ETS home page .:. contattaci .:. faq


G E O G R A P H I C A
I T I N E R A R I
P H O T O G A L L E R Y
I N V I A G G I O
I T R A V E L L E R S
L' A S S O C I A Z I O N E






Bed & Breakfast Fiera Milano
Bigatt B&B, la miglior sistemazione nei pressi della fiera di Milano-Rho
Inizio > I T I N E R A R I > Africa > Namibia

Namibia
Bissi Vitaliano

NAMIBIA
di BISSI VITALIANO

ITINERARIO SCHEMATICO


Milano-Francoforte-Johannesburg Aereo ore 12
Johannesburg-Windhoek Aereo ore 1,20
Windhoek-Keetmanshoop Auto km 485 ore 5,30
Keetmanshoop-Ai Ais km 322 ore 8
Ai Ais-(Fish River Canyon) km 168 all day
Ai Ais-Luderitz km 471 ore 7,30
Luderitz-Halifax Island-Kolmanskop km 53 all day
Luderitz-Sesriem-Sosses km 518 ore 7,15
Sesriem-Duna45.Sussusvlei km 216 ore 10
Sesriem-Walvis Bay-Swakopmund km 386 ore 8,30
Swakopmund-Henties Bay km 211 ore 6,30
Henties Bay-Spitzkoppe-Terrace Bay km 541 ore 11,15
Terrace Bay-Twifelfontain km 389 ore 9,30
Twifelfontain-Petrified Forest-Opuwo km 488 ore 10,30
Opuwo-Epupa Falls km 189 ore 7,15
Epupa Falls-Opuwo km 212 ore 6
Opuwo-Okaukuejo (Etosha N.P.) km 524 ore 7,45
Okaukuejo km 145 all day
Okaukuejo-Halali km 154 all day
Halai-Namutomi-Windhoek km 701 ore 15
Windhoek km 79 all day


CONSIDERAZIONI GENERALI
Il viaggio alla scoperta della Namibia rappresenta un'esperienza particolare in terra d'Africa. Un paese dai mille paesaggi sempre diversi.
L'immenso Fish River Canyon, la maestosa foresta di Kokerboom, le sorprendenti dune rosse del deserto più antico del mondo il Namib, la spettacolare oasi di Sossusvlei, l'insolita e spettrale visione della Skeleton Coast, la tedesca cittadina di Luderitz, le splendide pitture rupestri a Twyfelfontein. La millenaria Welwitschia mirabilis una delle piante più longeve al mondo, la visione delle caleidoscopiche Epupa Falls, l'immenso parco dell'Etosha considerato fra i più immensi del continente. Questo non sarà un semplice viaggio ma un insolito e interminabile film in cui sarete certamente proiettati come protagonisti principale, chiamati a vivere in tutta calma questo meraviglioso paese che è la Namibia.


L'organizzazione del viaggio non rappresenta particolari difficoltà. Mi sono attenuto ad un viaggio abbastanza standard, considerando che i posti da vedere sono quasi tutti concentrati sul percorso. Abbiamo saltato il Meteorite Hoba per mancanza di tempo, pur essendo sulla strada per la capitale di ritorno dall'Etosha N.P., in quanto avendo deciso di anticipare il rientro di un giorno abbiamo fatto una lunga tirata da Halali a Windoek in giornata, percorrendo ben 701 Km. Nonostante l'oneroso costo per il pernottamento abbiamo deciso di includere nell'itinerario Terrace Bay, per non ridurre ad un solo transito la visita alla Skeleton Coast. A posteriori ne è valsa la pena, è insolito vedere con quanta rapidità si passa dal caldo del deserto al freddo e nebbioso paesaggio nordico, senza nulla invidiare ai paesi scandinavi. Abbiamo effettuato l'escursione alle Epupa Falls, percorrendo la strada da Opowo, che vi terrà impegnati nella guida oltre ogni limite, per le pessime condizioni. Non fatevi impressionare dalle notizie allarmanti che vi giungeranno da altri gruppi di viaggiatori, non sono vere. La strada è moltoimpegnativa ed in alcuni punti bisogna fare molta attenzione, è percorribile anche con i combi. Come al solito è necessario pianificare per tempo l'itinerario per aver modo di prenotare con largo anticipo i campi del Met, Ministero del Turismo Namibiano che gestisce i campi principali ove pernottare, vi sono diverse possibilità di alloggio, dalle tende ai lodge, ma considerata la forte affluenza turistica nel mese di Agosto spesso si trova posto solo in tenda, quindi è necessario organizzarsi per la gestione della cassa cucina. In quasi tutti questi si trovano un ristorante ed un chiosco ove è possibile acquistare generi alimentari di prima necessità. L'uso della cassa cucina è obbligatoria a SosSes Desert Camp e Aba Huab Camping in quanto non vi sono ristoranti. La guida in terra namibiana, rappresenta forse il pericolo più reale. Prima della partenza, d'accordo con il gruppo, avevo pensato di prendere un autista, per effettuare il viaggio più agevolmente. Dalle relazioni precedenti avevo appreso che alcuni gruppi si erano avvalsi dei servizi di un certo Mr. Peter Stephanus prenotato tramite Mrs. Selma del Met, cosa da me prontamente fatta. All'arrivo a Windoek Mrs. Cinthya dell'agenzia di noleggio autovetture, mi sconsigliava di prendere Peter come autista in quanto alcolizzato e li scoprivamo che è il marito di Mrs. Selma. In seduta stante abbiamo deciso di fare da soli e a posteriori debbo dire che l'autista non serve, le strade sono ben segnalate e in nessun caso ne abbiamo sentito la mancanza. Tutti gli anni sulle strade della Namibia avvengono gravi e mortali incidenti spesso di italiani imprudenti lanciati sulle piste a velocità degni di una Parigi Dakar, quindi il fattore guida resta il vero e reale pericolo durante il viaggio. Leggendo le relazioni si apprende che tutti si prodigano in consigli per evitare incidenti e forature disastrose di pneumatici, chi consiglia di abbassare leggermente la pressione dei pneumatici, chi asserisce l'esatto contrario, chi consiglia di viaggiare al centro della pista, chi il contrario. L'unico consiglio che mi sento di dare è di guidare con estrema prudenza e mantenere sempre la velocità moderata, dopo alcuni km di guida sulle piste del paese vi renderete conto da soli che il fattore velocità controllata è la vera componente determinante per la buona riuscita del viaggio.



