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Alla Corte Di Matilde Di Canossa
Testo di Andrea Aldini e G.Franco Fontanesi

Un piacevole week-end in un'affascinante, integra e tuttavia poco conosciuta zona d'Italia, nel cuore dell'Appennino Reggiano, terra di una delle più potenti donne di ogni tempo.

E' impossibile, visitando le terre di Matilde di Canossa, non lasciarsi contagiare dall'atmosfera di cui questi luoghi sono visceralmente intrisi. L'autorità, la personalità, l'energia ed il fascino di questa donna hanno profondamente segnato questi territori, e lo scorrere lento dei secoli, anziché scalfire, ha rafforzato queste influenze, rimaste per sempre in eredità al carattere fiero dei suoi abitanti.
E' come se lo spirito di questa sovrana, che ebbe il coraggio di opporsi all'Imperatore, aleggi ancora su queste vallate e sugli spalti dei suoi castelli e delle sue rocche, tra i quali si consumarono episodi fondamentali per la storia d'Europa. Viaggiando per questi luoghi, che trasudano di magie dell'età di mezzo, ci sembra di risentire e di riassaporare le gesta dei Da Canossa e dei loro vassalli, facendoci ripercorrere un immaginario viaggio a ritroso nel tempo. Assedi, gesta eroiche, atti di cavalleria, battaglie, preghiere e scene di vita comune si alternavano in uno splendido scenario, fatto di vallate dominate da castelli, borghi fortificati, boschi, pascoli e fiumi che ancora oggi possono essere ammirati, quasi immutati ed essere meta di godibilissime escursioni, di varia difficoltà, come il Sentiero Matilde, uno dei più importanti trek escursionistici a tappe di lunga percorrenza dell'Appennino Tosco-emiliano, che si snoda attualmente dal paese di Ciano d'Enza, nel comune di Canossa, fino alla Garfagnana e Lucca, e per il quale è in progetto un collegamento con Parma città, attraverso i paesi di San Polo d'Enza, Traversetolo, Montechiarugolo e Monticelli Terme. Visitare le terre di Matilde è tutto questo, ma non solo ! Oltre alla storia, alla cultura ed alla natura non manca di certo l'arte culinaria; tutto ciò che deriva dalla nobile bestia, il maiale, è qui accuratamente trasformato in prelibati alimenti. Lo zampone, il cotechino, il prosciutto, i salami degli anziani "rezdor" (i capifamiglia che mandavano avanti l'impresa agricola), sono solo un piccolo esempio di ciò che i reggiani, e, più in generale, gli emiliani, hanno saputo fare in campo alimentare, oltre ai famosi capelletti, al celeberrimo parmigiano - reggiano (nato a Bibbiano, altro paese matildico della provincia di Reggio Emilia) e all'aceto balsamico, già citato da Donizone Da Canossa nella vita di Matilde. C'è davvero di che leccarsi i baffi nelle osterie dell'Appennino, e il tutto è condito dalla consueta cortesia degli abitanti, che sembra lasciar trasparire ancora un po' di antica cavalleria.
E una volta rientrati a casa, non dovrete affatto meravigliarvi se la bilancia indicherà qualche chiletto di troppo - "ne è valsa la pena" - penserete - "da domani footing !".
Benvenuti dunque nelle terre di Matilde, dei Da Canossa e dei loro fedelissimi vassalli.

PARTENZA Reggio Emilia
ARRIVO Carpineti
KM TOTALI 65
DURATA 3 giorni
MEZZI auto - moto - treno + bici

Arte e storia ****
Natura ***
Sport e divertimenti ***

Difficoltà: facile
Costo: medio

1^ TAPPA:
Partenza: Reggio Emilia
Arrivo: Riverzana (Canossa)
Distanza: km 35
Tempo spostamento: 1h
Mezzi di trasporto: auto/moto
Attività: trekking, biking, fotografia, tennis, equitazione

