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Bretagna, Scolpita Dall'oceano
Marcello Nolà

La Bretagna, dove coste selvagge e burrascose e rigogliose foreste vivono a contatto con città ricche di arte e di storia. Viaggio nella terra che ha visto nascere la leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda.

Le centinaia di chilometri di costa della grande penisola bretone (estrema propaggine occidentale della Francia) sono battute da un oceano tempestoso e brutale, che però sa sempre acquistare un fascino mistico e impareggiabile.
Ed è proprio questo il motivo trainante del viaggio, una vera e propria circumnavigazione via terra della Bretagna.

Partendo dalla costa meridionale più bassa e meno frastagliata, con le sue ampie "rias" (estuari) e le grandi baie punteggiate di isolette. Passando per la costa occidentale con le sue grandi punte la "Pointe du Raz" e la "Presqu'ile de Crozon", vero e proprio monumento naturale creato nei secoli dall'erosione delle onde e del vento. Fino ad arrivare alla costa settentrionale con i suoi estuari stretti e incassati, una costa estremamente frastagliata con alte falesie percosse dall'oceano.
Parlare di Bretagna senza parlare del suo oceano non ha senso. In una regione dove nessun luogo dista dalla costa più di 80 km, dove il rilievo più alto non arriva a 400 m la presenza marina è sempre avvertibile.
L'oceano influenza fortemente il tempo atmosferico, caratterizzato da repentine variazioni, con precipitazioni intermittenti, cieli cupi e periodi di sole sfolgorante. In Bretagna bisogna avere sempre a portata di mano l'impermeabile, non si sa mai, ma ne vale la pena per poter assistere al continuo spettacolo delle nuvole che si inseguono rapide nel cielo, come stormi di uccelli marini.
Ogni chilometro di costa vale la pena di essere vissuto, ogni baia o insenatura è diversa dalle altre. A volte la spiaggia bianchissima delle spiagge sconfinate e l'acqua verde dell'oceano fanno pensare di essere capitati in un lontano paese caraibico, e, per schiarirsi le idee, rimane solo immergersi nelle fredde acque.
Il clima e la presenza dell'oceano non influenzano solamente le coste, tutta la Bretagna è coperta da una distesa di prati verdissimi e rigogliose foreste e lo stile architettonico locale, spesso mantenuto anche negli edifici di recente costruzione, propone schiere di basse case con spioventi tetti di ardesia.
La Bretagna (Breizh in bretone), soprattutto nella zona occidentale, è rimasta saldamente aggrappata alle sue radici celtiche. Il bretone, vera e propria lingua, viene insegnato in scuole di tutti gli ordini e, soprattutto nei mesi estivi, anche il più piccolo villaggio può vantare una festa in cui si celebra la continuità delle tradizioni celtiche.
Le foreste sono antichissime, mentre ci si aggira al loro interno si possono immaginare gli antichi druidi celti vagare alla ricerca delle piante sacre necessarie per i loro riti.
In queste foreste, che una volta coprivano interamente l'interno della Bretagna, contemporaneamente alle regioni celtiche d'oltremanica, è nato il mito di Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda.
Decine di luoghi hanno nomi che richiamano i personaggi della saga celtica: Merlino, Morgana, Ginevra, Viviana, lo stesso Artù. Due isole: l'Ile Grande e l'Ile d'Aval, vicine a Perros-Guirec sulla costa nord, sono entrambe credute essere l'isola di Avalon, dove riposa il corpo di Artù.
Ma la Bretagna non è solamente una regione di leggende e tradizioni celtiche, diverse città e paesi hanno mantenuto numerose testimonianze storiche e artistiche. Possiamo trovare centri storici con pittoresche abitazioni caratterizzate da facciate in graticcio di legno perfettamente conservate, maestose cattedrali gotiche, graziose chiesette di campagna e imponenti mura e fortificazioni risalenti al medioevo.
Da ultimo, ma non certo per ordine di importanza, non si può non parlare dei siti megalitici, una delle attrazioni principali in Bretagna. E' impossibile non rimanere stupiti di fronte agli sterminati allineamenti di pietre megalitiche di ogni dimensione che si trovano in certi luoghi. Ma sarà una sorpresa ancora maggiore incontrare uno di questi menhir in luoghi sperduti, fuori da ogni rotta turistica, magari in un campo di granoturco o all'interno del giardino di una casa privata. La Bretagna è anche questo, le cose più belle e inaspettate potrebbero non essere mai state scritte su nessuna guida.

