ETS home page .:. contattaci .:. faq


G E O G R A P H I C A
I T I N E R A R I
P H O T O G A L L E R Y
I N V I A G G I O
I T R A V E L L E R S
L' A S S O C I A Z I O N E






Bed & Breakfast Fiera Milano
Bigatt B&B, la miglior sistemazione nei pressi della fiera di Milano-Rho
Inizio > I T I N E R A R I > Europa > Francia

In Barca Tra Medioevo E Natura
Flavio Pinardi

Viaggio in battello fluviale nel Sud della Francia, dove l'acqua da sempre domina il paesaggio e condiziona la vita degli uomini.

Il sud della Francia è per i francesi la regione delle vacanze per eccellenza, con zone molto urbanizzate, paesi fatti di seconde case, spiagge, strutture sportive e locali notturni. Insomma tutto quello che si può chiedere alle classiche vacanze di mare, fatte di spiaggia e vita mondana, qui si può trovare.
In quest'ambiente s'inseriscono però, inaspettatamente, delle aree con una natura ricca d'animali, sia per varietà di specie che per numero d'esemplari. Non mancano neppure le mete culturali; infatti, Roma prima e il medioevo poi hanno lasciato tracce evidenti in questi luoghi, che sono, con l'antica lingua provenzale, la culla del francese moderno.

Il modo più originale per cercare di cogliere questi aspetti nascosti e affascinanti della regione è
il turismo fluviale, un modo davvero nuovo e diverso di concepire un viaggio in un'area il cui paesaggio ha, come presenza costante, l'acqua.
L'opportunità per questa nuova esperienza viene dalle agenzie di noleggio di battelli a guida senza patente, presenti in questa zona della Francia. Utilizzare la barca per muoversi all'interno della terraferma permette di cogliere gli aspetti più particolari della vita e della natura delle cittadine di provincia che si affacciano sulle sponde dei canali. Questi ultimi, poi, attraversano di solito zone poco urbanizzate, e quando entrano nelle città sono spesso in prossimità dei centri storici, permettendo quindi a noi "barcaioli" di rimanere al di fuori della kermesse turistica più caotica e del traffico urbano.
Il viaggio è iniziato in Camargue, la regione famosa per i fenicotteri rosa, i tori neri, i cavalli bianchi e ispiratrice di pittori e poeti. E' in questa prima parte del viaggio che la natura da il meglio di sé, con albe immerse in una nebbiolina da mondo delle fate e tramonti accolti dai canti degli uccelli. L'incedere lento della barca conferisce al viaggio un'atmosfera quasi surreale, specie in queste zone, le più selvagge di tutto il percorso.
Proseguendo per i canali il paesaggio lentamente cambia. Compaiono le saline, la vegetazione diventa più povera, il mare si avvicina; fino a quando si arriva anche a vederlo, è li a portata di mano, anzi di barca, ma a noi uomini di fiume gli spazi aperti del Mediterraneo sono preclusi (anche se, dopo un paio di giorni, c'eravamo già illusi di essere diventati dei "lupi di mare", dimenticandoci del nostro stato d'inesperti "spatentati").
Iniziano poi le lagune, le più piccole popolate da fenicotteri. L'ultima, l'Etang de Thau, è invece talmente estesa da dare l'impressione di navigare in mare aperto. Qui, al posto dei fenicotteri, pullulano gli allevamenti d'ostriche, riconoscibili dalla selva di pali che emergono dall'acqua e che costituiscono un'insidia alla nostra navigazione.
E' impossibile, parlando di ostriche, non parlare dei piaceri della tavola che hanno allietato le nostre cene: il moscato, i vari paté ed insaccati, i deliziosi prodotti da forno e, ovviamente, le ostriche in quantità industriale, che si possono acquistare lungo il tragitto nei negozietti dei vari paesini che s'incontrano lungo l'itinerario. Non perdeteveli, sono parte integrante dell'atmosfera di questa parte di Francia.
Si consulta poi la carta e, superata l'ultima laguna, con il binocolo si cerca il faro che segnala l'entrata del canale du Midi. Costruito nel XVII secolo, è un'opera eccezionale d'ingegneria idraulica. Qui, in un "viale" di platani, navighiamo in mezzo agli ultimi acquitrini lentamente sostituiti dai campi coltivati. La campagna francese ci circonda, con i suoi campi e i suoi paesi, in cui la chiusa costituisce ancora un luogo d'incontro e un motivo di svago per vecchi e bambini. Quale miglior divertimento del vedere dei marinai in erba che, manovrando in maniera inconcludente, faticano per entrare nella chiusa?
Alla domenica potrà anche capitarvi di vedere gruppi di persone intente a giocare alle bocce in mezzo alla strada; non fatevi ingannare dall'approssimazione del campo di gioco e dal tono folcloristico del tutto, l'impegno è massimo ed è anche possibile che sia un torneo con tanto d'arbitri ufficiali!
Questo viaggio lento e sornione non è certo noioso, ma al contrario vi farà riscoprire un'altra dimensione ormai perduta della parola viaggio, che oggi è fatta d'aerei, aliscafi e treni super veloci, dove la parola d'ordine è arrivare.
Con la barca, ciò che importa non è la destinazione, ma il viaggio stesso; lì si nasconde il segreto per scoprire il mondo nuovo che circonda il viaggiatore.

