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L'infinito Incanto
Carlo Bonetti

Nel paese delle Esperidi, in viaggio dalle città romane ai villaggi berberi, dalle foreste dell'Atlante alle sabbie del Sahara.

Atterrando al Mohammed V di Casablanca, ancora immersi nel ricordo della love story fra Humprey Bogart ed Ingrid Bergman e nella languida immagine di un bacio in bianco e nero, veniamo ricondotti ad una realtà ben diversa dalla grande foto a colori di un compunto sovrano che sovrasta il plastico della nuova Moschea di Hassen II.

Ma se è finito così il più grande dei miti di questo paese, che cosa ne sarà mai degli altri?
Non è che le Esperidi, ninfe del tramonto che abitano l'estremo occidente, delegate a sorvegliare il giardino degli dei nel quale crescevano le mele d'oro, abbiano fondato, rinnegando il loro ruolo, un gruppo Heavy Metal? Ed Atlante, loro padre, annoiato di reggere la volta celeste, abbia aperto un centro fitness con abbronzatura intensiva ?
Ma come?!? Proprio Atlante, che nella staticità della sua posa plastica ha occupato per anni un posto nella Top Ten delle reminiscenze scolastiche?
Per fortuna no! L'Atlante imponente e maestoso è ancora lì e funge sempre, con i suoi 4000 metri di altezza, da spartiacque naturale fra il nord del Marocco delle città imperiali, caotiche e pulsanti di vita, ed il sud dei grandi spazi silenziosi e deserti.
Qui, vene d'acqua dai tortuosi percorsi portano frammenti di verde e di vita in una landa sconfinata, desolata ed inquietante come un amore non corrisposto. Lungo questi corsi d'acqua del profondo sud, nelle valli del Dadès e del Drâa, sorgono superbe e misteriose abitazioni: le kasbah, residenze fortificate, abitate generalmente da un solo nucleo familiare, e gli ssour, destinati alla collettività. Intorno a queste architetture berbere, derivate secondo alcuni studiosi da modelli di epoca romana, si concretizzavano borghi di argilla protetti da muraglie erette contro le tempeste di sabbia, i predoni del deserto e l'usura del tempo, quel tempo scandito da orologi le cui lancette sembrerebbero ancora ferme al Medio Evo.
Il Marocco è un vasto campionario di monti e pianure, fiumi e laghi, deserti e foreste, spiagge oceaniche e marittime, che fanno da sfondo a vestigia lasciate da Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Berberi ed Arabi.
Le foreste dell'Atlante, con i cedri di Azrou, diventano un lontano ricordo mentre si oltrepassano i campi coltivati a mais, frutta, cereali o querce da sughero, per ritrovarsi poi ad ammirare le infinite varietà di palme: ce ne sono addirittura una settantina negli immensi palmeti che fanno da cornice al fiume Ziz, un corso d'acqua che nasce dalle montagne dell'Atlante e si disperde nelle sabbie del Sahara.
E che dire di una fortezza portoghese con cisterne dalle volte degne di cattedrali, quando ancora si inseguono nella mente le immagini dei mosaici policromi delle ville romane o dei mirabili intarsi lignei delle mederse?
Questo è il Marocco dai mille volti, con miriadi di aspetti incomparabili e cangianti; è lì che aspetta, ad un tiro di schioppo da noi, in un'Africa che, dopotutto, nasce ad una sola decina di miglia dall'Europa.