Percorso

PARTENZA: Vannes, regione del Morbihan.
ARRIVO: Mont St. Michel, Bassa Normandia
KM COMPLESSIVI: 826
DURATA DEL VIAGGIO: 8 giorni + trasferimento dall'Italia
MEZZI DI TRASPORTO: automobile, nave, bicicletta

GIUDIZI SUL VIAGGIO:
Arte e storia: µµµ
Natura: µµµµµ
Sport e divertimenti: µµ
Attività: trekking, fotografia, birdwatching, mountain bike
Difficoltà: medio-bassa
Costo: basso

1° TAPPA
PARTENZA: Vannes
ARRIVO: Quiberon
KM COMPLESSIVI: 63
DURATA DEL VIAGGIO: 1h30'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile

Il viaggio parte da Vannes, graziosa cittadina che conserva intatto il suo cuore medievale. Ma l'attrazione principale di Vannes è lo straordinario colpo d'occhio offerto dal Golfo di Morbihan (dal bretone = piccolo mare), un tratto di mare racchiuso tra le penisole di Rhuys e di Locmariaquer, con solamente uno stretto passaggio verso il mare aperto. Il golfo è letteralmente punteggiato da decine di isole verdissime, la maggior parte delle quali disabitate.
Da Vannes si parte per Locmariaquer, seguiamo la N165 fino a Auray, per poi prendere la D28 in direzione sud. Venendo da Auray una miriade di cartelli segnala i siti archeologici e bisogna fare attenzione per capire quali sono quelli che si è deciso di andare a vedere. Prima di arrivare al paese di Locmariacquer raggiungiamo il sito archeologico più importante. Qui possiamo vedere il più grande menhir conosciuto: Le Grand Menhir Brisé, che pesa circa 350 tonnellate e, in posizione eretta, sarebbe alto quasi venti metri. Poco lontano troviamo la Table des Merchands, uno dei dolmen meglio conservati in assoluto.
Partiti da Locmariaquer ci dirigiamo verso Carnac, celeberrimo per i suoi allineamenti di menhir. Bisogna dire che per molti potrebbe risultare una delusione, infatti gli allineamenti sono sì molto estesi e contengono centinaia di menhir, ma molti di questi sono di dimensioni modeste e tutt'altro che impressionanti.
Comunque una visita a questi siti è assolutamente d'obbligo, i tre allineamenti principali Menec, Kermario e Kerlescan si trovano nello spazio di pochi km a nord della città.
Terminata la sezione archeologica della tappa puntiamo ora verso la penisola di Quiberon.
Si tratta di una lingua di terra lunga 15 km molto stretta soprattutto nella sua parte mediana, dove si ha una splendida vista dell'oceano su tutti e due i lati della strada.
La costa ovest nota come cÔte sauvage è continuamente battuta dal vento e dalle onde che si infrangono sulle alte scogliere rocciose, nella zona di Kergroix, meta soprattutto di surfisti, una piccola spiaggia permette ai più temerari di avventurarsi per un bagno, che però numerosi cartelli di pericolo affissi nella zona sconsigliano caldamente.
Avendo la possibilità di scegliere, sarebbe meglio visitare Quiberon al di fuori dei periodi turistici classici e mai di domenica, altrimenti si dovrà mettere in conto di passare molto tempo in coda sulla D768, l'unica strada che collega alla terra questa penisola.

