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Italia
L'ISOLA PALMARIA
di Franco Tagliaferri
Per gentile concessione di Marco Polo Guideviaggi



Al limite ovest del Golfo della Spezia, si spengono nel mare le estreme propaggini montuose che discendono dal crinale appenninico e che danno vita all'isola Palmaria (200m), all'isoletta del Tino (121m) e allo scoglio del Tinetto (17m). Palmaria, separata da Portovenere da uno stretto braccio di mare, è una graziosa isoletta ricoperta da una folta macchia mediterranea la cui specie più diffusa è la ginestra profumata. Il versante settentrionale è ricco di pini e lecci, con un sottobosco di erica arborea. Il versante occidentale è invece dominato dalla falesia, la cui conformazione origina splendidi spettacoli naturali, con superbe scogliere, insenature e grotte (ne sono state censite ben 20). Tra queste, la grotta Azzurra, cui si accede solo con la barca a remi, è certamente la più suggestiva, mentre la Grotta dei Colombi è nota per i ritrovamenti, cui viene fatta risalire la presenza dell'uomo preistorico quando ancora le tre isole erano unite alla terraferma. L'isola era al centro di un'area di insediamenti monastici benedettini, che si protrassero fino alle incursioni dei Saraceni, nel XV secolo. Questa zona fungeva da cerniera tra la Repubblica di Genova e quella di Pisa.

L'Isola può essere raggiunta con il treno fino alla stazione di La Spezia, da qui, in 10 minuti a piedi, arrivate all'imbarcadero, ove il battello vi condurrà prima a Portovenere, poi al Molo del Terrizzo (punto di partenza). In periodo di bassa stagione quando le corse dei battelli scarseggiano, l'alternativa è l'autobus (la fermata è nei pressi della stazione), che vi porterà fino a Portovenere, da dove raggiungerete l'isola con il battello o con imbarcazioni private, facilmente reperibili, e a costi contenuti. Medesimo discorso per il rientro a La Spezia.
Dal Molo del Terrizzo, prendendo a sinistra e fiancheggiando il Forte Umberto I, eretto nel periodo del Conte di Cavour, dopo poco giungerete presso Punta Scola. Di fronte, sul mare, ecco apparire l'antica torre Scola, fortificazione costruita dai genovesi nel 1606. Salite dolcemente aggirando l'isola fino a 100m e percorrete il tratto pianeggiante sopra Cala dello Schenello, Cala Fornace e Punta Mariella. Il sentiero scende quindi bruscamente, e si arriva sul mare entrando nello stabilimento balneare dell'Aviazione Militare. Qui è consigliata la sosta per il pranzo, al sacco o, per i più esigenti, al ristorante Il Pozzale, sotto i pini sul mare, dove potrete abbuffarvi di specialità della cucina ligure. Tenete poi la destra sul mare fino alle Cave di Portoro del Pozzale, attive fino a pochi anni fa, dalle quali si ricavava un rinomato marmo nero dalle striature brillanti e dorate. Risalite e fiancheggiate la Grotta dei Colombi, a 65m. A questo punto il sentiero si inerpica e continua salendo sul bordo della falesia. La vista sul mare è davvero spettacolare: foto a volontà! Si procede, quindi, lungo i bordi delle antiche cave, costeggiando gli strapiombi e lungo la vecchia mulattiera, fino ad una sella a 170 m, e di qui fino ai 200m, nella zona del Forte Cavour.
Dopo una sosta, potrete iniziare la discesa, scegliendo tra due possibilità:
1) percorre in discesa i tornanti della stradina che giugne fino al Forte e che, zigzagando, vi condurrà attraverso la parte centrale dell'isola fino a Cala Alberto, sul mare, e di qui al molo del Terrizzo.
2) l'opzione più suggestiva e panoramica: continuare seguendo la sella pianeggiante fra il Forte Cavour e il Semaforo (punto di segnalazione che serviva da indicazione alle imbarcazioni, ora non più in uso), fino ad un traliccio dove troverete una piazzola con uno spettacolare punto di osservazione: qui di fronte a voi, si erge Portovenere, l'antico borgo costiero dall'originaria funzione militare/marinara, situato a guardia e difesa del golfo. Notate la struttura compatte delle case, la "palazzata" sul mare, dai diversi colori, costruita con scopi di difesa. In posizione sovrastante, le strutture del castello. Sulla sinistra, la punta di S. Pietro, con la chiesa omonima in marmo nero "il Portoro", della Palmaria. Quindi il sentiero si stringe di colpo e si tuffa nella vegetazione scendendo e seguendo i crinali. Improvvisamente, noterete che alla vostra sinistra si aprono balconate sul mare e, sopra, le Bocche, dove sono visibili le zone adibite ad allevamenti di mitili, con le caratteristiche coltivazioni su paletti di legno. Scendete ancora sopra la costa, verso punta Carlo Alberto ed arrivate sulle scogliere. Da qui, il sentiero prende a destra, aggirando la parte che si affaccia su punta S. Pietro, per tornare poi al Molo del Terrizzo.

Qualora abbiate il tempo di fermarvi due giorni, potreste pernottare alla Locanda Lorena, unica sull'isola, aperta da Pasqua a settembre, con un ristorante che ricorderete per un bel pezzo. In questo caso potreste dedicare più tempo alla visita di Portovenere, seguendo il percorso dalla Piazza Bastreri ed entrando nel borgo "genovese" per l'antica porta. Proseguite quindi lungo la stretta Via Cappellini, asse di sviluppo dell'abitato medioevale, terminando in Piazza Spallanzani. Sulla destra, una scalinata scende alla grotta Arpaia (ricordata anche da Byron), salite per i gradoni fino alla chiesa di S. Pietro. Una breve scala vi porterà sul terrazzo sopra le arcate del portico. Siete in uno dei punti più suggestivi. Di fronte a voi la Palmaria, separata dalle "Bocche", sulla destra l'isola del Tino, e sotto di voi le bianche scogliere a picco per 100 metri sul mare; tutto intorno le onde che assediano rombando questa difesa naturale. Ritornate poi sul molo di Portovenere e, se avete tempo, utilizzate i vaporetti per il giro delle isole e del promontorio.


di Franco Tagliaferri


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