sua Igreja Matriz conserva un elegante portale manuelino del '500.
In breve si arriva a Tavira, con bel ponte romano a sette arcate, pedonale, e caratteristico borgo storico bianco. Ottima sosta gastronomica al Restaurante Regional Carmina, nei pressi del mercato, a base di sardine con cipolla e insalata di polipo marinato per una misera somma di 2040 PTE (birra inclusa). Si attraversa, poi, la principale arteria dell'Algarve fiancheggiata da alberghi, ristoranti, stazioni di servizio, oggetti tipici e souvenir con continue deviazioni che portano ai villaggi residenziali e campeggi.
La successiva fermata sarà a Vila Real de Santo Antonio, al confine con la Spagna limite segnato dal fiume Guadiana. Il centro è molto ordinato, con vie regolari e ortogonali. Da non mancare è uno scatto al Faro a strisce bianche e rosse chiuso in un recinto. Non lontano vi è la fortezza di Castro Marim. Da qui si incomincia la risalita verso nord, abbandonando definitivamente l'Algarve all'altezza di Alcoutim per entrare nella regione dell'Alentejo. Si attraversano paesaggi collinari per arrivare, dopo circa 80 km, a Mertola, ben valido per una sosta. Questo piccolo borgo di case bianche sulle pendici di un colle, dominato da un immancabile castello alto sul fiume Guadiana, è un notevole esempio di un'attenta opera di recupero e tutela del patrimonio monumentale e merita una passeggiata tra le sue ripide stradine. Di notevole impatto è la Igreja Matriz sorta in epoca araba come moschea (conserva ancora la nicchia che indica la direzione sacra della Mecca per la preghiera) e poi riadattata a chiesa.
Da Mertola ci si trasferisce a Beja per la N 122 che corre sulle lievi ondulazioni della campagna alentejana, tra bei paesaggi con rari abitati, coltivazioni, sughereti (tipici della zona) e uliveti. A Beja ci si ferma per la notte e si cena degustando le specialità culinarie dell'Alentejo (da provare la sopa à l'alentejana con spinaci e uova e la carne de porco à alentejana, cioè carne di maiale arrosto arrosto con vongole, una delle ricette più originali!). Una passeggiata dopo cena vi porterà al bel castello con notevole Torre de Menagem, dal quale si gode una panoramica sulla piana agricola alentejana e a est verso le "sierras" spagnole, al vicino Santo Amaro, il più antico edificio religioso della cittadina e uno dei pochi esemplari rimasti di tempio protoromanico in Portogallo, poi scendendo al Convento de Nossa Senhora da Conceiçao dele Clarisse, oggi museo, che nelle forme richiama lo stile della chiesa di Batalha e infine alla stravagante chiesa Santa Maria.

9° Partenza: Beja
Arrivo: Lisbona
Distanza: 410 km
Tempo: 8h30
Mezzo: auto
Attività: foto