2° TAPPA
PARTENZA: Quiberon.
ARRIVO: Quimper.
KM COMPLESSIVI: 138
DURATA DEL VIAGGIO: 2h
MEZZI DI TRASPORTO: automobile

Da Quiberon percorriamo la D768 fino a Auray e poi imbocchiamo la N165, una superstrada a quattro corsie che ci porta fino a Concarneau, ci troviamo ora nel dipartimento del Finistere (Fine del Mondo, Penn-Ar-Bed in bretone).
La caratteristica principale di questa cittadina di pescatori è la Ville-Close, il centro storico situato su di un isolotto e racchiuso da una cinta di mura edificate tra il XIV° e il XVII° secolo. All'interno delle mura si possono trovare decine di ristoranti e negozi di souvenir e prodotti tipici dell'artigianato locale.
Ci rimettiamo quindi in viaggio, riprendiamo la N165 e raggiungiamo Quimper situata nella regione della Cornuaille, il cui nome ricorda i primi celti che salparono dalla Cornovaglia e si insediarono qui.
Questa città è riuscita a conservare ammirevolmente l'architettura tradizionale e si può sinceramente dire che qui si respira l'anima celtica della Bretagna. Il monumento principale della città è la cattedrale di Saint Corentin, costruita tra il 1239 e il 1515, che contiene numerosi elementi tipicamente bretoni, fra cui la statua equestre del mitico Re Gradlon. Passeggiando nelle strade nei dintorni della cattedrale sembra di percorrere un viaggio a ritroso nel tempo, è questa la cosa migliore da fare a Quimper, girare per le strade e farsi assorbire dall'atmosfera incantata.

3° TAPPA
PARTENZA: Quimper
ARRIVO: Crozon
KM COMPLESSIVI: 70
DURATA DEL VIAGGIO: 1h15'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile, bicicletta.
Partendo da Quimper imbocchiamo la D39 e ci dirigiamo verso Locronan, un piccolo paese che costituisce il complesso urbanistico meglio conservato della Bretagna occidentale. La piazza, con al centro un antico pozzo, è contornata da case in pietra risalenti al XVI° e XVII° secolo.
Da Locronan prendiamo la D63 verso Plomodiern e poi la D887, con la quale ci addentriamo nella penisola di Crozon. Questa penisola, situata all'interno del Parco Naturale Regionale d'Armorica è uno dei luoghi naturali più potenti di tutta la Bretagna, nella spazio di poche decine di km sono concentrati luoghi dotati di un incredibile fascino selvaggio.
La visita della penisola può partire dalla spiaggia di Pentrez, che durante la bassa marea acquista dimensioni che sembrano quasi sconfinate, per poi proseguire verso la Plage de l'Aber una lunga spiaggia che con l'alta marea scompare completamente.
Ma dove la penisola di Crozon da il meglio è nella sua parte occidentale che culmina con il grazioso porto di Camaret e un numero pressoché infinito di punte e promontori. Assolutamente consigliate le visite alla Pointe de Penhir, alla Pointe de Dinan, alla spiaggia di Lost Marc'h e al Cap de la Chevre. In tutti questi luoghi è possibile ammirare l'oceano in azione in tutta la sua tempestosa bellezza. Alla Pointe de Dinan l'erosione millenaria delle onde ha creato un'opera architettonica straordinaria, con una galleria di arcate che si collegano al promontorio finale, chiamato "il castello".
Per muoversi all'interno della penisola e raggiungerne gli angoli più nascosti spesso bisogna percorrere un intrico di viuzze di campagna in cui non è difficile perdersi. Un'alternativa più agile ed ecologica dell'automobile può essere la bicicletta, soprattutto la mountain bike, che si può noleggiare praticamente ovunque in Bretagna. Ma attenzione ai capricci del tempo, non dimenticate mai di portare con voi degli indumenti impermeabili.