MILANO - FRANCOFORTE - JOHANNESBURG

Partiamo dall'Italia da vari aeroporti, per ritrovarci tutti a Francoforte. Partiamo da Milano alle ore 15,30 a bordo di un A330/600 della Lufthansa e dopo un ora e mezza di volo siamo nell'immenso aeroporto di Francoforte. Tutti i partecipanti hanno provveduto a spedire i bagagli direttamente a Windhoek e siamo già in possesso delle carte d'imbarco dei voli successivi. Ci riuniamo tutti quando alle 20,00 arriva il volo da Roma, ci siamo. L'imbarco è in orario, alle 22,40 partiamo a bordo di un coloratissimo B747/300 della SAA destinazione Johannesburg che raggiungiamo dopo 9 ore e 45 minuti di un piacevole volo.

JOHANESBURG - WINDHOEK

Giunti a Johannesburg inganniamo l'attesa nella zona transiti, nominando il cassiere e raccogliendo i primi dollari di cassa comune. Faccio anche firmare a tutti i partecipanti una dichiarazione di responsabilità nei confronti degli autisti e di quei compagni che hanno dato la loro carta di credito a garanzia della franchigia per il noleggio delle autovetture. Alle 11,00 saliamo a bordo dell'aereo che dopo appena 1 ora e dieci ci porta a destinazione. Sbrigate velocemente le formalità doganali, e fatto regolare denuncia per un bagaglio smarrito, mando alcuni compagni in banca a cambiare i primi dollari, mentre cerco di organizzare il trasporto verso la città. Solo 40 km separano l'aeroporto dalla città. Alle 14,30 siamo negli uffici della Kessler, dove prendiamo visione delle ns. autovetture e iniziamo le pratiche di autonoleggio. Sarà perché allarmato dalle precedenti relazioni, sarà per eccessiva pignoleria, che in questo caso non guasta, abbiamo passato quasi tutto l'intero pomeriggio a controllare e ricontrollare lo stato dei nostri automezzi. Alla fine, esausti e Mrs. Cynthia con noi, abbiamo concluso accordandoci con la sostituzione di 2 gomme ed il ripristino di una di scorta, ed abbiamo acquistato una ruota completa di cerchione in più, dato che non è sempre facile reperirle. Abbiamo quindi lasciato in deposito 6 carte di credito a garanzia dell'eventuale franchigia in caso si collisione. Abbiamo noleggiato sempre alla Kesler un fornellino con relativa bombola. Intanto alcuni del gruppo si sono recati al supermercato a fare un primo approvvigionamento di viveri in moda da poter essere autonomi almeno per 3-4 giorni. Con due pulmini, il Toyota sarà pronto l'indomani mattina, raggiungiamo il vicinissimo Royal Htl, dove prendiamo possesso delle nostre stanze, Appuntamento con il gruppo per la cena. Telefono a Mrs Selma e mi accordo di incontrarci a cena al Grand Canyon Steakhouse per sistemare le prenotazioni. A piedi raggiungiamo il ristorante che dista poche centinaia di metri dall'Htl, Mrs. Selma ci ha raggiunto con la sorella e mi ragguaglia sulla sistemazione delle prenatazioni che sono tutte a posto tranne Sesriem. Cercherà ancora l'indomani di vedere se è possibile ottenere risposta alla ns. prenotazione, quando mi recherò presso gli uffici del MET a pagare e ritirare le ricevute

WINDHOEK - KEETMANSHOOP

Mentre parte del gruppo si organizza per il ritiro del Toyota presso la Kessler, mi reco agli uffici del MET, dove incontro Mrs. Selma che conferma nuovamente l'impossibilità alla prenotazione presso il campo di Sesriem, e mi consegna le ricevute di tutte le ns. prenotazioni ai campi gestiti dal MET. Prima di salutarla le lascio un piccolo pensiero portatole dall'Italia che apprezza molto. Subito mi reco presso gli uffici della SAA per confermare i voli del ritorno e chiedere informazioni relative al bagaglio perso. Mi assicurano che il bagaglio arriverà in serata e lo recapiteranno presso il ns. prossimo albergo. Sono le 12,30 e siamo tutti pronti per la partenza. Imbocchiamo la B1 verso sud. Dopo ca. 6 ore di auto arriviamo a Keetmanshoop. Trovare il campeggio non è molto facile in quanto non è segnalato. Non si deve assolutamente entrare in città. Restate sulla statale e seguite l'indicazione Sudafrica, dopo poche centinaia di metri dietro il distributore della Engen, troverete il Lafenise Rest Canp. All'entrata un grande cartello" Welcome in Texas" da il benvenuto. Prendiamo possesso dei bungalow. Sono costruzioni recenti, che possono contenere fino 6 persone. Ceniamo al ristorante del campo, divertendoci a sostituire le cuoche in cucina, cena abbondante. La serata è calda.




