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Patagonia: Fino Alla Fine Del Mondo
Fabrizio Bandini

Un viaggio "itinerante" in Argentina significa sperimentare un'avventura: mille imprevisti, lunghe attese, centinaia di chilometri di terra senza limite, distese di arida steppa patagonica animata solo da qualche guanaco, sorta di lama selvatico, o nandù, piccolo struzzo, ore e ore trascorse senza mai scorgere presenza umana...
E tutt'intorno, un mondo quasi primordiale e una natura potente e suggestiva, mai imbrigliata da mano umana.

L'Argentina è immensa, con i suoi 3.500 km di lunghezza (secondo paese del Sudamerica), e scarsamente popolata (gli abitanti si concentrano in gran parte a Buenos Aires), a tal punto che pare quasi un'impresa impossibile affrontare la risalita attraverso le infinite lande patagoniche. Ci si sente invadere dalla paura di non farcela, di trovarsi bloccati a metà di quella lunghissima strada sterrata che si sta percorrendo, lontani a volte un giorno intero dal successivo villaggio! Ma proprio per questo l'Argentina è un grande viaggio, è voglia di uscire dai soliti circuiti organizzati con visite programmate, un'ora per il pranzo e via...Chi ha in mente un tour del genere rimarrà profondamente deluso, e la dilatazione dei tempi lo innervosirà al punto tale che finirà per odiare questo meraviglioso paese.
Infatti, conviene partire sì con un itinerario di base, ma senza fissarsi troppo sulle date o sugli orari (lasciate sempre un giorno o due di "scorta"), perché, inevitabilmente, non coincideranno con i vostri programmi. Partite, e semplicemente lasciatevi guidare dalla terra, la ricchezza primaria dell'Argentina, e dalla sua gente, così desiderosa di scambiare due parole con qualche turista, specie se italiano. Sarete coccolati quasi come figli, perché tutti, o quasi, in questo immenso paese, discendono da famiglie di emigranti italiani. Addirittura, alcuni vi chiederanno il favore di portare i loro saluti al caro parente lontano in qualche paese d'Italia! Il calore e l'affetto di questo popolo è quasi da compiangere, perché ci ricorda il difficile passato recente (1976-1983: la Guerra Sporca) che ha trascorso, quando il governo militare faceva scomparire per sempre i giovani impegnati politicamente, o di ciò solo sospettati, contro la tirannia (i Desaparecidos). In Plaza de Mayo a Buenos Aires, davanti alla Casa Rosada del Presidente, tuttora le madri di questi "scomparsi" continuano a radunarsi ogni giovedì per manifestare contro le ingiustizie di quegli anni.
Attualmente, però, il risveglio democratico dell'Argentina ha reso questo paese una destinazione molto più invitante di quanto lo fosse un tempo, ed è oggi possibile viaggiare alla scoperta delle meraviglie naturali che offre, senza paura di essere arrestati o arbitrariamente trattenuti.

PERCORSO

Partenza: Buenos Aires
Arrivo: Buenos Aires
Km complessivi: 7000 ca.
Durata del viaggio: 12-14 giorni
Attività: foto, trekking, pesca, mountain bike, sci, safari nautico, alpinismo, sport acquatici

Arte e storia***
Natura*****
Sport e divertimenti***
Difficoltà: medio/alta
Costo: medio/alto

Tappa 1
Partenza: Buenos Aires
Arrivo: Ushuaia
Distanza: 3.200 km
Tempo di spostamento: 3h 30' (aereo)
Mezzo: aereo, taxi

Arrivati a Buenos Aires il giorno successivo alla partenza dall'Italia, potete proseguire in volo per Ushuaia (3h 30') prendendo l'aereo non dall'aeroporto internazionale di Ezeiza, dove si è atterrati, ma dall'aeroporto nazionale Jorge Newberry, chiamato comunemente Aeroparque.
Nel pomeriggio, arrivati ad Ushuaia, recatevi al banco informazioni per chiedere le escursioni che si possono fare l'indomani e, soprattutto, un alloggio per la notte.
Più tardi c'è tempo per una passeggiata nella città, la più australe del mondo. Essa sorge ai piedi del ghiacciaio Martial e in riva alle acque del canale di Beagle. Per rendervi conto dell'ambiente circostante fatevi un giro in minibus: vi stupiranno sicuramente le case di legno dal tetto aguzzo, che sembrano più tipiche delle zone di alta montagna o della Norvegia che di qui, un paese all'estremità meridionale del mondo! Concedetevi una sosta per provare la specialità del posto: i cioccolatini artigianali. Potete visitare anche il piccolo ma interessante Museo Territorial Fin del Mundo, dedicato alle prime colonie penali, ai reperti di storia naturale e agli indios del luogo, o il Presidio, antico carcere penale dove furono imprigionati criminali civili recidivi fin dal 1896.