PERCORSO

da St. Gilles a Port Cassafiers - Km compless. 120 ca.
auto, barca, bicicletta
7 giorni
foto, pesca, birdwatching

ARTE: ***
NATURA: ****
SPORT E DIVERTIMENTI: **

DIFFICOLTÀ: media
COSTO: medio/basso



Tappa 1

Partenza: Arles
Arrivo: Franquevaux
Distanza: 50 km (auto)
Tempo di spostamento: 1h (auto)
Tempo di navigazione: 2h
Mezzo: auto, barca

Prima di ritirare la barca a St. Gilles, abbiamo fatto tappa "automobilistica" ad Arles. Questa cittadina al centro della Camargue è stata resa famosa da Van Gogh, che vi ha risieduto per qualche anno. Nonostante abbia perso parte di quei tratti pittoreschi, di piccolo centro industriale di provincia, che il pittore rappresentò nei suoi quadri alla fine dell'ottocento, resta un luogo piuttosto interessante. Da non perdere in particolare le importanti vestigia romane, tra le quali l'arena, il teatro e le terme. L'arena, tra le più grandi dell'antichità, è ancora oggi utilizzata; conta 12.000 posti, e vi si tengono delle corride chiamate course camarguise, che consistono nel tentare di sfilare dei nastri dalle corna di un toro infuriato.
Poi ci siamo recati a St. Gilles e, espletate le formalità burocratiche, tra cui la nomina del capitano (che non ha il potere di celebrare matrimoni, ma è il responsabile dell'imbarcazione e dovrebbe pilotare durante le manovre), abbiamo seguito un mini corso allo scopo di mostrarci il funzionamento della barca e le tecniche di manovra.
Partiti da St. Gilles, abbiamo navigato verso sud, visto che il Rodano in periodo di piena era chiuso alle imbarcazioni a guida senza patente (abbiamo per questo dovuto rinunciare a visitare le località al centro della Camargue; peccato, ma sarà per un'altra volta...).
Dopo alcune ore di navigazione, e dopo aver "rotto il ghiaccio" con il nostro mezzo, abbiamo scelto di attraccare per la notte in mezzo alle paludi, in prossimità di Franquevaux.
Le soste si possono effettuare in qualunque luogo lungo il canale, salvo la presenza di divieti espliciti, e all'interno delle città nelle zone riservate (spesso a pagamento) dei porti. In parole povere, "attraccare" significa: saltare a terra, piantare due picchetti con la mazzetta e legarvi la barca. La difficoltà maggiore è forse mettere d'accordo l'equipaggio sulla scelta del posto dove fermarsi.
Volendo visitare i luoghi segnalati sulle cartine a poca distanza dal canale, si dovrà prestare molta attenzione a riconoscere il punto sulla carta in cui ci si trova durante il procedere della navigazione; essendo il canale circondato da argini, bastano un filare di piante e pochi chilometri di distanza per nascondere un piccolo centro abitato o un castello e superarlo senza accorgersene!


