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Brio De Jainero
Alex Bertani

Sparsi tra paludi e ripide montagne; i quartieri del centro, le spiagge milionarie e le caotiche favelas in uno strano amalgama, scomposto ma seducente.

Pensare a Rio de Janeiro significa inevitabilmente correre con la mente ad eventi e luoghi che l'immaginario collettivo ha da tempo inesorabilmente fotografato ad uso e consumo di un turismo da cartolina.
L'impatto con Copacabana e con la metropoli carioca potrebbe quindi riservare a tutti qualche piccola delusione, sarà infatti difficile riconoscere le incantevoli e leggendarie spiagge delle canzoni in quelle lunghe e ampie distese di sabbia un po' sporca, battute spesso da vigorose onde più adatte forse ai numerosi surfisti in erba con le loro tavolozze improvvisate che ai paciosi bagni del turista a cinque stelle, per non parlare dei tozzi palazzi e dei super alberghi a ridosso, che ne deturpano il panorama o di quell'atmosfera diurna calda e afosa, di quei ritmi sonnolenti più da siesta messicana che da samba sfrenata.

Superato comunque lo scotto di questi abbaglianti e forse un po' fuorvianti luoghi comuni ecco che pian piano comincia ad uscire la città di Rio, quella vera. Anche quelle spiagge inizialmente bollate come un po' ordinarie, iniziano ad assumere una luce diversa, ci si accorge di quanto brulichino di vita, coi loro chioschetti, i loro venditori improvisati, e quell'immenso campionario di umanità con la sua bellezza così variegata e apparentemente serena.
Scopriremo come quei viali un po' trascurati e rovinati, nascondano piccoli e vivaci angoli in cui consumare frugali pasti o un bicchierino a stretto contatto coi locali, scopriremo che alla sera tutto si trasforma e gli squallidi "baretti" diventano caldi punti d'incontro con musica e tanta voglia di divertirsi. Nel fine settimana poi tutto si eleva alla potenza con l'arrivo dei ragazzi e delle ragazze dalle favelas, in cerca di svago e, perché no, anche di un po' di fortuna. Troverete il tempo per visitare il Corcovado e il Maracanà, la stranissima cattedrale e tutto il resto ma quello che vi resterà nel cuore credo, sarà proprio quest'atmosfera vivace ma come irreale, questo incedere incostante, eternamente sospeso tra la frenesia e la sensualità dei momenti di festa e la infinita malinconia dei momenti di "saudade".

Facili approssimazioni certo, Rio non è il Brasile, e Copacabana non è Rio, e in queste spiagge affollate da orde di chiassosi turisti in cerca di facili divertimenti e probabilmente presuntuoso pensare di scorgere l'anima di un popolo. Gli abbagli della vitalità, della sensualità a tutti i costi che hanno fatto il giro del mondo in sgargianti costumi carnevaleschi e in passi di frenetiche danze sono certo grossolane semplificazioni, qui la gente ha altro da fare oltre che a ballare, cantare e giocare a calcio, deve sopravvivere. Ma qualcosa di quell'euforia seducente sembra non perdersi mai, e l'impressione che la dura realtà quotidiana sia accettata grazie a un fatalismo sereno e filosofeggiante, molto lontano dalle frenesie del mondo occidentale, è un dubbio che sorge e sui cui è difficile non fermarsi a riflettere.
Come sempre le verità non esistono, ma tuttavia se c'è un segreto per vivere Rio forse è quello di non imporle i propri ritmi, di chiudere gli occhi e abbandonarsi ai suoi sorrisi seducenti. Sarà lei stessa a prendervi per mano.



Cristo Redentore

Appollaiata sul cucuzzolo più alto del Corcovado, questa imponente statua del Cristo Redentore è diventata col tempo l'icona emblematica della città. La visita vi occuperà circa un oretta e mezzo, compresa la salita sul caratteristico trenino a cremagliera e le scalinate per raggiungere lo spiazzo, in realtà la statua si può raggiungere anche in autobus ma il piccolo trenino che ci arriva attraversando il parco nazionale di Tijuca tra una fitta selva tropicale popolata da diverse specie di scimmie è una esperienza che vi consigliamo. Poco lontano sempre nel parco di Tijuca un bel giardino botanico con tanto di piccoli stagni con ninfee e un orchidario. Il colpo d'occhio lassù è decisamente notevole, per il resto è tutto un po' finto con tanto di chioschetti che vendono bibite e rullini e ambulanti che imprimono ritratti (il vostro) su piccoli piattini di ceramica.
Di solito nessuno vi sfugge; fate voi.