KEETMANSHOOP - AI AIS

Colazione abbondante presso il ristorante. Partiamo alle 08,30 direzione Kokerboomwood che dista solo 15 km da Keetmanshoop. Il più grande bosco della Namibia si trova sul terreno della Gariganus Farm, il biglietto d'ingresso, consente di accedere anche al Playground, uno strano giardino roccioso formatosi 170 milioni di anni fa, basalti dalle forme più bizzarre. Il bosco di kokerboom è di una bellezza disarmante. Sono piante diffuse in tutta la Namibia meridionale, si coprono di fiori gialli nei mesi di giugno e luglio. Questo è l'unico posto dove se ne possono ammirare a centinaia. Vi sono anche due splendidi esemplari di ghepardo, chiusi in una vasta gabbia, gli unici che abbiamo visto in tutto il viaggio. E' anche possibile pernottare presso la farm, in strani edifici che ricordano tanto le basi lunari di Spazio 1999. Lasciamo questo incantevole posto in direzione di Ai Ais, dopo ca. 70 km lasciamo l'asfalto della B4 per le piste sabbiose del paese. Arriviamo al campo statale alle 16,30. Paghiamo l'ingresso e cominciamo a montare le tende su un bel prato verde. In men che non si dica siamo tutti nella piscina delle terme, dove piacevolmente ci immergiamo in questa acqua calda ca. 50° ,ricca di cloruro, fluoruro e zolfo. Cena con cassa cucina.

AI AIS - FISCH RIVER CANYON

Partiamo alle 6,30 per l'escursione al Fish River Canyon, secondo per dimensioni solo al Gran Canyon dell'Arizona. Passiamo Hobas, l'altro campo del parco, e pagata l'entrata, ci dirigiamo al Main View Point da dove si può godere una delle più belle viste sul Canyon. Ci rechiamo quindi all'Hikers View Point da dove parte il sentiero che scende fino al Canyon. Sono le 8,30 e la giornata si preannuncia molto calda. Portatevi una buona scorta d'acqua per il trekking, ed il costume da bagno, in quanto in fondo al Canyon è possibile fare il bagno, nelle pozze d'acqua che il fiume forma nei periodi di secca. La discesa si fa in ca. 1,30 mentre la salita è abbastanza variabile ed i più lenti hanno impiegato 2 ore. La giornata è caldissima e purtroppo affrontiamo la risalita nelle ore centrali della giornata, causando seri problemi di affaticamento ad alcune ragazze del gruppo. Proseguiamo quindi per il giro degli altri punti panoramici, quindi alle 16,30 siamo di ritorno al parco di Ai Ais. Ci dividiamo tra la piscina coperta e quella scoperta. Cena chi con cassa cucina chi al ristorante del parco.
Considerato il fatto che per andare a Luderitz bisogna passare nuovamente per Hobas, non sarebbe male provvedere di passare una notte in quest'ultimo campo, si risparmierebbero parecchi km di auto, ma si rinuncerebbe alla piscina termale di Ai Ais.

AI AIS -LUDERI

Sveglia alle 5,30, smontato il campo, pronti per la partenza, ci accorgiamo che una ruota del pulmino è bucata. Riparata dal gommista del parco, alle 7,30 partiamo per Luderitz. Ripercorriamo la stessa strada fatta il giorno precedente fino ad Hobas. A Seeheim finalmente riprendiamo l'asfalto della B4, il paesaggio è splendido, quasi irreale fra montagne dai colori pastello e le sfumature più complesse e alle 13,00 siamo ad Aus, dove facciamo una breve sosta per rifornimento e piccolo snak. La giornata è calda. Mancano solo 122 Km per arrivare a destinazione e finalmente alle 14,30 siamo a Luderitz. Incantevole cittadina, dall'aspetto bavarese, affacciata sulle gelide acque dell'oceano Atlantico, con alle spalle un implacabile deserto. Tutto ci si aspetta di trovare ma di certo non uno spaccato di Germania in terra d'Africa, con ancora i cafè i ristoranti bavaresi e la chiesa luterana. Ci rechiamo subito al Backpakers Lodge, prenotato via fax dall'Italia, dove ci sistemiamo nelle stanze, tutte occupate da noi. Telefono subito al ristorante On The Rock per prenotare la cena della sera. Riconfermo la prenotazione della barca, presso l'Atlantic Adventure Tours, tel. 09-264-63-204030, per la gita ad Halifax Island, e prenoto tramite la signora Tpya dell'albergo la visita guidata alla città fantasma di Kolmanskop per l'indomani. Tento nuovamente di prenotare il campeggio statale a Sesriem ma invano, decido quindi di prenotare al SosSess Desert Camping. Ci immergiamo in questa incantevole città, passeggiamo per il porto, arriviamo fino alla Shark Island e poi a vedere il tramonto sopra le rocce della Felsenkirche. La sera l'aria si rinfresca notevolmente, la brezza marina si fa sentire abbassando la temperatura fino a 12°C. La cena presso il ristorante è notevole, piatti di pesce freschissimo abbondano sulla tavola e i più temerari assaggiano delle ostriche che nulla hanno da invidiare alle famose sorelle della Bretagna. La serata finisce al lodge tra tornei di ping pong.