PERCORSO

da Casablanca a Casablanca - Km compless. 2800 ca.
aereo, auto
14 giorni
windsurf, sport balneari, trekking, birdwatching

Arte e Storia *****
Natura ****
Sport e Divertimento ***


Tappa 1
Partenza: Casablanca
Arrivo: Rabat
Distanza: 130 km
Tempo di spostamento: 2h
Mezzo: auto

Casablanca, metropoli di 4 milioni di abitanti e capitale economica del Marocco, è forse la città meno rappresentativa del paese, e per la sua visita una giornata può essere sufficiente.
Molto interessante è però l'enorme moschea di Hassen II, un gigantesco complesso ipermoderno fra i più grandi del mondo nel suo genere, che può ospitare fino a 100.000 fedeli con tanto di biblioteca, scuola coranica, parcheggio sotterraneo, moschea con tetto apribile e pavimenti in marmo di Carrara riscaldati elettricamente. Il minareto, a base quadrata con lato di 25 metri, funge da faro, con la rispettabile altezza di 180 metri!
Da Casablanca, in direzione nord, l'autostrada conduce in poco più di un'ora a Rabat, capitale politico-amministrativa con sede del governo e residenza del re. La città sorge sulla foce del fiume Bou Regreg, sulla costa atlantica, e con l'antica Salé è abitata da circa un milione di persone. Da vedere, a Rabat, vi sono la torre di Assan con relativo mausoleo, dove si può assistere al cambio della guardia con i soldati avvolti in eleganti uniformi su fieri cavalli arabi, il palazzo reale con i suoi lussureggianti giardini e la necropoli di Kellah, un luogo davvero fuori dal tempo i cui resti archeologici si fondono con ricchezze naturalistiche. Sui tetti, infatti, numerosi sono gli aironi e le cicogne che nidificano e si lasciano tranquillamente osservare.


Tappa 2
Partenza: Rabat
Arrivo: Meknes
Distanza: 140 km
Tempo di spostamento: 2h
Mezzo: auto

Alla mattina partenza di buon'ora per Meknes, che con i suoi 500.000 abitanti è la quinta città del Marocco. La visita richiede almeno una giornata, e conviene limitarla alla medina (città vecchia), tralasciando la città moderna.
Si parte dalla Porta di Rab Mansour, la più famosa della città, tutta decorata in ceramica e mosaico verde, il colore di Meknes. Da qui si prosegue verso il palazzo imperiale Dar El Ma, o Palazzo sull'Acqua, con il suo vasto bacino costruito per garantire rifornimenti idrici in caso d'assedio. Una serie di canali sotterranei, infatti, con un sistema di norie azionate da muli distribuivano l'acqua a seconda delle necessità. Nello stesso complesso, giganteschi granai definiti come scuderie troneggiano su una serie di silos a volta, interrati in altrettanti magazzini. Le mura hanno spessori tali da mantenere costante la temperatura per tutto l'anno, e garantire la buona conservazione delle derrate.
Ci si sposta poi ad ammirare le splendide decorazioni della medersa Bou Tnania, e il tour di Meknes termina alla porta Bab El Kemis, riccamente decorata con pietre angolari nere e verdi.


Tappa 3
Partenza: Meknes
Arrivo: Fés
Distanza: 140 km
Tempo di spostamento: 3h
Mezzo: auto

La partenza è di buon mattino, in direzione di Volubilis, il principale sito archeologico del paese, con i resti di un'importante città romana che conobbe il suo maggior splendore tra il primo ed il terzo secolo d.C.
Dopo la creazione della provincia romana della Mauritania, la città divenne sede del procuratore imperiale. Nonostante l'imperatore Marco Aurelio l'avesse cinta di poderose mura, i Berberi l'assalirono più volte e, dopo alterne vicende, essa fu abbandonata definitivamente nel V secolo d.C. Da vedere sicuramente la via dei frantoi, che deve la sua opulenza al fiorente commercio dell'olio, la casa di Orfeo, decorata con bellissimi mosaici che illustrano il mito del celebre cantore e le terme di Galliano, dal nome dell'imperatore che le fece costruire (un gran gaudente, a giudicare dai resti delle caldaie che riscaldavano l'acqua, nella quale pare rimanesse immerso per ore, ascoltando musica ed assistendo a spettacoli).
Superato l'arco di trionfo dedicato a Caracalla, si percorre il decumano massimo, fiancheggiato da ville private, decorate per lo più con mosaici, per arrivare al palazzo di Gordiano. Dulcis in fundo, la dimora di Venere, la più sontuosa della città, con pavimenti interamente rivestiti di mosaici.
In serata arrivo nella moderna Fés, per grandezza la terza città del Marocco.


