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Enciclopedia del viaggio : Medicina
Alimenti e bevande


Tenere un corretto comportamento nel corso del viaggio è certamente il metodo migliore, ancor prima di vaccini, profilassi e farmaci vari, per prevenire semplici malesseri o ben più serie malattie infettive o parassitarie. Vediamo dunque alcuni suggerimenti in merito a quali comportamenti tenere durante il viaggio ed il soggiorno all'estero.

Numerose sono le infezioni che si possono contrarre attraverso il consumo di cibi o bevande infette. Nel capitolo dedicato alle vaccinazioni è già stato fatto cenno al rischio relativo a tifo, colera ed epatite A. Senza dimenticare altre malattie serie quali la brucellosi e l'elmintisi, parliamo qui di un altro disturbo, frequentissimo ma fortunatamente di lieve entità, che può colpire i viaggiatori in relazione al cibo ed alle bevande ingerite: la diarrea del viaggiatore.

Si tratta di un disturbo che insorge solitamente durante i primi giorni di permanenza all'estero e che normalmente si esaurisce nell'arco di 3-4 giorni. Il disturbo si manifesta con numerose e frequenti scariche diarroiche, dolori addominali e talvolta febbre. Nel caso di persistente diarrea è necessario provvedere a reintegrare i liquidi ed i sali persi bevendo molto (acqua in bottiglia perfettamente sigillata) e facendo uso di reintegratori salini (ad esempio Polase). Se non vi fosse disponibilità di tali prodotti si può ovviare preparando una soluzione composta da un litro d'acqua (sempre ovviamente accertandosi della sua purezza) a cui aggiungere mezzo cucchiaino di sale da cucina,8 cucchiaini di zucchero e una tazza di succo di frutta. Andrà poi ripristinata la flora batterica mediante assunzione di fermenti lattici (ad esempio Enterogermina) e somministrato anche un farmaco antibiotico che disinfetti l'intestino (ad esempio Rifamixina, Bimixin). I farmaci antiperistaltici, che bloccano momentaneamente le scariche, vanno utilizzati solo se è assolutamente necessario e comunque mai in presenza di sangue nelle feci, così come non devono essere somministrati ai bambini e alle donne gravide. Nel caso particolare di bambini, bisogna ricordare che essi sono più sensibili alla disidratazione, per cui è necessario provvedere ad una rapida reidratazione facendoli bere in abbondanza. Detto quanto sopra risulta evidente come sia necessario prestare molta attenzione a ciò che si beve e si mangia. Ecco dunque alcune regole per evitare di correre rischi inutili.

Consumare solo acqua imbottigliata, meglio se gasata, accertandosi che la confezione non sia stata manomessa. Non è infrequente (ne abbiamo avuto personalmente più volte la prova in India, in Africa e nei Paesi arabi) che vengano riciclate delle bottiglie vuote riempiendole con acqua di dubbia provenienza, vendute poi a caro prezzo a turisti ignari e sprovveduti. Diffidate dell'acqua in bottiglie con tappo a corona. Per le bottiglie in PET o PVC verificate che il tappo (anche se ancora apparentemente intatto) non possa essere tolto e rimesso al suo posto senza rompere il sigillo. Sono generalmente sicuri birra, vino, Coca-Cola, Pepsi Cola oppure bevande bollite quali tè e caffè anche se per queste ultime i dubbi permangono giacché la sicurezza è data solo da una bollitura di almeno 10 minuti. L'acqua del rubinetto, nei paesi in via di sviluppo, non è mai sicura. Se non avete alternative fatela bollire per almeno dieci minuti oppure filtratela o disinfettatela con gli specifici prodotti in commercio. Tra questi segnaliamo Micropur che si contraddistingue per la sua assenza di sapore ed odore. Elimina i batteri e consente la conservazione di acqua potabilizzata anche in contenitori di grosse dimensioni(taniche, serbatoi, ecc.). E' venduto in pastiglie per 1, 25, 100 litri e anche in gocce. Svolge l'azione battericida nell'arco di due ore e anche qualora ne venisse erroneamente aumentata la dose, non comporta pericolo per le persone che ne fanno uso.

L'Amuchina è un ottimo disinfettante ma il suo uso è sconsigliabile per disinfettare acqua ad uso alimentare a causa del tremendo sapore di cloro; va bene per lavare stoviglie, frutta e verdura. Non diverso è il discorso per lo Steridrolo che però rispetto al Micropur agisce più rapidamente.