LUDERITZ - ESC. HALIFAX IS. - KOLMANSKOP

Sveglia alle 06,00 facciamo colazione usando la cucina del lodge. Alle 7,30 abbiamo appuntamento allo Jetty dove è attraccata la barca a vela, la Sedina, che ci porterà fino all'isola di Halifax. La giornata è serena e l'escursione è molto interessante, vediamo le foche e la riserva dei pinguini del Capo. Portatevi degli indumenti caldi. Siamo di ritorno dopo 2 ore e subito ci dirigiamo con le nostre auto alla città fantasma di Kolmanscop che sorge a sud di Luderitz nell'immensa zona proibita. La visita guidata inizia puntuale alle 11,00 e si protrae per ca. 2 ore. Molti degli edifici presenti sono stati restaurati, diversi sono già stati invasi dalla sabbia delle dune e l'atmosfera del luogo è quella surreale di una città fantasma. Alle 14,30 siamo nuovamente a Luderitz, ci dedichiamo alla spesa per organizzare la cassa cucina per i giorni a venire in quanto al campeggio prenotato nelle vicinanze di Sesriem non c'è ristorante. Andiamo quindi ad Agate Bay, splendida spiaggia a nord della città, formata dai residui provenienti dalle miniere di diamanti, la sabbia è formata da frammenti multicolori delle agate. Lungo la strada ci sono bellissime pozze d'acque piene di stormi di flamigo rosa. La sera alcuni organizzano la spaghettata nella cucina del lodge, altri si recano al vicino ristorante dell'Hotel Kapps, cena a base di pesce. Ulteriore sfida a ping pong.

LUDERITZ - SESRIEM

Sveglia alle 6, organizziamo la colazione e alle 7,30 partiamo alla volta di Sesriem. La giornata è calda raggiungiamo i 34° C di temperatura ed il paesaggio e un caleidoscopio di colori, tutte le variazioni dal beige all'albicocca ci accompagnano fino al camping, che raggiungiamo dopo 9 ore di guida. Il camping è bello, ma privo di luce e ristorante, solo un piccolo chiosco che vende bevande e legna per il braai. Montiamo le tende su un terreno molto sabbioso poi, di corsa, con le auto ci avviciniamo a Sesriem che dista 40 km, per vedere il sole tramontare sulle dune del deserto. La sera fa buio presto e alle 17,45 torniamo al campeggio. Organizziamo la cena con cassa cucina, poi a letto, l'indomani la sveglia sarà molto presto. Ho preferito non rischiare di trovarci fuori dal campeggio statale di Sesriem, in quanto abbiamo saputo da alcuni turisti, che i rangers non offrono più ,come un tempo, la possibilità ai turisti ritardatari di accamparsi fuori dal campo. Ho preferito quindi prenotare al campeggio di SosSes. L'emozione è grande, i prossimi giorni visiteremo il Namib Naukluft Park, il deserto più antico del mondo, con le dune più alte del pianeta. Un territorio vastissimo che si estende fino all'Oceano Atlantico seguendo la costa per ca. 2000 km, creando contrasti mozzafiato.

SESRIEM - DUNA 45 - SOSSUSVLEI - CANYON DI SESRIEM

Anche se sappiamo che l'apertura del cancello del campo di Sesriem è alle ore 6,00, ci svegliamo alle 4,30 per partire alla volta del campo. Siamo fra i primi davanti al cancello, ma nonostante le nostre richieste non aprono prima delle 6,00. Paghiamo l'ingresso e ci dirigiamo immediatamente alla Duna 45. Man mano che procediamo ci rendiamo conto della bellezza di queste dune, le più alte del mondo, e tutto intorno si tinge di rosa e albicocca. La temperatura è ancora fresca ed il sole ha da poco fatto capolino dietro la Duna 45, così chiamata perché sorge a 45 km di distanza da Sesriem. Ci accingiamo a scalare. La salita dei 150m di altezza è facile e dalla cima della duna si scorge un immensa distesa di sabbia in un mare di dune rosa. La discesa è a scapicollo giù dalla parete più ripida. Alla base della duna vi sono molti alberi contorti che sono senza dubbio oggetto di interessanti foto. Percorriamo 60 km di pista per raggiungere il parcheggio dei mezzi 4x2 dove lasciamo i pulmini e cominciamo la spola con la Toyota per i 5 km di pista sabbiosa e molto cedevole che ci separano da Sossusvlei. Nel parcheggio vi sono delle 4x4. Alcuni si cimentano in questa affascinante camminata e raggiungono gli altri del gruppo in ca. 45'. La temperatura si alza fino a raggiungere ca. i 36°C. Vi sono varie possibilità di cammino per raggiungere le vette delle dune, scegliamo la Deadvlei, quella meno impegnativa, visto la temperatura, Raggiungiamo l'enorme pozza di Sossusvlei situata fra dune rosse che si elevano a 200 m sul fondo della valle. Durante la stagione estiva è raro vedere la pozza piena d'acqua, in cui struzzi e gemsbok vanno ad abbeverarsi. Il caldo è insopportabile, quindi decidiamo di tornare verso il campo. Arrivati a Sesriem ci dirigiamo all'omonimo canyon, profondo solo 30 metri, dove effettuiamo una piacevole passeggiata. Di fronte al campeggio è da poco sorto il lussuoso Karos Lodge dove ci dirigiamo per un piccolo snak. Questo bellissimo hotel offre la stanza doppia. Alle 17,00 siamo al camping, dove troviamo le tende invase dalla sabbia, evidentemente durante la nostra assenza ha soffiato un forte vento. Cena con cassa cucina.