4° TAPPA
PARTENZA: Crozon
ARRIVO: Le Conquet
KM COMPLESSIVI: 110
DURATA DEL VIAGGIO: 3h
MEZZI DI TRASPORTO: automobile, nave, bicicletta
Partendo di buon'ora da Crozon si prende prima la D791 fino a Le Faou e poi la N165 verso Brest. Lungo la strada, se il tempo lo permette, si può fare sosta a Plougastel-Daoulas dove, nel recinto parrocchiale, si può vedere un notevole calvario del seicento.
Poi si arriva a Brest, un porto moderno e caotico, l'unico motivo di interesse è l'acquario di Oceanopolis, vicino al porto turistico del Moulin Blanc. A Brest attraversiamo il centro e ci dirigiamo verso la parte ovest della città dove prendiamo la D789 fino a Le Conquet.
In questo piccolo porto di pescatori prendiamo il traghetto che ci porta all'Ile d'Ouessant. In realtà avremmo potuto arrivarci anche direttamente da Camaret, ma abbiamo scelto Le Conquet come base di partenza per poi proseguire l'esplorazione della costa a nord di Brest.
A Le Conquet conviene arrivare presto la mattina, perché, soprattutto in estate, numerosi turisti affollano la cittadina e rendono molto difficile raggiungere il porto da cui partono i traghetti.
Ci sono due compagnie marittime che gestiscono i collegamenti con l'isola: la Penn-Ar-Bed con traghetti che impiegano circa un'ora e mezza a raggiungere Ouessant e la Finist'mere, che dispone di navi più veloci (circa 40 minuti). In estate ci sono da 3 a 5 traghetti al giorno e l'ultimo di solito parte intorno alle 11, ma è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo per poter trascorrere il maggior tempo possibile sull'isola.
In alternativa si può raggiungere l'isola in aereo dall'aeroporto di Brest con la Finist'air, che propone due voli al giorno per tutto l'anno.
L'isola di Ouessant (Enez Eusa in bretone, dal gallico Uxisana, la più alta) è lunga circa 7 km, con dislivelli molto modesti e ha una curiosa forma a chela di granchio con decine di punte e piccole baie. La maniera migliore di vedere l'isola è in bicicletta, a poche centinaia di metri dall'arrivo del traghetto possiamo trovare alcuni recinti letteralmente pieni di biciclette di ogni tipo da noleggiare.
Non ci sono itinerari ideali su questa isola ventosa e bellissima, ogni km di costa vale la pena di essere visto e le distese di erica in fiore regalano paesaggi indimenticabili.
Comunque non si può non vedere la splendida costa settentrionale tra la Pointe de Cadoran e il faro di Creac'h, che segna l'ingresso del Canale della Manica ed è uno dei più potenti fari del mondo. Un altro luogo assolutamente straordinario è la Pointe de Pern, dove gli scogli affioranti creano bizzarre composizioni.
Ma attenzione, la bellezza di quest'isola vi porterà in una dimensione senza tempo e, a qualche minuto dall'orario di partenza del traghetto di ritorno, vi potreste trovare, stremati per il lungo giro in bicicletta, all'estremità opposta dell'isola.

5° TAPPA
PARTENZA: Le Conquet
ARRIVO: St. Pol-de-Leon
KM COMPLESSIVI: 110
DURATA DEL VIAGGIO: 2h30'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile
Partendo da Le Conquet si prende la D28 in direzione nord verso Ploudalmezeau. Nei pressi di Porspoder abbandoniamo la strada principale e seguiamo le indicazioni per Kergadiou. Se riuscirete a seguire le poco precise indicazioni la vostra pazienza verrà premiata da una scena per lo meno inusuale, un enorme menhir (quasi 9 m di altezza) si erge sulla destra della strada, nel mezzo di un campo di granoturco. Poco lontano un altro megalito di oltre dieci metri di lunghezza è adagiato su di un fianco, quasi completamente nascosto dal granoturco.
Proseguendo lungo la costa per la D127 si possono vedere dei notevoli panorami come alla Pointe de Landunvez e a Tremazan, dove si può godere una bella vista degli scogli di Portsall, antistanti all'omonima cittadina.
A questo punto puntiamo verso l'interno e a Ploudalmezeau prendiamo la D28 per Guisseny, passiamo l'Aber Benoit e l'Aber Wrac'h, due profondi estuari molto suggestivi e ci congiungiamo alla D10, proseguendo verso est per St. Pol-de-Leon.
In questa zona è possibile compiere numerose escursioni. A est lungo la costa della Baia di Pempoul, fino alla cittadina di Carantec, con la sua caratteristica Route submersible, una strada percorribile solo con la bassa marea che porta alla minuscola e verdeggiante Ile Callot. A ovest e a nord di St. Pol-de-Leon si può arrivare a Dossen e poi a piedi (con la bassa marea) fino all'Ile de Sieck, oppure si può raggiungere la Pointe de Perharidy, di fronte all'Ile de Batz .

