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Kathmandu - La Valle Senza Tempo
Massimo Cufino

Girovagando tra villaggi rinchiusi da gigantesche montagne, dove religioni e costumi differenti convivono in una magica atmosfera di pace.

In un piccolo cortile di una palazzina, decine di sguardi sono rivolti verso una finestra aperta al primo piano dell'edificio: scrutano attentamente cercando di catturare un qualsiasi movimento proveniente da una stanza che dà sul cortile stesso.
Un silenzio quasi irreale avvolge il palazzo: tutti sono in attesa che una figura femminile mostri loro le proprie sembianze. Si tratta di una donna davvero particolare: infatti, questa attesa è rivolta addirittura verso una dea, la dea Kumari, che nelle rosse vesti di una ragazzina si concede agli occhi di chi le chiede solo di ammirarla.

Le apparizioni durano solo pochi istanti, frazioni di secondo, non abbastanza perché qualche sprovveduto osi avvicinare la mano all'arma proibita, la macchina fotografica. E forse è proprio questa apparecchiatura che ci mantiene ancorati al nostro tempo, perché tutto il resto attorno a noi ci trasporta, come per magia, nel medioevo. Tale, infatti, è l'atmosfera che si respira tra i palazzi e i templi della Durbar Square di Kathmandu, città posta a circa 1300 metri s.l.m., al centro di una valle circondata da montagne che precedono le bianche vette himalayane.
In questo luogo, da molti considerato come l'ombelico del mondo per l'intreccio di religioni, culture e costumi che lo caratterizzano, tutto è intriso di misticismo ed è impossibile non restarne contagiati.
La leggera foschia che aleggia di prima mattina contribuisce certamente a rendere la città ancora più affascinante e intensa: è un'atmosfera che si diffonde nell'intera valle, mescolandosi con la realtà di tutti i giorni. Qui piccoli villaggi di case fatiscenti, rallegrati dal gioioso vociare dei bambini, si alternano a città dove auto, moto e risciò si avventurano in improbabili slalom; templi e pagode induiste si susseguono a monasteri e stupa buddisti; spezie e aromi impregnano le stradine dei paesi, dove il rosso delle tuniche dei monaci tibetani si mischia ai vivaci colori delle vesti femminili.
Dalla capitale si raggiunge, in breve tempo, qualsiasi punto della valle. Il viaggio proposto è appunto costituito da sei tappe che, tranne una, hanno come base di partenza/arrivo la capitale. Per gli spostamenti più lunghi è meglio approfittare di un bus, ma una volta giunti a destinazione è sicuramente preferibile visitare i dintorni o proseguire per la strada a piedi. Il lento ritmo delle camminate consente di calarsi pienamente nella vita nepalese, e di apprezzarne alcuni significativi particolari che altrimenti andrebbero persi.
C'è solo una raccomandazione da fare: non abbiate fretta! Passeggiate senza meta per le stradine, curiosate tra i negozi, girovagate tra i siti religiosi: solo così vi potrete calare pienamente in questa atmosfera, e vivere davvero la magia di Kathmandu e della sua valle.

PERCORSO

da Kathmandu a Kathmandu - Km compless. 170 ca.
pullman
6 giorni
foto, trekking, rafting

Difficoltà: bassa
Costo: basso

Arte e storia ****
Natura ****
Sport e divertimento *

1
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 50 km
Tempo di spostamento: 3h
Mezzo: pullman

