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Baja California
Luigi Cerri

Un'avventura sulla Mexico 1

Dall'incontro del mare col deserto nasce un paesaggio straordinario: bianche spiagge, alte scogliere, foreste di cactus, vecchie missioni e alberghi di lusso. Un'avventura possibile nell'ultimo far-west americano.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.9 (Marzo 2000) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
Marcopolo Guida Viaggi: percorsi di viaggio PENSATI, VISSUTI e RACCONTATI da Voi Viaggiatori. E mail: marcopologv@libero.it

ESISTE UNA CALIFORNIA CHE NON HA NULLA A CHE VEDERE CON I GRATTACIELI DI LOS ANGELES, CON DISNEYLAND E HOLLYWOOD, CON SILICON VALLEY E L'UNIVERSITA' DI STANFORD. E' UNA CALIFORNIA SCONOSCIUTA E SELVAGGIA, IN MASSIMA PARTE DISABITATA, DOVE TROVIAMO DESOLATE LANDE DESERTICHE E FORESTE DI CACTUS, SPIAGGE BIANCHE E ALTE SCOGLIERE, VILLAGGI DI PESCATORI, CHIESE DEL 1600 E ALBERGHI DI LUSSO: SI TRATTA DELLA BASSA O MEGLIO DELLA BAJA CALIFORNIA MESSICANA
La Baja California è una penisola lunga 1280 km che si protende nell'Oceano Pacifico in direzione sud-est a partire dal confine meridionale della California Statunitense. Presenta una linea di confine con gli Stati Uniti lunga 240 km; è unita al Messico continentale all'estremo nord da una sottile striscia di terra dove scorrono l'ultimo tratto e il delta del fiume Colorado, mentre ne è separata per l'intera lunghezza dal Golfo di California o Mare di Cortéz. Fu scoperta dai "conquistadores" di Hernàn Cortéz nel XVI secolo. I primi tentativi di colonizzazione ad opera degli Spagnoli fallirono tragicamente a causa dell'ambiente inospitale e dell'ostilità delle popolazioni indigene. Negli ultimi anni del 1600 il re di Spagna decise di affidarne la colonizzazione ai missionari. A partire dal 1697 i Gesuiti, seguiti da Francescani e Domenicani istituirono lungo tutta la penisola una catena di missioni, che portarono alla popolazione indigena insieme alla fede cristiana e alla "civiltà" anche un'imprevista e a quei tempi inesplicabile calamità: le malattie europee, che condussero a un
rapido declino della popolazione indiana da un totale di circa 50000.
all'inizio del 1700 a meno di 6000 alla metà del 1800. Questa appendice del continente nordamericano rimase isolata dal resto del mondo fino al 1973 per la mancanza di vie di comunicazione. Il 1973 fu l'anno della svolta decisiva: fu infatti completata la "carretera transpeninsular Mexico 1", la prima e unica strada asfaltata che percorre l'intera penisola da Tijuana a Cabo San Lucas per una lunghezza di 1704 km zigzagando dal Pacifico al Mare
di Cortéz. Da quel momento prese l'avvio lo sviluppo economico della regione: la Baja California emerse dalle nebbie della storia e piombò direttamente nel XX secolo.
Con l'apertura della strada si svilupparono rapidamente tutti i servizi connessi, quali distributori di carburante, alberghi, campeggi e punti di ristoro; un nuovo impulso ebbe la pesca commerciale, in alcune zone, grazie al rinvenimento di deposito d'acqua nel sottosuolo, si svilupparono l'agricoltura e l'allevamento e i turisti non tardarono ad arrivare. Un numero sempre maggiore di nordamericani cominciò ad avventurarsi ben oltre le città di confine in automobile, in camper e in bicicletta, oltre che coi viaggi organizzati, attirato dal paesaggio inusuale, dal clima subtropicale, dalle spiagge e dalle battute di pesca nel Mare di Cortéz. Per gli Europei questa regione è una destinazione relativamente sconosciuta, sebbene alcuni
tour operators propongano costosi soggiorni a Cabo San Lucas e costose escursioni con veicoli fuoristrada. Il programma del nostro viaggio consiste nell'esplorare la Baja California
con un maggiolino Volkswagen noleggiato a Tijuana percorrendo la Mexico 1 fino a Cabo San Lucas, non trascurando qualche escursione nel deserto, una crociera alle isole e qualche giorno di relax sulle spiagge del Mare di Cortéz.