Usciti dall'A1 al casello di Reggio Emilia, prendete la tangenziale per Parma (strada a sinistra dopo la rotonda dell'uscita autostradale). Passate sotto il cavalcavia e svoltate per la prima strada a destra (controllate le indicazioni per Montecchio, Bibbiano, Quattro Castella. S.Polo d'Enza), passando sul citato cavalcavia. Continuate sempre diritto ai primi 2 semafori, quindi, al terzo imboccate la rotonda e girate a destra, in direzione dei citati paesi e di Cavriago. Giunti in località Codemondo svoltate a sinistra per Ghiardo. Sul rettilineo che precede questo abitato potrete scorgere, di fronte a voi, i quattro colli su cui sorgono i relativi castelli: Monte Lucio, Bianello, Monte Vetro e Monte Zane (o MonGiovanni). Continuate quindi per Bibbiano e, da qui, verso Quattro Castella. Per arrivare al castello di Bianello, quello meglio conservato, all'unico semaforo in centro al paese proseguite diritto in direzione Bergonzano - Madonna della Battaglia. Dopo circa 300m, al primo bivio mantenete la sinistra e immediatamente dopo, sulla destra, noterete un cancello di ferro battuto ed una strada ghiaiata con relativo cartello recante la scritta "castello di Bianello". Si parcheggia e si prosegue a piedi, per circa 10'. Eccovi al castello, già presente nel X° Sec., come torre di avvistamento. Attenzione, però, il castello è di proprietà privata e per le visite è necessario informarsi presso i proprietari.
Un'epigrafe ivi conservata ne attribuisce la fondazione a Matilde di Canossa, tuttavia anche se la contessa non lo fondò, certamente vi soggiornò più volte, ospitandovi personaggi illustri, come Gregorio VII ed Enrico IV (nel 1077). Qui, e precisamente sul sagrato della chiesa di S.Antonino, interessante esempio di scultura romanica, ai piedi del castello, tra il 6 e il 10 maggio 1111, Matilde di Canossa fu incoronata vice regina vicaria d'Italia dall'imperatore Enrico V. Il castello, dopo parecchie vicissitudini storiche e varie ristrutturazioni, è attualmente di proprietà della famiglia Cantelli Cremonini, che ha curato l'arredo delle grandi sale e delle numerose stanze.
Terminata la visita, vi attendono i colli vicini di Monte Lucio e Monte Zane. Uscite dalla strada ghiaiata, tornate verso l'abitato e, dopo circa 100 metri, all'altezza di un vecchio caseificio, girate di nuovo a sinistra. In fondo alla strada vi troverete alla suggestiva borgata di Monticelli, nucleo più antico del paese, di cui già parla un documento del IX° Sec. Proseguite a piedi e, nel punto in cui la strada fa una curva a gomito sulla destra, continuando diritto in una sterrata, entrerete nell'Oasi della LIPU. Una visita è possibile solo se accompagnati, e richiederà circa 1h 30', con un grado di difficoltà "T" (per informazioni: L.I.P.U di R.E. - tel.0522/921781). Dopo circa 10/15' di piacevole camminata, vi ritroverete in mezzo ad un prato all'altezza di un vecchio pozzo; da lì girate a sinistra, verso il castello di Monte Lucio (altri 20' circa), di cui restano pochi ruderi. Originariamente era costituito da una torre adibita a casa gentilizia composta da cinque camere, cucina, cantina, portico, stalla al pian terreno, un camerone ed un oratorio, e da una semplice cinta muraria. Ridiscendete al pozzo e risalite al castello di Monte Zane (o MonGiovanni), di cui potrete ammirare solo le rovine della bella torre massiccia, che tuttavia ne ricordano l'antico splendore, oltre a qualche mozzicone di mura e ai resti del rivellino d'ingresso. Probabilmente costruito in epoca successiva rispetto a Monte Vecchio e Bianello, secondo diversi studiosi vi sarebbe stata la chiesa di San Nicolò, dove Matilde, l'abate di Cluny ed Enrico IV avrebbero stabilito i preliminari dell'incontro di Canossa. Attualmente appartiene, come quello di Monte Lucio, alla famiglia Cantelli/Cremonini. Da lì parte un altro sentiero, piuttosto ripido, che riporta al borgo di Monticelli, lungo il quale sono poste varie tabelle indicanti i nomi degli alberi. Ripreso il mezzo di trasporto, tornate al semaforo centrale, dove svolterete a sinistra, in direzione San Polo d'Enza. A metà percorso, complessivamente di circa 5 km, noterete sulla