Tappa 2
Partenza: Franquevaux
Arrivo: Le Grau du Roi
Tempo di navigazione: 3h
Mezzo: barca

La mattina dopo non ci siamo voluti perdere lo spettacolo dell'alba sulla palude, facendo un'escursione a piedi nelle campagne. Con poca fatica, e facendo un po' d'attenzione ad evitare i rumori molesti (e non vestendosi con colori troppo sgargianti, stile operaio delle autostrade!), si possono vedere molti uccelli delle specie tipiche delle zone umide, come aironi, sgarze, fenicotteri, anatre, svassi e cavalieri d'Italia. Non mancano inoltre i tori e i cavalli, allevati allo stato semi brado, un classico dell'iconografia della Camargue.
La navigazione ha poi ripreso percorrendo un canale per alcuni tratti seguito da una strada sull'alzaia, con direzione verso il porto d'Aigues-Mortes (Acque Morte).
Un imponente torrione, la Tour de Constance, che fa da sfondo alla fine del lungo canale in cui stiamo navigando, annuncia Aigues-Mortes, cittadina medievale costruita nel XIII secolo da Luigi XI, come porto sul Mediterraneo e base di partenza delle crociate.
Entrati in porto, siamo stati costretti a fare un po' di giri a vuoto, a causa del problema del parcheggio che ci ha perseguitati anche qui. Dopo aver "litigato" con il pilone di un ponte e la forte corrente, siamo riusciti ad attraccare solo grazie al provvidenziale aiuto di un marinaio inglese, che ci ha anche fornito altri preziosi consigli tecnici.
Dopo una visita alla cittadina, caratterizzata dalla cinta di mura perfettamente conservata, ci siamo diretti all'esterno della porta principale, nella città nuova, per acquistare generi alimentari, dato che i negozi all'interno vendevano soltanto souvenir per turisti.
Siamo poi ripartiti alla volta di Le Grau du Roi, lasciandoci le bianche saline di Aigues-Mortes alle nostre spalle.
Le Grau du Roi è un paese sul mare, con un'ampia spiaggia e un ponte che separa le due parti di porto fluviale/marino. Qui si può fare rifornimento d'acqua, e nella zona del porto commerciale, dietro i cantieri navali, vi è un supermercato facilmente raggiungibile in bicicletta. Lo stazionamento in porto per la notte è a pagamento, per il quale di mattina passa un addetto della Capitaneria.


Tappa 3
Partenza: Le Grau du Roi
Arrivo: Villeneuve-Les-Maguelonne
Tempo di navigazione: 4h
Mezzo: barca

Avendo deciso di non rifare il percorso inverso fino ad Aigues-Mortes, per raggiungere il Canal du Rhône à Sète, ma seguendo le indicazioni rassicuranti del marinaio inglese, abbiamo percorso un canale secondario che presentava qualche difficoltà per i fondali irregolari con scogli, tronchi semi affioranti e un ponte basso. Siamo quindi arrivati all'incrocio con il canale principale passando un enorme sbarramento, in quest'occasione aperto, utilizzato probabilmente per regolare gli eccessi d'acqua. Su questa nuova via d'acqua, utilizzata anche ad uso commerciale da grosse chiatte, abbiamo navigato per parecchi chilometri con, sul lato destro, stagni punteggiati da fenicotteri rosa.
Accostando per il pranzo, ci siamo fermati all'altezza di Carnon, su una grossa lingua di terra tra il canale e le lagune, che oltre ad ospitare dei cavalli semi bradi è popolata da un numero spropositato di conigli selvatici che saltano ovunque.
Passato un lungo ponte mobile pedonale, abbiamo deciso d'attraccare per la notte all'argine ai piedi della collina sulla cui sommità vi è l'abbazia di Maguelonne.