Tappa 2
Partenza: Ushuaia
Arrivo: Ushuaia
Distanza: 30 km (auto)
Tempo di spostamento: 8h
Mezzo: barca, auto

In mattinata escursione con barca sul canale Beagle, per arrivare all'Isla de Los Lobos (leoni marini), dove si vedono anche colonie di cormorani, e al Faro des Eclarieurs. Al porto vengono organizzate ogni giorno parecchie gite di questo tipo, con partenze al mattino e al pomeriggio. Potete scegliere il grande catamarano della più nota Rombo Sur, oppure partire con una barchetta a motore da 8 persone e, oltre ai leoni e ai cormorani, avere la possibilità di arrivare su un'altra isoletta del canale, Las Tres Marìas, e scendere con la guida per 1h di piacevole trekking.
Al pomeriggio noleggio di un remise (auto con autista) per visitare il Parco Nazionale della Terra del Fuoco, l'unico al mondo che sbocca sul mare. Qui l'auto è necessaria, a meno che non ci si dedichi al trekking o alla mountain bike, perché tutti gli autobus portano fino all'ingresso, poi all'interno del parco ci si deve arrangiare (ed è vasto!). Si raggiunge, così, il punto più a sud della terra, la fine del mondo, appunto, a 3202 km da Buenos Aires.
Altre escursioni possibili da Ushuaia sono il Glaciar Martial per il trekking, i laghi Kami e Fagnano, la Estancia Haberton e la sua colonia di pinguini.


Tappa 3
Partenza: Ushuaia
Arrivo: El Calafate
Distanza: 800 + 160 km
Tempo di spostamento: 2h (aereo) + 6h (auto)
Mezzo: aereo, auto

Si prende l'aereo da Ushuaia a El Calafate (Lago Argentino), e in due ore di volo ad elica si è nella Provincia di Santa Cruz, il punto base per entusiasmanti escursioni.
Dopo aver trovato la sistemazione per la notte, prendete un taxi (è l'unica alternativa) e fatevi portare nell'albergo prescelto senza dare ascolto ai "consigli" dell'autista (tendono a portarvi dove vogliono loro...). Dato che ci siete, e se l'autista vi piace, potete già mettervi d'accordo con lui per l'escursione del pomeriggio al ghiacciaio Perito Moreno ($80 circa, e lo avrete a disposizione per l'intera giornata; soprattutto, si fermerà nei punti strategici per foto bellissime).
Il giorno dopo, si parte per il ghiacciaio! Lungo il tragitto, da notare i bei panorami sul Lago Argentino dalle acque verdi-turchesi e sulla Curva dei Sospiri, dove finalmente si vede, seppur in lontananza, il ghiacciaio. Lo stupefacente ghiacciaio Perito Moreno è un'enorme parete di ghiaccio lunga ben 14 km e alta fino a 70 m sul livello del lago. Dal suo candido colore bianco-azzurrognolo, si direbbe quasi che fosse finto, di polistirolo, e invece è una meraviglia della natura. E' infatti l'unico ghiacciaio al mondo in continua crescita. Col passare degli anni, si avvicina continuamente alla terraferma fino a chiudere il passaggio dell'acqua del lago: è quello il momento in cui avvengono le cosiddette "rotture", quando la pressione dell'acqua preme a tal punto da provocare lo sgretolamento della parete di ghiaccio, con boati e onde impressionanti. L'ultima rottura si è verificata nel 1994, e ancora si sta attendendo, da un momento all'altro, la prossima (in genere avvengono ogni 4 anni).