ALBERI DEL DESERTO. La flora della Baja California è unica al mondo. I botanici hanno identificato più di 100 varietà di cactus e tre quarti di questi sono endemici. I cactus sono particolarmente adatti al clima asciutto del deserto in quanto sono privi di foglie e sono in grado di accumulare acqua nel tronco in occasione delle rare piogge per utilizzarla nei periodi
di siccità. I cactus della Baja hanno le più varie forme e dimensioni: si va dai giganteschi cardòn, che possono raggiungere un'altezza di 20 metri, a cactus inusuali quali le canne d'organo, il pitahaya, la cholla, a cactus comuni anche nei nostri climi meridionali quali il fico d'India. Comuni sono anche le agavi (famiglia agavaceae) e la yucca (famiglia liliaceae).
Un altro albero caratteristico, anche se non endemico, è l'albero elefante, di cui esistono due famiglie: il copalquin (pachycormus discolor) e il torote (bursera) e diverse specie. Si tratta di alberi con tronco multiplo, sproporzionatamente voluminoso in relazione all'altezza, di colore chiaro. Come per i cactus il tronco funge da riserva d'acqua. In occasione di qualche rara pioggia i rami si riempiono di piccole foglie che persistono qualche settimana. La fioritura avviene in estate quando l'albero è del tutto privo di foglie. Unico della Baja California e soggetto preferito dai fotografi per la sua strana forma è il cirio (idria columnaris), chiamato anche boojum, dal nome di un personaggio del racconto di Lewis Carroll "La caccia allo Snark", a cui l'albero assomiglierebbe. E' una specie di carota gigante con un tronco
chiaro e spinoso, che dopo una pioggia si ricopre completamente di foglioline verdi. Gli esemplari più sviluppati presentano all'apice 3-4 rami che si dirigono verticalmente verso il cielo come lunghe braccia, uno accanto all'altro, e che sono coronati da un ciuffo di fiori gialli.


Percorso
Da Tijuana a Tijuana - km 3554
Aereo, trolley, automobile
18 giorni
Trekking, balneazione, nuoto, snorkeling, pesca, scuba diving, surf,
windsurf
Arte e storia *** Natura **** Sport e divertimenti ****
Difficoltà: media
Costo: medio


1 TAPPA
Partenza: Tijuana
arrivo: San Quintin
Tempo di spostamento: 4 ore
Distanza: 318 km
Mezzo: automobile

E' una tappa da percorrere rapidamente, rimandando al viaggio di ritorno l'esplorazione della regione. Da Tijuana a Ensenada c'è un'autostrada a pedaggio, che con uno spettacolare percorso litoraneo con vista dall'alto sull'Oceano Pacifico ci porta dopo circa 100 km all'inizio della Mexico 1, la strada asfaltata a due corsie, che ci condurrà lungo tutta la penisola
fino a Cabo San Lucas. Attraversiamo le valli coltivate di Santo Tomàs, San Vicente, Colonet e San Quintìn. Lungo la strada non manchiamo di fermarci a fare provviste alla panaderia Carmen, al km 124 sulla destra poco prima di Colonet, famosa per il pan dulce cotto nel forno a legna alla maniera antica. All'uscita di San Quintin ci attende la spiaggia di Santa Maria,
dove abbiamo programmato di pernottare. E' una spiaggia di sabbia chiara, talmente estesa che non se ne vede la fine, letteralmente cosparsa di strane conchiglie chiamate sand dollar, che portano impresso il disegno di un fiore a cinque petali. In realtà il sand dollar non è una conchiglia, ma lo scheletro di un tipo particolare di riccio di mare.