La strada che si dirama verso sud-ovest raccoglie diversi villaggi meritevoli di una visita. Iniziate la giornata dall'ultima di queste attrattive, il tempio di Dakshinkali, che si trova in fondo ad una valle stretta e buia raggiungibile da Kathmandu in 45'.
Alla mattina verso le 9.00 è maggiore la concentrazione di fedeli della dea Kali, alla quale vengono offerti per devozione sacrifici di animali, per lo più galline. A intervalli irregolari la processione viene interrotta per consentire all'inserviente di ripulire il pavimento dal rosso del sangue e dai fiori portati in dono; il tutto è avvolto da una leggera coltre di fumo generato dai fuochi, ed accompagnato da una tipica melodia orientale. Lungo la scalinata che conduce al tempio stazionano numerosi santoni che, per poche rupie, vi applicheranno il terzo occhio, quello dell'anima. Qua e là giacciono animali sgozzati: l'atmosfera è davvero mistica e piuttosto cupa, ma ecco che, risalendo verso i parcheggi, essa lascia il posto alle solite bancarelle per turisti ed ai classici souvenir.
Sulla strada del ritorno si incontra Parphing. Due sono i motivi di interesse di questo simpatico villaggio, oltre alla piacevole scarpinata: un monastero buddista circondato da numerose e colorate bandierine (le preghiere tibetane), dove è possibile partecipare alle preghiere dei monaci, e la tipica architettura Newari. Se siete fortunati capiterete nel villaggio durante l'orario di intervallo della scuola: numerosi bambini in grembiule rosso porpora vi circonderanno per divertirsi con voi. Per trovarli è sufficiente seguire il vociare festoso che risuona per l'intero villaggio.
Proseguendo il percorso al fianco della strada principale si osserva il tempio di Sakh Narayan, con alcune vasche e un piccolo monastero buddista al suo fianco. Pochi chilometri dopo, parcheggiato il minibus su un lato della strada, ci si incammina sullo sterrato per raggiungere la gola di Chobar, dove un ponticello sospeso permette di osservare le acque del fiume Bagmati provocare una sottile e profonda frattura nel terreno.
Tornando sulla strada asfaltata si giunge a Kirtipur, la "città dei nasi tagliati", che è sede di università ed è caratterizzata dalle case costruite in architettura Newari, ove potrete ammirare le classiche bellezze tantriche. Qui sono presenti tre bei templi: Uma Maheshwar, dedicato a Shiva e Parvati, Bagh Bhairava, il tempio tigre, e lo stupa Chilancho Vihara, in cima alla collina meridionale della città. Dal cortile di quest'ultimo si gode un bel panorama sull'intera valle.
Come ultima meta della giornata visitate Bungamati, dove, al centro della piazza, sorge un bel tempio induista. Da qui, in circa 20', è possibile raggiungere a piedi Karya. Solo una piccola pagoda, che naturalmente non è aperta agli occidentali, caratterizza questo paese: a meno che non abbiate molto tempo da spendere, evitate quest'ultima escursione e rientrate prima a Kathmandu per prepararvi una bella serata in questa magica città


2
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 60 km/20 km
Tempo: 2h /7h
Mezzo: pullman/trekking
Difficoltà: facile

Di buona mattina, prendete la strada che porta in Tibet e, dopo un'ora di bus, eccovi a Dhulikhel. Questo centro è il punto di partenza per l'interessante escursione al Namobuddha. Il breve trekking è di complessivi 20 km, e attraversa verdissime valli tramite sentieri che alternano salite e discese mai impegnative.
Al centro del percorso, sulla sommità di una collina, sorge il piccolo stupa dedicato al Buddha: la leggenda vuole che proprio in quel luogo egli si offrì in pasto a una tigre affinché questa potesse sfamare i propri cuccioli.
A un lato dello spiazzo potrete riposarvi e rifocillarvi in un piccolo bar. Poco dopo si incontra un monastero, chiaramente costruito più di recente; ovunque le immancabili e coloratissime bandierine affidano al vento le preghiere dei fedeli.
Il bellissimo giro circolare, lungo il quale si incontrano alcuni villaggi con splendidi spaccati di vita quotidiana, termina a Panauti. Anche qui domina l'architettura Newari, ma ciò che colpisce maggiormente il visitatore è il bel complesso di templi induisti, tra i più antichi del paese, posto nel verde su una riva del tranquillo fiume Punyamata Khola.