SOSSESS - WALVIS BAY - SWAKOPMUND

Smontiamo le tende e siamo pronti per la partenza alle 8,00. Facciamo un breve sosta a Solitaire. Il paese di Solitaire è praticamente una pompa di benzina con annesso bar ed emporio, viene subito in mente il film Bagdad Cafè. Proseguiamo quindi per Walvis Bay, che raggiungiamo alle 14,00, ci fermiamo alle saline per fotografare i fenicotteri e giriamo per la città. Telefono alla Pleasure Flights and Safaris di Swakopmund, Tel. 404500, per prenotare il volo aereo sul deserto del Namib e lungo la Fobidden Coast, ma invano, hanno i voli tutti prenotatati. Dopo una rinfrescante birra al molo, riprendiamo la strada per Swakopmund che raggiungiamo alle 16,30. Subito salta all'occhio la tranquillità di questa ridente cittadina turistica rinomata per le sue numerose pasticcerie e l'impronta degli edifici in stile bavarese. Ci dirigiamo al Municipal Rest Camp, dove prendiamo possesso dei Fishermen Cabins, prenotati dall'Italia. Bisogna lasciare un deposito a bungalow che verranno restituiti alla partenza. Prenoto il ristorante The Tug per la sera. Poi mi reco al Met per prenotare l'escursione dell'indomani alla Welwitschia. Alcuni preferiscono andare a fare un bagno alla piscina comunale, altri in giro per questa deliziosa cittadina. Bellissimo il tramonto sul molo. La sera sontuosa cena al ristorante a base di pesce freschissimo.


SWACOPMUND - WELWITSCHIA DRIVE - HENTIES BAY

Partiamo alle 08,00 alla volta della locomotiva Martin Lutero, macchina a vapore abbandonata nel deserto, a soli 4 km da Swakopmund. Proseguendo per la B2 per alcuni km sulla destra vi è una deviazione con indicato il Namib-Naukluft Park. Il tragitto lo percorriamo in quattro ore, affascinati dalla meraviglia di questo posto. Tutto è deserto, apparentemente privo di vita, ma ad osservare bene il terreno assume colorazioni diverse a seconda dei licheni che lo compongono. Basti pensare che la nebbia mattutina rinnova ogni giorno l'equilibrio vitale di questo deserto, in cui vivono anche piccoli animali, quali il toktokkie, un minuscolo coleottero, che vive a testa in giù sulla sabbia, attendendo che le minuscole goccioline della nebbia condensino e scivolino dall'addome a dissetarlo. Ci fermiano nel campo dei licheni neri per effettuare un piccolo esperimento: versiamo alcune gocce di acqua su alcuni licheni che improvvisamente "fioriscono". Un posto interessante è la vecchia pista che in passato veniva percorsa da carri trainati dai buoi, per il trasporto della merce. Sono ancora visibili i segni lasciati dal passaggio dei carri, perché i licheni distrutti crescono al ritmo di un millimetro all'anno, e non l'hanno ancora ricoperta, una colonia di licheni impiega ca. 20 anni per riformarsi. Più avanti la Moon Landscape, una veduta panoramica delle colline erose dal fiume Swakop, danno veramente l'impressione di essere immersi in un paesaggio lunare. Proseguiamo per qualche km fino al punto del disco di dolerite, in cui questa formazione divide in due la vetta di un crinale per diversi km. Qui si cominciano a vedere le prime piante di Welwitschia mirabilis il cui nome in afrikaans significa, " la due foglie non può morire", facilmente riconoscibili, hanno due lunghe foglie verdi e completamente sfrangiate poste su due lati apposti di un tronco che sembra di sughero. Alcune di queste piante hanno più di 1500 anni come la famosa Welwitschia di Husab. Fa caldo e decidiamo di rientrare in città per un piccolo spuntino, riformiano la cassa cucina e ci rilassiamo sulla spiaggia dalle parti del molo. Proprio vicino al simbolo della città, il faro, effettuiamo i primi acquisti di manufatti di legno, tra cui le famose giraffe in legno dal collo lunghissimo. Di comune accordo decidiamo di pernottare ad Henties Bay e non a Spitzkoppe come da programma. Telefono quindi all'Eagle Shopping Centre Flats per prenotare i flats. Percorriamo con calma i ca. 80 km di strada godendoci la bellissima costa lungo l'oceano. Arriviamo verso le 17,00. Ci rechiamo subito al centro commerciale per prendere le chiavi dei nostri fltas, sono magnifiche villette a 4 posti letto con uso garage. Facciamo un salto sulla costa, per ammirare il tramonto sull'Oceano. Quindi andiamo allo Spitzkoppe Restaurant e Pub per vedere il bancone da bar più lungo della Namibia con annessa collezione di rare bottiglie esposte con molta cura. Il locale è specializzato in pesce, ma è abbastanza caro. Ceniamo allo Steack Ranch Restaurant vicino al nostro alloggio.