6° TAPPA
PARTENZA: St. Pol-de-Leon
ARRIVO: Huelgoat
KM COMPLESSIVI: 65
DURATA DEL VIAGGIO: 1h15'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile
Usciti da St. Pol-de-Leon si prende la D69 verso Landivisiau, dopo avere attraversato questo abitato si imbocca la D11 (direzione Commana) e all'altezza di Lampaul-Guimiliau si devia per Guimiliau. Qui troviamo uno dei recinti parrocchiali più famosi di Bretagna con un grande calvario in cui sono raffigurati più di duecento personaggi.
Ritornati sulla D11 in direzione sud arriviamo all'incrocio con la D764, che percorriamo in direzione est verso Huelgoat. Lungo questa strada si possono fare diversi stop in punti panoramici molto suggestivi, da qui infatti si domina la valle del fiume Elez e le zone umide del Reservoir de St. Michel.
Si giunge infine alla nostra meta: Huelgoat, cuore del Parco Regionale d'Armorica e di quanto rimane delle foreste dell'Argoat.
Dal centro cittadino partono alcuni percorsi segnati da numerosi cartelli, è consigliabile comunque munirsi delle cartine della zona, che si possono trovare presso il locale ufficio turistico. I luoghi che si possono raggiungere lungo questi percorsi sono davvero straordinari: improbabili cumuli di enormi massi tondeggianti, oscure grotte, piccole cascate. E i loro nomi pittoreschi, come Mulino del Caos, Grotta del Diavolo, Casa della Vergine, Campo di Artù, rimandano a leggende popolari e alla celebre saga di Re Artù.
Oltre ai sentieri che partono dal centro, fuori dal paese numerosi sentieri permettono di addentrarsi nella foresta e di esplorarne i recessi più segreti.

7° TAPPA
PARTENZA: Huelgoat
ARRIVO: St. Malo
KM COMPLESSIVI: 175
DURATA DEL VIAGGIO: 3h30'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile
Da Huelgoat si prende la D764 fino a Carhaix-Plouguer, dove si imbocca la D787 fino a Guingamp, dove ci immettiamo sulla N12 in direzione est, verso St. Brieuc.
8 km dopo St. Brieuc lasciamo la N12 e prendiamo la D786 verso Erquy e Cap Frehel, lasciamo la strada principale subito dopo Erquy e ci dirigiamo verso Sables-d'Or-les-Pins.
Qui troviamo una gigantesca spiaggia, in questa zona della costa bretone le escursioni della marea sono enormi e la sabbia, nel periodo di bassa marea, si estende per centinaia e centinaia di metri.
Arriviamo dunque a Cap Frehel, fantastiche scogliere di arenaria rossa, modellate dall'erosione in fantastici pinnacoli, si ergono per 70 m al di sopra del mare, uno spettacolo davvero unico nella luce del tramonto. Migliaia di uccelli marini, che vengono qui a riprodursi, affollano i ripari naturali creati nei secoli dalla forza delle onde.
Poco distante, separato da Cap Frehel da un braccio di mare, troviamo il Fort-La-Latte, una fortezza costruita fra il duecento e il trecento su di un isolotto, in una posizione assolutamente inespugnabile.
Partiti da Cap Frehel si va a riprendere la D786 fino a Ploubalay e da qui si prosegue verso sud sulla D2 fino a Dinan.
La città medievale di Dinan è da sempre un'attrazione turistica, conserva tuttora buona parte delle mura, diverse torri e numerose case in legno risalenti al XV° secolo. In estate è sempre molto affollata, per cui è sempre consigliabile cercare un parcheggio nelle vicinanze delle mura per poi proseguire a piedi. Le attrazioni principali sono la Place de Merciers, la Tour de l'Horloge (su cui si può salire fino in cima) e la Basilica di Saint Saveur, la cui costruzione cominciò nel XII° secolo.

