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Enciclopedia del viaggio : Come viaggiare
Viaggiare in "fuoristrada"


CARATTERISTICHE DEL VEICOLO "FUORISTRADA"

Prima di affrontare un viaggio in fuoristrada su piste spesso poco battute e dove le difficoltà di guida sono una costante, sarà opportuno conoscere e saper valutare le caratteristiche del mezzo a disposizione. Un veicolo fuoristrada per essere considerato tale deve possedere alcune caratteristiche; le principali sono le seguenti:

- quattro ruote motrici

- sufficiente altezza da terra

- adeguati angoli di dosso, di ribaltamento laterale, di attacco e di uscita

- il demoltiplicatore (o riduttore) dei rapporti di marcia

- confacenti prestazioni del motore e relativi consumi

- la robustezza

Quattro ruote motrici

Quella di disporre della doppia trazione (4x4) è forse la caratteristica più evidente di un fuoristrada. La disponibilità delle quattro ruote motrici (solitamente lo schema classico è quello della trazione posteriore con l'anteriore inseribile) consente al veicolo di uscire da situazioni che un automezzo a trazione semplice, anteriore o posteriore che sia, non sarebbe in grado di affrontare.

Altezza da terra

E' la distanza tra la parte inferiore del veicolo più vicina alla superficie d'appoggio ed il terreno. Per essere considerato un fuoristrada, l'automezzo deve avere un'altezza minima da terra di almeno 20 cm.. Una misura inferiore determinerebbe problemi nel superamento di taluni ostacoli, oltre al rischio di urti durante la marcia che potrebbero comportare seri danni al mezzo. L'altezza da terra può eventualmente essere leggermente aumentata montando specifici pneumatici.

Angolo di dosso

E' anch'esso legato all'altezza da terra dell'automezzo. E' in funzione della possibilità di superare un dosso, più o meno accentuato, senza che il veicolo, toccando il dosso stesso con le sue parti inferiori più sporgenti (normalmente il sottocoppa), resti appoggiato al terreno col telaio o con la scocca perdendo l'aderenza delle ruote. Queste ultime non disponendo di una adeguata aderenza al terreno, non avranno presa a sufficienza per fare avanzare il veicolo, finendo col girare a vuoto. E' evidente che più sarà alto da terra il veicolo, maggiore sarà l'angolo di dosso. Non bisogna tuttavia trascurare il fatto che più l'automezzo è alto da terra, minore è la sua stabilità a causa dell'innalzamento del baricentro, riducendo conseguentemente l'angolo di ribaltamento laterale.

Angolo di ribaltamento laterale

Quando il baricentro dell'automezzo viene a cadere al di fuori dell'area di appoggio, il mezzo si ribalta (vedere figura). Da ciò consegue che più il baricentro è spostato verso l'alto, minore è il punto angolare di ribaltamento laterale e di conseguenza minore è la stabilità. Il carico sopra il tettuccio contribuisce ad innalzare il baricentro e a rendere instabile il veicolo. Un peso consistente nella parte bassa del mezzo ne abbassa invece il baricentro.

Angolo di attacco

E' così detto l'angolo formato dal piano orizzontale sul quale poggia il veicolo e una retta immaginaria che tangente alla ruota anteriore tocchi il punto anteriore sporgente più basso della carrozzeria o del telaio (vedere figura). Più sarà ampio l'angolo di attacco, maggiore sarà la capacità di affrontare una pendenza. Va tenuto presente che quanto è minore il punto di massima sporgenza anteriore, più ampio è l'angolo di attacco; così come maggiore è l'altezza da terra del veicolo, più ampio (e quindi migliore) sarà l'angolo di attacco.

Angolo di uscita

Parallelamente all'angolo di attacco, le stesse considerazioni sono valide per l'angolo di uscita (vedere figura). Normalmente l'angolo di uscita ha un'ampiezza minore di quello di entrata (cioè è più acuto).

Demoltiplicatore (o riduttore) dei rapporti di marcia

Il demoltiplicatore (o riduttore) è quel congegno che, agendo su tutte le marce, ne consente l'utilizzo riducendo i rapporti di marcia rispetto al normale (le cosiddette "ridotte"). La disponibilità di tale congegno consente ai fuoristrada di affrontare pendenze altrimenti difficilmente superabili, oltre alla possibilità di affrontare ostacoli con il motore in coppia a velocità ridotta.