Tappa 4
Partenza: El Calafate
Arrivo: El Calafate
Distanza: 45 km (minibus)
Tempo di spostamento: 7h
Mezzo: minibus, lancia

Escursione di tutta la giornata ai ghiacciai Uppsala e Onelli, in lancia lungo il bacino nord del Lago Argentino, con partenza dall'imbarcadero di Puerto Bandera. Il ghiacciaio Uppsala è ancora più grande del Perito Moreno, ma meno spettacolare. Quello che affascina sono i numerosi iceberg dalle svariate forme che si incontrano lungo la navigazione, e che si staccano dal fronte del ghiacciaio. Per fotografarli al meglio bisogna uscire sul ponte, allo scoperto, e affrontare l'aria tagliente.
Nel pomeriggio, continuazione della navigazione fino ad arrivare alla baia di Onelli, dove si scende a piedi, si attraversa un bosco di aspetto quasi primordiale e si arriva ad un altra meraviglia della natura: un lago dal colore turchese su cui si affacciano ben 4 ghiacciai (Onelli, Agazzi, Bolada, Heim) e i soliti piccoli e grandi iceberg. Alla sera, ritornati a El Calafate, vi sarete meritati una lauta cena in uno dei ristoranti del paese. Da comprare, prima di partire, la tipica marmellata rossa rubino dell'omonima pianta (calafate), che cresce spontanea in abbondanza nella zona. Un'altra possibile escursione, per chi avesse un giorno in più, è al Monte Fitz Roy, meta di escursionisti e alpinisti che da sempre tentano la scalata del famoso pinnacolo del Cerro Torre. Qui non sono però possibili percorsi in auto o autobus.


Tappa 5
Partenza: El Calafate
Arrivo: Perito Moreno
Distanza: 630 km
Tempo di spostamento: 12h
Mezzo: minibus
Fondo stradale: sterrato

Questa giornata ci vede impegnati nella difficile tappa di trasferimento da El Calafate a Perito Moreno, piccolo paese da non confondersi con il ghiacciaio omonimo. E' un viaggio difficile per via dei chilometri, delle condizioni stradali da Camel Trophy e dalla scarsità di pompe di benzina (solo 2 nell'intero percorso: a Tres Lagos e Bajo Caracoles, minuscola oasi dove l'arrivo di un automezzo è un avvenimento!) e relativi ristori.
Nonostante i disagi, durante la tappa potrete toccare con mano cosa vuol dire Patagonia! Ci sono ben 630 km di strada completamente sterrata-ghiaiosa, da percorrere con il rischio di forare una gomma o di rompere il tergicristallo; attorno a voi solo cieli e spazi pressoché infiniti, e la steppa patagonica pullulante di fauna locale, come guanachi (una specie di lama), struzzi, cavalli, aquile, pecore. Il viaggio sarà in carovana, con due minibus (uno per i passeggeri, l'altro per i bagagli ed eventuali scorte in caso di imprevisto), ognuno guidato da un autista accompagnato da una guida, e richiederà circa 12h.
Durante il percorso incrocerete al massimo una decina di macchine, e magari un turista matto che se la fa tutta in bici!


Tappa 6

Partenza: Perito Moreno
Arrivo: Perito Moreno
Distanza: 350 km
Tempo di spostamento: 6h
Fondo stradale: sterrato

Il percorso fatto fino a Perito Moreno era necessario per arrivare al punto più vicino alla famosa Cueva de las Manos, grotta con pitture rupestri risalenti all'anno 340 a.C. (sono i disegni riprodotti anche nella copertina del libro "In Patagonia" di Bruce Chatwin).
Durante l'escursione si costeggia il Rio Pintura, così chiamato perché le sue acque contengono diversi minerali (ferro, zolfo, ceneri vulcaniche) che danno varie colorazioni alle rocce circostanti. Poco prima di arrivare alla meta si notano alcuni strapiombi spettacolari, e l'ambiente diviene simile ai canyon americani.
Sui muri della grotta vi sono i disegni dell'antico popolo indigeno dei Tehuelches, che visse nell'area fino all'arrivo degli europei, evento che ne segnò la distruzione. Oltre a simboli sacri e animali, particolarmente spettacolari sono i disegni delle moltitudini di mani, distribuite come foglie su un albero dai molti rami.
La Cueva del Las Manos è un luogo davvero affascinante; sta ai turisti comportarsi in maniera adeguata alla sua importanza ed antichità, in modo che esso rimanga preservato per i futuri visitatori.