sinistra lo splendido complesso di Montefalcone, un antico convento francescano fondato nel 1217 da S.Francesco d'Assisi, (questa è la tesi prevalente) in cui visse, tra gli altri, Fra Salimbene de Adam, per il quale è in fase di studio un interessantissimo progetto di ristrutturazione a capitale pubblico/privato - attualmente non è però visitabile. Giunti a San Polo d'Enza, visitate il borgo del Castello, dove sorge il Municipio, di cui è incerta la data di fondazione, con la chiesa parrocchiale, le Piazze IV Novembre e Sartori e la Torre Civica, risalente al '400. Altro monumento di notevole interesse storico del paese, in località Pieve, visibile sulla destra della strada a circa 2 km dal paese in direzione Montecchio Emilia, è La Pieve romanica dei Santi Pietro e Paolo, menzionata fin dal 980 con il diploma dell'Imperatore Ottone II. Dirigetevi, quindi, verso Ciano d'Enza, grazioso paesino sulla collina. Qui svoltate a sinistra prima della piazza del paese, in direzione Rossena/Canossa. Circa due chilometri di strada di montagna ed eccovi al borgo di Rossena, davvero molto suggestivo poiché caratterizzato dal castello e dalla relativa torre di guardia fortificata di Rossenella, sulla collinetta di fronte. Si consiglia subito la visita ai ruderi della torre. Per accedervi svoltate a destra, nella direzione del cimitero e parcheggiate nei pressi. Quindi, a piedi per il bosco, arriverete alla cisterna che alimentava d'acqua fresca la vecchia torre. L'attuale accesso è a meridione, ma è ancora interessante osservare gli elementi architettonici presenti e i resti del muro di meridione. Ritornate, quindi, al borgo, che presenta molte strutture rinascimentali, e di lì accedete al castello, restaurato di recente per ospitare un ostello con circa 40 posti letto, in occasione del Giubileo. L'accesso attuale è un rifacimento trecentesco, mentre la struttura originale sembra risalire ai tempi di Atto Adalberto di Canossa, che lo avrebbe fondato per ragioni strategiche. Il nome Rossena deriva dal terreno che è vulcanico, di color rosso. Notate, in particolare, il mastio (X° Sec.), la piazza d'armi, sopraelevata rispetto al piano di campagna, e la cinta, formata da tre tratti di mura che si congiungono al dongione nel punto a precipizio cioè quello settentrionale. Sulla seconda cinta vi sono i resti di tre torrioni difensivi. Interessanti anche il vasto magazzino, scavato nella roccia con un pozzo cisterna alimentato da acqua piovana, a temperatura costante tutto l'anno e, all'interno del recinto più esterno, la Pieve di San Matteo, di matrice sei/settecentesca. Ridiscendete, quindi, al borgo, che val bene una passeggiata, e riprendete il mezzo di trasporto in direzione dei ruderi del celeberrimo Castello di Canossa. Questi, ben visibili da Rossena, sorgono su una rupe di arenaria bianca da cui deriva il nome (canus, in latino, significa bianco). Sorto fra il IX° e il X° Sec.(ma vi sono stati ritrovamenti dell'età del bronzo che farebbero pensare ad un uso precedente della rupe), è ricchissimo di storia e fu, per almeno due secoli, uno dei castelli più noti d'Europa. Famosissimo è l'episodio del gennaio 1077, quando l'Imperatore Enrico IV, colpito da scomunica, restò per tre giorni, scalzo, in penitenza fra le due cinta di mura del castello per ottenere il perdono da parte del Papa. Solo dopo questa umiliazione venne fatto entrare all'interno della rocca e riammesso alla comunione dei cristiani. Distrutto e ricostruito più volte, attualmente, nonostante rimangano solo la cripta della vecchia chiesa, i resti di un ponte levatoio, le basi del palazzo, del magazzino e delle torri di ingresso, è davvero denso di atmosfera e di fascino. Il piccolo museo offre numerose testimonianze del periodo medioevale, fra cui una bellissima vasca battesimale di epoca romanica, unico resto della chiesa di Sant'Apollonio, dove pregava Matilde. Usciti dal castello e ridiscesa la scalinata che conduce alla vetta, seguite le indicazioni per Grassano/San Polo e dopo circa 1 km imboccate la strada a sinistra, per Riverzana, dove potrete pernottare al Centro Agrituristico e sportivo "Antichi poderi di Canossa".