2 TAPPA
Partenza: San Quintin
Arrivo: Bahia de Los Angeles
Tempo di spostamento: 4 ore
Distanza: 345 km
Mezzo: automobile

E' forse la tappa più spettacolare, che dopo aver attraversato il villaggio di El Rosario, dove si possono vedere distese di peperoncini rossi posti a seccare al sole, ci porta nel deserto delle grandi pietre attraverso una vera e propria foresta di cactus, cirio e alberi elefante. Nel mezzo di questo deserto c'è il villaggio di Catavina, sorto in prossimità di alcune sorgenti accanto alle quali crescono delle altissime palme con foglie di colore azzurro-verde, chiamate palme blu. Catavina è il luogo adatto per fermarsi qualche giorno se si desidera effettuare un trekking nel deserto; è opportuno portarsi una bussola o farsi accompagnare da una guida locale. Dopo Catavina la strada attraversa la Laguna Chapala, secca, se non in occasione di qualche eccezionale pioggia e a Parador Punta Prieta, che non è altro se non un incrocio con distributore di benzina, una deviazione dalla Mexico 1 ci porta dopo 65 km a Bahia de Los Angeles. E' il primo incontro con il Mare di Cortéz, le sue spiagge e i suoi pellicani. Il villaggio è piuttosto rustico; c'è carenza d'acqua e di elettricità; anche i tre alberghi lasciano a desiderare e se si è portata una tenda è il momento di utilizzarla. In questo luogo si può avere un'idea della vita di un villaggio di pescatori ancora tagliato fuori dal flusso turistico.


3 TAPPA
Partenza: Bahia de Los Angeles
Arrivo: San Ignacio
Tempo di spostamento: 5 ore
Distanza: 433 km
Mezzo: automobile

A Villa Jesus Maria inizia la parte più arida della penisola: il deserto Vizcaino. E' una sconfinata pianura secca e cespugliosa; non crescono nemmeno i cactus. Ci si stupisce di incontrare qualche rancho e qualche mucca che riesce a trovare qualcosa di commestibile tra i cespugli spinosi. Nel bel mezzo di questa desolazione sorge la cittadina di Guerrero Negro. Qui si possono visitare le saline più grandi del mondo e, se il periodo è quello giusto (da gennaio a marzo), non bisogna perdersi lo spettacolo delle balene nella laguna Ojo de Liebre o laguna Scammon. Ovviamente in tale periodo la zona brulica di turisti provenienti dagli USA, dove la spedizione per osservare le balene è diventata piuttosto popolare. Da Guerrero Negro ci attendono altri 143 km di deserto Vizcaino prima di raggiungere una delle
soste più piacevoli dell'intero viaggio: l'oasi di San Ignacio. Questo villaggio, sorto accanto a un piccolo lago formato dall'affioramento di un fiume sotterraneo, rappresenta una sosta veramente distensiva dopo chilometri e chilometri di deserto. Possiamo sederci al fresco all'ombra di enormi ficus sullo zòcalo (piazza) di fronte alla missione del 1700. Ricordarsi che durante questa tappa al parallelo 28, poco prima di Guerrero negro, si passa dalla Baja California alla Baja California Sur e bisogna spostare l'orologio avanti di un'ora.


