ETS home page .:. contattaci .:. faq


G E O G R A P H I C A
I T I N E R A R I
P H O T O G A L L E R Y
I N V I A G G I O
I T R A V E L L E R S
L' A S S O C I A Z I O N E






Bed & Breakfast Fiera Milano
Bigatt B&B, la miglior sistemazione nei pressi della fiera di Milano-Rho
Danimarca
BENVENUTI NEL PAESE DELLE FAVOLE
di Marco Merola
Per gentile concessione di Marco Polo Guideviaggi



Se si vuol tornare bambini, e soprattutto riscoprire l'arte di divertirsi con poco, la Danimarca è sicuramente il posto giusto dove andare.
Non a caso è il paese che ha dato i natali al famoso scrittore di fiabe Hans Christian Andersen, e non a caso qui risiede la più grande città-gioco d'Europa, Legoland, dal nome dell'inventore dei celebri mattoncini di plastica.

Ma quello che stupisce della Danimarca è soprattutto la varietà degli scenari naturali, che per la loro selvaggia bellezza lasciano a bocca aperta anche il più esperto dei viaggiatori. Nella penisola dello Jutland, così come in tutte le isole dell'arcipelago danese, possono trovare adeguato asilo sia coloro che amano tranquille località costiere lambite da un bel mare blu intenso, sia coloro che preferiscono cercare protezione nei boschi, all'ombra di alte e rigogliose conifere.
Chi poi vorrà scoprire la Danimarca attraverso le tradizioni e gli usi della gente di campagna, tenendosi a distanza dalle città più grandi ed organizzate, potrà accomodarsi in una delle innumerevoli fattorie disseminate soprattutto nell'entroterra.
Persone ospitali, allegre e generose accoglieranno a braccia aperte ed a prezzi modici chiunque gli faccia l'onore di pernottare nella loro rustica magione. Alloggiare in una fattoria significa avere una sicura base d'appoggio per le tante escursioni che è possibile fare in bici: esse possono avere come obiettivo la visita di uno dei tanti spettacolari castelli della provincia danese, o semplicemente un giro tra le policrome terre coltivate che nelle giornate di sole conferiscono una bellezza abbagliante al paesaggio.
E' vero che la Danimarca è una terra in cui non esistono montagne, ma anche pedalare in pianura per una giornata intera fa sprecare parecchie energie. Allora è bene rifocillarsi a dovere, e certamente il padrone di una fattoria non farà mai mancare sulla tavola dei suoi ospiti il morgenmad, l'abbondante prima colazione nazionale, che permetterà di saltare il pranzo senza alcun sacrificio! Se ci si trova in città può essere invece indicato consumare a metà mattino un frugale smorrebrod, tipico spuntino danese che consiste in una fettina di pane ricoperta di carne, pesce o patè, magari accompagnato da una buona pinta di birra.
La curiosità di assaggiare un bicchierino di akvavit (da oltre quattro secoli gloriosa bevanda nazionale) sarà invece una buona scusa per entrare in uno dei caratteristici e numerosissimi localini che, soprattutto durante i rigidi inverni, accolgono una miriade di giovani e meno giovani alla ricerca di divertimenti semplici ma intensi.
Non sarà difficile, soprattutto trovandosi in uno stato di ebbrezza comunicativa, fare amicizia con i danesi che, per la loro simpatia ed
apertura, sono giudicati il più "latino" dei popoli scandinavi. Se si è fortunati, qualcuno di loro potrà offrirsi come guida del luogo: al turista non rimarrà altro che godersi la calma e l'armonia che regna incontrastata anche nelle grandi città, tutte completamente scevre da smog, rumori molesti ed invadenti clacson di automobili.
Se nei primi anni del terzo millennio non è una favola questa...