2^ TAPPA:
Partenza: Riverzana
Arrivo: Regigno (Carpineti)
Distanza: Km 26
Tempo spostamento: 1h
Mezzi di trasporto: auto/moto
Attività: trekking, biking, fotografia, equitazione

Sveglia di buon mattino, tornate verso il castello di Canossa, da dove, immediatamente dopo l'omonima rupe (sulla vostra destra), al primo tornante, imboccherete la strada a sinistra in direzione Cavandola. Superata quest'ultima, dopo pochi minuti, ecco il borgo di Votigno. Restaurato recentemente, riprende molti elementi architettonici del tardo medioevo, dando l'idea del borgo fortificato medioevale. In questo borgo si trova un importante centro tibetano internazionale, "la casa del Tibet", con tanto di tempio buddista e di museo, che ha visto, recentemente (il 25.10.99), la visita del XIV° Dalai Lama, Tenzin Gyatzo. Ritornate poi sulla strada principale, svoltate a sinistra, quindi, al bivio, tenete ancora la sinistra per Casina (SP 54). Il primo borgo che incontrerete, sulla destra, è Cerredolo dei Coppi. Bellissimo esempio di architettura quattrocentesca, vi sono presenti, in più edifici, massi rotondi a forma antropomorfa, resti di riti pagani sopravvissuti al cristianesimo con significato benigno/propiziatorio per i raccolti. Proseguendo, dopo pochi minuti, sempre sulla destra, ecco Vercallo, il più bel borgo della strada che da Canossa arriva a Casina. Conserva, infatti, una bellissima fisionomia rurale con elementi architettonici medioevali ed un bellissimo forno per le castagne, chiamato metato. Vale la pena anche fare una passeggiata nei pressi, per godersi il suggestivo e intatto ambiente collinare.
Lasciato Vercallo, continuate per alcuni chilometri in direzione Casina fino alla località La Stella, dove svolterete a sinistra in direzione Paullo. Quindi, in località Costaferrata, al bivio prendete per Bergogno, un borgo anticamente fortificato, protetto su tre lati da burroni scoscesi e da due case a torre all'ingresso del paese. D'estate gli abitanti del paese per raccogliere i soldi per i restauri delle loro case offrono piatti tipici della cucina reggiana a prezzi modici. Ritornate, quindi, sulla strada per Casina, fino alla località Al Carrobbio, dove potrete lasciare il mezzo di trasporto e, inserendovi nel tratto terminale della 2^ tappa del "sentiero Matilde", giungere in pochi minuti di piacevole camminata al Castello di Sarzano, i cui elementi attuali sono del 1300, con il mastio centrale ridotto a torre campanaria della vicina chiesa di Santo Stefano. Lo stemma all'ingresso è quello famiglia Cremonini. Anche qui c'è la possibilità di pranzare, sotto al castello. Dopo pranzo, riprendete la strada per Casina (SP11), da cui vi immetterete nella SS63, in direzione Castelnuovo ne' Monti e, dopo diverse gallerie, imboccate l'uscita per Viano, Scandiano, Carpineti. Arrivati al centro abitato di Carpineti, proseguite in direzione Felina e dopo 2 km sarete a Regigno, dove potrete, finalmente godervi un meritato riposo presso la locale azienda agrituristica "Le scuderie", con possibilità di escursioni a cavallo. Se non siete troppo stanchi, in alternativa è possibile uscire dalla statale a Marola, ridente località turistica (dove volendo è possibile pernottare), con un complesso abbaziale, di notevole interesse, costruito e fortificato per disposizione di Matilde di Canossa, sul finire dell'XI° Sec., situato in un grande bosco di castagni.