Pan di Zucchero

E' la montagna affacciata sulla baia di Guanabara e che sovrasta la vicina spiaggia di Copacabana, viene così chiamata perché le nuvole che solitamente ne attorniano la cima la fanno sembrare una specie di panettone gigante con la capocchia inzuccherata. Visto da lontano invece sembra il testone di una immensa tararuga. Ci si arriva tramite una teleferica, in due tappe, una intermedia (il "Morro da Urca") e poi fino alla sommità. Anche qui il panorama non vi lascerà certo delusi, soprattutto potrete rendervi conto della stranissima struttura topografica della città, dove i quartieri poveri, il centro e le spiagge sono intervallati da numerosi rilievi (i "morros"), una grande palude e diverse zone vegetazione abbastanza intricata.


Maracana

C'è chi sostiene che per capire la psicologia dei brasiliani bisogna visitarsi questo immenso catino (in teoria capiente per 200.000 persone) che ha la nomea di essere il tempio del calcio mondiale. L'affermazione è probabilmente esagerata, ma andateci assolutamente a vedere un match, se la partita è combattuta lo spettacolo sarà assicurato, e spesso più fuori che dentro al campo. Quando non c'è la partita (lo stadio è visitabile) vi incontrerete un simpatico ometto che si aggira tra le tribune e vi intratterrà per qualche Real con le storie tristi/allegre del grande Brasile dei Pelè e dei Garrincha. Non perdetevelo.
Evitate il museo all'interno, costa poco ma vale anche meno.


Il calcio

Bisogna andare in Brasile per capire almeno un po' il viscerale amore che i brasiliani hanno per lo sport "più bello del mondo". A Rio sembra non esistere spiaggia, cortile o parco che non si possa trasformare in un batter d'occhio in un improvvisato campo di calcio: due magliette per la porta, una palla anche sgonfia e nel giro di dieci minuti ecco radunato un drappello di persone tutti a correre come forsennati.
Provate a parlare con un brasiliano di calcio, della sua squadra o meglio ancora della nazionale, la seleçao, gli occhi gli cominceranno a brillare e ogni altro discorso diventerà ben presto impossibile da introdurre.


Copacabana e Ipanema

Queste spiagge (le "praias") sono tra le più celebrate e famose zone dell'intera città. L'acqua non è pulitissima e spesso piuttosto agitata, poco forse per tentarvi il surf, ma abbastanza per trasformarvi in piccoli birbanti a fare capriole nell'acqua. La spiaggia è ampia e zeppa di campetti da "beach soccer" e "beach volley", se volete aggregarvi a qualche match fatelo pure, di solito i brasiliani sono molto contenti di coinvolgere turisti. Il bikini sulla spiaggia va per la maggiore, il topless a dispetto delle "leggende urbane" è praticamente assente, in compenso il tipico costume delle ragazze brasiliane viene giustamente denominato "fil dental" e .. ehm .. forse la spiegazione non è necessaria
Attenzione al sole assassino, se non siete abituati copritevi adeguatamente almeno i primi giorni con creme e indumenti o rischiate di finire arrostiti nel giro di poche ore (anche a cielo coperto).
Il fine settimana vi fanno capolino i ragazzi provenienti dal centro e dalle favelas, le spiagge diventano veri carnai, e allora fate più attenzione e evitate di abbandonare walk-man, indumenti o cose di valore.


