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JUNKANOO,RITMI AFRICANI DI UNA NOTTE CARAIBICA
di Cico B




Market Place, dove per sei giorni alla settimana si svolge un coloratissimo mercato, e l'animatissima Bay Street, sono il cuore del festival africano di "John Connu" che si tiene in Nassau, la capitale delle settecento isole che compongono l'arcipelago delle Bahamas. Ed proprio a Nassau che giungiamo il giorno dopo il Capodanno, per assistere a questa festa della musica, una volta assai diffusa anche lungo le coste della Carolina, negli Stati Uniti, ed in altre zone caraibiche di lingua inglese. Quando vi arriviamo, Bay Street e Market Place sono insolitamente deserte.
Trascorriamo ozoisamente la giornata passeggiando per le vie della capitale, nell'attesa del grande evento ormai imminente. Ci rechiamo nella zona del porto, abitualmente molto frequentata, dove si trovano i ristorantini all'aperto presso cui si servono le deliziose conch, grose conchiglie dal succulento mollusco caratteristiche di questa regione. Tuttavia anche qui c' un surreale e solitario silenzio ed i localini sono chiusi. C' nell'aria un senso di attesa, riposando e ricaricandosi tutti si preparano per il Boxing day, cio il giorno in cui si tiene il junkanoo.
La parola junkanoo, discende dal nome "John Connu" a sua volta derivato probabilmente dalla contaminazione anglofona del nome di un capotrib africano che, prima di essere catturato e deportato come schiavo in America, agli inizi del Settecento fu a capo di un territorio nell'odierna Costa d'Avorio. Con il nome di John Connu, da cui junkanoo, si definiscono per consuetudine quel genere di feste legate alle antiche tradizioni importate dell'Africa occidentale, al seguito degli schiavi negri provenienti da quelle regioni.
I bahamensi, per la maggior parte discendenti dagli schiavi africani, si preparano con trepidante partecipazione a quello che rappresenta l'evento principale legato alle loro lontane origini. All'epoca dello schiavismo, infatti, era tradizione concedere agli schiavi tre giorni di riposo a ridosso delle feste cristiane del Natale e del Capodanno. In quelle occasioni gli schiavi si lanciavano in scatenati festeggiamenti improntati alla non dimenticata tradizione africana.
Questi festeggiamenti, a Nassau, si tenevano allora come oggi, in Market Place e Bay Street dove, per l'occasione, si accumulavano cibi succulenti, verdure e frutta. Le musiche erano suonate dalla Militia Band e da John Connu e i suoi allegri compagni, che danzavano su alti trampoli, tra esplosioni di petardi e mortaretti.
Dal 1890 la celebrazione del junkanoo ha iniziato ad assumere un significato particolare per i bahamensi, rafforzando la sua valenza culturale, legata alle antiche origini africane.
Alle due della notte del Boxing day, raggiungiamo quindi Bay Street per assistere a questo singolare evento. La strada gi animata. Migliaia di persone eccitate si affollano dietro le transenne oppure prendono posto sulle tribune appositamente allestite o sotto la statua austera e imperturbabile della britannica Regina Vittoria. Nella folla colorata e impaziente spiccano ragazzi con le treccine alla Bob Marley, altri che indossano cappelli colorati e, forse inopportuni date le ombre della notte, occhiali da sole. Da una radio irrompono nell'aria le note di Jimmy Cliff in "River of Babylon" con chiari influssi della vicina Jamaica.
Il junkanoo uno degli eventi pi attesi dell'anno e attira frotte di grassi turisti americani, ma anche il popolino locale, proveniente da tutte le isole dall'arcipelago.
Col trascorrere dei minuti la folla va infittendosi e lo spazio diventa sempre pi angusto. I poliziotti di colore coi loro colletti bianchi inamidati nella bella uniforme coloniale, trattengono e incanalano la folla, che si prepara alla sfilata che sta per iniziare.
Intanto gruppi mascherati iniziano a percorrere le strade.
I costumi sono elaborati e dai colori brillanti. Qualcuno accende un fal, attorno al quale i suonatori riscaldano la pelle dei tamburi per migliorarne il suono.
Alcune ragazze finiscono di truccarsi e di acconciarsi i capelli. Mi aggiro per le strade affollate mischiandomi ai gruppi mascherati e assistendo ai preparativi per la sfilata. Ecco, viene dato il segnale, la festa comincia!
Il flusso dei gruppi in maschera accompagnato da carri allegorici si fa continuo e, mischiato tra loro, mi lascio trascinare dalla folla colorata e chiassosa. Maschere bellissime, acconciature estrose, costumi variopinti, e tanta, tanta musica: corni, campanacci, tamburi, fischietti, maranzane, xilofoni, trombe, trombette, tromboni.... E' un fiume in piena che sfila per le vie della citt, in un'orgia frenetica di ritmi africani.
Gli spettatori sono in tripudio; il coinvolgimento generale. I carri allegorici si susseguono: "forte Apache", "la festa della mamma", "il compleanno", "il Presidente delle Bahamas"... . La sfilata prosegue per tutta la notte tra balli e musiche, nell'eccitazione generale. Tutti si agitano sotto l'effetto coinvolgente delle musiche: i venditori di bibite e panini, la coppia di innamorati, attempate signore, grassi turisti americani, bambini scatenati, gli operatori TV, i (non pi) compassati poliziotti nelle eleganti divise, tutti si muovono freneticamente, contagiati dai ritmi incalzanti.
L'atmosfera elettrizzante mi eccita e trascina nella festa sino alle prime luci dell'alba. Con il sorgere del sole la luce abbagliante del mattino inonda le strade. Sui visi si cominciano a scorgere i primi segni della stanchezza, i trucchi si liquefano, i camuffamenti si sfaldano, il sudore riga i volti e intride i costumi.
La festa ormai volge al termine e va lentamente spegnendosi. In Rawson square il momento della premiazione delle maschere e del carro allegorico pi belli, in un ultimo tripudio di musiche e colori, mentre io mi avvio verso l'hotel, stanco ma soddisfatto per lo spettacolo affascinante a cui anch'io ho preso parte in questa focosa notte del junkanoo.


di Cico B

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