Prestazioni del motore e consumi

E' opportuno sottolineare come sia più vantaggioso disporre di un veicolo con un motore in grado di sviluppare potenza (anche se più modesta) a basso numero di giri, anziché un motore molto più potente ma solo in presenza di un numero di giri elevato al disotto del quale tende a spegnersi. E' inoltre opportuno ricordare come un motore di grossa cilindrata e con potenza ridondante, sia spesso sinonimo di peso e consumi più elevati. Ciò avrà inevitabilmente effetto sull'autonomia dell'automezzo.

Robustezza

E' questa una caratteristica di fondamentale importanza per un buon fuoristrada, giacché per l'utilizzo proprio a cui è chiamato, il mezzo si troverà ad affrontare situazioni ed ostacoli che richiedono la massima affidabilità.


PNEUMATICI

I pneumatici sono gli unici punti di contatto costante del veicolo con il terreno. L'aderenza e la capacità di movimento del mezzo dipendono quindi da loro.

Ogni tipo di terreno avrebbe bisogno di uno specifico pneumatico che dovrebbe di volta in volta essere sostituito per adeguare il mezzo alle caratteristiche del tracciato da percorrere. Nella pratica ciò non è ovviamente realizzabile, perché significherebbe portarsi al seguito più treni di gomme da sostituire di volta in volta. Bisognerà quindi valutare quale tipologia di terreno prevalente sarà affrontata ed optare di conseguenza per un treno di pneumatici il più possibile adeguato alle esigenze. Per viaggi che prevedono un impiego in condizioni impegnative od estreme è consigliato l'uso di pneumatici di tipo tube type.

L'uso di pneumatici radiali, permetterà inoltre di adattare la superficie degli stessi (mediante la variazione della pressione, cioè gonfiandoli o sgonfiandoli) alle necessità di galleggiamento in presenza di particolari terreni. Su terreno sabbioso o su neve fresca una maggior superficie di appoggio (che si ottiene riducendo la pressione) consente una migliore galleggiabilità. Al contrario in presenza di fango profondo, terreni bagnati o ghiacciati, una superficie maggiore comporta una aderenza più scarsa e pericolosa.



TABELLA BOX - TIPOLOGIE DI PNEUMATICI

TIPOLOGIE DI PNEUMATICI

Si possono sinteticamente distinguere in Tube type oppure Tubeless e, all'interno di queste categorie, in Convenzionali e Radiali.

Tube type

Questi pneumatici vengono utilizzati su percorsi ad alta accidentalità e quando, in caso di necessità di trazione o di galleggiamento su fondi particolari (sabbia, neve fresca), è opportuno ricorrere alla riduzione della pressione al di sotto di una atmosfera (in questo caso il pneumatico tubeless rischierebbe una rapida fuoriuscita dell'aria)

Tubeless

Sono consigliati per itinerari fuoristrada poco impegnativi o per impiego misto (stradale e fuoristrada leggero).

Convenzionali (a tele di carcassa incrociata)

Sono più economici e hanno fianchi resistenti nonché una buona tenuta laterale. Si consumano più rapidamente dei radiali e possono essere utilizzati solo alla pressione ottimale di esercizio (in funzione del carico e dell'impiego). Non hanno quindi la flessibilità necessaria ad affrontare situazioni in cui è necessario variare la pressione.

Radiali

Offrono una miglior resistenza all'usura, una maggiore capacità di adattamento alle asperità e quindi una aderenza migliore. A differenza dei pneumatici convenzionali, in caso di necessità consentono di operare sulla pressione al fine di variare la superficie di appoggio (terreni sabbiosi, fangosi).



PNEUMATICI E TIPI DI TERRENO

Come primo equipaggiamento dei fuoristrada le case costruttrici montano solitamente pneumatici M+S (mud and snow, cioè fango e neve). Si tratta per lo più di pneumatici a carcassa radiale dal disegno di uso prettamente stradale.

Per terreni molto fangosi o per uso di fuoristrada intenso, sono più adatti pneumatici più tassellati, con mescole più morbide che quindi sull'asfalto subiscono una usura maggiore. Questo tipo di pneumatico nell'utilizzo su strada asfaltata offre una minore tenuta, inoltre è tendenzialmente più rumoroso.

Per la sabbia occorrono pneumatici a mescola ancora più morbida e carcassa più elastica, per poter essere utilizzati a basse pressioni.