Tappa 7
Partenza: Perito Moreno
Arrivo: Caleta Olivia
Distanza: 320 km + 410 km
Tempo di spostamento: 4h + 6h
Mezzo: pullman di linea, fuoristrada
Fondo stradale: asfaltato e sterrato

Alle 8.30 partenza con pullman di linea verso la città di Caleta Olivia, che insieme alla vicina Comodoro Rivadavia fornisce all'Argentina un quantitativo di petrolio sufficiente al fabbisogno nazionale. Per questo, lungo il percorso, vicino alla città, si noterà un'estensione a perdita d'occhio di pompe petrolifere in continuo movimento.
La mattina dopo, partenza di buon mattino alla volta del Parco Nazionale del Bosco Pietrificato. Si tratta di un'antica foresta di araucaria (una specie di conifera) esistente ancor prima che si formasse la cordigliera delle Ande, quindi 150.000 anni fa. In seguito ad un'eruzione dei vulcani Madre e Hijo (madre e figlio), che ancora si possono vedere sullo sfondo, il bosco venne sommerso di cenere e di lava e, nel corso dei millenni, con l'azione di vento e pioggia, il legno della foresta si è via via trasformato in roccia per reazione chimica. Alcuni tronchi sono tuttora piantati nel terreno ormai arido e stepposo della zona, e si possono ancora riconoscere i cerchi millenari della sezione del tronco. I 15.000 ettari del bosco sono al di fuori di qualsiasi tipo di sfruttamento commerciale, e quindi, fortunatamente, non ospitano né alberghi, né ristoranti. Questo, come altri boschi pietrificati sparsi in tutta l'Argentina, ha da offrire solo il suo policromo deserto vulcanico, la foresta fossilizzata, animali selvatici e un'inviolabile solitudine.
Ci si raccomanda di non asportare neanche il più piccolo dei pezzi di pietra, per aiutare a preservare questo documento unico al mondo per le generazioni future!


Tappa 8
Partenza: Caleta Olivia
Arrivo: Puerto Madryn
Distanza: 565 km
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: pullman di linea

Alla mattina tappa di trasferimento per Puerto Madryn, cittadina che segna l'inizio della Penisola Valdès (Prov. Chubut - Patagonia). Arrivati nel pomeriggio, potrete fare una passeggiata sul lungo mare della piacevole cittadina, che sorge in un'area protetta del Golfo Nuevo. Al contrario di molte città dell'Argentina, qui le attività non si concentrano attorno alla piazza centrale (Plaza San Martìn), dove comunque rimane un vivace mercato notturno dell'artigianato, ma sulla Avenida Roca e Boulevard Brown e sulle ampie spiagge sabbiose (Playa Balandra Columba per lezioni di vela e windsurf, Playa del Indio per acquascooter, Punta Cuevas per le immersioni).


Tappa 9
Partenza: Puerto Madryn
Arrivo: Trelew
Distanza: 200 km
Tempo di spostamento: 3h
Mezzo: minibus, imbarcazione, autobus

Alla mattina partenza in pulmino da Puerto Madryn per l'escursione alla vicina Penisola Valdès, una delle più belle riserve faunistiche naturali del Sudamerica. Dopo 20 km si raggiunge l'istmo Carlos Ameghino, ingresso ufficiale alla riserva, da dove potrete ammirare i due golfi (Golfo Nuevo e Golfo San Josè) e, tramite un potente cannocchiale posto su un'alta piattaforma, l'Isla de los Pàjaros, riserva ornitologica purtroppo non visitabile.
Dopo questa sosta si riparte per Puerto Piramide, da dove ci si imbarca alla volta del tour delle balene. La balena franca australe è visibile da giugno a metà dicembre, periodo in cui viene in questo golfo dalle acque piuttosto tranquille a riprodursi. Le balene si vedono davvero, a circa 100 metri di distanza: insegnano a nuotare ai loro "piccoli", a volte saltano, spruzzano e danno ammirevoli colpi di coda! Rientrati e appagati dalla visione di questi enormi cetacei, ci si sposta poi verso sud, e s'incontrerà ben presto un altro bell'ambiente naturale composto dalla Salina Grande, una distesa bianca in mezzo al verde, e dalla Salina Chica, più piccola e caratterizzata dal timido colore rosa. Poi si continua alla volta di Punta Delgada e Caleta Valdès, dove si trovano moltissimi leoni ed elefanti marini che, stesi al sole sulla spiaggia, si lasciano fotografare (ma non avvicinatevi troppo!). Anche a Punta Norte troverete un'altra colonia di otarie ed elefanti. Infine, lungo il tragitto di rientro a Puerto Madryn sarà facile incontrare qualche guanaco.
Arrivati a destinazione nel tardo pomeriggio, si può prendere l'autobus di linea per la vicina Trelew.