Suggerimenti per una visita
Una volta scesi dall'aereo, il viaggio entra subito nel vivo: visitiamo infatti la splendida capitale danese, dove resteremo almeno due giorni. Copenaghen è adagiata come una signora elegante, discreta e ben curata, sull'estremità orientale dell'isola di Sjaelland, proprio di fronte alle coste svedesi. In città il mezzo di trasporto più pratico e meglio tollerato da tutti è la bicicletta; quindi, inforcatane una, ci lanciamo giù per la Hans Christian Andersen Boulevard, strada ricca di edifici dall'architettura singolare, facendo lo slalom tra un numero impressionante di aiuole e parchi . Ci dirigiamo poi verso l'Università, dove è immancabile la fermata al mercatino dell'artigianato di Frue Plads, un richiamo irresistibile per qualunque turista. Da qui continuiamo l'esplorazione arrivando prima al Kongelige Teater (Teatro Reale), sede naturale del balletto e dell'opera, e poi allo spettacolare castello di
Christiansborg.
Residenza reale fino al 1794, Christiansborg è oggi sede del Parlamento, della Corte Suprema e del Governo. Una volta stimolato il nostro interesse alla vita dei re, la curiosità ci conduce dritti al palazzo di Amalienborg, attuale residenza reale, dove ogni giorno alle ore 12 si svolge il cambio della guardia. Il trittico è completato dalla visita al castello seicentesco di Rosenborg, dove sono conservate le tiare reali ed i gioielli della corona.
Ma dopo la cultura arriva il momento dello svago. Ci sobbarchiamo quindi, più che volentieri, una 'turistica' passeggiata tra i canali di Copenaghen. Il più famoso, il Nyhavn, è ricco di pub e locali caratteristici dove consumare una buona birra e rilassarsi, magari facendo conoscenza con qualche locale. Per chi ne abbia voglia, è possibile fare poi una puntatina a salutare il simbolo (un po' troppo turistico, per la verità...) di Copenaghen, ovvero la bronzea sirenetta che da anni sorveglia silenziosa il porto della città; altrimenti, si può continuare a piedi il giro nella très chic zona pedonale-commerciale dello Stroget, e magari fare qualche acquisto. Come chiusura degna della visita, se si hanno bambini al seguito (ma, credete, anche se non si hanno!), una puntata
al grande parco giochi Tivoli, che offre miriadi di attrazioni in un'orgia di suoni e colori per, come dice astutamente lo slogan pubblicitario, "far restare i danesi eterni ragazzi".
Lasciata Copenaghen, imbocchiamo la strada statale 21/23 che ci porta a Roskilde; si tratta di un piccolo paese posizionato su un suggestivo fiordo, e famoso soprattutto perché nel 1100 aveva lo stato di prima sede reale e vescovile di Danimarca (nel duomo cittadino sono sepolti 38 re e regine danesi). Oggi Roskilde (che nel '98 ha celebrato con una grande festa i 1000 anni dalla sua fondazione ad opera dei Vichinghi) ospita il Museo delle navi vichinghe, uno dei più interessanti di tutta la Danimarca. Per visitarlo bisogna spostarsi fuori dal centro, verso la costa. A tal proposito, se si ha un po' di tempo a disposizione, può essere simpatico partecipare ad uno dei giri organizzati su una delle navi (i famosi drakkar), ricostruite sul modello di quelle esposte nel museo.
Da Roskilde, sempre seguendo la statale 21/23 in direzione sud, ci si può poi spostare in pochi minuti (4 km) alla vicina Lejre. E' questo un luogo magico, dove ha sede un impressionante Centro Sperimentale storico e archeologico, nel quale sono riprodotti alla perfezione siti e luoghi caratteristici dell'età del bronzo e della pietra, oltre ad un intero villaggio rurale dell'Età del ferro. Turisti e visitatori (circa 80mila all'anno) possono dunque calarsi appieno nella vita e nella realtà che hanno dovuto vivere i nostri antenati, compiendo gli stessi lavori e perfino assaporando gli stessi cibi. La cosa più curiosa in assoluto, comunque, è che ogni estate, per una o due settimane, 150 classi
scolastiche ed una dozzina di famiglie danesi chiedono ospitalità al centro allo scopo di imparare a vivere come gli uomini dell'antichità. Durante il periodo dell'"apprendistato" bambini ed adulti si vestono, vivono, lavorano, dormono e mangiano come si faceva migliaia di anni fa; unica concessione alla modernità la possibilità di rispondere alle domande dei tanti turisti che li osservano mentre svolgono le loro faccende. Gli appassionati di storia antica possono trascorrere a Lejre anche una intera giornata, noi lo abbiamo fatto. La tranquillità del luogo e la possibilità di imparare qualcosa divertendosi ci hanno letteralmente
stregato, facendoci perdere la cognizione del tempo. Anche per voi, probabilmente, sarà già notte al momento di tornare a Roskilde.