Tappa 4
Partenza: Fés
Arrivo: Fés
Distanza: 10 km
Tempo di spostamento: 4h
Mezzo: auto, passeggio

Fés conta un milione di abitanti, ed è la più antica delle quattro città imperiali. La sua famosa università della cultura e dell'arte magrebina ne fa uno dei più dinamici centri religiosi e commerciali del paese. Oggi, come 600 anni fa, la vita della medina più grande dell'Africa occidentale scorre come sempre, con i ritmi scanditi dal dolce muezzin.
Fés El Alih, la città vecchia, è come allora suddivisa in più di 300 quartieri, con una moschea, una scuola coranica, un hammam ed un forno. Qui decine di corporazioni artigiane, vero cuore di Fés, lavorano nel più profondo rispetto della tradizione in un labirinto di vicoli caotici che si snodano tra antiche case, producendo e vendendo...beh, di tutto (ci sono conciatori, tessitori, tintori, cesellatori e tanti altri).
Dopo aver fatto il giro delle mura, si può visitare il Museo Dar El Batah, che raccoglie il meglio dell'artigianato marocchino, dando l'esatto quadro di insieme su cui sfogare eventualmente un irrefrenabile desiderio di shopping. Fare acquisti può rivelarsi una pratica altamente estenuante, per cui, sfiniti dalle contrattazioni, si apprezzerà sicuramente un tè con dolci locali, magari sorseggiato in un locale tipico o sul belvedere del proprio hotel.


Tappa 5
Partenza: Fés
Arrivo: Midelt
Distanza: 250 km
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: auto

Lasciata Fés, si procede in direzione sud sulla strada P24, e si raggiunge dopo 20 km Ifrane, località di villeggiatura sul Medio Atlante, a 1.600m di altitudine. Da qui, fin dopo Azrou, i paesaggi sono sempre più belli, con immensi cedri abbarbicati su ripidi pendii e chalet di facoltosi marocchini (compreso quello del re) che fanno da sfondo agli incantevoli laghi di Afourgan e Ifer. A questo punto, si può pensare a tutto tranne che di essere in Marocco!
Dopo aver superato il passo dello Zad (2.200m) si punta poi su Midelt, dove si può trascorrere la notte.


Tappa 6
Partenza: Midelt
Arrivo: Merzouga
Distanza: 310 km
Tempo di spostamento: 8h
Mezzo: auto

Da Midelt si procede per un altro passo, posto a 1.900m di altezza, da cui si accede alla valle dello Ziz. Qui il cosiddetto "Tunnel del legionario" dà accesso alle Gorges du Ziz, le cui pareti rocciose tagliano la valle.
Prima di raggiungere Er Foud, sulla strada P21, da non perdere la visita della kasbah Al Mahadid, utilizzata da Bernardo Bertolucci per il film Il tè nel deserto. Poi, dopo una sosta in una immensa oasi di circa un milione di palme da dattero, si arriva alla cittadina di Er Foud, senza dubbio la capitale mondiale di questo frutto.
A sud est della città, una pista di una cinquantina di chilometri che segue i pali del telegrafo conduce al villaggio di Merzouga, dove si trovano le stupefacenti dune di sabbia dell'Erg Chebbi, avamposto dello sconfinato Erg Occidentale, che sono alte fino a 150m e che, da sole, varrebbero il viaggio.
Dopo un tramonto da film, si può cenare e alloggiare ai piedi delle dune nell'unico alberghetto del paese, dove un fuoco all'aperto, l'atmosfera ovattata e stelle a profusione costruiranno un piccolo paradiso per gli amanti del deserto.