HENTIES BAY - SPITZKOPPE A/R - CAPE CROSS - TERRACE BAY

Partiamo alle 06,00 per lo Spitzkoppe. Siamo nella zona del Damaralan, territorio compreso tra la Skeleton Coast e l'altipiano centrale della Namibia. Questa è una zona di vasti spazi e molte attrazioni naturali. I vicini monti del Brandberg, contengono la montagna più alta del paese, il Konigstein. In questa zona vi sono anche le più famose pitture rupestri preistoriche del paese. E' ancora l'alba e assistiamo al sorgere del sole che lentamente colora di rosso tutta la pianura, creando l'effetto della montagna di fuoco, questo è il significato del Brandberg. In due ore siamo ai piedi dello Spitkoppe, effettuiamo una breve escursione, poi torniamo ad Henties Bay. Ci fermiamo per un piccolo break e per cambiare alcuni dollari in banca. Di corsa quindi alla volta di Cape Cross. E' un impressione irreale ammirare l'immensità dell'acqua al bordo del deserto. Fa molto caldo e siamo fortunati a non incappare in una giornata ventosa, perché quando soffia il gelido vento dell'oceano, accompagna sulla costa il forte odore delle otarie del Capo. C'è ne una colonia sterminata, decine di migliaia, grazie alla enorme quantità di cibo portato dalla fredda corrente del Benguela. Restiamo per circa un ora ad ammirare e fotografare da molto vicino questi simpatici animali, poi nuovamente in auto, per attraversare in tempo il cancello d'entrata alla Skeleton Coast Park ad Ugabmund. Avendo la prenotazione per Terrace Bay, dobbiamo varcare il cancello prima delle ore 15,00 . Il tratto di costa che da Swakopmund risale lungo la costa è pieno di desolati campeggi, che ospitano prevalentemente i pescatori, data la ricchezza ittica del mare. Siamo quasi in riserva e decidiamo di fermarci al Mile 108 per fare benzina, l'unico posto dove poter fare rifornimento fino a Terrace Bay. Troviamo il distributore di benzina chiuso e la moglie del gestore ci dice che non rientrerà prima delle 17,00 in quanto fuori a pescare. Siamo con gli automezzi quasi in riserva e fino a Terrace Bay non vi sono distributori lungo la strada. Non abbiamo alternative, procediamo verso l'entrata della Skeleton Coast sperando... Varchiamo il pittoresco cancello di Ugabmund, contrassegnato dal grande teschio con tibie incrociate.. La Skeleton è un luogo ormai mitico ed ancora magico e selvaggio. Deve il suo nome ai numerosi relitti che giacciono in fondo all'oceano o sulle dune di sabbia. Ancora oggi è quasi completamente disabitata. E' possibile incontrare branchi di delfini che saltono giocosi a poche decine di metri dalla battigia, osservare stormi di sule e cormorani che volano liberi in cielo. Pago l'entrata e mi informo se vi è possibilità di poter far rifornimento agli automezzi ma invano La toyota è in riserva. Senza pensare ad altro che correre si getta all'impazzata verso la meta non curandosi del paesaggio circostante. Arriviamo a Torra Bay sorpresi di quanta strada possa fare il Toyota in riserva. La lancetta della benzina è tremendamente sotto lo zero e l'auto ancora prosegue. Purtroppo a Torra Bay è tutto chiuso, in quanto questa località è aperta solo a dicembre e gennaio. Si prosegue increduli, mancano ancora 50 km. Con il cuore in gola riusciamo a giungere a destinazione con i due pulmini, mentre il fuoristrada si ferma a soli 5 km dall'arrivo. La corrente del Benguela contribuisce a creare l'insolito fenomeno della nebbia che ci avvolge lungo il percorso rendendo il paesaggio surreale. Fa molto freddo. Finalmente siamo al distributore del campo, riempiamo la tanica e ci avviamo a soccorrere l'auto ferma. Ora sappiamo con certezza che il fuoristrada in riserva può percorrere ben 170 km prima di fermarsi. Prendiamo possesso dei bungalows in riva all'oceano. La sera ceniamo al ristorante del campo poi grande partita di ping pong. Da notare che solo la parte meridionale del parco è aperta a chi viaggia in modo indipendente e bisogna avere il permesso che si procura all'entrata del parco. Per chi ha il permesso di trascorrere la notte a Torra Bay o a Terrace Bay, si deve varcare il cancello di Ugbmund prima delle 15 o quello di Sprigbokwater entro le 17. Se si ha il permesso di visita di una giornata che consente di percorrere la strada fra le due entrate, è necessario varcare uno dei due cancelli prima delle 13 ed uscire dall'altro entro le 15 del giorno stesso, senza avere la possibilità quindi di andare fino a Terrace Bay.