Sui pneumatici sono riportate delle scritte e delle sigle. Dalla loro lettura è possibile riconoscere le loro caratteristiche.



MANUTENZIONE PREVENTIVA DEI PNEUMATICI

Il buono stato di conservazione dei pneumatici è una condizione indispensabile per affrontare viaggi impegnativi. Elenchiamo qui di seguito alcuni suggerimenti e raccomandazioni al fine di prevenire o ridurre la possibilità di incappare in fastidiosi inconvenienti che potrebbero avere ripercussioni anche pesanti nello svolgimento del viaggio.

- Prima di ogni partenza va verificata la pressione dei pneumatici. L'operazione va effettuata prima della messa in marcia perché il movimento e l'attrito con il terreno portano al surriscaldamento dell'aria all'interno del pneumatico stesso, alterando la corretta misurazione della pressione.

- Il controllo della pressione va effettuato anche sui pneumatici di scorta!

- Durante la marcia i pneumatici, come detto sopra, si surriscaldano; la pressione dovrà allora risultare compresa tra un minimo del 10% sino ad un massimo del 20% in più rispetto ai valori indicati dalla casa produttrice del veicolo ed indicati sul libretto di istruzioni.

- Se nella tassellatura del disegno del battistrada si sono incastrati dei sassi, bisognerà provvedere a rimuoverli, eventualmente aiutandosi con un punteruolo o con un cacciavite.

- Verificare con una certa frequenza che i bulloni delle ruote siano ben serrati (soprattutto se si guida sul tôle ondulée; vedere più oltre il capitolo "Guidare nel deserto").

- Sostituire il pneumatico che dovesse risultare eccessivamente usurato, o che presenti tagli sul battistrada o sui fianchi oppure che evidenzi rigonfiamenti laterali. Se fosse ancora in condizioni di essere utilizzato potrà venire impiegato come ruota di scorta.



INSERIRE DA QUALCHE PARTE IL CONCETTO DI RISCHISOTA' DELLA ROTAZIONE A VBUOTO DELLE RUOTE (VEDI PAG. 67)


TABELLA DEI COEFFICIENTI DI ADERENZA (PAG. 66)


ACCESSORI

L'eventualità di un ribaltamento o di coricamento su un fianco non è infrequente nell'uso dei fuoristrada in condizioni spinte. Per assicurare una maggior incolumità ai passeggeri e per offrire protezione al veicolo stesso, è bene che il mezzo sia dotato di roll-bar (o centina di protezione), almeno ad una arco con due ventature di supporto posteriori. Questa dotazione è particolarmente raccomandata nel caso di veicolo telonato.

Tra gli accessori non deve mancare un estintore da almeno 3 Kg. (ben fissato alla struttura dell' autoveicolo), soprattutto nel caso di automezzo a benzina.

Utile e consigliata è la cinghia da traino, che dovrà essere in robusto materiale sintetico; si sconsiglia l'uso di cavi d'acciaio.

Sulla parte anteriore e su quella posteriore del veicolo non potranno mancare robusti ganci da traino, indispensabili in situazioni di emergenza

In caso di viaggi fuoristrada spinti (foresta, giungla, deserto…) potrà rivelarsi di grande utilità la binda, un martinetto meccanico in grado di sollevare l'automezzo più di quanto possa fare un normale cric.


CONSIGLI PER LA GUIDA

CONTROLLI PREVENTIVI DELL'AUTOMEZZO E POSIZIONE DI GUIDA

Prima di prendere il via occorrerà effettuare un controllo della vettura. Anzitutto il controllo del carburante (compresa una scorta adeguata), poi lo stato di conservazione e la pressione dei pneumatici senza dimenticare quelli di scorta (almeno due), quindi il controllo del livello dell'olio e dei liquidi, la verifica del funzionamento delle luci, il controllo della dotazione di bordo (attrezzi meccanici, cric (meglio ancora la binda), cavo di traino, gancio, radio ricetrasmittente, cassetta pronto soccorso, estintore, pala, piastre da sabbia, pompa per pneumatici, pezzi di ricambio, taniche di riserva…). Accertatevi che non vi siano oggetti non fissati, che nel corso della guida possano sbattere o "volare" pericolosamente all'interno dell'automezzo.