8° TAPPA
PARTENZA: Dinan
ARRIVO: Mont St. Michel
KM COMPLESSIVI: 95
DURATA DEL VIAGGIO: 1h45'
MEZZI DI TRASPORTO: automobile
Da Dinan di imbocca la N176 verso nord e poi, nelle vicinanze di Chateauneuf, si prende la N137 fino a St. Malo. Questa città é una delle mete turistiche più popolari di tutta la Bretagna, famosa soprattutto per la sua cittadella fortificata. Vale la pena di visitare la città soprattutto per percorrere i bastioni che circondano tutto il centro storico, da cui si può godere un meraviglioso panorama della città.
Lasciato il centro della città ci dirigiamo verso est lungo la D201 e facciamo una breve sosta a Rotheneuf lungo la costa, dove si possono ammirare le "Rochers sculptés", una punta rocciosa scolpita nel secolo scorso dal paziente don Fouré.
Proseguiamo poi per la Pointe du Grouin, spettacolare riserva ornitologica in cui si possono ammirare migliaia di uccelli, fra cui i cormorani neri giganti. Dalla punta si può raggiungere il piccolo porto di Cancale lungo il sentiero dei doganieri (circa 7 km), dal quale, con il tempo sereno, si può scorgere il profilo di Mont St. Michel.
Da Cancale si prosegue verso sud sulla D76, fino a Gouesniere dove prendiamo la D4 verso est per giungere a Dol de Bretagne. Poco a sud del paese, dominato dalla colossale cattedrale di Saint Samson, lungo la D795 troviamo l'impressionante menhir del Champ Dolent, alto oltre 9 m.
Tornati a Dol de Bretagne prendiamo la N176 verso est fino a Pontorson e poi la D976 verso nord fino al Mont St. Michel. Ci troviamo ora in Normandia, ma, essendo arrivati così vicino a un luogo unico al mondo, non si può fare a meno di andare ad ammirarlo.
Mont St. Michel è un piccolo paese medievale costruito su di un isolotto dominato da un'imponente abbazia benedettina. In questo luogo le escursioni della marea raggiungono i 15 m e danno luogo a uno spettacolo naturale veramente superbo.
In estate Mont St. Michel è invaso da una vera e propria orda di turisti, per cui facilmente potrà capitare di dover sorbirsi lunghe ore di coda lungo la strada sia all'andata che al ritorno. Arrivare molto tardi la sera può essere una buona soluzione, non si potrà visitare l'abbazia, ma si potrà assistere al fantastico spettacolo della marea montante che, alla fine lascia emersa solo la strada proveniente dalla terraferma.

Commento
L'automobile rappresenta sicuramente il mezzo ideale per visitare la Bretagna, visto che la rete ferroviaria raggiunge solo i centri maggiori e non è presente su lunghi tratti di costa.
In alternativa, soprattutto se si dispone di più giorni di quelli indicati nell'itinerario, si può arrivare in treno in Bretagna con la bicicletta al seguito.
Se si dispone di meno tempo rispetto agli otto giorni del percorso si può evitare la costa nord e dopo l'isola di Ouessant si può raggiungere direttamente la zona di St. Malo.
Se, al contrario si dispone di più tempo è consigliabile rimanere almeno un giorno in più nella penisola di Crozon e visitare la "Costa del Granito Rosa", la costa settentrionale nella zona di Perros-Guirec e Lannion.

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