TERRACE BAY-UGABMUND-SPRINGBOKWATER-TWYFELFONTAIN

La mattina presto siamo tutti in riva all'oceano a passeggiare e raccogliere conchiglie, con la nebbia che fa da insolito sfondo. Colazione in albergo e dopo aver ritirato i box lunch, compresi nel prezzo di pensione completa, partiamo. Ripercorriamo a ritroso la strada fatta il giorno precedente in quanto alcuni compagni vogliono vedere i relitti arenati sulla costa. Arriviamo così fino a pochi km dall'entrata di Ugabmund, solo per vedere il Bric Brac, piccolo relitto arenato sulla spiaggia. I relitti più grandi si trovano a nord di Terrace Bay nella zona proibita, per vederli serve un permesso che si può avere solo a Windhoek. Alle 13 siamo al cancello di uscita del parco a Springbokwater, dove ad auto ferme ci accorgiamo di aver forato la ruota di un pulmino per la terza volta. Approffitiamo della sosta forzata per consumare i nostri box lunch, poi proseguiamo alla volta di Twyfelfontain che raggiungiamo dopo due ore. Contatto la guida per il giro di un ora alla visita dei petroglifi realizzati dai cacciatori ben 6000 anni fa. La visita finisce al tramonto ed è meraviglioso vedere le rocce delle montagne attorno colorarsi di un arancione acceso. Proseguiamo quindi per il vicino campo di Aba Huab dove, quasi al buio montiamo le tende in questo campo semplice e spartano. Molte persone reputano questo posto tranquillo uno dei più belli della Namibia. Si campeggia in piazzole recintante da piccoli muretti di cemento. L'unica infrastruttura è in piccolo bar che vende solo bibite.

TWYFELFONTEIN - PETRIFIED FOREST - OPUWO

Alle 7 siamo pronti per partire. Ci dirigiamo alla Burnt Montain che si trova al fondo della D3254 a pochi km dal campeggio. Visitiamo le Organ Pipes che si trovano sul lato orientale della stessa strada prima di arrivare alla Burnt Montain. Scendendo dal sentiero del parcheggio delle auto per un centinaio di metri vi troverete di fronte a delle inconsuete colonne di dolerite alte anche quattro metri. Partiamo quindi per la Petrified Forest che sui cartelli è segnalata con il nome di Verteende Woud. La visita di un ora è interessante, si possono vedere una cinquantina di alberi pietrificati lunghi fino a 30 metri. Proseguiamo per Khorixas dove ci fermiamo per un breve snak e per riparare le gomme forate durante il tragitto, 4° foro. Ancora in macchina, costeggiamo per una cinquantina di km il parco dell'Etosha e subito fantastichiamo sul numero di animali che vedremo nei giorni successivi. Durante il tragitto foriamo per la 5° volta. Da oggi comincia la parte più africana del viaggio e devo dire che siamo tutti entusiasti. Finalmente alle 17,30 siamo ad Opuwo. Siamo nella regione del Kaokoveld, definita l'ultima grande regione selvaggia dell'Africa. Vediamo le prime donne Herrero con i loro tipici copricapo ed i pittoreschi vestiti di crinolina e le Himba, quest'ultime si dipingono il corpo con polvere color ocra e vestono solo di perizoma. Ci rendiamo subito conto di essere in una zona della Namibia decisamente diversa dal resto del paese. La capitale del Kaokoveld è un insieme alquanto disordinato di edifici circondati dalle tipiche capanne Himba ed Herero.Non abbiamo nessuna prenotazione, per le due serate. Mi reco quindi alla missione cattolica per pernottare ma purtroppo sono al completo. Vado alla ricerca di Andre, che trovo al supermercato Powersave nel centro del paese, il quale gentilmente ci accompagna alla guest house dove ci distribuiamo in 4/5 stanze. La sera cena con cassa cucina.

OPUWO - EPUPA FALLS

La mattina presto siamo pronti per partire, prima facciamo acquisti di zucchero, farina e tabacco da offrire agli himba, per ogni eventualità riempiamo anche le due taniche di benzina. Alle 9,00 partiamo. Lungo il tragitto visitiamo il primo villaggio Himba che incontriamo, dove doniamo farina zucchero e tabacco. Proseguendo ci fermiamo ad altri villaggi, soliti scambi di merce. La strada diventa veramente brutta dal km 113 in poi, la regione è veramente selvaggia il caldo è opprimente. In alcuni tratti si procede ad una velocità non superiore a i 5 km all'ora. Incontriamo molti Himba lungo la strada e fa veramente uno strano effetto vedere questo popolo nomade, mantenere quasi inalterate le proprie tradizioni. Sono passate ormai 7 ore dalla partenza, quando fatta un ulteriore curva, come per magia, all'improvviso davanti a noi si manifesta una macchia verde brillante che contrasta con il colore grigio del paesaggio circostante. Giungiamo all'oasi e decidiamo di accamparci all'Omarunga Rest Camp, il posto è splendido. Da segnalare che vi sono diversi campeggi: il primo che si incontra è gestito dalla popolazione Himba, ma essendo uno successivo all'altro non vi sono sostanziali differenze fra loro. Montiamo le tende sotto le palme a pochi metri dal fiume Kunene. L'acqua in questo punto è calma ed invitante ma i ragazzi del campeggio ci invitano a non fare il bagno in quella zona in quanto vi sono i coccodrilli. A piedi ci dirigiamo verso le cascate, che distano poche centinaia di metri. Assistiamo ad un meraviglioso tramonto, in compagnia di alcune ragazze Himba che per pochi N$ si fanno fotografare. Le cascate Epupa sono assoluntamente da vedere, e presto, perché un faraonico progetto idroelettrico minaccia di cancellarle dalla faccia della Terra, sconvolgendo l'intera regione ed il suo delicato microsistema. La sera cena con cassa cucina.