La posizione corretta di guida è quella con il busto eretto, per meglio assorbire i sobbalzi, con una impugnatura del volante ferma e sicura. I pollici dovranno essere posizionati sulla corona esterna del volante e non all'interno di questa, ciò per evitare eventuali colpi delle razze del volante. Le leve del cambio e del riduttore dovranno essere ad una corretta distanza, al fine di consentire un utilizzo facilitato. A tale proposito rammentate che la distanza deve essere inferiore rispetto a quella della guida su strada.



GUIDA SU PISTE, STERRATI, STRADE BIANCHE

Nella guida fuoristrada è opportuno inserire da subito la doppia trazione, in modo da avere una migliore tenuta ed una maggiore stabilità in curva. In presenza di un percorso non lineare, con ostacoli, salite e discese, si utilizzeranno le marce ridotte.

Nel caso si percorrano piste frequentate da grossi automezzi, è assai probabile che nelle stagioni secche il fondo sia tormentato da profondi solchi, lasciati dai mezzi pesanti transitati durante la stagione delle piogge. Sprofondando nel fango questi tracciato frequentemente le cosiddette "rotaie", la cui profondità può diventare anche ragguardevole. Con il ritorno della stagione secca il terreno inaridisce e le tracce diventano dure e compatte.

In zone diverse i solchi possono essere lasciati dal passaggio frequente di fuoristrada o anche da mezzi agricoli. In tutti questi casi bisognerà avere cura di guidare a cavallo dei solchi, soprattutto se profondi, evitando di starvi all'interno, dove ci sarebbe il rischio di raschiare il terreno o di incocciare in grosse pietre, danneggiando l'automezzo. Se la pista è particolarmente polverosa, i solchi potrebbero essere ricoperti da una polvere finissima ed impalpabile che può nascondere alla vista la reale profondità della traccia: una ragione in più per evitare di guidare all'interno dei solchi. Sempre in caso di pista polverosa, mantenete una maggior distanza di sicurezza dagli eventuali veicoli che vi precedono, perché la polvere sollevata diminuisce considerevolmente la visibilità, nascondendo eventuali ostacoli e la presenza di persone o animali lungo la pista o addirittura in attraversamento della stessa. Se viaggiate in colonna con altri automezzi, il timore di perdere il contatto con chi vi precede potrebbe indurvi a ridurre la distanza dall'automezzo che vi precede: è una situazione di rischio, evitatela.

Se il fondo è asciutto, pianeggiante e compatto, la tendenza è quella di mantenere una velocità piuttosto sostenuta. Bisognerà allora ricordare che l'automezzo in marcia con la doppia trazione, in curva tende a derapare in maniera uniforme verso l'esterno, con il rischio di uscire di pista.



IN CASO DI FANGO

Il fango, come la sabbia di cui tratteremo più avanti, è uno degli elementi di maggiore disturbo, ma anche più frequenti, che si possano incontrare in una guida fuoristrada. Il consiglio che vale maggiormente in questo caso è quello della ricognizione a piedi preventiva. Anche un terreno apparentemente non fangoso può celare un'insidia. Capita che un fondo fangoso sia nascosto da uno strato di vegetazione, oppure che uno strato di fango secco nasconda, sotto una sottile superficie, un fondo senza tenuta. Una macchia di erba più scura e intensa può nascondere una superficie cedevole impregnata di acqua, soprattutto se la zona è acquitrinosa o siete in vicinanza di pozze, stagni o corsi d'acqua. Attenzione anche al terreno screpolato, apparentemente riarso e con i bordi sollevati: spesso al disotto c'è fango insidioso.