3^ TAPPA:
Partenza: Regigno (Carpineti)
Arrivo: Castello delle Carpinete
Distanza: Km 6
Tempo spostamento al netto di soste: 15'
Mezzi di trasporto: auto/moto/a piedi
Attività: trekking, biking, fotografia, equitazione, nuoto

Da Regigno tornate a Carpineti, e da qui dirigetevi verso il Castello delle Carpinete. Arrivati in cima alla salita, proseguite a piedi lungo la via Matildica che portava da San Vitale all'abitato di Carpineti. Dopo circa 50m di salita, il panorama che vi si offre è davvero esaltante: sulla sinistra la vallata della Secchia e i monti Cimone e Cusna; sulla destra i resti del Castello, affascinanti ed imponenti. Le prime notizie del maniero risalgono al 1007 e la sua fondazione sembra da attribuirsi ad Adalberto Atto. La forma attuale è molto simile a quella dell'epoca di Matilde. Recentemente è stato restaurato e gli scavi archeologici hanno messo in rilievo una cisterna e un oratorio di epoca romanica. Resta il mastio imponente, il rivellino di ingresso, il palazzo, le cisterne, il muro di cinta, la chiesa romanica di S. Andrea e gli edifici del piccolo borgo. La visita costa L. 6.000. In un vecchio edificio del castello è situato l'omonimo ristorante, dove vi sarà offerto il menù dell'epoca in abiti rinascimentali, cosa unica nel reggiano. Alla fine del pranzo, imboccato il sentiero Spallanzani, in onore del famoso naturalista reggiano del '700, in direzione nord-est (in pratica all'uscita del ristorante tornate verso la strada, la attraversate e seguite le indicazioni bianco - rosse del C.A.I. - il sentiero è facile, prestate attenzione solo alla tratta "Castello di Carpineti - San Vitale") dopo circa mezz'ora di cammino si arriva alla splendida Pieve Bizantina di San Vitale, che sorge sui resti di quello che fu uno dei centri nevralgici bizantini. Si rientra al castello e, proseguendo oltre, dopo circa 200m vi è la fontana di Matilde che approvvigionava il castello di acqua. Rientrati al castello, potrete rientrare verso Reggio Emilia seguendo, prima le frecce Scandiano e da lì quelle per il capoluogo.