4 TAPPA
Partenza: San Ignacio
Arrivo: Loreto
Tempo di spostamento: 3 ore
Distanza: 271 km
Mezzo: automobile

Raggiungiamo di nuovo il Mare di Cortéz e incontriamo la cittadina di Santa Rosalia, che merita una breve sosta. Presenta un'architettura diversa da tutti gli altri villaggi della Baja California, in quanto è stata costruita interamente in legno da una compagnia mineraria francese alla fine dell'800 sul fondo di un arroyo (canyon); in alto sulla mesa a destra della città sono invece stati costruiti l'hotel Francés e gli edifici destinati ai dirigenti della compagnia, che presentano un'architettura di tipo coloniale-sud pacifico. Famosa è la chiesa di Santa Rosalia, fabbricata interamente in ferro e progettata da Eiffel, l'ingegnere che costruì
l'omonima torre a Parigi. La chiesa venne comperata in Europa, smontata e spedita a Santa Rosalia, dove funge tuttora da chiesa della comunità. Nel villaggio troviamo anche una panaderia che si vanta di fare il pane alla francese. Dopo Santa Rosalia una breve sosta nel villaggio di Mulegé ci permette di ammirare la missione del 1700 e l'edificio del vecchio carcere, purtroppo in stato di abbandono, esempio di architettura in stile spagnolo del XVIII secolo. Arriviamo finalmente a Bahia Concepciòn, dove troviamo le spiagge balneari più belle della penisola. Molto particolare è la playa Requesòn, che non è altro che una striscia di sabbia bianca che unisce la terraferma a una piccola isola ed è popolata da gabbiani, pellicani e da alcuni camper di turisti nordamericani. Non esistono alberghi a Bahia Concepciòn, per cui è indispensabile avere una tenda per installarsi direttamente sulla spiaggia.
Loreto, dove abbiamo programmato di pernottare, è un tipico villaggio costiero della Baja California Sur, in cui la maggior parte delle strade non sono asfaltate, il lungomare è stupendo, la missione del '700 ben restaurata. E' consigliabile recarsi al tramonto al porticciolo per osservare i locali che con la lenza pescano i barracuda e i pellicani che si
tuffano in acqua per procurarsi la cena. A Loreto si deve dedicare una giornata ad una escursione a San Javier. La strada (35 km) non è asfaltata ed è piuttosto accidentata, comunque è usualmente percorribile con una normale automobile. Informarsi comunque prima di partire se non ci siano per caso ostacoli contingenti. A San Javier si può visitare la più bella missione della Baja California molto ben conservata.

5 TAPPA
Partenza: Loreto
Arrivo: La Paz
Tempo di spostamento: 4 ore
Distanza: 355 km
Mezzo: automobile

E' una tappa di trasferimento che ci porta dapprima sulla Sierra della Giganta e poi attraverso una regione agricola da Ciudad Insurgentes a Ciudad Constituciòn, che si è sviluppata grazie allo sfruttamento di riserve d'acqua nel sottosuolo e che è destinata a ritornare una regione desertica quando, tra non molti anni, queste riserve saranno esaurite. La Paz, capitale della B.C.S., è una dei luoghi più piacevoli della regione. Qui ci si può fermare qualche giorno sulle spiagge della penisola di Pichilingue, paragonabili a quelle di Bahia Concepciòn. Da raccomandare è una escursione alle isole, che permette non solo di fare dello snorkeling e, per chi è in grado, scuba diving, ma consente anche di visitare una colonia di circa 200 foche che vivono su alcuni isolotti al largo di Isla Partida. Per questa escursione rivolgersi a Viajes Lybsa, paseo Alvaro Obregòn y Degollado. Non bisogna mancare di recarsi una sera ad ammirare lo spettacolo del mare vermiglio al tramonto sulla baia di La Paz. Il punto di osservazione ideale è la spiaggia dell'hotel La Concha, liberamente accessibile.