Lo stato in cui si trova la pista è di fondamentale importanza per la scelta della strategia di guida. Il fango può essere più o meno profondo e più o meno consistente. Inoltre il fondo fangoso può essere di diversa natura, secondo il tipo di terreno in cui ci si imbatte. Diverso per esempio è il fango argilloso, piuttosto che quello rosso delle piste africane, quello nero e organico delle foreste boreali, quello insidioso delle foreste pluviali. In ogni caso le insidie sono sempre in agguato, perciò valutate attentamente il tipo di problema prima di affrontarlo (se affrontarlo), oppure se sarà più conveniente cercare un percorso alternativo. Una prima valutazione riguarda la profondità del fango e la presenza o meno di un fondo sufficientemente compatto al disotto dello strato superficiale. Se, come è sempre auspicabile, siete in compagnia di altri automezzi, non affrontate mai insieme il passaggio difficile, ma transitate uno alla volta, in modo che in caso di necessità l'altro automezzo possa prestare soccorso (tenere sempre a bordo i cavi di traino). Prima di affrontare l'ostacolo, accertatevi che vi sia comunque la possibilità di tornare indietro (spazio sufficiente per l'eventuale manovra di inversione di marcia), nel caso che più avanti vi sia un ostacolo insuperabile. Qualora si sia deciso di affrontare l'ostacolo, andrà affrontato con decisione (ma senza esagerare). Andrà scelta la marcia adeguata, non troppo bassa per consentire una potenza adeguata, ma non eccessiva, che farebbe girare troppo velocemente le ruote con il rischio di perdere aderenza, girare a vuoto, scavare il fondo e sprofondare. E' quindi di estrema importanza dosare con attenzione la potenza al fine di mantenere l'aderenza necessaria a far avanzare l'automezzo. Tenete presente che una volta nel fango, i solchi del battistrada si riempiono, annullandone il disegno e la gomma è come se fosse liscia. Come si diceva prima il fango va affrontato con decisione: eventuali ripensamenti sono deleteri. Procedete quindi con decisione mantenendo la giusta andatura, la più sostenuta possibile tenuto conto della situazione, e mantenendola il più possibile costante sino al superamento dell'ostacolo. Evitate assolutamente di affrontare il tratto fangoso a forte velocità, sollevando un'onda di fango: il fango potrebbe penetrare attraverso le griglie del radiatore e, seccandosi rapidamente a causa del calore, intasare tutto quanto impedendo il flusso dell'aria. Ciò provocherebbe il surriscaldamento del motore con intuibili conseguenze (occhio quindi alla temperatura dell'acqua!). Nel caso in cui il veicolo non riesca a procedere, non perdete la calma e non insistete nel premere sull'acceleratore: il rischio è quello di scavare sempre più il terreno facendo perdere aderenza alle ruote che finiranno col girare completamente a vuoto con il telaio sprofondato nel fango. Provate invece a innestare la retromarcia e ritentate quindi con maggior decisione (inserendo una marcia più alta). Se invece nemmeno con la retromarcia il veicolo riesce a rimettersi in movimento, tentate di guadagnare centimetro per centimetro, avanti e indietro, girando lo sterzo a destra e a sinistra, ripetendo queste manovre con calma e pazienza, e lavorando sui solchi anche coi fianchi delle ruote.



GUIDARE NEL DESERTO

Anche se sulle piste classiche, dove vi è una intensa circolazione, i veicoli 4x4 possono non essere necessari, quando si esce dai circuiti più battuti diventano invece indispensabili.

Nel deserto si dovrà ben presto fare i conti con termini come fech-fech e tôle ondulée. Il primo è un miscuglio di sabbia e argilla, la seconda, il cui nome molto appropriato significa "lamiera ondulata", è un fondo costituito da un interminabile susseguirsi di piccole onde create dal sobbalzare ritmico delle sospensioni.



Sulla sabbia

La guida su sabbia è forse il caso più frequente di un viaggio in fuoristrada, ovviamente quasi la regola in un viaggio transahariano.

Anzitutto è bene sapere che la sabbia è più dura con le temperature più basse rispetto alle più alte, quindi più consistente al mattino piuttosto che a mezzogiorno e più dura in inverno che d'estate.

E' importante che sulla sabbia l'automezzo mantenga una velocità relativamente elevata. Infatti più rapidamente procederà, minore sarà la pressione sul terreno, con conseguente riduzione del rischio di insabbiamento. Una volta raggiunta la velocità necessaria al "galleggiamento" bisognerà cercare di mantenerla il più possibile costante, per evitare che l'automezzo sprofondi. La marcia risulterà comunque lenta ed il motore costantemente sotto sforzo; bisognerà pertanto tenere d'occhio la temperatura dell'acqua, perché il motore tenderà a surriscaldarsi ed il flusso d'aria necessario al raffreddamento potrebbe essere insufficiente. In caso di surriscaldamento sostate e lasciate raffreddare il motore. Prima di spegnerlo però, fatelo salire di giri con qualche accelerata, in modo da favorire la circolazione dell'acqua.