Commento al viaggio
Il percorso qui proposto è stato "calibrato" per un weeek-end, utilizzando l'auto o la moto, ma con qualche giorno in più a disposizione potrebbe tranquillamente trasformarsi in un valido ciclotour o in un piacevole trekking della durata di diversi giorni. Infatti, dal paese di Ciano d'Enza, località Vico (non lontana dalla locale stazione), seguendo inizialmente il corso del Rio Vico e proseguendo per carrarecce e mulattiere (frecce metalliche con sigla "SM" e segnavia biancorosso), si potrebbe percorrere una parte del sentiero Matilde, toccando le più importanti località citate ed arrivando fino a Carpineti, con tratti di difficoltà "T" ed "E"; il sentiero continua poi fino alla Garfagnana e Lucca. Attenzione, però, alla disponibilità dei mezzi pubblici da Carpineti a Reggio E. (informarsi all'A.C.T. di Reggio E.).
Variante possibile nella 1^ Tappa: dal Borgo di Monticelli, anziché tornare al semaforo nel centro di Quattro Castella prendendo, poi, direzione S.Polo d'Enza, risalite a destra, verso la Chiesa di Sant'Antonino e proseguite in salita per la Strada Provinciale 78, in direzione Bergonzano; qui potrete godervi uno splendido panorama della pianura emiliana. Pochi chilometri dopo, eccovi all'Oratorio della Madonna della Battaglia, già citata in documenti del XVIII° Sec., così denominata perché costruita sul luogo dello scontro tra le vittoriose truppe di Matilde, in difesa del castello di Canossa, e quelle di Enrico IV. Continuate per la SP78 e, all'incrocio di questa con la SP73, girate a sinistra, verso Grassano; avanti ancora e in pochi minuti vi troverete Riverzana, Canossa e tutte le altre località matildiche.
Nell'ultima tappa di rientro da Carpineti a Reggio E., avendo un giorno in più a disposizione, varrebbe la pena una visita nella piccola stazione climatica di Baiso, con i bellissimi borghi di Visignolo, di San Romano e il locale castello. Anche Scandiano meriterebbe una visita alla bellissima piazza e all'altrettanto bella rocca dei Boiardo; ingresso a pagamento. Da Scandiano parte anche il sentiero Spallanzani, un'escursione che conduce fino alla dantesca Pietra di Bismantova, a Castelnuovo né Monti. Quest'ultima meriterebbe maggiore attenzione e potrebbe essere meta di un'ulteriore tappa non distando eccessivamente da Carpineti (9 km.).

Scheda tecnica
Provincia: Reggio Emilia.
Estensione: 2400 kmq
Abitanti: 425.000
Telefono: prefisso 0522 - 0536 (Comuni di Casalgrande, Castellarano, Baiso).

Come Arrivare
Auto/moto: autostrada A1, uscita di Reggio Emilia. Mezzi ideali per il percorso proposto, dato il considerevole numero di tappe intermedie.
Treno: non molto consigliato, dato il numero di tappe intermedie. I cicloturisti, tuttavia, potrebbero arrivare in treno a Reggio Emilia, proseguire sulla linea locale Reggio - Canossa, scendere ad una delle fermate (Quattro Castella/Piazzola, S.Polo o Canossa), a seconda della capacità e del tempo a disposizione, e da lì, proseguire in bici. Gli escursionisti, invece, scenderanno a Ciano d'Enza di Canossa, ove inizia il Sentiero Matilde.
Autobus: da/per l'autostazione, presso l'ex Caserma Zucchi (in prossimità dei giardini pubblici di R.E., a circa 15' a piedi dalla stazione centrale) corse per/da tutta la provincia con scarsa frequenza estiva.
Per informazioni su treno/autobus: Azienda Consorziale Trasporti (ACT) di Reggio Emilia, tel.0522431667.

Periodo indicato: primavera/estate/autunno. Inverno ed estate sconsigliate, soprattutto per gli escursionisti/ciclisti.

Abbigliamento: pantaloni lunghi, cappello, occhiali da sole, scarponcini da trekking, borraccia ed, eventualmente, zainetto, per i trekkers. Per i ciclisti, consueto abbigliamento ed accessori da cicloturista.

Emergenze:
Soccorso pubblico 113
Carabinieri 112
Vigili del fuoco 115
Pronto intervento medico 118

Carte e guide consigliate: Regione E.Romagna, "Carta tecnica regionale 1:10.000", sezioni: Casola, Canossa, Leguigno, San Polo d'Enza, Ciano d'Enza. Provincia di R.E./REAppennino "Sentiero Matilde" carta escursionistica 1:50.000, Graphicamente Editore, 1998. D.Canossini "I sentieri di Casina" Comune di Casina/Age. Ass.ni ambientaliste media Val d'Enza "Media Val d'Enza" Graphicamente Editore, 1999. Matilde di Canossa S.p.a. "Le terre di Matilde di Canossa", Ed.Gruppo Media, reperibile presso tutti i comuni matildici.