Tappa 7
Partenza: Merzouga
Arrivo: Gole del Todra
Distanza: 220 km
Tempo di spostamento: 7h
Mezzo: auto

Ci si allontana controvoglia dal fascino e dalla suggestione suscitati da questo luogo, per prendere in direzione di Rissani, la città dell'argento, nelle cui vicinanze si trova l'antica capitale di Sigilmassa (Sigilum massae), per lungo tempo uno dei più importanti centri carovanieri del deserto.
Era una città che rivaleggiava con Fés e Marrakech, contava più di centomila abitanti e nella sua regione vi erano più di 600 castelli e fortezze. Di questo glorioso passato resta ben poco, sicché, dopo una visita lampo, si procede per circa 200 km attraverso duri paesaggi, in direzione di Tinerhir.
Questo paese è il più vicino alle incredibili Gole del Todra, scavate dal fiume omonimo fra muraglie rocciose altre fino a 300m, che assumono a seconda della luce colorazioni rosse, verdi o grigie. Le gole sono per buona parte dell'anno asciutte, e offrono un terreno ideale agli appassionati di trekking.


Tappa 8
Partenza: Gole del Todra
Arrivo: Ouarzazate
Distanza: 240 km
Tempo di spostamento: 6h
Mezzo: auto

Non meno indicata per chi vuole fare trekking è la vicina valle del Dadès, o "strada delle kasbah", che dalla cittadina di Boumaine, verso l'alto corso dello Uadi Dadès, presenta canyon spettacolari e panorami stupendi. Qui una strada ripida ma asfaltata di circa 50 km conduce a Msemrir, da dove una mulattiera agibile solo d'estate in senso orario riporta alle Gole del Todra.
Sempre da Msemrir, disponendo di più tempo, si può arrivare alla mitica Imilchil, paese montano custode di una delle tradizioni berbere più famose: il Moussem dei fidanzati o mercato del matrimonio. Infatti qui, dalla metà di settembre, ha luogo un raduno di tribù nomadi provenienti dalle vicine montagne, con l'intento di creare nuove parentele attraverso i matrimoni; solo in questa occasione le ragazze hanno la possibilità di scegliere il marito.
Si prosegue poi per Ouarzazate, capoluogo amministrativo del Drâa, posto alla confluenza della valle del Drâa e del Dadès.


Tappa 9
Partenza: Ouarzazate
Arrivo: Zagora
Distanza: 170 km
Tempo di spostamento: 4h
Mezzo: auto

Alla periferia orientale di Ouarzazate, verso Zagora, si lascia la strada P31 per il bacino di El Mansour Ed Debbi, che fa da sfondo alla kasbah di Taourirt, suggestiva residenza del pascià di Marrakech. Da qui la valle del Drâa si snoda fra oasi rigogliose di palme fino a Zagora, porta del deserto. Qui il profondo sud dilaga; la fusione con le popolazioni di colore assume molta importanza, e un classico cartello lo rammenta: "Timboctou: 55 gg. di cammello".
Arrivati a Zagora, volendo ricercare nuovamente il fascino delle dune, si procede per 22 km a sud-est fino a Tamegroute, sede di una biblioteca del XII secolo che custodisce rari testi coranici manoscritti su pelli di gazzella; da qui il passo è breve per le splendide dune di Tinfou.


Tappa 10
Partenza: Zagora
Arrivo: Marrakech
Distanza: 380 km
Tempo di spostamento: 9h
Mezzo: auto