3
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Bhaktapur
Distanza: 35 km
Tempo: 45'
Mezzo: pullman

Attraverso la stessa comoda strada percorsa il giorno precedente, in circa mezz'ora sarete a Bhaktapur, terza città della valle e sicuramente la più incantevole.
Qui, più che altrove, sembra di essere catapultati nel medioevo. Le strade sono libere da veicoli, le case in puro stile Newari, i templi tra i migliori del Nepal. Per entrare nel centro è necessario munirsi di biglietto (300 Rp o 5 USD), richiesto per la manutenzione del posto. Effettivamente, le strade sono pulite e il luogo è molto suggestivo.
Bellissima è la piazza Taumadhi con i templi Bhairabnath e Nyatapola, la pagoda più alta del Nepal. La Durbar Square, poi, è più grande di quella della capitale e ai suoi lati i compratori incalliti troveranno numerose botteghe per la lavorazione del legno. Curiosa ed interessante è la Potter's Square, dove gli artigiani locali producono e vendono oggetti di terracotta.
Una giornata è qui sicuramente ben spesa e l'ideale sarebbe pernottarvi. Infatti, verso sera, quando la massa di turisti ha ormai lasciato la città, si riesce ad apprezzare molto meglio la tranquillità e la bellezza delle vie. Dopo cena, poi, le note di una melodia potrebbero condurvi in uno dei templi dove suonano musiche religiose, per una serata davvero unica...

4
Partenza: Bhaktapur
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 60 km
Tempo: 1h 30'
Mezzo: pullman

La tappa successiva è rappresentata dal tempio di Changu Narayan, accessibile, dopo una serie di tornanti, in circa 30' da Bhaktapur. Questo è l'unico sito accessibile con fatica senza mezzi meccanici, con una salita finale decisamente ripida. L'eventuale sforzo, però, è ben ripagato dal tempio, che costituisce l'esempio più antico di architettura di pagoda in stile nepalese, e soprattutto dallo splendido panorama che si gode dal piazzale anteriore l'edificio religioso.
Dopo circa 13 km si raggiunge il centro di rifugiati tibetani di Jawalakhel, dove si può assistere alla fabbricazione di tappeti, e fare qualche acquisto.
La tappa successiva è Patan, la seconda città della valle, sicuramente meno caotica di Kathmandu. Abbandonate il mezzo che vi ha trasportato un centinaio di metri prima della Durbar Square, e raggiungetela a piedi. Già durante la camminata incontrerete diversi piccoli templi con dei cortili interni molto particolari.
Poi, eccovi alla piazza principale: impossibile non riconoscerla! In qualsiasi direzione rivolgiate il vostro sguardo, potrete ammirare edifici sacri induisti, ognuno diverso dall'altro: pagode si alternano a templi a più piani e obelischi si mischiano a statue. A un lato della piazza sorge il palazzo reale, l'edificio più antico (XIV secolo) del luogo. A pochi minuti dalla piazza si trova il Tempio d'Oro, costruzione buddista nel cui cortile passeggiano indisturbate diverse tartarughe.

5
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 30 km
Tempo: 1h
Mezzo: pullman

Appena lasciata la capitale, diretti verso est, si raggiunge lo stupa di Bodnath, il più grande di tutto il Nepal.
Giace al centro del paese, circondato dai palazzi. Cercate di spendere qualche ora qui, specialmente per girovagare intorno allo stupa e visitare i numerosi monasteri che lo circondano. E' molto facile assistere alle coinvolgenti preghiere dei monaci, ravvivate da tamburi e trombe. Inoltre i religiosi tibetani sono sempre disponibili a rispondere alle domande, per esaudire le vostre curiosità relative alle usanze locali.
Poco lontano si trova la collina di Kathmandu, sormontata da uno stupa: si tratta della famosa Swayambunath, con un bel panorama sulla città. Ci si può arrivare con il pullman o a piedi, salendo per una lunga e scivolosa scalinata. Il luogo ospita anche funzioni religiose: con un po' di fortuna, infatti, si può incontrare una coppia di sposini che ha appena terminato la cerimonia. Il rinfresco si consuma intorno ai monumenti, tra gli sguardi attenti e forse un po' invidiosi delle numerose scimmie che hanno fatto della collina il loro quartier generale. I babbuini affollano ogni angolo del sito, ma se non li provocate e non offrite loro da mangiare, vi ignoreranno per dedicarsi ad altri turisti più "meritevoli" di attenzioni.