Per la guida su sabbia ha grande importanza la scelta dei pneumatici (vedere lo specifico paragrafo "Pneumatici" fare link con apposita sezione). In particolare è fondamentale poter ridurre la pressione dei pneumatici. Nel caso ci si imbattesse in un tratto cedevole, una forte riduzione della pressione darà buoni risultati. Così facendo, infatti, la superficie portante risulta sensibilmente aumentata e l'automezzo procede più agevolmente. In queste condizioni bisognerà aver cura di mantenere una velocità moderata, perché altrimenti il pneumatico rischia di uscire dal cerchione. Non dimenticate però di riportare il pneumatico alla pressione normale non appena superato il tratto cedevole.

In curva, o nel caso di brusca sterzata, l'automezzo, trattenuto dalla sabbia, non potrà sbandare, ma tenderà ad inclinarsi sul lato esterno della curva stessa, facendo sprofondare le ruote. Questo potrebbe causare il capottamento del mezzo.

Uno dei problemi più frequenti in un viaggio nel deserto, è quello dell'insabbiamento. Nel caso ciò si verificassi è meglio non insistere sull'acceleratore: la conseguenza potrebbe essere quella di un ulteriore e progressivo sprofondamento dell'autoveicolo, senza contare dello sforzo a cui sono sottoposti frizione e trasmissione. Saranno utili in questo caso pala, piastre da sabbia e binda. Quest'ultima è in pratica un martinetto meccanico in grado di sollevare l'automezzo più di quanto possa fare un normale cric. Piazzandola prima davanti e poi dietro sarà possibile sollevare il mezzo e liberare così alternativamente le ruote anteriori e posteriori per infilarvi sotto le piastre da sabbia, o in mancanza di queste rovi, rami, sassi o quant'altro, ivi compresi i tappetini o le ruote di scorta, in modo da creare un punto d'appoggio sul quale le ruote (se è il caso opportunamente sgonfiate) possano trovare aderenza. Una volta usciti dall'insabbiamento non fermatevi sinché non siete certi di trovarvi su una superficie a maggiore tenuta (anche se chi è rimasto a terra manifesterà segni di nervosismo!). Sempre con l'intento di ridurre il rischio di insabbiamenti, si evitino inoltre brusche accelerate o frenate.

In ogni caso la miglior scuola per una guida sulla sabbia è la pratica; dopo decine di insabbiamenti imparerete per forza!

Sulla sabbia evitate inoltre di procedere all'interno delle tracce di precedenti autoveicoli; statene al di fuori e incrociate i solchi. Nei tratti difficili si alleggerisca il più possibile il veicolo.

Sul fech-fech si inserisca da subito una marcia bassa mantenendo il massimo regime di giri. I pneumatici andranno invece tenuti alla pressione minima (ovviamente si dovrà disporre di un congegno per poterli poi rigonfiare!).



La tôle ondulée

Il micidiale susseguirsi di piccole onde compatte è una vera tortura per passeggeri e automezzi. Questi ultimi vibrano e sembrano cadere a pezzi, le molle di sospensione sono messe a dura prova, i dadi delle ruote si allentano, i cristalli scricchiolano paurosamente, mentre i passeggeri soffrono e i bagagli "volano". In presenza quindi di un fondo di questo tipo, e avendone la possibilità, non fatevi scrupolo ad uscire di pista (con attenzione e cautela!!) procedendo parallelamente alla stessa.

Le gobbette possono essere profonde anche 25-30 centimetri ed essere distanziate da qualche decina di centimetri sino ad oltre un metro. Per affrontarle vi sono due tecniche contrapposte: quella di aggredirle con velocità molto elevate oppure quella di procedere molto lentamente. Nel primo caso i risultati si vedono quando viene raggiunta una velocità di 65/80 km/h, ma bisogna tenere conto che a una simile velocità, per non parlare di velocità più elevate, la tenuta di strada si riduce notevolmente con conseguente rischio di uscite di pista e di testacoda. Particolare attenzione bisognerà allora prestare alle curve e ai dossi. Nel caso in cui il peso e/o il carico dell'automezzo non consentano di raggiungere la velocità di soglia, bisognerà invece rassegnarsi a procedere alla penosa velocità di 20/25 Km/h.

Sulla tôle ondulée si suggerisce di guidare con pneumatici gonfiati ad una pressione leggermente inferiore rispetto al normale, anche per tener conto del rischio che a 70/80 km/h il pneumatico eccessivamente gonfiato possa scoppiare, con l'inevitabile ribaltamento dell'automezzo.

Dopo un lungo tratto in queste condizioni è buona regola controllare la pressione dei pneumatici (il calore e i colpi ne favoriscono l'innalzamento), il serraggio dei dadi delle ruote e lo stato delle sospensioni.