Indirizzi utili:
IAT Castelnuovo Monti (informazioni turistiche): tel 0522810430; fax 0522812313; www.reappennino.it; e-mail reappennino@reappennino.it
Castello di Bianello - Uff. Turistico Comune di 4 Castella: tel.0522887984
Uff. Turistico Comune di S. Polo d'Enza: tel.0522241728
Società Matilde di Canossa - S. Polo d'Enza: 0522874913
Castello di Rossena - Uff. Turistico Comune di Canossa: 0522877127
Museo nazionale castello di Canossa: tel.0522877104
Casa del Tibet di Votigno: tel.0522877177
Castello di Sarzano-comune di Casina: tel. 0522604711
Castello di Carpineti: tel. 0522618375

Cucina/bevande: una vera manna per i buongustai, colesterolo a parte; il maiale, di cui non viene gettato nulla, impera. Come antipasti, i classici salumi (salame, prosciutto, coppa, mortadella e così via), accompagnati dal gnocco fritto (gnòc frétt), l'erbazzone (scàrpason), una torta salata a base di bietole/spinaci e lardo di maiale, ed i ciccioli (grassòl), scarti del maiale cotti e pressati. Tra le pietanze, fondamentali sono i tortelli asciutti, nelle innumerevoli varianti (zucca, bietole, patate, funghi, ortiche, grano saraceno, radicchio ecc...) ed i cappelletti in brodo che possono essere gustati anche versando nel brodo un po' di vino Lambrusco (caplétt a sorbir). Su tutti i primi, immancabile una consistente "spolverata" di parmigiano reggiano.
Tra i secondi, lo zampone con il purè di patate e i fagioli, il cappello del prete, lo stinco e il cotechino, oltre al bollito di manzo/pollo (chérna a léss), accompagnata da gustosissime salsine. Finale dolce, con la torta di riso (la torta ed rìs). Fra i vini, per quel che riguarda i rossi il posto d'onore spetta al Lambrusco di uva detta "salamina"; per i bianchi consigliato il trebbiano, che vanta una discreta produzione. Tra i liquori digestivi, consigliamo il classico "nocino" (al noséin), a base di noci, o il "limoncino", a base di limone, molto diffusi in tutta la provincia - diverse le osterie di montagna che li producono in proprio.