Tappa 4
Partenza: Villeneuve-Les-Maguelonne
Arrivo: Sète
Tempo di navigazione: 3h
Mezzo: barca

Alla mattina, prima della partenza breve visita all'abbazia. Essa si trova sulla sommità di una collina le cui pendici, coltivate a vigneti, sono circondate dalle lagune e dal mare; l'edificio è in stile romanico e fortificato, e da esso si gode un pregevole panorama. Sulla sinistra della salita che porta all'abbazia vi è una colonia di rare anatre volpoca.
Ripartiti, siamo poi presto entrati a Frontignan, dopo il primo stop tecnico causato da un ponte mobile stradale. Acquistata una generosa quantità del famoso moscato di Frontignan (vi è un'enoteca ben fornita, proprio di fianco al ponte mobile), dopo alcuni chilometri siamo poi arrivati all'Etang de Thau, una grande laguna, tanto ampia da dare la sensazione di navigare in mare aperto (da ricordare che, nel caso di pessime condizioni atmosferiche, come forte vento da nord, la navigazione senza patente all'interno dell'Etang de Thau è vietata).
Due grossi ponti mobili, uno stradale e l'altro ferroviario, precludono l'imbocco verso il porto di Sète. I ponti sono aperti una volta la mattina e una la sera. L'apertura è effettuata solo se, con una telefonata alla capitaneria, si comunica la necessità d'entrare o d'uscire dal porto. A Sète i servizi portuali (es. erogazione dell'acqua) sono automatizzati; per ciò è necessario avere dei gettoni che, se entrate in porto con l'apertura serale per uscire con quella mattutina di domenica, non riuscirete ad acquistare, perché troverete l'ufficio chiuso (in pratica, attenzione a non arrivare a Sète di sabato senz'acqua!). Passeggiando lungo il Grand Canal, si possono trovare parecchi ristoranti a buon mercato, in cui si possono provare le ostriche provenienti dagli enormi allevamenti all'interno dell'Etang de Thau.


Tappa 5
Partenza: Sète
Arrivo: Agde
Tempo di navigazione: 4h
Mezzo: barca

A causa di un rollio comunque non troppo forte, l'attraversamento dell'Etang de Thau è l'unico punto in cui chi soffre il mal di mare può avere dei problemi. Ricordate che, navigando in laguna, occorre rimanere all'interno dei percorsi segnati sulla carta fluviale, per evitare gli allevamenti d'ostriche e le secche; questo comporta l'impossibilità d'attraccare fuori dai porti.
Vi sono tre paesini (Bouzigues, Méze, Marseillan) che s'affacciano sulla laguna. Noi abbiamo scelto di fare sosta a Marseillan, sia per il buon vino che vi si trova che per non rischiare d'avere problemi di navigazione (eventuali venti di tramontana che si potrebbero levare nelle ore serali).
Un piccolo faro bianco segnala poi l'entrata nel canale Du Midi, pregevole opera d'ingegneria idraulica, costruito nel 1681. Il canale mette in comunicazione Sète a Tolosa, e di qui, utilizzando la Garonna, crea una via d'acqua continua dal Mediterraneo fino all'Atlantico. Nel 1996 il Canal du Midi è stato dichiarato patrimonio internazionale dall'UNESCO.