6 TAPPA
Partenza: La Paz
Arrivo: Cabo San Lucas
Tempo di spostamento: 1 ora e mezza
Distanza: 128 km
Mezzo: automobile

E' la "via corta", una nuova strada completata nel 1985, che, deviando dalla Mexico 1, ci porta di nuovo sul Pacifico, passando dalla cittadina di Todos Santos. Sull'oceano incontriamo una serie di spiagge molto invitanti, sebbene le onde imponenti inducano alla prudenza. Le più belle sono playa Cerritos al km 64 e playa Las Cabrillas al km 81. Cabo San Lucas è il centro turistico più sviluppato di tutta la regione, dove non mancano alberghi di lusso e centri commerciali. Per vedere il famoso arco il punto di osservazione migliore si raggiunge imboccando un sentiero che si diparte dalla strada asfaltata di fronte al camping El Arco a circa 5 km da Cabo San Lucas in direzione di San José del Cabo. Con un quarto d'ora di cammino si raggiunge un promontorio che domina una piccola spiaggia, da cui si ha una magnifica vista dell'arco. Cabo San Lucas è unito a San José del Cabo da una strada costiera a 4 corsie di 33 km. Lungo questo tratto di costa si trovano una serie di spiagge e gli alberghi più lussuosi. La spiaggia più bella è forse playa Santa Maria al km 11. Per raggiungerla occorre prendere la strada che porta all'hotel Twin Dolphin; di fronte all'ingresso dell'hotel prendere il sentiero a sinistra che scende alla spiaggia. A San José del Cabo è interessante visitare la laguna d'acqua dolce che si trova accanto all'hotel Presidente; si può parcheggiare di fronte all'hotel, sul bordo della laguna è stata costruita una piattaforma di legno dalla quale si possono osservare molti uccelli acquatici. Tra la laguna e il mare c'è una spiaggia adatta per praticare il surf. Il centro di San José è un po' all'interno. vi si trovano negozi, ristoranti, banche, il municipio e la chiesa.

7 TAPPA
Partenza: Cabo San Lucas
Arrivo: Tijuana
Tempo di spostamento: 5 giorni
Distanza: 1704 km
Mezzo: automobile

Per il ritorno si ripercorrono in linea di massima le stesse tappe dell'andata. Da Los Cabos a La Paz è però consigliabile prendere la Mexico 1, che unisce San José a La Paz con un percorso di 180 km attraverso la Sierra della Laguna attraversando alcuni graziosi villaggi tropicali quali Santa Anita, Miraflores, Santiago e costeggia il Mare di Cortéz a Los Barriles, località famosa tra gli appassionati di windsurf. Il tratto San Ignacio -San Quintin di 556 km può essere tranquillamente percorso in un giorno, evitando la deviazione per Bahia de Los Angeles. Si può trascorrere qualche giorno sulla Gold Coast tra Tijuana e Ensenada, dove si può soggiornare in uno dei numerosi alberghi di questo tratto costiero molto turistico a causa della prossimità del confine con gli USA. Da qui si possono facilmente raggiungere Ensenada, e Tijuana, dove vale la pena di visitare il moderno Centro Culturale e di fare una passeggiate in avenida Revoluciòn, la principale via commerciale. Da Ensenada si raccomanda una escursione a Punta Banda (40 km) per ammirare La Bufadora. una specie di
geyser di acqua marina generato dalle onde che penetrano in una caverna e fuoriescono violentemente da una stretta apertura superiore. Commento al viaggio Per raggiungere il punto di partenza Tijuana, città sul confine con la California statunitense, la via più semplice ed economica è recarsi in aereo a San Diego. Le compagnie di autonoleggio non permettono che si vada in Messico con un'automobile noleggiata negli Stati Uniti; bisogna quindi necessariamente noleggiare l'auto a Tijuana. A San Diego si raggiunge il confine messicano col trolley e si attraversa la frontiera a piedi su un ponte pedonale: Tijuana è esattamente al di là del confine. Qui si può prendere un taxi ed andare a ritirare l'automobile prenotata. La Mexico 1 è lunga 1704 km e può essere comodamente percorsa in sei tappe. Ovviamente arrivati a Cabo San Lucas occorre tornare indietro, in quanto se si lascia là l'automobile i costi diventano proibitivi. La strada è molto bella, i distributori di benzina sono più che sufficienti; una misura prudenziale è quella di fare il pieno quando il serbatoio è a metà. Anche nelle zone desertiche non mancano i punti di ristoro, che a volte svolgono anche servizio di meccanico e gommista (llantera). Al di fuori dei pochi centri abitati il traffico è pressoché assente; si incontrano qualche autotreno e qualche camper. La segnaletica è buona. Stare attenti agli animali: mucche, cavalli, coyotes. Il percorso descritto si può effettuare con una normale automobile a due ruote motrici. Il discorso cambia ovviamente se qualcuno vuole avventurarsi nel deserto o raggiungere i villaggi più sperduti. in tal caso è necessario un veicolo fuoristrada a quattro ruote motrici.



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