Da Zagora si percorre a ritroso tutta la valle del Drâa fino a Ouarzazate, e si segue poi il tratto che percorre il passo del Tizi'n Tichka a 2.260m, e si sviluppa per 200 km lungo la P31 fino a Marrakech. Prima di cominciare a salire per le asperità del terreno spoglio e battuto dal vento, non perdetevi la deviazione di 8 km per Ait Benhaddou, un villaggio fortificato che, sotto l'egida dell'UNESCO, risulta essere il meglio conservato di tutto il paese.
Marrakech, la "città rossa", è la più famosa delle città imperiali del Marocco, nonché la sua capitale turistica. Tutta la popolazione, circa settecentomila abitanti, sembra concentrata intorno alla piazza Jemaa el Fna (la ex "piazza degli impiccati") e ai vari souq che la contornano.
Qui convergono in continuazione gruppi di saltimbanchi provenienti dal sud del paese, guaritori mistici, incantatori di serpenti, cantastorie, barbieri, dentisti, venditori, in un bagno di folla collettivo e un po' opprimente che fa rimpiangere gli immensi spazi e i grandi silenzi del giorno prima.
Ad ogni buon conto, la conturbante metropoli berbera vanta un pregevole patrimonio storico-artistico, ed il prolungamento della sua visita è rapportato sicuramente al periodo stagionale ed alla voglia di mare che ne può scaturire. Infatti, mentre d'inverno Marrakech ha una temperatura sempre mite, d'estate, pur trovandosi circondata da 15.000 ettari di palmeto a 600m di altitudine, è oppressa da giornate torride che spingono soprattutto i turisti ad ovest, verso la costa sempre ventilata, mecca per gli appassionati del windsurf.


Tappa 11
Partenza: Marrakech
Arrivo: Essaouira
Distanza: 180 km
Tempo di spostamento: 3h
Mezzo: auto

Scalo di navigatori fin dal tempo dei Fenici, Essaouira, la "città bianca", è una città di mare fra le più affascinanti della costa atlantica.
Un tempo le isole di fronte alla baia la resero famosa per la produzione della porpora e per averle dato, nel periodo della dominazione portoghese, il nome Mogador. L'"amena Mogador", distesa su una stretta penisola, divenne un rifugio sicuro soprattutto per il clima costante e mite, assicurato in ogni stagione dagli alisei.
Oggi il porto da pesca, uno dei più importanti del Marocco, è il luogo più animato della città; è protetto da alte mura merlate, sulle quali sono allineati verso l'oceano vecchi cannoni spagnoli. Anche in bassa stagione, Essaouira è affollata di un turismo giovanile e fuori dagli schemi, che l'ha eletta a proprio punto di ritrovo.
Una passeggiata dopo cena dà la piacevole sensazione di trovarsi in un ambiente cosmopolita, pieno di gente interessante (e a volte anche di qualche freak...). Inoltre, i locali per divertirsi non mancano, così come la possibilità di fare acquisti.


Tappa 12
Partenza: Essaouira
Arrivo: Casablanca
Distanza: 410 km
Tempo: di spostamento 6h
Mezzo: auto

Da Essaouria si prosegue in direzione nord lungo la P8 fino a Safi, città portuale e industriale, per una strada agevole ma distante dalla costa e priva di particolare interesse.
Si segue poi la S121, parallela all'oceano, che lambisce una fertile costa fra spiagge solitarie, villaggi di pescatori e campi di ortaggi fino a El Jadida, fondata dai portoghesi nel'500. L'ambiente universitario giovane e moderno ne fa una città proiettata nel futuro, nonché una stazione turistica fra le più frequentate del Marocco. Non mancano comunque antiche vestigia, soprattutto all'interno della cittadella portoghese, trasformata un secolo fa in quartiere ebreo. Di particolare interesse nella città vecchia è la cisterna portoghese, una sala quadrata sotterranea di 34 metri di lato con grandiose volte gotiche, illuminata da un'unica apertura circolare sul soffitto.
Da El Jadida si prosegue poi per un altro centinaio di chilometri fino a giungere a Casablanca, dove ci attende l'aereo per il rientro in Italia.



COMMENTO AL VIAGGIO

Il percorso è circolare, e permette di visitare una buona parte del paese. Ciò nonostante, il Marocco è molto vasto, e dal percorso rimangono fuori sia la costa mediterranea che si affaccia sulla Spagna, che le più remote regioni del sud, ai confini con la Mauritania.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.6 (novembre '99) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
Marcopolo Guida Viaggi: percorsi di viaggio PENSATI, VISSUTI e RACCONTATI da Voi Viaggiatori. E mail: marcopologv@libero.it

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