Il djebel

Alcune tra le più affascinanti piste sahariane corrono in regioni montagnose. Nel Sahara le piste di montagna (in arabo "montagna" si dice djebel) hanno spesso forti pendenze e sulle quali le curve a gomito e la natura accidentata del terreno rappresentano ostacoli formidabili. Gli stessi ciottoli rappresentano un ulteriore pericolo in caso di frenata sul bordo di burroni o in curva. In questa situazione si evitino le brusche frenate, si utilizzino le marce ridotte sia in salita che in discesa, si utilizzi il freno motore scalando le marce. In caso di sosta si aiuti il freno a mano posizionando dietro le ruote dei cunei o delle grosse pietre.

In presenza di salite molto ripide ed impegnative, può essere d'aiuto potenziare ulteriormente il motore smontando il filtro dell'aria.



Attraversamento di ouadi

Gli ouadi (detti anche oued), sono corsi d'acqua a regime saltuario. Nella stagione secca sono abitualmente asciutti, ma nel periodo delle piogge possono diventare estremamente pericolosi con piene improvvise anche di grande portata.

L'attraversamento di uno ouadi, soprattutto nella stagione delle piogge, dovrà quindi essere compiuto con la massima prudenza. Bisognerà anzitutto evitarne l'attraversamento in caso di piena, poiché la forza impetuosa della corrente potrebbe travolgere il mezzo rovesciandolo. Dopo aver verificato che il livello delle acque consente l'attraversamento, si abbia l'accortezza di lasciar raffreddare il motore e la coppa dell'olio prima di affrontare il guado. Una volta intrapreso l'attraversamento si mantenga una velocità costante a pieno regime di giri tenendo le ruote diritte nella direzione prescelta.



Vento, polvere, tempeste di sabbia

Quando si alza il vento la polvere, già di per sé sempre presente in una traversata nel deserto, diventa un pericolo ulteriore. La visibilità diventa estremamente ridotta, la pista si ricopre di sabbia e scompare alla vista e il rischio di perdersi aumenta considerevolmente. Soprattutto, ma non solo, se si viaggia in colonna con altri automezzi (come non ci stanchiamo di consigliare), i fari dovranno essere tenuti accesi, soprattutto per segnalare la propria presenza. Dato però che la polvere sollevata, tanto dal vento quanto dagli automezzi, sarà molta, i mezzi dovranno procedere a grande distanza gli uni dagli altri (anche oltre un chilometro). In questo caso, pur con i fari accesi, le probabilità di perdersi sono elevate. Conviene quindi programmare soste frequenti per incontrarsi e contarsi.

Se il vento si trasforma in tempesta di sabbia non c'è scelta: bisogna fermarsi. Cercate di proteggere al meglio il motore e armatevi di pazienza.

Un problema particolare è rappresentato dai sorpassi. Quanto più ci si avvicina al mezzo che ci precede, tanto è maggiore la polvere sollevata. Il sorpasso è quindi spesso "cieco". Siate quindi particolarmente prudenti!



SULLA NEVE

La guida su neve è particolarmente difficoltosa per gli automezzi fuoristrada e comporta problemi di tenuta di strada e di capacità di trazione (aderenza). Quando qui parliamo di fuoristrada facciamo esplicito riferimento a tale tipologia di automezzo e non genericamente ad un mezzo 4x4. Infatti se la trazione integrale in una berlina è certamente utile perché può consentire di evitare l'uso delle catene e consente di procedere anche in caso di neve alta, il fuoristrada, più pesante e alto da terra, può essere governato con molta maggior difficoltà. La semplice frenata di un fuoristrada con la sua massa consistente, può essere un problema non di poco conto. Bisognerà procedere quindi con estrema prudenza e a velocità molto ridotta. Una cautela particolare è richiesta in presenza di discese e pendenze. I problemi di tenuta e di frenata vengono in questo caso ulteriormente accentuati. Sarà inoltre opportuno accertarsi che una volta scesi si abbia poi la possibilità di risalire: in presenza di neve e ghiaccio basta una piccola pendenza per rendere impossibile la risalita.

In caso di neve fresca e alta, tenete presente che la neve sospinta dalla sagoma dell'automezzo finisce col compattarsi sotto il muso dello stesso, impedendone la marcia; inoltre premendo su differenziale e telaio potrebbe causarne il danneggiamento.


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