EPUPA FALLS - OPUWO

La mattina presto facciamo una breve passeggiata per vedere le cascate. Saliamo fino alla collina posta proprio davanti alle cascate. Alcuni del gruppo fanno il bagno in una delle tante pozze d'acqua. Fate attenzione, a valle della cascate i coccodrilli e gli ippopotami possono rappresentare un serio problema. Il fiume Kunene si divide in diversi canali e si disperde in una serie di burroni, la cascata principale, forse la più bella, è alta circa 40 metri e sembra la cascata Vittoria in miniatura. A malincuore alle 10 partiamo. Sulla strada del ritorno ci fermiamo ad un altro villaggio Himba, incontriamo intere famiglie di questo popolo nomade che ci parlano e fanno domande, forse ci chiedono un passaggio ma quello che riusciamo a dire è solo moro moro e kana ranawa, che significano ciao e arrivederci. A metà strada diamo un passaggio ad una famiglia di angolani che è rimasta a piedi con la propria auto. Siamo ad Opuwo alle 16,00. Ci rechiamo al locale stadio di calcio per assistere alla partita e poi giriamo per questo piccolo paese. La sera grande spaghettata con cassa cucina.

OPUWO ETOSHA NATIONAL PARK OKAUKUEJO

Alle 7,00 pronti per partire. Siamo diretti all'immensa riserva protetta del parco Etosha, ben 23 mila km quadrati di savane e boschi, considerato uno dei migliori posti per vedere gli animali in libertà. Dopo otto ore di viaggio siamo all'entrata del parco di Okaukuejo, sistemiamo le tende nella zona del campeggio, molto polverosa. La piscina del parco invita alcuni partecipanti ad un piacevole bagno, altri vanno alla pozza, illuminata di notte, dove centinaia di specie di animali si recano per abbeverarsi. La pozza è senza dubbio la più bella dei tre campi del parco. Altri ancora fanno un breve giro nel parco con sosta a Okondeka, ove è facile incontrare felini a Luubron e Adamax. Si incontrano molti animali lungo la strada che. La sera fa molto freddo e alcuni compagni di viaggio decidono di pernottare in bungalow per le due notti. La sera cena nel ristorante del campo. Di sera gli sciacalli si aggirano per le tende, cercate di non lasciare niente fuori dalle stesse. Molto sono gli elefanti e i rinoceronti che di sera copiosi si recano alla pozza.

OKAUKUEJO

La giornata trascorre piacevolmente in vari game drives. Avvistiamo a Olifantsbad un branco di 30 elefanti e ad Aus una leonessa che si abbevera in una delle tante pozze del campo. La sera visto la temperatura rigida ci sistemiamo tutti nei bungalow. Cena al ristorante del parco e visita alla pozza, dei felini nemmeno l'ombra. Tante giraffe, rinoceronti, gazzelle, antilopi, dik dik, kudu maggiore, branchi di gnu, orici e zebre.

OKAUKUEJO-HALALI

Partiamo con calma per Halali, facendo varie soste nei punti segnalati dalla mappa per osservare gli animali. Giungiamo al campo di Halali alle 16,00. Paghiamo la differenza ed affittiamo i bungalow per la notte. Cena nel ristorante del campo, poi ci dirigiamo alla pozza, decisamente inferiore alla precedente, vediamo tanti animali, ma dei felini nemmeno l'ombra.

HALALI - NAMUTOMI - WINDHOEK

Di comune accordo decidiamo di saltare la sosta a Namutomi, per dirigerci direttamente a Windhoek. Telefono all'albergo della capitale per annunciare il nostro arrivo anticipato di un giorno e fortunatamente hanno posto. Partiamo quindi alla volta dell'ultimo campo dell'Etosha, facendo diverse tappe per ammirare gli animali. A Namutomi facciamo una breve sosta per visitare il famoso forte tedesco e per un piccolo spuntino. Poi proseguiamo per la capitale che raggiungiamo alle 21,00. Dopo aver preso possesso delle nostre stanze, andiamo a cena al vicino ristorante Sardinia dove ceniamo a base di pizza. Poi esausti a letto.

WINDHOEK

La mattina trascorre tra la sostituzione di uno specchietto retrovisore esterno di uno dei pulmini, fatto direttamente alla locale filiale della VW, e la consegna degli automezzi che Mrs Cinthya ha trovato in perfetto stato. Ci concede di tenerli per tutto il giorno. Ci dirigiamo alla cooperativa di Penduka ove acquistiamo aggetti di artigianato. Poi liberi in centro per gli ultimi acquisti e visita della città. La Post Street Mall è una bellissima zona commerciale, fiancheggiata da bancarelle di souvenir, al centro della zona pedonale sono esposti 33 meteoriti caduti nella Namibia meridionale anni or sono. La sera prenoto alla Windhoek Brauhaus, un locale tipicamente tedesco dove ceniamo ottimamente a base di carne e pesce. Finiamo la serata a tentare la fortuna al Casino dell'Htl Kalahari Sands nel centro della città.

PAESI CORRELATI CON QUESTO ARTICOLO

NAMIBIA