La tappa principale dell'itinerario di rientro è Evora che si raggiunge passando il borgo agricolo di Vidigueira, il centro di Portel con castello medievale ben visibile dalla strada e l'interessante deviazione per Monsaraz (58 km), piccolo borgo rimasto integro in strategica posizione sul confine con la Spagna.
Evora, antica capitale dell'Alentejo, conserva importanti monumenti di diverse epoche che nefanno una città-museo. Si ricorda la cattedrale Sé, di epoca medievale, il tempio romano di Diana con 14 belle colonne corinzie, il Convento Los Lojos sulla stessa piazza con la chiesa tutta rivestita internamente di azulejos azzurri e bianchi e il chiostro facente parte di una lussuosa pousada (si può entrare per visitarlo). Scendendo per una via dietro il Palacio Cadaval, si arriva all'Universidade (chiusa la domenica e festivi), poi al Largo das Portas de Moura, caratteristica piazza allungata ornata da una fontana del 1556 con sfera in pietra e dalla Casa Cordovil, con una piccola loggia d'ispirazione araba. Prendendo sulla sinistra della piazza si giunge alla Igreja da Misericordia con, all'interno decorazioni di legno intagliato e grandi pannelli di azulejos figurativi, e alla Igreja da Graça, con facciata a portico e, insolite per una chiesa, due pesanti statue di Atlanti che sorreggono il globo terrestre. Ma la chiesa che forse rende più caratteristica l'immagine di Evora è la Igreja de Sao Francisco con merlature e pinnacoli e largo portico ad arcate moresche sotto il quale si apre il portale marmoreo a colonne tortili. Sul lato destro si accede alla Capela dos Ossos, rivestita di ossa umane di 5000 persone, compresi i frati dell'antico convento francescano (visita a pagamento). Uscendo dalla città in auto si passa sotto all' Acqueduto da Agua da Prata costruito nel 1542 su grandi archi, e ci si dirige verso Estremoz, per la strada si noterà a breve il borgo di Evoramonte con castello. Estremoz, situata al centro di una ricca zona di cave di marmo, comprende una parte antica all'interno della cerchia delle mura del castello, con strette vie lastricate. Sono tradizionali l'artigianato delle terrecotte dipinte e l'importante mercato agricolo del sabato.
Da Estremoz si può rientrare direttamente a Lisbona mediante l'autostrada (150 km) oppure fare il giro dall'Alto Alentejo. Si può raggiungere, così, Vila Viçosa con il suo Paço Ducal (sede del palazzo dei Duchi di Bragança), Elvas quasi al confine con la Spagna e Portalegre, animata cittadina famoso centro di produzione di sete e arazzi. Ds Portalegre breve deviazione verso Crato per arrivare, dopo poco, a Flor da Rosa, insediamento caratterizzato da case con grandi camini, quasi sproporzionati, intorno a un convento. Si prosegue per ritrovarsi ad Alpalhao sulla N118 in direzione di Abrantes. Qui si attraversa il fiume Tago e si continua per Costancia, dove, poco prima di entrare nel paese, si troverà la deviazione per il Castello di Almourol, situato su un isolotto roccioso in mezzo al fiume (1171). Per visitarlo sarà necessario prendere la barchetta a pagamento. Si continua, poi, direzione sud verso Golega, dalla chiesa con splendido portale manuelino giudicato forse il più bello di tutto il Portogallo! Appena fuori dal paese si varca nuovamente il Tago, si oltrepassa Santarém, principale città della fertile regione del Ribatejo, e si arriva, attraverso un paesaggio di campi coltivati e pascoli, a Vila Franca de Xira, cittadina industriale nota per le sue corride. Qui è d'obbligo fermarsi alla grande Praça de Touros,la maggiore attrazione della città. Dalla Domenica di Pasqua fino a ottobre si susseguono sfilate, "pegas" (un modo di affrontare il toro sotto forma di ballo), fiere locali e, nella prima o seconda domenica di luglio, la spettacolare Festa del Colete Encarnado.
Da qui, si prende l'autostrada per rientrare a Lisbona dove finisce l'itinerario e, purtroppo, il viaggio!

COMMENTO

Il viaggio, complessivamente, è stato di grande interesse sia culturale che pittoresco. Secondo un giudizio personale, è da preferire il Nord del paese con città, villaggi, sobborghi e paesaggi tutti da scoprire, al riparo dalle orde del turismo di massa, rispetto al Sud che, per quanto bello e attraente con le sue spiagge, rimane forse un po' scontato e anche molto più sfruttato. Il costo complessivo si aggira attorno a L.1.500.000 a persona, compreso il noleggio auto (che costituisce la spesa più alta ma comunque indispensabile: una delle più piccole a L.430.000 per una settimana) e la benzina (stesso prezzo dell'Italia).
L'itinerario da noi proposto risulta già di per sé abbastanza concentrato (alla faccia di chi diceva che in Portogallo non c'era niente da vedere!), ma avendo a disposizione almeno una settimana in più, si poteva fare un salto alle isole Azzorre, parte integrante del Portogallo, per finire con qualche giorno di relax necessario dopo un giro così pieno!

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.4 (settembre '99) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
Marcopolo Guida Viaggi: percorsi di viaggio PENSATI, VISSUTI e RACCONTATI da Voi Viaggiatori. E mail: marcopologv@libero.it

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