Tappa 10
Partenza: Trelew
Arrivo: Buenos Aires
Distanza: 1.600 km
Tempo di spostamento: 7h (auto) + 1h 30' (aereo)
Mezzo: auto, aereo

Alla mattina si parte per l'escursione alla bellissima colonia di pinguini di Punta Tombo, che si trova a un centinaio di chilometri da Trelew. A Punta Tombo ogni anno arrivano circa mezzo milione di pinguini di Magellano per riprodursi, nel periodo che va da settembre ad aprile. Nella colonia nidificano anche molte altre specie di uccelli marini, come i cormorani e i gabbiani, che spesso si intrufolano nei nidi dei pinguini per mangiare le loro uova. E' bene osservare i pinguini in silenzio e non troppo vicini, per non spaventarli (possono anche mordervi!) e interrompere, così, la loro passeggiata al mare in fila indiana. E' un vero spettacolo! Un consiglio: arrivate sul posto di buon ora, quando i pullman stracarichi di turisti devono ancora arrivare.
Nel pomeriggio visita alla piccola comunità gallese di Gaiman. Questa zona vide nei primi dell'800 un'ondata di emigrazione dal Galles (Gran Bretagna). Il paese conserva tuttora un aspetto e un'atmosfera tipicamente gallese (ad esempio la prima casa storica, la stazione, ora museo, e il tunnel ferroviario), compresa la caratteristica cerimonia del thè, servito nelle numerose sale, con biscotti, torte e dolci fatti in casa.
Per chi non volesse abbuffarsi con queste delizie, nei dintorni si può fare un salto al Parque El Desafìo, uno stravagante parco tematico costruito con vario materiale di scarto (lattine, bottiglie, carta, spago, ecc...). Altra meta interessante potrebbe essere il Parque Paleontològico Bryn Gwyn, museo all'aria aperta ricco di fossili dell'era terziaria, quando tutta la zona era coperta da mari subtropicali.
Ritornati a Trelew, si conclude poi la giornata con un'interessante visita al Museo Paleontològico Egidio Feruglio, che conserva scheletri di dinosauri locali e un enorme uovo di dinosauro. Nel tardo pomeriggio, prima di partire, si può fare una passeggiata nella graziosa cittadina ricca di edifici storici (Museo Regional presso la vecchia stazione, il Banco de la Naciòn, il Touring Club del 1906, la Capilla Tabernaci, il Teatro Verdi inaugurato dagli immigranti italiani come pista di pattinaggio nel 1914, la Municipalidad).
Alla sera si prende l'aereo da Trelew a Buenos Aires, da dove si rientra in Italia, concludendo così questa grande avventura.


COMMENTO

Il viaggio si è sviluppato attraverso la Patagonia (Province di Tierra del Fuego, Santa Cruz, Chubut), una regione bellissima, ricca di meraviglie naturali e di gente simpatica e accogliente. Avendo a disposizione un mese pieno, e volendo completare la visita dell'Argentina, si possono aggiungere alcuni giorni nella grande capitale Buenos Aires, altri al nord nella foresta pluviale (Puerto Iguazù) e altri ancora nella parte andina a nord-ovest (Salta, Tucùman, Jujuy, il mitico "tren de las nublas"), regione che per le sue caratteristiche e tradizioni, si distacca dal resto del paese, e sembra molto più simile ai paesi confinanti Bolivia e Cile. Ma forse questo farebbe già parte di un altro viaggio...

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