E' comunque bene sapere che non vi sono prodotti che eliminino tutte le cause di infezioni intestinali senza che per contro provochino un seppur ridotto nocumento al nostro organismo. L'unico metodo sicuro e senza effetti collaterali è la bollitura per almeno dieci minuti in pentola a pressione. Oltre ai prodotti chimici visti sopra, esistono in commercio alcuni filtri potabilizzatori ideati sfruttando un brevetto della NASA, l'Ente spaziale americano. Il filtro potabilizzatore H2OK, per esempio, elimina totalmente i diversi agenti contaminanti pur lasciando passare i sali minerali essenziali per l'organismo. Se all'acqua così filtrata si aggiunge poi del Micropur si raggiungono livelli di sicurezza assai elevati.

Il filtro Katadyn fornisce circa 3-4 litri di acqua al minuto eliminando qualsiasi particella in sospensione. Anche qui poi è opportuno aggiungere Micropur e lasciare agire per il tempo necessario prima di usare l'acqua così potabilizzata.

La Pompa Katadyn è invece una grossa siringa lunga 25 cm e pesante 650grammi. Agendo su uno stantuffo si preleva l'acqua (anche da fiumi,pozzi, addirittura pozzanghere) e la si pompa, potabilizzata, dentro ad un contenitore.

Va tenuto presente che tutti questi filtri non devono assolutamente essere usati con acqua salmastra o calda, perché verrebbero irreparabilmente danneggiati.

I filtri della serie Pur Water Purifiers (importati dalla Ferrino), oltre che depuratori sono anche desalinizzatori ad azione istantanea e combinano il microfiltraggio ad una azione battericida immediata attraverso una apposita resina.

Da usare con cautela i più noti filtri a carbone attivo che si limitano ad una semplice azione meccanica e che, usati a lungo, diventano essi stessi fonte di inquinamento dell'acqua filtrata. Scomodissime da usare e anche inutili i filtri a cannuccia tipo "noi uomini duri".

In casi estremi sappiate che esponendo l'acqua alla luce per almeno 12 ore si possono eliminare (almeno in buona parte) i batteri.

Spesso si presta la massima attenzione all'acqua che si beve dimenticando di usare le stesse cautele per l'acqua utilizzata per cucinare: è un errore da non commettere. Se per esempio vi preparate un caffè solubile usando acqua semplicemente scaldata e non bollita le precauzioni prese nel bere acqua rigorosamente sicura si potrebbero rivelare inutili.

Evitare l'uso del ghiaccio. Spesso nei localini di paesi a climi caldo, se non direte nulla, vi serviranno le bibite rinfrescate con qualche bel cubetto di ghiaccio mentre ai chioschetti lungo le strade assolate, accanto ai più prestigiosi monumenti, sarete tentati da magnifiche bevande o succhi di frutta con ghiaccio tritato. Il ghiaccio è fatto con l'acqua e se l'acqua non è sicura.

Tra i cibi da evitare bisogna ricordare il latte (a meno che non sia stato bollito) e tutti i latticini, gelati artigianali compresi. I gelati confezionati di norma sono invece abbastanza sicuri. A rischio anche panna, burro, formaggi freschi, maionese e dolci con crema.

Vanno evitati i cibi crudi quali per esempio frutti di mare, carne cruda, crostacei crudi. Anche le uova crude, la manioca cruda e le arachidi crude sono a rischio. Cautela con la frutta, sola eccezione la frutta che può essere sbucciata come arance, banane, ananas, cocco, pompelmi, mele (sbucciate) ecc.. Sono invece a rischio fragole, albicocche, manghi, papaie, ecc.

Tutti gli alimenti a base di carne, selvaggina, pesce, crostacei devono essere sempre ben cotti e consumati ancora caldi: i cibi cotti conservati a temperatura ambiente per alcune ore possono essere contaminati da insetti o da altri animali portatori di microrganismi patogeni.

Evitare le carni cotte "al sangue": nei Paesi tropicali gli animali da macello sono frequentemente infestati da larve di tenia che vengono però distrutte dalla cottura. Fare attenzione al pesce di dubbia provenienza; è bene accertarsi che si tratti di prodotto fresco.

Le verdure devono essere accuratamente lavate, meglio se con un disinfettante come l'Amuchina. Evitare i cibi manipolati e quelli venduti all'aperto conservati in condizioni igieniche precarie od in presenza di mosche.

Non consumare cibi e bevande preparate da persone che si trovano soggette ad un attacco di diarrea.

Non dimenticare mai di lavare molto accuratamente le mani (ovviamente con acqua che non sia contaminata!) prima di consumare il cibo.

Ai tropici più che altrove è da evitare l'eccesso di alcolici.

Evitare le bevande gelate, frequenti cause di disturbi gastrointesti-nali che, seppur non pericolosi, contribuiscono ad indebolire l'organismo.

Nelle zone a temperatura elevata, non bere smodatamente perché più si beve e più si suda e con il sudore si disperdono importanti sali minerali (e la sete aumenta).


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