Tappa 6
Partenza: Agde
Arrivo: Béziers
Tempo di navigazione: 3h
Mezzo: barca

Agde è una famosa stazione balneare, nota per le ampie spiagge e il più grande centro naturista d'Europa. Inoltre, la cittadina possiede anche una molto meno nota cattedrale del XII secolo.
Superata la chiusa rotonda di Agde, che fa da bivio tra il canale du Midi e un naviglio secondario che si dirige verso la cittadina, il paesaggio cambia notevolmente. Non ci si trova più in mezzo a paludi e lagune, ma il canale diventa come una strada che taglia la campagna.
Sulle alzaie, i filari di platani sono pressoché continui, e delle stradine sterrate seguono il canale fino a Béziers, permettendo di seguire la barca utilizzando la bicicletta.
Le chiuse sono spesso collocate nelle vicinanze di un paese, e questo permette di utilizzare le fermate tecniche, per il loro superamento, per fare la spesa. Non essendo più tangenti al mare ed inoltrandoci nell'entro terra, l'incontro con le chiuse diventa più frequente; inoltre, l'altezza sul livello del mare aumenta con un conseguente allungamento dei tempi di navigazione (venti minuti circa per chiusa, salvo eventuali code o chiusure per la pausa pranzo degli addetti).
In quest'ultimo tratto del viaggio, in particolare, s'incontrano opere d'ingegneria idraulica veramente straordinarie progettate allo scopo di controllare le vie d'acqua della zona. Ad esempio, dopo la chiusa rotonda d'Agde, si passa con la barca in mezzo a due muri di saracinesche tra due chiuse, costruite per permettere l'incrocio con un fiume, convogliato sotto il canale in un sifone nei periodi normali, e durante le piene attraverso il canale stesso chiudendo le chiuse e aprendo le saracinesche.
Per entrare a Béziers, si devono passare due chiuse che fanno superare ciascuna un dislivello di 5m; il loro passaggio è veramente spettacolare, un fatto testimoniato dalla piccola folla di curiosi che è sempre presente.
Il canale, costeggiando la città vecchia arroccata su una collina, passa sopra un ponte sul fiume Orb, che scorre qualche decina di metri al disotto. Del tutto uguale nell'apparenza ad un ponte stradale, questo "viadotto nautico" ci porta ai piedi di una scala di sei chiuse l'una di seguito all'altra.
Nella piazza principale di Béziers, con al centro il monumento all'ingegner Paul Riquet, costruttore del canale, si possono trovare alcuni ristorantini, ed un'atmosfera davvero rilassante e piacevole.


Tappa 7
Partenza: Béziers
Arrivo: Port Cassafiers
Tempo di navigazione: 3h
Mezzo: barca

In quest'ultima tappa, breve visita a Béziers, con la città vecchia, la cattedrale di S. Nazzaro con i suoi giardini pensili e la piazza, da cui si gode una buona vista.
Ripresa la barca, abbiamo poi rifatto un tratto del percorso al contrario, con destinazione Port Cassafiers. Questo minuscolo porticciolo con un paio di case, luogo in cui dovevamo restituire la barca, si trova circa a metà strada tra Agde e Béziers, e l'avevamo sorpassato il giorno precedente. Riconsegnata la barca alla mattina, abbiamo subito ripreso l'automobile consegnataci come da accordi al punto d'arrivo, e siamo ripartiti alla volta di Milano, con ancora nelle gambe la sensazione leggera del dolce rollio del nostro battello.


COMMENTO AL VIAGGIO

Il turismo fluviale si può praticare in Francia, con itinerari che la percorrono quasi interamente, ed anche in altri paesi europei come Olanda, Germania e Irlanda. La barca viaggia a circa 8 km/h, ed una volta imparato a navigare diritti, l'unico problema è l'entrata nelle chiuse (il segreto è imboccarle molto lentamente).
Questo tragitto, partendo dalla Camargue ed andando verso il canale du Midi, ha un percorso con un grado di difficoltà crescente, in modo da dare il tempo all'equipaggio d'impratichirsi a sufficienza nelle manovre. Per fare questo tipo di vacanza bisogna essere almeno in due, meglio se in tre/quattro, in modo da potersi alternare alla guida ed alla manovra da terra. Il tipo di viaggio non è molto consigliabile per dei bambini piccoli, soprattutto per la loro incolumità.
E' importante leggersi bene il manuale di navigazione, che dà indicazioni preziose, anche se a prima vista banali. Consultate sempre la carta fluviale con alcune ore d'anticipo sul programma di viaggio, meglio sarebbe il giorno prima, onde evitare inutili perdite di tempo o disguidi (es. orari e modalità d'apertura e chiusura di ponti e di alcune chiuse particolari).
Le biciclette, caricate sulla barca, si sono rivelate fondamentali per avere un po' più di mobilità; almeno una per barca, per fare la spesa, è quasi necessaria.


Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.6 (novembre '99) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
Marcopolo Guida Viaggi: percorsi di viaggio PENSATI, VISSUTI e RACCONTATI da Voi Viaggiatori. E mail: marcopologv@libero.it

PAESI CORRELATI CON QUESTO ARTICOLO

FRANCIA