Da Roskilde ci dirigiamo ancora una volta verso sud, imboccando prima la statale 21/23 e poi la n.14 in direzione di Ringsted. All'altezza della cittadina, posta nell'entroterra dell'isola di Sjaelland, prendiamo l'autostrada E20 che ci conduce dritti sul ponte di collegamento con l'isola di Fionia. Saliamo sul ponte in una località di nome Halsskov (se avete tempo visitate lo Storebaelt Udstillingscenter, centro esposizione del Grande Baelt, dove è documentata ogni fase della costruzione di quello che è il più grande ponte sospeso del mondo, lungo oltre 17 km) e 'sbarchiamo' a Nyborg, in Fionia, dopo un tragitto velocissimo compiuto su un immenso specchio d'acqua (lo Store Baelt appunto), su cui si affacciano i più classici paesaggi costieri dei paesi del nord Europa. Una volta giunti sulla rigogliosa isola (Hans Christian Andersen, nativo di
qui, la definiva 'il giardino di Danimarca'), lasciamo la E20 e ci immettiamo sulla Statale 8 in direzione sud, verso Kvaendrup. Il paesaggio della Fionia è accidentato ma infinitamente bello, e puntellato qua e là di piccoli villaggi con case a graticcio e tetti in paglia, e interrotto da imponenti castelli e manieri. Il sud dell'isola, dove siamo diretti, è tutto un susseguirsi di zone pianeggianti e colline dalle quali si possono ammirare panorami unici. Arrivati a Kvaendrup (dove poi pernotteremo), percorriamo ancora pochi chilometri sempre sulla Statale 8 e siamo ad Egeskov, luogo nel quale si erge il meraviglioso
Egeskov Slot. E' un castello rinascimentale, sicuramente tra i più suggestivi e famosi di Danimarca, costruito su palafitte di quercia piantate in un lago (secondo la leggenda il castello prenderebbe il nome proprio dal fatto che, per puntellarne le fondamenta, venne utilizzata un'intera foresta di querce). Le stalle sono state invece trasformate dall'attuale proprietario in un museo di veicoli d'epoca. Volendo fare poi una bella passeggiata attorno alla costruzione, si ha la possibilità di attraversare un grande parco (che si estende per una quindicina di ettari) dove vi sono aiuole con fiori rari e persino un labirinto.

Lsciataci alle spalle Kvaendrup e gli spettacolari e variopinti paesaggi della Fionia del sud, ci dirigiamo ora verso settentrione, verso Odense, ricco centro noto nel mondo per aver dato i natali al favolista Andersen. Imboccata la Statale 9, dopo pochi minuti siamo a destinazione. Odense è una città strana, tranquilla ma fortemente dinamica e reattiva, sospesa tra un passato più o meno recente che si 'legge' soprattutto in alcune case e costruzioni, ed un futuro fatto di gallerie d'arte d'avanguardia tese a precorrere i tempi e le mode. Il percorso da seguire per arrivare a conoscere a fondo Odense è dunque essenzialmente storico e artistico-culturale al tempo stesso. Tenendo presente questa idea di fondo (e dopo aver pagato dazio ad Andersen, visitandone sia la
casa-museo in Hans Jensens Straede che la casa d'infanzia, dove lo scrittore visse dal 1807 al 1819, in Munkemollestraede), ci si può soffermare innanzitutto a curiosare nel grande complesso museale Brandts, un vero e proprio centro culturale che ospita una sezione espositiva dedicata alla fotografia, una alla stampa ed una a pittura, scultura, architettura, disegno industriale ed artigianato.
Dopo questo gustoso antipasto ci si può momentaneamente spostare dal centro città per andare a visitare Den Fynske Landsby. Si tratta di un enorme museo a cielo aperto, un villaggio rurale composto da una ventina di casupole del XVIII e XIX secolo, da un mulino a vento, uno ad acqua ed altre costruzioni analoghe: tanto quanto basta per stuzzicare la fantasia di un qualsiasi turista che giunga in Danimarca con la convinzione di trovare un paese ipermodernizzato ed ipercivilizzato in tutte le sue manifestazioni. Tornando verso il centro cittadino non ci si può esimere dallo scattare qualche fotografia all'Odense Radhus, il municipio in piazza Flakhaven, che di sera risplende grazie ad un indovinato sistema di illuminazione. Proprio lì vicino si può poi visitare anche Sct.
Knuds Kirke, uno dei migliori esempi di cattedrale in puro stile gotico di tutto il nord Europa. Non lontano, in Albani Torv, si trova invece la Sct. Albani Kirke, una bella chiesa romanica.