Dormire/Mangiare/Divertirsi
Quattro Castella
Mangiare
Trattoria "La Maddalena", via Pasteur, 5 (vicina al centro) tel.0522888133; ottima cucina tradizionale - L.35.000/45.000.
Divertirsi
La 3^ domenica di maggio si tiene la spettacolare rievocazione della cerimonia di incoronazione di Matilde di Canossa a Vice Regina Vicaria d'Italia da parte di Enrico V. Centinaia di comparse, nei tradizionali costumi dell'epoca, sfilano per il paese. La cerimonia si tiene nel campo a monte della chiesa di S.Antonino, a fianco della strada che porta a Bergonzano. Seguono classici giochi medioevali, tra sbandieratori e gonfaloni delle varie contrade invitate ai giochi. Le figure di Matilde ed Enrico V sono interpretate da noti personaggi dello spettacolo.
Discoteca estiva "Los Angeles" - Località Bergonzano.
Discoteca "Key West" - Località Bergonzano (solo invernale).
San Polo d'Enza
Dormire
Agriturismo "Montefalcone", in località Pontenovo - tel.0522874174.
Ristorante/albergo "Papillon" - in pieno centro, a lato della piazza centrale - tel.0522873256.
Mangiare
Agriturismo "Montefalcone" loc.Pontenovo - Cucina tradizionale, su prenotazione. Prezzi medi.
Ristorante "Turci", località Grassano - tel.0522877102. Cucina tradizionale. Prezzi medi.
Ristorante "Mamma Rosa" - specialità di mare a prezzi medio/alti. Tel.0522874760. Zona parco lido, sulla sinistra prima del ponte sul fiume Enza.
Divertirsi
La 1^ domenica di Giugno, nel borgo medioevale della Rocca, attuale sede comunale, si tiene il corteo storico del "Dopo Matilde", manifestazione in cui vengono riproposte scene di vita dell'epoca matildica. Nobili con le loro dame, villici con bestiame, mercanti, artigiani ed artisti di ogni arte ripropongono qui le antiche tecniche dei maestri del passato e colorano la vita del borgo. Giochi, tenzoni, spettacoli e, ovviamente, cucina locale, tutto rigorosamente basato sui costumi e le tradizioni dell'epoca. Per informazioni: comune di San Polo d'Enza - tel.0522241711.
In località Parco Lido, situato sulla sinistra, prima del ponte sul fiume Enza, troverete la Discoteca estiva "Bilbao", tel. 0522857222, una pista di scattinaggio all'aperto e la Discoteca/American bar "Coco Drink" (solo invernale).
Agriturismo Montefalcone - escursioni a cavallo - tel. 0522874174.
Ciano d'Enza/Rossena/Canossa
Dormire
Castello di Rossena - ostello che consente pernottamento e 1^ colazione a prezzi medio bassi.
Agriturismo "Antichi poderi di Canossa", località Riverzana. L.35.000 c.ca a notte, compresa 1^ colazione. Tel 0522877208. Aperto tutto l'anno - giorno di chiusura, solo d'inverno, il martedì.
Mangiare
"Vecchia trattoria Rossena" - tel. 0522878144. Specialità funghi e tortelli, prezzi medi. Chiuso il lunedì.
Ristorante "La Rupe", sotto il castello di Canossa, tel.0522877101. Cucina tradizionale, prezzi medi.
Trattoria "Cristofori", in località Cerredolo de' Coppi - tel. 0522877244, cucina tradizionale e cacciagione. Prezzi medi.
Agriturismo "Antichi poderi di Canossa", località Riverzana. Un pasto L. 35.000 c.ca. (vedi sopra)
Divertirsi
Agriturismo "Antichi poderi di Canossa", località Riverzana. Piscina scoperta, maneggio cavalli, campi da tennis e da calcetto (vedi sopra).
A Ciano d'Enza, la 1^ domenica di Settembre, in occasione della locale fiera, viene rievocato il compromesso storico noto come "il perdono di Canossa". Sono oltre 300 i costumanti che sfilano lungo il viale principale del paese, sino al luogo ove avvengono le scene fondamentali della rappresentazione storica, in cui Matilde è impersonata da un noto personaggio dello spettacolo.
Casina
Mangiare
Trattoria "Il Carrobbio", presso il Castello di Sarzano, tel. 0522604049 - prezzo L. 30.000 circa - chiuso il lunedì.
Divertirsi
Durante la stagione invernale, con presenza di neve è aperto l'anello di fondo nei pressi del campo comunale di calcio. Infoline tel. 0522604711. Pesca sportiva presso il lago "il mulino del tasso", tel. 0522604050.
Carpineti
Dormire/Mangiare/Divertirsi
Albergo Marola, in località Marola, tel. 0522813110. Costo pernottamento L. 35.000 pax; prima colazione L. 8.000. Vi si reca in ritiro la squadra di Calcio A.C. Reggiana.
Azienda agrituristica "Le scuderie", in località Regigno. Tel 0522618397. Costo di un pasto L. 35.000/40.000. Pernottamento L. 45.000 pax, prima colazione compresa. Possibilità di escursioni a cavallo.
Ristorante "Al Castello di Carpineti", tel. 0522618375, costo L. 35.000/50.000 - menù e servizio in stile dell'epoca matildica e numerose iniziative culturali, durante tutto l'anno.
Piscina e discoteca estiva "Baia delle Carpinete", tennis e solarium - tel. 0522618254.

Il presente percorso, completo di immagini e cartine, lo trovate sul nr.8 (Febbraio 2000) di Marcopolo Guida Viaggi, la rivista del turismo intelliGENTE, in edicola a L. 5.000; richiedila al tuo edicolante di fiducia. Per abbonamenti (L. 48.000 - 12 numeri) ed arretrati (L. 9.000 cad.) spedisci l'apposito coupon nelle ultime pagine della rivista allegando la ricevuta di versamento postale.
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