Ipanema by night

Ipanema è probabilmente la parte della città più ricca di vita notturna, bar musicali, locali e discoteche. I prezzi sono abbastanza ragionevoli e per ogni tipo di divertimento ognuno può trovare pane per i suoi denti. Se amate stare all'aria aperta non dimenticate comunque che anche la spiaggia di sera è piuttosto animata, i chioschi sul lungomare tengono aperto fino a tarda notte, e la gente vi passeggia e vi staziona chiassosamente (l'accesso alla spiaggia è libero) anche fino all'alba.
Se siete alla ricerca di avventure galanti, Ipanema e Copacabana e Leblon fanno sicuramente al caso vostro, ma attenzione alle norme igieniche, il Brasile è un paese ad alto rischio per le malattie "sessuali".


Il centro

Sorge attorno all'Avenida presidente Vargas e all'Avenida Rio Branco, è sede di grattacieli "New York style" con negozi e uffici. A sud è delimitato da un paio di rilievi che ne rompono la continuità e lo dividono dalle spiagge, raggiungibili attraverso i quartieri di Flamengo e Botafogo. E' difficile consigliarne la visita per qualsivoglia motivo, forse le cose migliori sono i numerosi caffe stile Liberty di rua Carioca, e i frequenti e affollatissimi mercatini, dove però oramai difficilmente troverete oggetti di artigianato locale, per lo più le bancarelle cercheranno di rifilarvi qualche autentico "Made in Taiwan" . Da segnalare anche per una visita alla curiosissima Cattedrale di Rio, la Nova Catedral dalla forma pressappoco piramidale e dall'aspetto ultra-moderno. Sempre nei paraggi meritano una visita il convento di S. Antonio e la chiesa di S. Francesco della Penitenza (XVIII° sec.) uno dei più mirabili esempi del barocco in Rio.


Le favelas

Uno dei crucci della maggior parte dei turisti è il desiderio di toccare con mano la realtà delle tristemente famose "favelas". Li tutti vi sconsigliano di farlo da soli, raccontandovi dei pericoli di aggressioni e rapine. Se proprio ve ne scappa la voglia fatelo noleggiando una guida con jeep, l'ufficio del turismo vi potrà aiutare. La visita vi deluderà alquanto, si tratta per lo più di favelas allestite ad arte per i turisti, anticamente forse, veri e propri sobborghi della disperazione, ma oggi solo pacifici quartieri un po' poveri e trasandati. Quartieri che vivono anche dei contributi offerti dalle guide stesse. Vi sentirete un po' come allo zoo, tutti con la Nikon al collo in cerca dello scatto ad effetto. Lo spettacolo risulterà artefatto e se permettette anche un po' triste. Se vi capita consolatevi, avrete dato anche voi un piccolo contributo a questa povera gente
Le favelas, quelle vere, non sono queste, e la nessuno forse ci vuole andare veramente.


Quartiere di S.Teresa

Caratteristico quartiere che si inerpica sulla collina di Santa Teresa e divenuto celebre per la estrema eterogeneità delle costruzioni che la popolano, e che mescolano stili molto difformi tra loro. Anche l'accesso a questi edifici che avviene tramite viuzze ripide e toruose contribuisce ad aumentare la singolarità di questo isolato angolo di città. Vi consigliamo di andarci utilizzando i bellissimi tram (veri pezzi da museo) che percorrono il viadotto ricavato dall'antico Acquedotto Carioca costruito per rifornire di acqua le pubbliche fontane. La panoramica è molto ad effetto e anche i soli tram valgono la visita.

Mercati

La Feira do Nordeste (Campo Sào Cristovào, la domenica mattina fino alle 13) è forse il più famoso, la visita a questo immenso e caotico mercato è un po' deludente, Rio non è probabilmente il posto migliore per l'acquisto degli oggetti d'artigianato locale, le poche cose degne di nota come stoffe, amache e statuine in argilla con effigi di culto, tutte di provenienza dal Nord-est sono vendute a prezzi esorbitanti. Se poi non si ha un minimo di esperienza sull'autenticità degli oggetti, è piuttosto facile farsi appioppare qualche bufala. In compenso il mercato di per se già brulicante (come tutti in genere) è ulteriormente vivacizzato da suonatori, prestigiatori e danzatori. Spesso si possono persino vedere performances della famosa "capoeira" disciplina ginnica a metà tra la danza e la lotta libera.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.1 (giugno '99) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
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