6
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 60 km
Tempo: 1h 30'
Mezzo: pullman

La strada che conduce verso le montagne del nord passa per Budhanilikanta, a 10 km da Kathmandu; qui sorge l'interessante tempio di Visnu.
La mattina presto molti fedeli portano fiori rossi e offerte varie alla statua della divinità, che giace al centro di una vasca adagiata su un letto di undici serpenti, le cui teste fanno da corona al capo della divinità. Particolarmente curiosa è la cerimonia (verso le 9.30) di pulizia: due bramini, dopo aver chiuso l'ingresso ai fedeli, dapprima sciacquano accuratamente il corpo della divinità, poi le cospargono il viso con una serie di creme. Il rito, forse troppo lungo, è comunque seguito con interesse sia dai fedeli sia dai pochi turisti presenti.
In circa mezz'ora si raggiunge poi Pashupatinath, il luogo di Kathmandu più sacro agli induisti.
Giunti su una riva del fiume Bagmati, salite i gradoni che conducono ad un verde parco. Qui, oltre ai soliti babbuini ormai diventati familiari, incontrerete qualche santone e numerosi imbroglioni: qualcuno vi applicherà il terzo occhio, qualcuno vi poggerà sulle spalle un serpente per immortalarvi con la vostra macchina fotografica, qualcun altro per poche rupie vi assicurerà di sollevare una pietra con il proprio membro. Se siete interessati, non avete che l'imbarazzo della scelta!
Tornando sui vostri passi, alla sommità della scalinata che avete precedentemente superato, raggiungerete una serie di undici piccole teche poste in fila, parallelamente al corso del fiume. All'interno di ognuna è facilmente visibile un lingam, oggetto di culto con la forma di fallo. Volgendo lo sguardo dall'altra parte del Bagmati, potrete ammirare il complesso induista più importante della capitale; diversi edifici circondano il tempio principale dedicato a Shiva, sempre affollato di fedeli. Da queste costruzioni vi separano le acque del fiume, dove i bambini sguazzano giocosi vicino alle pire, utilizzate per le continue cerimonie di cremazione: è un tipico esempio di contraddizioni indiane.

7
Partenza: Kathmandu
Arrivo: Kathmandu
Distanza: 10 km
Tempo: 6h
Mezzo: passeggio

Naturalmente le escursioni sopra descritte si integrano alla visita di Kathmandu. Evitate la zona moderna: è insopportabilmente rumorosa, caotica e inquinata. Al contrario, dedicate giornalmente almeno un'ora alla parte vecchia della capitale, con la Durbar Square e dintorni, e al Thamel, dove troverete negozi, hotel e ristoranti.
La piazza principale è ricca di templi e palazzi, testimoni di antichi regni, dall'antico palazzo reale (Gaddi Bhaitak) al piazzale di Basantapur, con la sua torre, o al tempio di Mahadev-Shiva, dal quale potrete ammirare le figure di Shiva e Parvati, le deità protettrici del Nepal intagliate nel legno dell'omonimo tempio.
Visitate la piazza al mattino presto, quando le donne portano fiori alle divinità, oppure la sera, quando la luce delle candele contribuisce a creare un'atmosfera di grande suggestione. Non preoccupatevi, però, di terminare il giro di tutti gli edifici: sono più di cinquanta e la fretta necessaria vi impedirebbe di apprezzarli in pieno.
Piuttosto, passeggiate senza una fissa meta per le stradine intorno, scoprite i templi che si nascondono tra le case, i lavatoi, e gustatevi le scene di vita quotidiana senza preoccuparvi di ripercorrere la stessa strada: ogni volta troverete qualcosa di diverso.
Se siete single, e volete porre fine a tale condizione, non mancate di visitare quel tempio dove una considerevole folla di persone offre in omaggio fiori e frutta agli dei. Mentre le donne pregano perché i propri mariti vivano sempre in buona salute, i giovani chiedono alle divinità un aiuto nella ricerca dell'anima gemella. La tradizione vuole che il fedele torni per sette volte al tempio dopo essersi innamorato: solo così potrà coronare il proprio sogno e convolare a giuste nozze.



COMMENTO AL VIAGGIO

Solitamente non si organizza un viaggio in Nepal per una sola settimana, per cui l'itinerario suggerito può essere completato con diverse soluzioni: un trekking per apprezzare da vicino le montagne dell'Himalaya, qualche giorno nella zona di Pokhara seguito da un'escursione al parco del Chitwan (con la speranza di scovare una tigre!), oppure abbandonare il Nepal per un giro in Tibet o in India.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.6 (novembre '99) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
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