Dopo Odense abbandoniamo definitivamente la Fionia e ci spostiamo sulla terraferma, nella penisola dello Jutland, in direzione Ahrus. Compiuto un tratto sulla Statale 43 verso sud, ci immettiamo nuovamente sulla grande autostrada E20 e la percorriamo fino a Erritso, dopo aver superato il grande ponte di collegamento. Ancora un tratto di E20 e siamo sulla E45, grande nodo autostradale che collega lo Jutland da nord a sud e ci condurrà alla nostra meta. Ahrus è la seconda città della Danimarca per importanza, ed è completamente immersa in una zona tra le più belle del paese. Colline e boschi, campi e fiordi caratterizzano il paesaggio di questo spicchio di terra, il nord-est dello Jutland, che si affaccia sul maestoso Kattegat, il tratto di mare racchiuso tra Svezia e Danimarca.
Per iniziare il tour ci si sposta un po' fuori dal centro verso il castello, con annesso grande parco, di Marselisborg, residenza estiva della famiglia reale danese, aperta al pubblico quando i regnanti non vi risiedono. Non lontano c'è il Marselisborg havnevej, un simpatico porticciolo, dove ci si può fermare a scattare qualche bella foto.
Spostandosi dall'altra parte della città si arriva al Den Gamle By, il
grande museo di storia urbana a cielo aperto. E' una vera e propria cittadina ricostruita su modelli del tardo XVI secolo, ed ospita 75 case originali. E' simpatico passeggiare per le sue stradine curiosando nei negozietti e nelle botteghe caratteristiche, o soffermandosi ad ammirare le evoluzioni di performancer improvvisati. Proprio sulla collina alle spalle del Den Gamle By si trova il Botanisk Have, una immensa oasi di verde; vale senz'altro la pena fare una visita guidata alle serre, in cui sono contenute numerosissime specie rare di piante tropicali. Una volta raggiunto il centro di Ahrus, ci si può recare alla cattedrale romanico-gotica, la Ahrus Domkirke, intitolata a St. Clemens e
risalente al 1201. Fatto ciò, ci si può finalmente rilassare passeggiando per ore nella via centrale Immervad, mescolandosi alla impressionante folla
di giovani, soprattutto studenti, che anima a qualunque ora la strada e il centro cittadino.

Completata la visita di Ahrus ci imbarchiamo sul traghetto che dallo Jutland, in circa tre ore, ci riporterà nello Sjaelland, a Kalundborg.
Godetevi lo spettacolare panorama del Kattegat, e dopo gli ultimi scatti sarà già ora di risalire in auto, percorrere per un centinaio di chilometri la statale 23 (che dopo Roskilde diventerà statale 21) e raggiungere Copenaghen, da dove ci attende il volo per l'Italia. Un ultimo saluto alla terra delle fiabe...et voilà, di nuovo a casa.
Come in un sogno troppo breve...


di Marco Merola


PAESI CORRELATI CON QUESTO ARTICOLO

DANIMARCA



Sito ufficiale della European Travellers Society
1999-2007 (c) Rights Reserved | Statuto dell'associazione